Wild Bill Hickok, Rock Creek Station e il massacro McCanles

A cura di Mario Raciti e Sergio Mura

Rock Creek Station fu aperta nel 1857 sulla pista che portava all’Oregon e alla California.
Adagiato beatamente lungo la riva occidentale del Rock Creek, un torrentello del Nebraska, il posto di scambio veniva utilizzato regolarmente dai viaggiatori isolati e dalle carovane che cercavano l’ovest con marce infinite.
Rock Creek Station non era un granchè come costruzione…
Era un piccolo agglomerato di baracche di legno sistemato meglio che si poteva con i mezzi di fortuna a disposizione di un certo S. C. Glenn.
Non mancavano uno spaccio sempre aperto e ben rifornito di liquori, bevande varie e viveri, ed una sorta di magazzino adibito a granaio in cui Glenn vendeva grano e provviste a tutti quelli che si fermavano alla sua “stazione”.


Rock Creek Station

Il corso delle cose di Rock Creek Station cambiò neppure due anni dopo la sua nascita e cambiò per puro caso. Nella primavera del 1859, infatti, un certo David McCanles e suo fratello James si trovavano lungo la via che portava ai campi minerari del Colorado, quando furono raggiunti dalle tristi notizie sulle sfortune di moltissimi minatori che, perso ogni avere nell’inutile ricerca della ricchezza, facevano un mesto rientro a est su quella stessa pista. I due aspiranti minatori, scoraggiati, decisero di lasciar perdere il loro progetto originario e investirono ogni loro soldo nell’acquisto del posto di scambio di Rock Creek.
Pagato Glenn, i due McCanles si dedicarono anima e corpo alla loro stazione.
Migliorarono le strutture dello spaccio e costruirono un ponte sul torrente. Era un’idea semplice e geniale perchè prima i pionieri erano costretti ad attraversare il torrente con i loro carri e ciò portava via parecchie ore per ogni singolo attraversamento.
Per l’uso del loro ponte i McCanles si facevano pagare da 10 a 50 centesimi per ogni carro che lo attraversava, orientando il prezzo in base a considerazioni particolari legate alla grandezza del mezzo e alle apparenti possibilità economiche del proprietario.
David McCanless
In un secondo momento i McCanles costruirono delle altre baracche sulla riva opposta, chiamandole romanticamente “East Ranch”.
L’anno seguente David McCanles affittò l’East Ranch alla “Russell, Waddell & Majors Company”, che possedeva la Overland Stage Company e che aveva fondato il famoso servizio del Pony Express.
Presso l’East Ranch la compagnia stabilì Horace G. Wellman come responsabile della stazione e James W. Brink, detto “Doc” , come responsabile del magazzino e degli approvvigionamenti. In un momento successivo, sull’onda del successo commerciale, la Compagnia comprò l’East Ranch in cambio di un congruo pagamento, parte in contanti e parte a rate.
Da allora l’East Ranch fu utilizzato come fermata per il servizio del Pony Express, mentre il West Ranch continuò a servire come luogo di sosta per gli emigranti e come abitazione della famiglia McCanles.
Nell’Aprile del 1861 David McCanles decise di vendere tutto il West Ranch a Hagenstein e Wolfe, trasportatori di merci. Subito dopo spostò la sua famiglia in una località poco distante, appena 3 miglia a sud di Rock Creek Station.
Astutamente McCanles riuscì ad imporre un contratto-capestro nella vendita del suo prezioso ponte. Grazie ad alcune clausole il ponte rientrava in suo possesso al primo mancato pagamento di una rata e questo consentì la vendita numerose volte.
Tra fine aprile inizio di Maggio del 1861 la Rock Creek Station assunse un giovane ventiquattrenne in qualità di responsabile del magazzino.


Una carovana nel 1847

Era James Butler Hickok, il futuro “Wild Bill”, che entrò subito in contrasto con David McCanles.
McCanles, infatti, si era fatto la reputazione di bullo del posto e prese a stuzzicare Hickok a causa del lungo naso e delle labbra sporgenti – queste ultime gli erano valse il soprannome di “Duck Bill” – e per alcune sue caratteristiche femminili.
Hickok, già irrequieto da allora, reagì avviando un corteggiamento serrato di una una donna di nome Kate Shell su cui McCanles, nonostante fosse sposato, aveva posato gli occhi.
Non passò molto che la Overland Stage Company, in evidente stato di crisi finanziaria, ebbe difficoltà a pagare le rate relative alla vendita del ranch e così il 12 Luglio 1861 McCanles, insieme al figlio dodicenne Monroe e a due amici, James Woods e James Gordon, si recò furibondo alla “stazione” per capire cosa stesse succedendo.


Wild Bill Hickok

L’approccio da prepotente di David mccanles e una situazione già tesa per i problemi economici costituirono la miscela per rendere esplosiva la situazione, al punto che non tardarono a volare imprecazioni e insulti, subito seguiti da qualche spintone e, si dice, anche qualche schiaffo.
Il resto non è noto nei dettaglie, ma dalle parole si passò alle pistole e ci fu una fitta sparatoria nel corso della quale Hickok sparò in rapida successione a mccanles e a Woods e Gordon, mentre il dodicenne figlio di mccanles riusciva miracolosamente a guadagnare la porta e fuggire verso casa. Woods e Gordon, feriti gravemente, morirono più tardi.
Su cosa realmente accadde in quei pochi minuti concitati non si è mai smesso di dibattere, basandosi prevalentemente su congetture e considerazioni personali, ma l’unica descrizione esistente è quella di Monroe mccanles che scampò alla morte per miracolo.
Monroe sostenne che suo padre era molto seccato per non aver ricevuto i soldi nei tempi dovuti e che pensò di andare a prenderli direttamente dalle mani dal responsabile, Horace Wellman. Quel giorno però Wellman era andato a Brownville per cercare di recuperare il denaro occorrente al pagamento, ma per qualche motivo ritornò a mani vuote.


