Giubbe Rosse del Canada

A cura di Gian Carlo Benedetti


Le Giubbe Rosse arrestano ladri di bestiame
Il primo luglio del 1867 le vecchie province coloniali inglesi del Canada (Ontario e Québec), Nova Scotia e New Brunswick si unirono in un Dominion, sotto l’egida della Gran Bretagna, denominato Confederazione Canadese.
Le sfide da affrontare della neonata federazione erano a dir poco enormi.
Esistevano i vasti territori del Nord Ovest, senza legge, spopolati dai bianchi, con una natura selvaggia e di difficile sopravvivenza anche per gli stessi nativi.
In essi vivevano le First Nations, cioè i Pellerossa, e più a Nord gli Inuit, stimati in 150 mila, nonché una fiera e ribelle razza di circa 12 mila Meticci francofoni, soprattutto nel Manitoba, ben introdotta con i nativi, che mal sopportava la ingerenza e prepotenza della maggioranza anglofona che governava lo stato.
La Fratellanza Feniana effettuava da sud spedizioni armate, sulla cui organizzazione le autorità USA chiudevano spesso gli occhi, trasportando nel Nuovo Mondo le interminabili lotte fratricide tra Cattolici e Protestanti della vecchia Irlanda.


Indiani del Canada

Ma il pericolo più temuto proveniva dall’ingombrante vicino meridionale: gli Stati Uniti che avevano già dato ampie prove della loro politica espansionista e guerrafondaia ai danni del Messico e poi degli stati Sudisti. Vari avventurieri statunitensi, cacciatori, mercanti e desperados avevano creato avamposti fortificati nei territori del Nord Ovest, innalzandovi la bandiera a stelle e strisce, cosa che si paventava potesse condurre ad una rivendicazione espansionista dei territori di nessuno, ancora spopolati, non sfruttati ed in gran parte inesplorati.
Già nel 1869 il Primo Ministro John McDonald aveva proposto, senza risultato, di creare una forza di polizia nel Nord Ovest per controllare le First Nations, gli sconfinamenti nella “Terra della Nonna” delle tribù del sud e degli avventurieri americani, contrastare la ribellione armata del Red River dei Meticci, le continue invasioni paramilitari antiinglesi dei Feniani e permettere, con la legge, la colonizzazione agricola e per l’allevamento dei vasti territori inesplorati.


Il primo ministro canadese John McDonald

L’idea era quella di creare un corpo di polizia sulla falsariga della Royal Irish Constabulary che operava in Irlanda, quindi con funzioni di natura giudiziaria per reati minori, all’inizio anche con elementi Metis nei ranghi inferiori, similmente all’esperienza indiana dei Sepoys, subito abbandonata per le mire autonomiste e ribelli di questi.
Nel 1869, appena insediato il governo federale del Dominion canadese, nella valle del Red River e nei territori di Rupert, da poco acquistatati dalla Compagnia della Baia di Hudson che aveva vastissimi possedimenti secolari un tutto il Nord Ovest, scoppiò la prima ribellione separatista dei Meticci di lingua francese, capeggiata dal loro apostolo Luis Rial. Questi, che chiedeva di entrare nella neonata federazione con una provincia a nome di Manitoba, con autonomia di governo e scuole cattoliche separate, fece giustiziare il lealista Thomas Scott causando una spedizione militare della Confederazione, chiamata dal nome del comandante Wolsely oppure Red River Expedition che rioccupò il territorio del Manitoba che annesse nel 1870. Costrinse Riel, eroe popolare dei francofoni e personaggio simile a Mazzini e Garibaldi insieme, cioè tra pensiero ed azione, a riparare temporaneamente negli Usa.


Louis David Riel

Tra il 1866 ed il 1871 l’organizzazione irlandese, repubblicana e cattolica della Fratellanza Feniana, trapiantata con le lotte religiose e politiche dal vecchio mondo, effettuò varie incursioni armate con centinaia di uomini in Canada partendo da basi negli Usa, costringendo i canadesi protestanti e parte dei cattolici lealisti a vere e proprie battaglie campali, quali il Campobello Raid, la battaglie di Ridgeway e del Lago Erie (1866), Pigeon Hill, Missisquoi, Trout River ed infine a Pembina (Dakota), ove gli ultimi cospiratori Feniani, che avevano inutilmente cercato di farsi alleati i Meticci di Riel, furono arrestati dagli statunitensi (1871).
La goccia che fece traboccare il vaso verso la costituzione di un corpo di polizia fu la strage di una trentina di pellerossa Assiniboine, molte donne e bambini, perpetrata nel giugno del 1873 a Cypress Hill da parte di cacciatori di lupi (Wolfers) senza legge, statunitensi e metis canadesi, stanziati nell’attuale Saskatchewan, che avevano creato un posto fortificato chiamato Fort Whoop Up.


