La Guerra Civile americana nelle memorie di un soldato comune

Il libro che vi presentiamo oggi è veramente meritevole dell’acquisto da parte di tutti gli appassionati della storia della Guerra di Secessione. In un mercato italiano che è onestamente abbastanza avaro di uscite legate alla Civil War, questo bel volume ha tanti meriti. Il primo è un’ottima traduzione che è capace di restituire intatta l’atmosfera che il narratore ha voluto creare.
“La Guerra Civile americana nelle memorie di un soldato comune” è, infatti, il resoconto delle esperienze vissute in prima persona da Leander Stillwell.
Sollecitato dal figlio più giovane, Stillwell scrive le proprie memorie nel 1916, a più di cinquant’anni dalla fine della sanguinosissima guerra tra Nord e Sud. Dopo una brillante carriera come Giudice – che lo portò a ricoprire incarichi prestigiosi – l’autore, ormai in pensione, si dedica alla stesura del libro con rigore e metodo, dimostrando una capacità di scrittura non comune. Stillwell si arruolò come volontario nelle file dell’esercito unionista il 6 gennaio 1862.
Attraverso la narrazione possiamo seguire gli spostamenti del reggimento dell’autore, il 61° Fanteria Illinois, e viviamo indirettamente le battaglie a cui prese parte (inclusa la famosa battaglia di Shiloh) e i piccoli e grandi eventi della vita militare al campo. Alcuni degli episodi che Stillwell sceglie di narrare riguardano naturalmente il dramma della guerra, mentre altri, dal tono lieve e talvolta scanzonato, nascono dalle piccole esperienze quotidiane e dalle emozioni di chi all’epoca “era solo un ragazzo di diciott’anni”.
La prospettiva è sempre quella dell’autore, quella del soldato comune, che tuttavia si premura di aggiungere numerose informazioni raccolte durante tutta la vita e destinate a conferire ulteriore carattere documentario a questa serie di ricordi. Dall’osservazione dell’ambiente circostante – i boschi vicino a casa o quelli in cui si trova durante i turni di picchetto, i tratti di campagna percorsi in marcia, le fattorie del Sud, le aree fluviali, e altri numerosi scenari – Stillwell ci regala un interessante spaccato della natura americana. I compagni di reggimento, con il loro coraggio e le loro debolezze, così come il generale Grant, del quale Stillwell osserva attentamente i movimenti in azione, o il generale Sherman, che ha occasione di conoscere personalmente a Washington nel 1883, si avvicendano in queste pagine e – insieme agli altri protagonisti – avvicinano il lettore a un quadro storico che, in modo così imponente, ha caratterizzato la storia degli Stati Uniti.

Vi presentiamo un breve estratto del libro:

Capitolo I
L’inizio della Guerra
La vita a Camp Carrollton

Sono nato il 16 settembre 0843 in una fattoria del distretto di Otter Creek, nella contea di Jersey, Illinois. Abitavo con i miei genitori nella piccola casa di legno in cui sono nato quando scoppiò la Guerra Civile. I confederati colpirono Fort Sumter il la aprile 0865, e così la guerra ebbe inizio. Il 05 aprile 0861 il Presidente Lincoln chiamò alle armi 75.000 uomini, che avrebbero dovuto contribuire a sedare la ribellione in corso. L’Illinois fornì immediatamente la propria quota, e migliaia di uomini furono persino respinti poiché il contingente dello Stato era al completo e per loro non c’era più posto. I soldati che risposero a questa chiamata furono arruolati per un servizio della durata di soli tre mesi, dal momento che il governo era convinto che entro quel periodo i guai sarebbero stati risolti. Ma il 3 maggio 1861 Lincoln chiamò alle armi altri volontari, il cui numero superava di poco i 42.000 uomini. La ferma era di tre anni, a meno di un congedo precedente. Quella stessa chiamata comportò un sostanziale incremento anche tra le file dell’esercito regolare e della marina. Non mi arruolai in nessuna di queste due occasioni. Come detto, la convinzione io tutto il Nord era che la “guerra” sarebbe durata il tempo di un capriccio estivo e che per il Quattro Luglio sarebbe stato tutto finito. Credevamo fermamente che Richmond sarebbe stata presa entro quella data, e che Jeff Davis e i suoi uomini per allora sarebbero stati prigionieri o in fuga. Ma la battaglia di Bull Run, che si svolse il or luglio 1861, si rivelò un duro colpo per la popolazione di fede nazionalista. L’esito di questa battaglia costituì una amara delusione e fu terribilmente umiliante per tutti gli amici dell’Unione. Ci si rese conto che la lotta si profilava lunga e sanguinosa. Ma, in fondo, forse è stato un bene che a Bull Run sia andata così. Se l’Unione avesse vinto, e la ribellione fosse stata repressa, la schiavitù sarebbe stata mantenuta e il “conflitto irreprimibile’, sarebbe stato combattuto probabilmente nella tua epoca, indubbiamente con perdite, di vite e di arti, dieci volte superiori a quelle che derivarono dalla guerra degli anni Sessanta. Il giorno dopo la battaglia di Bull Run il Congresso approvò una legge che autorizzava Lincoln a reclutare un contingente di 5oo.000 volontari per un servizio della durata di tre anni. Fu in base a questa legge, integrata da quanto di sua competenza dal Segretario alla Guerra, che fu organizzato il reggimento nel quale successiva-mente mi arruolai. Allora ero solo un ragazzo, ma in qualche modo sentivo che la guerra sarebbe stata lunga, e che era dovere di ogni giovane fisicamente idoneo “andare a fare il soldato” e contribuire a salvare la nazione. Parlai della questione con mio padre. Era un convinto sostenitore dell’Unione e condivideva i miei sentimenti, ma naturalmente vidi che Io spaventava l’idea che suo figlio partisse per la guerra, che potesse rimanere ucciso, o storpio per tutta la vita. Gli feci capire che quando dalle nostre parti avessero cominciato a organizzare un reggimento — che avrebbe incluso un buon numero di ragazzi tra i nostri vicini e conoscenti — mi sarei arruolato come volontario.

Autore: Leander Stillwell
Traduzione: Amelia Chierici
Editore: Liberty Bell di F. Pirani
Rilegatura: Brossura leggera
Pagine: 332
Prezzo: € 13,87 oppure in formato Kindle € 8,49

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