Butch Cassidy ed Etta Place si incontrano

A cura di Omar Vicari


Butch Cassidy ed Etta Place
Lord Harold Carlisle, nobile inglese, aveva una “nipote”. Lei era una graziosa, precoce ragazza irlandese con una certa predisposizione alla ribellione. Il suo nome era Laura Etta Capel che sarebbe stata in seguito meglio nota col nome di Etta Place. Suo padre, Hon. George Capel, aveva sposato Hazel,la sorella di Lord Carlisle.
Hazel non era comunque la madre di Etta e così la relazione tra la ragazza e suo “zio” Carlisle non si poteva definire consanguinea.
La vera madre di Etta era Louisa Frewen, donna dell’alta nobiltà inglese, nonché cognata di Clara Jerome, la cui sorella, Jennie Jerome era la madre del futuro Primo Ministro inglese Winston Churchill.
Etta Place e Winston Churchill erano quindi imparentati in qualche maniera.
Etta era nata in Irlanda il 25 Novembre 1876. All’età di tredici anni, la ragazza lasciò il suo paese per avventurarsi nel West americano alla ricerca del padre. Ella sperava di ritrovarlo presso il Carlisle Ranch in Utah dove arrivò nei primi mesi del 1889. A dispetto dei suoi tredici anni, Etta mostrava di essere più matura della sua età. Trovò subito una sistemazione presso il ranch Carlisle denominato “White House”. L’avvenenza della ragazza non sfuggì agli occhi dei rozzi cowboys del ranch che presto iniziarono a litigare tra loro per attirare la sua attenzione.


Jenny Jerome e Randolph Churchill

Lei ne era lusingata, ma dovette essere presto separata dai cowboy da Latigo Gordon, il figlio che Mrs. Carlisle, aveva avuto da un precedente matrimonio.
Un giorno scoppiò un alterco tra Bob Davis e Tom Ricketts. Henry Honaker, un cowboy del ranch che quel giorno era presente, ricordò l’incidente molti anni dopo in tarda età.

“ Bob Davis e Tom Ricketts entrambi avevano occhi per la graziosa piccola Etta, la nipote di Lord Carlisle.
Davis era un texano testardo che voleva l’esclusiva sulla ragazza. anche a costo di passare sul corpo di Ricketts.
I due si sarebbero sparati l’un l’altro se non fosse intervenuto Latigo Gordon a separarli e a dire: Sembra che qualcuno oggi debba morire, ma io vi dico che sparerò a quello che resterà in piedi.
I due riposero le armi e per quanto io ricordi non ci furono più guai tra i due.”

Tom Ricketts ebbe comunque il privilegio di accompagnare Etta a uno di quegli incontri sociali organizzati da Lord Carlisle.
Tom Ricketts fu il primo interesse romantico di Etta. Lui aveva ventidue anni mentre Etta ne aveva tredici, seppure mostrasse essere più grande.
Laura Etta Place nel 1883Ricketts era consapevole che lei era la figlia di Capel e lei sapeva che il vero nome di Tom era Dan Parker, un cowboy del ranch, tra l’altro ricercato dalla legge, uno che aveva partecipato alla rapina della banca di Telluride in Colorado, rapina alla quale aveva partecipato anche Latigo Gordon. Ma a lei non importava nulla perché col suo carattere ribelle trovava tutto ciò eccitante.
Ben presto però anche l’amore nei confronti di Dan Parker finì a causa del suo arresto.
Daniel Sinclair Parker, fratello minore di Robert Leroy Parker (Butch Cassidy), il 19 Ottobre 1890 fu rinchiuso nella prigione di Laramie (Wyoming).
Al “White House” Carlisle Ranch spesso scoppiavano delle risse. In una di queste Bill Edwards, uno dei cowboy del ranch sparò a Latigo Gordon.
Dave Goudelock era presente quando scoppiò la rissa e ricordò in seguito quanto avvenne:

“Noi eravamo stati invitati al ranch di Lord Carlisle, il White house, così chiamato perché il colore della casa era quasi totalmente bianco. Inoltre, era la sola costruzione di un certo pregio in tutta la contea. Nella sera Gordon e Edwards iniziarono a litigare. Presto tutti i cowboys del ranch furono coinvolti nella rissa.
I fratelli della moglie di Lord Carlisle, Bill e Bob Kelly, non avevano simpatia per Gordon e spingevano Bill Edwards a uccidere il nipote. Le pallottole non colpirono nessuno, ma quando fu tutto finito, i mobili e un pianoforte erano pieni di buchi causati dalle pallottole.
La rissa continuò tra i due la mattina successiva. Io ero ancora a letto nella dependance del ranch quando sentii gli spari. Mi avviai di corsa verso l’edificio centrale e trovai Gordon con una ferita al torace.
Non c’era un dottore nell’arco di un centinaio di miglia. In mancanza del medico, fu il vecchio Hickory a estrarre il proiettile dal torace di Latigo Gordon.”