Gli wolfers massacrano gli Assiniboine a Cypress Hills

Allo sparuto gruppo di avventurieri di ritorno da una battuta di caccia erano stati rubati i cavalli ad opera di imprecisati nativi e questi, capeggiati da Thomas Harwick e John Evans, non avendo ottenuto ascolto dai militari canadesi, agirono alla maniera di rudi frontiersmen quali erano: compirono una strage di innocenti indiani nel primo accampamento che scovarono il cui capo era Little Soldier, amico dei canadesi.
Il massacro, seppur di poche decine persone e seppur pellerosse, fortunatamente infiammò di sdegno l’opinione pubblica canadese, certamente assai più sensibile in materia di quella del potente vicino meridionale adusa a digerire ben altri numeri di pellerossa ammazzati in malo modo dai vari Baylor, Chivington, Custer & C.


Mappa del Dominion del Canada nel 1871-73

Intanto per uno scandalo era caduto il governo conservatore di J. McDonald e sostituito da quello liberale di Alexander McKenzie che, pressato anche dalle lamentele di Washington per il traffico illegale di armi e wisky tramite cui gli indiani delle pianure si rifornivano oltre il confinel nord senza legge, creò un corpo di polizia, con compiti militari, giudiziari ed amministrativi che negli anni a venire sarebbe divenuto, insieme alla foglia di acero, il simbolo stesso del Canada: la North West Mounted Police (NWMP) ovvero Polizia a Cavallo del Nord Ovest, i cui rappresentanti vengono chiamati familiarmente Mounties o Red Coats (Giubbe Rosse).


Lo stemma delle Giubbe Rosse

L’uniforme, la classica Norfolk Scarlet Jacket, simbolo dell’esercito inglese in tutte le latitudini e l’armamento, di cui si dirà in seguito, furono presi dalle giacenze nei magazzini militari.
Chiaramente il primo compito del neonato corpo fu quello di spazzare via dal Canada gli avventurieri, trafficanti e massacratori di Fort Whoop Up.
Fu organizzata nello stesso 1874 in fretta una spedizione, divenuta mitica nella fondazione del corpo, verso le pianure del Saskatchewan, denominata “March West”. Partita da Fort Dufferin l’8 luglio era guidata dal primo Commissioner Colonnello George French era formata da 275 poliziotti, 310 cavalli, 143 buoi da tiro e 187 carriaggi vari. Avevano al seguito due cannoncini da 9 pounds e due mortai, provviste per uomini ed animali e macchine per la fienagione e l’immancabile giornalista per documentare.
Le condizioni del territorio da percorrere erano proibitive ed, aggiunte alla inesperienza dei conduttori, moltissimi cavalli e buoi morirono di stenti nel viaggio di circa 900 miglia e gli stessi uomini rischiarono la fame. Quando il 9 ottobre arrivano a destinazione scoprirono che i Wolfers se ne erano andati via da tempo ed il Forte Whoop Up era vuoto!.
Questa Marcia fu poi mitizzata per il coraggio ed abnegazione dei suoi partecipanti ma in realtà, essendo stata organizzata in fretta (per paura dell’intervento statunitense) e senza discernimento nella scelta del percorso, rischiò di trasformarsi in una tragedia.


Un avamposto di Giubbe Rosse

Furono quindi creati nel North West una serie di distaccamenti di Giubbe Rosse in punti strategici per presidiare l’enorme territorio, Fort McLeod sul fiume ‘Old Man’s, Dufferin, sul Fiume Swan, Edmonton, poi Winnipeg, Calgary, ecc. Questi stanziamenti portarono la legalità, fecero cessare il commercio illegale di wisky ed armi con i nativi e permisero l’afflusso di coloni e la creazione di cittadine e fattorie. Anche il ritorno al governo dei conservatori ne apprezzò l’operato. I rapporti con le First Nations del Governo e quindi delle Giubbe Rosse erano improntati a “benevolent dispotism” o tirannia illuminata, seppure si trattava di una forma di paternalismo, con bastone e carota, erano sicuramente migliori della filosofia genocida delle Giacche Blu. Il Corpo con la lotta ai mercanti di wisky e poi ai ladri di cavalli che rifornivano gli S.U. si guadagnò il rispetto di molti capi tribù, anche perché l’ultima mandria di bisonti scomparve nel 1879 e senza l’aiuto del Governo, che mediante Trattati negoziati istituì apposite Riserve Indiane con approvvigionamenti ed un sistema di lasciapassare ai nativi per gli spostamenti esterni, i pellerossa rischiavano l’inedia.