Il ponte sul Rock Creek

McCanles, già abbastanza nervoso e col suo solito modo di fare da prepotente, disse chiaramente che se non avesse ottenuto subito i soldi, sarebbe stato nel diritto di riprendere possesso del ranch.
Alla “stazione” McCanles chiamò a gran voce Wellman, inimandogli di uscire fuori. Uscì la moglie, Jane Wellman, seguita da vicino da Bill Hickok. La signora disse a mccanles che non sapeva dove fosse suo marito, ma ovviamente non venne creduta.
Infastidito dal fatto che Bill Hickok si fosse schierato con i Wellman, McCanles gli chiese: “Jim, non siamo forse amici, noi?”. Hickok annuì e McCanles approfittò di questo semplice gesto distensivo per chiedere un po’ d’acqua e per entrare nella stazione. Gli altri tre rimasero all’esterno della baracca.
Improvvisamente, McCanles comprese di essere in pericolo. Aveva visto che Hickok si era spostato velocemente dietro una tenda che divideva in due il locale e intuendone le mosse posò subito il mestolo e si accostò a un’altra porta. Essendo disarmato, McCanles disse: “Ora, Jim, se hai qualcosa contro di me, vieni fuori e risolviamola subito”.
La risposta di Hickok fu una fucilata che uccise McCanles all’istante scaraventandolo fuori dalla baracca. Per una tragica fatalità il fucile che Hickok usò per sparare era stato di proprietà di McCanles che l’aveva lasciato alla stazione per difendersi in caso di pericolo.


La scena della sparatoria

Sentendo lo sparo, Woods e Gordon si precipitarono nella baracca ma il primo venne subito fermato dalle pallottole delle Colt di Hickok. A finirlo ci pensò Wellman a colpi di zappa.
A questo punto Hickok rivolse l’attenzione a Gordon, scaricandogli addosso il caricatore. L’uomo, ferito, tentò la via del torrente, ma gli andò male perchè fu inseguito e raggiunto da Doc Brink e ucciso da una scarica di pallini del suo shotgun. Monroe scansò di un soffio un colpo di zappa di Wellman e scappò verso casa, tre miglia a sud.
McCanles e Woods, distesi dentro una semplice cassa da morto, furono sepolti sulla Soldier Hill. Gordon invece fu avvolto in una coperta e seppellito proprio dove era stato ucciso, sulla riva del torrente.
Agli inizi del 1880 la costruzione del ramo della ferrovia “Burlington and Missouri River” intersecò la Soldier Hill e i corpi di McCanles e Woods furono riesumati e nuovamente seppelliti al Fairbury Cemetery.
Nel frattempo, il 15 luglio 1861, James McCanles, fratello di David, aveva ottenuto che venisse emesso un mandato di arresto, che fu prontamente eseguito, per Hickok, Wellman e Brink quli autori degli omicidi di McCanles, Woods e Gordon.


Le baracche del posto di scambio

Il processo si svolse a Beatrice e fu una specie di farsa. Dapprima venne rigettata la testimonianza del giovane Monroe motivando il rifiuto con la giovane età; poi fu accolta la tesi della difesa che sostenne una evidente condizione di legittima difesa. Da qui alla completa assoluzione il passo fu breve.
Negli anni successivi, con la fama di Wild Bill crebbe anche l’alone di leggenda che circondava i fatti del “Massacro mccanles”. Lo stesso Hickok contribuì ad accrescere la confusione sulla vicenda con un resoconto, raccolto dal colonnello Ward Nichols e pubblicato su “Harper’s Monthly Magazine” nel 1867.


Wild Bill su Harper’s New Monthly Magazine

Secondo Wild Bill, quel giorno McCanles era giunto alla baracca con otto dei suoi uomini, definiti “i peggiori desperados della frontiera, ladri di cavalli, svaligiatori di banche e assassini”. Erano tutti armati fino ai denti e McCanles fu ucciso dal fucile Hawkins in mano a Wild Bill non appena irruppe violentemente nella baracca. Quando i rimanenti banditi gli si lanciarono contro Hickok ne uccise quattro con la sua pistola ed i successivi a colpi di coltello, lanciando fendenti a destra e a sinistra fin quando non si ritrovò solo con i suoi assalitori distesi in una pozza di sangue.
Sempre secondo questo particolare resoconto, il celebre pistolero aveva riportato ben 11 ferite di arma da fuoco e una dozzina di arma da taglio.
Quella “battaglia”, conosciuta poi come il “Massacro McCanles”, fu il trampolino di lancio per la leggenda del “Principe dei pistoleri”.

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Commenti

Una risposta a “Wild Bill Hickok, Rock Creek Station e il massacro McCanles”

  1. Mario, il 23 agosto 2007 17:25

    Eccellente, davvero eccellente. E la frase “A cura di Mario Raciti e Sergio Mura” mi suona bene :D

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