Latigo Gordon, figlio avuto da un precedente matrimonio di Mrs. Carlisle e il cui vero nome era William Eugene, aveva la mano destra mancante di alcune dita, perse nel tentativo di immobilizzare con una frusta un vitello selvatico. ( “Latigo” in spagnolo significa appunto frusta).
Dan Parker con le sue figlie
Dopo la sparatoria alla “White House” Ranch, un dottore venuto da Denver diede a Gordon, visitandolo, una settimana di vita. Gordon guardò in faccia il medico e gli disse: “Che tu sia dannato, io cavalcherò ancora la prateria quando tu sarai morto”. Due anni più tardi, effettivamente il medico morì, mentre Gordon visse ancora per quarantasei anni. Morì a Ogden (Utah) nel 1937.
Sua madre, Mrs. Carlisle, mise una taglia di 1000 dollari sulla testa di Bill Edwards, invano perché Edwards sparì letteralmente dalla regione.
Il 25 Novembre 1890, circa due mesi dopo l’arresto di Dan Parker, Etta Place celebrava il suo quattordicesimo compleanno con una generosa festa presso la “White House” assieme ai cowboys del ranch.
Quella fu una storica occasione che vide per la prima volta insieme Butch Cassidy, Harry Longabaugh, Elza Lay e Etta Place.
Dave Goudelock, che era presente, ricordò in seguito:

“Lord Carlisle e sua moglie tenevano al ranch frequenti feste o come li chiamavano loro incontri sociali.
I partecipanti dovevano essere persone di una certa rispettabilità, anche se talvolta erano presenti i fratelli di Mrs. Carlisle, Bill e Bob Kelly con i loro amici ai quali invece mancava quella rispettabilità richiesta.
A quella festa per il compleanno di Etta, uno dei cowboy, Bill Johnson, sembrava particolarmente ubriaco come spesso gli accadeva. Spingendo da una parte gli altri cowboys, voleva Etta esclusivamente per se. Al contrario, la ragazza rifiutava di ballare e quando glielo disse, Johnson afferrò Etta in modo volgare replicando che era il suo turno di ballare con lei.
Quella fu la prima volta che io vidi Butch Cassidy. Lui si avvicinò a Johnson e lo colpì con forza scaraventandolo sotto il pianoforte. Johnson era troppo ubriaco per rialzarsi e allora Bob Kelly lo trascinò fuori dalla casa.
A quel tempo io non sapevo chi fosse Butch Cassidy. Noi lo conoscevamo come George Parker quando lavorava per i Carlisle. Io sentii una serie di cose inerenti a rapine a banche e treni dopo che lui lasciò il ranch, ma fu solo anni dopo che qualcuno mi disse che George Parker e Butch Cassidy erano la stessa persona.”

La lite tra Cassidy e Bill Johnson non rovinò l’atmosfera della festa in corso. Etta Place suonò il pianoforte, Harry Longabaugh suonò il clarinetto accompagnati dalla fisarmonica di Butch.
Harry Green, uno di quelli che presenziavano la festa, raccontò anni più tardi gli eventi di quella festa:

“Apparecchiata, c’era una grande e generosa tavola, con parecchio cibo e frutta in abbondanza accompagnati da ottimi vini. Nessuno di noi aveva mai visto qualcosa del genere prima. La musica era assicurata da Etta Place al pianoforte, Butch con la fisarmonica e Longabaugh col clarinetto.
Mentre ballavamo, verso mezzanotte si scatenò un forte temporale e pensammo che sarebbe stato difficile attraversare il Colorado River che nel frattempo era diventato minaccioso.
Alcuni dei presenti, abbastanza ubriachi, si divertirono a oscillare appesi ai lampadari”.