Un mountie in esplorazione

Il rapporto non ostile con i nativi permise al Vice Commissario della NWMP Acheson Irwine di gestire lo sconfinamento dei Sioux di Toro Seduto braccati ed in fuga, avvenuto nel maggio del 1877, dopo il Little Big Horn dell’anno precedente, arrivo non ben visto dai pellerossa Blackfeet stanziali divisi dai Dakota da antichi e perniciosi odi tribali.
Nel 1881 si iniziò la costruzione della Ferrovia Canadian Pacific che aprì i territori alla immigrazione massiccia, creando un quartier generale di Giubbe Rosse a Regina, portando nel 1882 l’organico del Corpo a 500 elementi a causa dell’incremento dei compiti di scorta e vigilanza inerenti la costruzione della strada ferrata e lo spostamento dei nativi lontano dal suo tracciato.


La mitica Marcia verso Ovest per sloggiare Fort Whoop Up

La costruzione della ferrovia comportò problemi con gli indiani poichè attraversava le loro terre di caccia e si misero a disturbare gli operai e soprattutto a rubarne i cavalli. La NWMP riuscì comunque ad arrestare quasi sempre i colpevoli delle razzie ed, alla fine, a spostare verso Nord le tribù, anche con la minaccia di riduzione delle razioni di cibo, peraltro attuata dal Governo, nell’anno 1883.
Nel 1885 scoppiò nella vallata del fiume Saskatchewan un’altra ribellione dei Meticci, guidata ancora da Luis Riel rientrato dal forzato esilio negli S.U., che era riuscito a portare dalla sua parte la tribù dei Cree con i suoi capi Big Bear e Poundmaker. Il Commissario Irwine, che aveva sostituito McLeod cacciato per malversazioni, si ritirò da Regina attestandosi in Prince Albert con 90 dei complessivi 562 poliziotti del Nord Ovest. Una pattuglia di Giubbe Rosse in cerca di provviste guidata dal Sovrintendente Leif Crozier fu accerchiata da preponderanti forze ribelli a Duck Lake ma riuscì a sottrarsi all’annientamento grazie ai buoni rapporti con nativi lealisti.
Intanto, tramite la Ferrovia Canadian Pacific, giunsero velocemente nell’area l’Esercito Regolare e la Milizia con una forza di oltre cinquemila soldati con cannoni, guidati dal Maggior Generale Frederick Middleton. Questi, dapprima assalì con poco successo il campo dei Crow ribelli di Poundmaker, ma successivamente, dopo molte esitazioni, sconfisse gli insorti nella battaglia di Batoche, catturandone i capi sia indiani che meticci, compreso il promotore Luis Riel che fu impiccato a Regina il 16 novembre 1885 dopo un sommario processo. Il vittorioso Generale Middleton criticò pesantemente, tacciandole di vigliaccheria, le Giubbe Rosse di Irwine che, barricatesi a Prince Albert, non lo avevano supportato in niente nella campagna.


Un folto gruppo di Giubbe Rosse in un loro forte

La politica di colonizzazione del Nord Ovest, verso la fine del 1880, fu incrementata e facilitata dalla Ferrovia, dalla aggiudicazione statale di vasti terreni a coloro che ne garantivano lo sviluppo agricolo e zootecnico e dalla fine della sollevazione dei Meticci. La nuova situazione estese i compiti e portò ad un incremento di organico del Corpo a mille uomini e nuovi presidi. La nascita di fattorie comportò la necessità di impedire i furti di bestiame, soprattutto cavalli, verso il sud del lunghissimo confine, come pure l’introduzione dal meridione di animali non sanitariamente controllati da porre in quarantena e la interdizione agli occupanti abusivi di terreni privati e demaniali, la riscossione delle tasse e la distribuzione della posta e medicinali. Vasti compiti per un territorio immenso con pochi poliziotti indussero a creare un collaudato sistema di pattugliamento a cavallo (Flying Patrols) con percorso complessivo di 1.500.000 miglia all’anno, visitando regolarmente anche tutte le sperdute fattorie e gli stanziamenti per conoscere, risolvere i problemi, portare legge ed amministrare giustizia. Dopo la ribellione furono stilati nuovi Trattati, cercando di avviare le tribù nomadi alla agricoltura, istituiti dei lasciapassare individuali per lasciare la Riserva (pass system) per i membri delle First Nation ed incrementata la lotta contro la vendita abusiva di alcolici ai nativi, confiscando enormi quantità di cattivo wisky a mercanti bianchi di pochi scrupoli. Furono aggregati, senza divisa, alla NWMP collaboratori e scouts nativi che avevano anche la facoltà di arrestare persone della loro razza (non bianchi) se colpevoli di reati tribali.


Invito all’arruolamento nel corpo delle Giubbe Rosse

La lotta alla distillazione e commercio illegale di alcolici creò notevoli problemi ed alienò molte simpatie della popolazione, che iniziò a creare depositi clandestini, alle Giubbe Rosse poichè la legislazione in materia era troppo restrittiva ed illogica e la sua violazione non percepita come criminale, come sarebbe accaduto decenni dopo per il proibizionismo negli USA. La generale pubblica ostilità, salvo le estremiste Leghe della Temperanza, infine costrinse nel 1892 il Governo a modificare intelligentemente ed in termini più liberali la disciplina sugli alcolici e relative licenze, creando una apposita figura di Ispettori per il controllo, sollevando dall’ingrato compito la NWMP.
Verso la fine dell’ottocento arrivano soprattutto dall’Europa dell’Est circa tre milioni di immigrati distruggendo per sempre il vecchio modo di vita della frontiera e facendo proliferare a dismisura, sia per numero che per popolazione, i centri urbani nelle praterie, portando anche i problemi criminali tipici delle città, quali le gang dedite alla rapina, estorsione e furto e la piaga prostituzione, reato prima poco attenzionato e necessitando il varo di leggi ad hoc. Fu quindi creato un apposito reparto investigativo (Detective Branch) operante in borghese.


Il revolver inglese in dotazione ai mounties

Poiché adesso la maggioranza lavorava nelle miniere e nelle nascenti industrie della regione si creò una classica, inevitabile conflittualità tra operai, per ottenere maggiori salari e diritti, che si unirono in sindacati, ed i loro padroni. La scarsa potenza delle organizzazioni sindacali ed i numerosi scioperi e serrate che ne conseguirono fecero assumere alle lotte operaie caratteri imprevedibili e la NWMP fu, suo malgrado, impiegata per infiltrare i protestanti e far rispettare la legalità: leggasi dalla parte dei padroni. Anche se la agiografia riporta che la Polizia (in certi casi pagata addirittura dagli industriali per lo specifico servizio antisciopero) fu neutrale ed equanime, si aggiunge ossimoricamente pure che non amava affatto il modo di sindacalizzazione e lotta importati dagli immigrati dall’Europa, specialmente orientale.
Fin dopo il 1890 la presenza nell’estremo Nord Ovest era pressoché nulla a causa delle proibitive condizioni di sopravvivenza ad eccezione delle First Nations ed in particolare più a settentrione degli Esquimesi, oggi detti Inuit. Nel 1894 si iniziarono gli sfruttamenti minerari per l’oro sul fiume Yukon e si temeva, come al solito, che gli Stati Uniti, presenti in Alaska ormai da decenni, considerando anche che i confini di stato non erano ancora laggiù ben definiti, si espandessero verso il Nord Est in territori che si presentavano ricchissimi del prezioso minerale, l’anno dopo fu creato un posto di venti Giubbe Rosse a Forty Mile.


Ispettore C. Costantine con i suoi uomini muniti di Pill Box Cap

Nel 1896 esplose la corsa all’oro (Bonanza) nella vallata del Klondike attirando 100 mila persone, anche a piedi e con mezzi di fortuna, col miraggio della ricchezza, molti dei quali sprovveduti sia di mezzi di sussistenza che di conoscenze per la sopravvivenza in territori montagnosi dal clima estremo. Sui campi auriferi del Klondike nel 1898 fu inviato un distaccamento di 285 Giubbe Rosse (compagne H e C) oltre a 200 militari, quasi un terzo della intera forza del prestigioso Corpo, facente base a Dawson ed armati con con due mitragliatrici Maxim per controllare i passi di montagna dall’Alaska (White e Chilkoot) al fine impedire l’ingresso di criminali o gente senza provviste, destinata quindi ad una morte per inedia ed assideramento. Il Comando del problematico Distretto dello Yukon fu assunto da un dirigente e veterano molto capace della NWMP che aveva partecipato alla Great March West ed alla espansione nelle praterie, Sam Steele, che operò da poliziotto e giudice.
IL 24 giugno 1904 Re Edoardo VII conferì alla polizia a cavallo di fregiarsi del titolo di ROYAL, così il nome da NWMP (North West Mounted Police) cambiò in RNWMP.
In quanto Dominion il Canada supportò alcune guerre condotte dalla Madre Patria britannica. Inviò un corpo di spedizione in Sud Africa, i Canadian Mounted Rifles, nella seconda guerra contro i Boeri nel 1899, composto principalmente da Giubbe Rosse volontarie creandovi anche un corpo di scout e polizia a cavallo, caldeggiato dall’Alto Commissario per il Canada Lord Strathcona, il “South African Constabulary”, una cui divisione era comandata dal nostro Sam Steele. Combatterono bene ed il loro Sergente Arthur Richardson si guadagnò sul campo e sotto il fuoco nemico una Victoria Cross nel combattimento a Volwe Spruit. Questi fatti indussero il Re di Inghilterra, come già detto, a conferire nel 1904 il titolo di Royal alle Giubbe Rosse.