Etta Place confermò le parole di Harry Green nelle sue memorie dicendo: “Ho imparato a suonare il piano da bambina a Dublino e poi a Londra e poi ho imparato a ballare.”
Questo, dalle sue memorie, è il resoconto del suo primo incontro con Butch Cassidy:

“Io e Butch ci incontrammo a una di quelle feste che si tenevano alla White House. In una di quelle occasioni, uno dei cowboy, con fare presuntuoso e visibilmente ubriaco, si comportò in maniera insolente nei miei confronti. Nella discussione che seguì, nel momento in cui il giovane cowboy si rivolse con parole denigratorie nei miei confronti, improvvisamente un pugno passò sopra la mia spalla, arrivando sulla mascella del cowboy ubriaco spedendolo disteso sul pavimento. Il pugno partì da un altro giovane, quello che conoscevamo tutti col nome di George Parker e che in seguito sarebbe stato noto come Butch Cassidy.
Giustizia era stata fatta e io lo ringraziai di fronte ai commensali.
Il giorno successivo stavo cavalcando verso l’ufficio postale di Monticello (Utah) quando incontrai l’uomo che la sera prima aveva preso le mie difese. In testa aveva un grande sombrero che quasi toccava terra e mi parlò. Era splendido nel suo portamento. Mi accompagnò all’ufficio postale e poi di ritorno verso casa.
Ci presentammo con la promessa di incontrarci di nuovo. Quella sera dissi di quell’incontro alla mia famiglia. Con mio stupore, mio zio (Lord Carlisle) mi mise in guardia da quel ragazzo, mi disse di fare attenzione, ma io non ne tenni conto e infatti non ci fu una notte in cui non ci frequentammo.
Uno dei miei cugini (probabilmente Bob Kelly) mi proibì di vedere e anche parlare a quel ragazzo che io invece cominciavo a considerare come il mio nuovo amore. Butch però mi raccontò tutto di se e mi mise in guardia dicendomi che la vita con lui non sarebbe stata semplice.
Accompagnarmi con lui avrebbe voluto dire tagliare tutti i ponti con il mio mondo e il modo di vivere all’interno della mia famiglia.”

Ma aldilà di tutto, Etta Place era fortemente presa da questo suo nuovo amore. L’indignazione di Lord Carlisle era comunque comprensibile in ragione della sua posizione in società e sebbene Cassidy fosse ben accettato da tutti, era pur sempre un fuorilegge, non certo il giusto compagno per una giovane ragazza irlandese discendente da una nobile famiglia inglese. La precedente relazione di Etta col fratello di Butch, Dan Parker, era finita. Queste che seguono sono ancora le parole di Etta Place:

“Io sapevo a cosa andavo incontro quando lui mi prese per mano. Aveva sette anni in più di me ed era bello come una statua greca, un cavaliere coraggioso, gentile e fedele. Lui era il mio Robin Hood che senza paura cavalcava le praterie, guadava i fiumi dove i guadi non c’erano e difendeva i deboli da chi li opprimeva.
Il suo vero nome era Robert LeRoy Parker, da tutti conosciuto come “Butch”.
Veniva da una buona famiglia e aveva una educazione sopra la media. Era atletico e senza un filo di grasso nella sua struttura. Era forte, muscoloso e svelto come una pantera. Le donne si sentivano sicure nelle sue mani come pure i bambini. I suoi amici potevano contare su di lui sino alla morte.
Giocatore incallito, raramente toccava liquori e non indulgeva mai in droghe di qualsiasi sorta. Era svelto con la pistola e aveva una buona mira. Aggiungete a tutto questo che aveva occhi scuri che ti penetravano e capelli castani ondulati e allora capirete il perché ero disperatamente innamorata di lui pur sapendolo un razziatore di bestiame e un rapinatore di banche e treni. Nessun uomo avrebbe potuto trattare meglio una donna e non ricordo di averlo mai sentito alzare la voce contro di me.
Fu sempre tenero e gentile verso di me. Ho sempre pensato che potesse vincere qualsiasi avversità e che potevo essere assolutamente al sicuro nelle sue mani.”


Sundance Kid ed Etta Place

Butch non poteva ciondolare ancora per molto presso il ranch “White House” di Lord Carlisle. Era ancora ricercato per la rapina alla banca di Telluride. In seguito alla rapina, Cassidy si rifugiò presso il Brown’s Park assieme a Matt Warner e Tom McCarty.


Ben visibile nella foto il gioiello comprato da Tiffany e che Sundance regalò a Etta

Quando Cassidy, tempo dopo, finì in prigione, il loro rapporto si interruppe, più o meno attorno il 1893. Etta si legò allora a Harry Longabaugh (Sundance Kid) che poi sposò a New York.

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