Reenactment a Fort McLeod con cavalieri, elmetto coloniale bianco e lancia

Il Corpo aveva attraversato dopo la meta del 1880 una crisi di immagine in quanto il suo capo, Lawrence Herchmer, fu accusato pesantemente con una campagna stampa condotta da direttori di importanti giornali di malversazione e clientelismo; accuse motivate però da basse vendette personali e mire politiche da cui uscì pienamente scagionato.
Naturalmente l’operato nello Yukon e Klondike fece subito riguadagnare le simpatie e stima al Corpo.
Nei primi anni del 1900 si pose al Corpo una nuova sfida. L’esplorazione dei Territori del Nord (Far North) abitati solo dagli Inuit, luoghi estremamente desolati, inospitali e pericolosi in cui si poteva transitare solo con slitte trainate da cani addestrati, con attrezzature particolari, viveri al seguito e, soprattutto, con la padronanza di tecniche di sopravvivenza in un clima artico dove ogni minimo errore di rotta o valutazione poteva costare la “morte bianca”.
Le Giubbe Rosse ancora non avevano perfetta conoscenza di queste tecniche e furono obbligate a spostarsi nel Grande Nord con guide native. Nel 1903 l’Ispettore C. Costantine fu inviato verso l’Isola di Herschel per investigare sul trattamento delle donne da parte della comunità dei nativi dediti alla caccia delle balene, in realtà sempre per la costante paura dei Governi canadesi che arrivasse prima l’ingombrante, gigantesco cugino statunitense. Piano piano piccoli distaccamenti di Mounties, sia con slitte che navi, si stanziavano sempre più a Nord portando la legge canadese tra popolazioni indigene che avevano già avuto seppur scarsi contatti con gli europei. La criminalità era rara, ma molte usanze primitive erano considerate poco ortodosse. Comprensibilmente, l’accoglienza riservata ai poliziotti era tanto migliore quanto meno rapporti i nativi avevano intrattenuto con i bianchi, chissà perché!


Il Commissioner della NWMP Acheson Irwine

Durante il periodo della prima guerra mondiale alle Giubbe Rosse, il cui organico fu portato a 1200 uomini fu proibito l’arruolamento nell’esercito, a differenza della Guerra Boera, nonostante le pressioni dell’Esercito che le voleva nella Canadian Expedition Force sostenendo la fine del lor compito nella colonizzazione del North West. Si temevano disordini, spionaggio da parte di molti immigrati orientali sospetti nonché un’improbabile attacco dai Bolsceviki dalla Russia rivoluzionaria, i cui confini erano pericolosamente vicini. Ciononostante nel 1918 lo squadrone A della RNWMP, forte di oltre settecento uomini, fu inviato al fronte europeo ed altri 186 poliziotti furono mandati in Siberia per supportare le truppe inglesi inpantanate nella rivoluzione russa.
Nel 1918 in Canada erano rimaste solo 303 Giubbe Rosse, ma gli Stati di Alberta e Saskatchewan avevano creato proprie forze di polizia.
Nel dicembre del 1918 la RNWMP fu riorganizzata e portata ad una forza di 1200 elementi, richiamando in servizio quelli partiti nei corpi di spedizione.
Nel maggio 1919 fronteggiò uno sciopero generale di Winnipeg, che alimentò la paura di un doppione della rivoluzione comunista russa, poichè molti militari e reduci si erano uniti agli operai in lotta. Nei disordini di domenica 21 maggio, (Bloody Sunday) vi furono dei morti tra i manifestanti e polemiche politiche, poiché la polizia ricorse all’uso delle armi.


Poundmaker, capo Cree

La cattiva conduzione dell’Ordine pubblico, causata anche dalla frammentazione delle forze di polizia, indusse il Primo Ministro a riformare, con decorrenza dal 1 febbraio 1920, il settore della Sicurezza Nazionale riunendo la RNWMP e la Polizia del Dominion, nella nuova RCMP-GNR, sotto il comando del Commissioner A.B. Perry, con competenza su quasi tutto il Canada, spostando il Comando Generale da Regina ad Ottawa.
Solo nel 1932 la RCMP assorbe anche le polizie delle province del Manitoba, Alberta, New Brunswich, Nova Scotia e l’Isola di Prince Edward divenendo la forza di polizia nazionale del Canada.

ARRUOLAMENTO

La leva, volontaria, durava inizialmente tre e poi cinque anni rinnovabili, principalmente reclutata tra i piccoli proprietari, anglofoni e di religione protestante.
I Gradi erano inizialmente, oltre al Commissioner ed il suo Vicario (Assistant Commissioner), divisi in Ispettori, Vice-Ispettori, agenti scelti, agenti e sub-agenti.
Sergente della NWMP, 1884
Dal 1878, oltre al Commissario e suo Vicario, vennero riorganizzati in Sovrintendenti, Ispettori, Primo Sergente, Sergente, Caporale ed Agente. Gli Ufficiali, in numero iniziale di 25, compresi Medici e Veterinari (in media uno ogni 25 agenti), poi portati a 50 nel 1885, erano equiparati al grado dell’Esercito: Commissioner = Colonnello; Sovrintendente = Maggiore e Ispettore = Capitano. Venivano preparati nel Reale Collegio MIlitare dell’Ontario. Il Corpo adottava i regolamenti di un Reggimneto di Cavalleria.
Dopo lo scandalo delle appropriazioni indebite del Commissioner McLeod il Corpo venne sottoposto a controllo contabile esterno di un nominato e protetto politicamente dal Primo Ministro, F. White per lunghi anni e, dopo il 1913, A. McLean.
Ripartito in varie Divisioni, comandate da un Sovrintendente, non aveva prigioni proprie ed inviavano i condannati nel Penitenziario del Maniitoba.
Erano distaccati in una rete di avamposti detti Fort, collegati poi col telegrafo, in realtà grandi baracche tipiche del Territorio costruite da loro stessi con tronchi e tetto di zolle, con grandi stufe a carbone e lampade al olio, poco salubri per le zanzare e freddi.

Alcune date importanti per il corpo:

  • 23 maggio 1873, legge di istituzione della NWMP
  • 8 luglio 1874, la Great March West
  • 26 marzo 1885, battaglia di Duck Lake
  • 17 agosto 1896 inizia corsa all’oro nel Klondike
  • 8 marzo 1900, invio di contingente nella Guerra Boera
  • 24 giugno 1904, attribuzione del titolo “Royal” al Corpo che diviene allora RNWMP
  • 1 gennaio 1917, le Polizie del Manitoba e Saskatchewan assorbono le competenze delle GR in quelle province;
  • 18 aprile 1918 invio contingente per la Prima Guerra Mondiale;
  • 1 febbraio 1920 la RNWMP assorbe la polizia del dominion e diviene RCMP-GRC;
  • 1 aprile 1931 assorbe anche le polizie del Manitoba e Saskatchewan ed a altre province canadesi;
  • 10 dicembre 1939 partenza di contingente per la Seconda Guerra Mondiale
  • 3 marzo 1975, prima donna nelle GR (dal 1968 le donne erano però nel ramo scientifico;

EPISODI IMPORTANTI

Vi sono ora dei fatti, tra i molti realmente accaduti durante il lungo servizio delle Giubbe Rosse, di cui si è impossessato il sentimento e l’immaginario collettivo e la stampa dell’epoca e che sono poi stati narrati, anche con imprecisione e licenze poetiche, in leggende urbane, romanzi e films.
Si tratta della storia Pattuglia Perduta (Lost Patrol) e della Caccia al trapper Pazzo del Rat River, in cui dei Mounties hanno dato un tributo di sangue nel corso dell’onorato servizio; il primo versato a causa della natura artica che non perdona gli errori, l’altro per un misterioso Frontiermen assassino (forse suo malgrado), ucciso ma mai identificato con certezza, che sembra collezionasse i denti d’oro delle sue vittime.

THE LOST PATROL

L’Ispettore della RNWMP Francis Joseph Fitzgerald, arruolatosi a 19 anni, era un veterano del Corpo, aveva partecipato alla Guerra Boera, comandava il distaccamento dell’Isola di Herschel nell’Artico canadese, ed era quindi stato scelto per rappresentare le Giubbe Rosse alla incoronazione di re Giorgio V di Inghilterra.
Nel 1910 fu designato a guidare l’annuale pattuglia postale da Ft. Mc Pherson a Dawson City, considereta all’epoca una sfida tra i mounties, che da circa sei anni si cimentavano nella annuale spedizione con slitte trainate da cani nell’ostile clima artico.
Il 21 dicembre 1910 l’Ispettore, insieme ai poliziotti (Constables) Richard O. Taylor, George F. Kinney e Sam Carter (che fungeva da guida, avendo già fatto il viaggio) partirono da Fort Mc Pherson su tre slitte, con quindici cani e provviste per solo trenta giorni e per velocizzare l’andatura, nel viaggio di oltre seicento miglia, si era ritenuto di ridurle allo stretto necessario.


La pattuglia perduta

Nevicava pesantemente ed il termometro era di -62 gradi F.
Nel primo tratto del viaggio arruolarono una guida nativa, George Esau, che però licenziarono troppo presto, fidandosi della conoscenza del percorso vantata dall’agente Carter, che lo aveva fatto una volta sola.
La pattuglia non raggiunse mai Dawson City ed il 21 febbraio 1911 il comando, temendo il peggio, inviò delle pattuglie di ricerca. Più di un mese dopo, il 21 marzo, la Lost Patrol, che aveva tenuto in ansia i colleghi e l’opinione pubblica canadese fu trovata. Nessuno dei componenti si era salvato dalla morte bianca ma, grazie al diario, tenuto dall’Ispettore Fitzgerald fu possibile ricotruire i tragici eventi.
Il 21 marzo 1911 una pattuglia di esperte Giubbe Rosse, diretta dal Caporale W.J.Dempster, partita del Comando di Dawson, guidata dal un meticcio Charles Stewart, trovò dapprima i corpi degli agenti Kinney e Taylor,l’ uno accanto all’altro, il primo era morto di inedia ed il secondo si era sparato nella tempia. Il giorno dopo furono trovati anche i corpi di Fitzgerald e Carter che si erano allontanati in cerca di aiuto, morti di freddo e fame, a soli 40 km da Ft. McPherson, luogo della partenza della spedizione. Cosa era accaduto?.
Dal 12 gennaio la pattuglia aveva perso la pista e l’orientamento poichè Carter non era riuscito ad individuare Forrest Creek, tappa indicativa della pista per Dawson, ed aveva inizito ad andare a dritta e manca, inutilmente, per molti giorni senza ritrovare la strada giusta. La decisione di ritornare verso il luogo di partenza, Ft. McPherson, era stata presa troppo tardi. Con razioni per solo quattro giorni, è scritto nel diario, il giorno prima di tentare la via del ritorno: “La mia ultima speranza è andata! Non dovevo prestar fede a Carter quando diceva di concoscere la strada per il Little Wind River”.


Missione di soccorso

La pattuglia, infreddolita, ammalata ed affamata vagò tra il 19 gennaio ed il 5 febbraio, data dell’ultima registrazione, cibandosi con 10 dei cani delle slitte, ma non riuscì a raggiungere la salvezza, dato anche il perorso medio giornaliero orami era molto ridotto.
Il destino della pattuglia fu segnato dalla imprecisa conoscenza del tragitto, dalla fine delle provviste ed il ritardo nella partenza dei soccorsi.
Le azioni di pattuglia continuaron sino al 1921 ma con gli accorgimenti di arruolare sempre guide native, sistemare Baracche di Sosta e “cache” (provviste di viveri nascosti in buche) sul percorso. La pista di Forrest Creeck fu inoltre contrassegnata.
I corpi dei Mounties furono sepolti il 28 marzo 1911 in ft McPherson e le loro tombe nel 1938 furono abbellite con cemento e catene ai lati, a ricordo imperituro della “Lost Patrol”.

CACCIA AL TRAPPER PAZZO DEL RAT RIVER

Il 9 luglio del 1931 giunse a Ft, McPherson un trapper sconosciuto che, interrogato dall’agente locale della RCMP Edgar Millen, prassi adottata per tutti i nuovi arrivati, disse di chiamarsi Albert Johnson ma fu abbastanza reticente. Aveva un accento scandinavo, era pulito e sbarbato e disponeva di denaro liquido per le provviste.
Si costruì un rifugio di legno (cabin) nei pressi del Rat River ma non inoltrò richieste per ottenere la prevista licenza per tendere trappole, cosa non inusuale in un epoca in cui giungevano molti sbandati a causa della Grande Depressione del ’29 che non si curavano affatto delle formalità, nonostante le lamentele dei residenti nativi.
In dicembre un cacciatore locale si lamentò con la polizia di Aklavik  che qualcuno manometteva e faceva scattare le sue  trappole già posizionate, legandole poi sugli alberi, sospettando che il colpevole fosse il Johnson.
Il 26 dicembre gli agenti Alfred King e Joe Bernard, con un viaggio nella neve di 60 km, si portarono alla baracca di Johnson per chiedergli conto e notarono che usciva fumo dal camino. Il predetto si barricò all’interno rifiutando di aprire ed i due decisero saggiamente di ritornare alla base per ottenere un mandato.


Il rifugio (distrutto) del trapper pazzo

Ritornarono dopo cinque giorni in quattro ma Johnson aprì il fuoco dalla finestra ferendo l’agente King, allora la pattuglia dopo lo scambio di fucilate decise di rientrare per curare il ferito.
Ritornarono nuovamente stavolta in nove tra agenti e volontari portando della dinamite che usarono, dopo molte inutili sollecitazioni, facendo implodere la baracca di legno, ma l’inquilino incolume riprese a sparare da sotto le rovine, costringendoli ancora a rientrare a mani vuote ad Aklavik dopo un assedio di 15 ore con una temperatura di -40°F.
A questo punto la notizia si era diffusa universalmente tra i mass media grazie alla radio e, lasciata passare una tempesta di neve, il 14 gennaio una “posse” rinforzata ritornò alla baracca distrutta per constatare che il trapper era fuggito. Iniziò così un inseguimento nel paesaggio innevato: ormai per le Giubbe Rosse la sua cattura era un fatto di prestigio per rispettare a fondo il loro motto “They Always get their man!”. Lo raggiunsero e circondarono il 30 gennaio in un boschetto ma lui si sottrasse alla cattura fuggendo dopo aver ucciso, con un colpo al cuore, l’agente Edgar Millen, vicino ad un corso d’acqua poi chiamato Millen Creek in onore del caduto.
Il numero degli inseguitori aumentò notevolmente poichè si aggregarono numerosi cacciatori e nativi conoscitori del territorio, che bloccarono anche i due unici passi delle Richards Mountains per impedire al fuggitivo di lasciare lo Yukon. Ma Johnson, scalando una montagna ghiacciata di oltre 2000, metri scomparve alla loro vista.
Le sue tracce furono però ritrovate due settimane dopo da un monoplano Bellanca guidato dall’ex militare e pilota della Canadian Aiways Wop May, noleggiato per la caccia il 5 febbraio dalla RCMP.
Il 14 febbraio il pilota dall’alto individuò delle tracce e scoprì il trucco posto in essere del fuggitivo per confondere gli inseguitori: questi viaggiava al centro del fiume Eagle ghiacciato, seguendo le peste di un gruppo di caribù, animali che solitamente si tengono al centro del fiume per scorgere in tempo eventuali predatori in agguato. Camminando nella loro pista, il trapper che forse era matto ma certamente non era a digiuno di tecniche di sopravvivenza, andava più spedito percorrendo la neve battuta senza dover calzare le affatiganti racchette da neve e nel contempo camuffava le proprie impronte con quelle della mandria.


Aveva dovuto abbandonare il centro del fiume, dirigendosi verso la riva, per accamparsi nella notte e l’aviatore le aveva notate.
La squadra degli inseguitori circondò l’ansa del fiume ed arrivò a circa cento metri di distanza; il fuggitivo cercò di riguadagnare la riva del fiume ma ormai era braccato da molto vicino e fu costretto a fermarsi ed accettare il conflitto a fuoco. Un ufficiale delle GR fu seriamente ferito e si salvò solo grazie al pronto ricovero tramite un rischioso atterraggio di fortuna dell’aereo di May su una improvvisata pista ghiacciata.
Johnson fu ucciso da un colpo angolato che lo trapassò da sinistra attraverso la cintura pelvica recidendogli arterie, tessuti ed intestini.
La vicenda viene ancora considerata un mistero irrisolto.


Il trapper pazzo del Rat River

Chi era realmente Albert Johnson? certamente un vero North Frontierman anche se da quelle parti pareva nuovo. Sfuggire nell’artico inseguito da molte decine di persone esperte, scalare la montagna in inverno aggirando i i due passi controllati, sopravvivere senza poter sparare ad animali od accendere fuochi per non farsi individuare, richiedeva grande resistenza e know how. Nella fuga disperata aveva viaggiato nella neve alta per 137 km in tre soli giorni, per di più in sede autoptica molti anni dopo si scoprì anche che la sua spina dorsale era storta ed aveva una gamba più corta!
La RCMP diffuse in tutto il Canada ed USA le foto di cui sopra per la identificazione, visto che le sue impronte non dettero risultati. Secondo alcuni si trattava di tale Arthur Nelson che aveva già abitato e cacciato dal 1927 nello Yukon ed aveva acquistato un Savage 99, un Winchester 94 ed un 22 LR identici. Secondo altri si trattava di tale John Johnston, già detenuto nelle carceri americane di Folsom e San Quintino (ma allora le impronte sarebbero state positve!). Secondo altri era il norvegese Konrad Jonsen oppure Sigvald Hasskiold.


Il corpo senza vita di Albert Johnson

Sul suo corpo, stimato di età circa 35/40 anni, furono trovati 2000 dollari in valuta Usa e canadese e dei denti d’oro che fecero supporre, ma senza prove, che fosse un killer e rapinatore pazzo.

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Commenti

Una risposta a “Giubbe Rosse del Canada”

  1. Gian Carlo Benedetti, il 15 Gennaio 2018 12:57

    All’inizio della trattazione c’è un mio refuso (di battitura) di cui mi scuso, per la precisione:
    l’attribuzione al Corpo di fregiarsi del titolo “Royal” del 24 giugno 1904 chiaramente ne modificò il nome in RNWMP e non RCMP-GRC, fatto avvenuto solo dall’1 febbraio 1920, come correttamente si legge anche nel prosieguo della esposizione. Gian Carlo Benedetti

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