Igiene e pulizia (e salute) nel vecchio e sporco west

A cura di Sergio Mura


Pulizia nel fiume – clicca per INGRANDIRE
Quando pensano al west, gli appassionati si riferiscono a quei tempi come ai “good old days”, ma lo era davvero? In questo articolo non vogliamo parlarvi dei rischi per la vita, ma di pulizia e igiene.
Ogni volta che viene sollevata la questione dell’igiene personale alla frontiera, tutti si precipitano a pensare che a quel tempo le persone erano puzzolenti. Certo, c’erano molte persone puzzolenti, ma è anche ingiusto fare di tutta l’erba un fascio inserendo tutti gli abitanti della frontiera in un grande gruppo di puzzoni.
C’erano infatti diversi livelli di igiene a seconda della situazione.
La gente della frontiera occidentale conduceva una vita generalmente difficile e talvolta molto difficile. Erano spesso ammalati, deboli, magri ed emaciati. I bambini erano loro stessi deboli ed esposti alle malattie. Tutto questo era in parte strettamente dipendente dalle carenze (di medicine, di prevenzione, di vestiario adeguato, di cibo…).
Le verdure ed altri cibi preziosi non avevano e non potevano avere un ruolo importante nella dieta dei pionieri in quanto gli orti non erano diffusi. I coloni abitavano in ambienti primitivi nella loro essenzialità e condividevano il loro spazio vitale con sgraditi esserini come i pidocchi, le pulci e le cimici, per tacere di scorpioni e serpenti.
Il bagno caldo nella tinozza
La gente, quand’era possibile, si stabiliva vicino ai torrenti per poter facilmente attingere alle fonti di acqua, ma in cambio si trovava a vivere assediata da mosche e moscerini di giorno e dalle zanzare di notte.
Inoltre, la gente della frontiera sapeva poco o nulla di questioni quali la diffusione dei germi. Perciò le famiglie mangiavano generalmente da un piatto comune e bevevano da tazze di latta utilizzate da tutti indistintamente. Indigestione e dissenteria erano eventi tra i più comuni e persino tra i meno pericolosi.
Gli uomini passavano il tempo libero nei saloon, asciugandosi la schiuma della birra con un asciugamano comune.
L’igiene dentale era pressoché inesistente o persino sconosciuta e le persone non si lavavano i denti se non di rado… o mai.
Nei punti di ristoro pubblici, saloon o locande, e nelle stazioni delle diligenze, c’era quasi sempre uno spazzolino da denti in comune, fatto con le setole di un qualche animale e quello spazzolino veniva indistintamente utilizzato da chiunque avvertisse il bisogno di lavarsi i denti.
La carta igienica in rotoli con cui oggi abbiamo a che fare comunemente, non sono arrivati alla frontiera fino ad almeno il 1880. Prima di allora si utilizzava alternativamente erba, pannocchie di granturco e altre cose secondo la fantasia del momento e ciò che i luoghi consentivano.
Lo shampoo non è entrato in uso fino agli anni ’20 e il sapone era troppo “duro” per i capelli di una donna, perciò non ci si deve stupire nel constatare che i capelli venivano lavati solo una volta al mese.

Entriamo ora un po’ nel dettaglio di alcuni aspetti perché attraverso essi possiamo più facilmente trarre delle conclusioni.

La spugna da bagno o la flanella

Uno dei problemi più noti in relazione all’igiene nel west, è che ci è noto che le persone facevano un bagno completo una volta al mese.
La verità è che neanche noi facciamo un bagno nella vasca ogni giorno, ma preferiamo piuttosto fare quotidianamente (o ogni pochi giorni) una doccia svelta e lavarci mani e viso o le parti intime a più riprese nel corso di uno stesso giorno.


Una pubblicità di spazzoloni e flanelle del 1898

Nel west non era facile fare un bel bagno nella vasca ogni giorno, ma questo non significa che la gente non lavasse affatto.
Ciò che era assai diffuso era alzarsi la mattina nel freddo, riempire una bacinella di acqua bollente da un bollitore e procedere ad un buon lavaggio con un po’ di sapone e una spugna da bagno (o flanella). La cosa fondamentale era ripulire le principali aree puzzolenti: faccia, ascelle e parti intime… talvolta persino i piedi per i più ardimentosi e volenterosi. Quelli che vivevano nelle cittadine di frontiera potevano aggiungere a questa sensazione tonificante quasi quotidiana l’ebbrezza di un bagno settimanale o mensile nella vasca.

Sulle pianure

Nel 1879 lo scrittore Robert Louis Stevenson ebbe occasione di viaggiare in un treno per migranti che si spostavano da Chicago alla California. Stevenson ci ha lasciato uno scritto sulle condizioni basilari di vita riscontrate sul treno.
“A Ogden abbiamo cambiato treno passando dai vagoni della Union Pacific a quelli della linea ferroviaria Central Pacific. Il cambiamento fu doppiamente benvenuto; in primo luogo perché finalmente potevamo godere di vetture migliori sulla nuova linea; e, in secondo luogo, perché i vagoni in cui eravamo stati rinchiusi per più di novanta ore avevano cominciato a puzzare in modo abominevole. Per capirci, a diversi metri di distanza, al nostro ritorno nei vagoni dopo l’ora di cena, le nostre narici sono state assalite dall’aria rancida.”
Ha anche scritto in una lettera ad un amico.
“Per lavarci abbiamo una sola ciotola di latta in quattro.” Stevenson evidenziava appositamente le cose che non gli andavano a genio, ma la verità della condivisione degli strumenti per la pulizia tra più persone era innegabile. Ciò dimostra, tuttavia, che anche in condizioni di viaggio di terza classe, le persone cercavano di mantenere un minimo di pulizia e che per uno come Robert Louis Stevenson, l’idea di passare più di 90 ore senza lavarsi era inaccettabile come lo sarebbe per noi oggi. Purtroppo, gli strumenti disponibili erano talmente basilari che i rischi per la salute erano enormi.

I Cowboys si lavavano?

Nelle carovane ci si arrangiava in tutto, anche con la pulizia. Certamente l’igiene non era in cima alle possibilità di un cowboy sui pascoli o durante un viaggio i cui il bestiame veniva condotto in mandrie ai mercati per la vendita.
Il cuoco del carro aveva anche l’incarico di mantenere sempre a disposizione dei cowboy dell’acqua calda in un gran bollitore sul fuoco da campo. Una ciotola più o meno grande e un asciugamano in comune venivano utilizzati per lavarsi le mani e il viso prima dei pasti.


Un’immagine ironica del cowboy che si lava in una cittadina

Se provate a immaginare quanti uomini lavoravano con il bestiame (ne possiamo immaginare almeno una ventina) e pensate che questi giovanotti cavalcavano per tutto il giorno in qualsiasi condizione meteorologica e in mezzo alla polvere sollevata dalla mandria, è chiaro che alla fine di un turno di lavoro manovrando e toccando le bestie erano tutti sudati e sporchi e possiamo ben immaginare il colore dell’acqua in quella ciotola! È anche facile immaginare le condizioni igieniche garantite da quell’unico asciugamano disponibile. Ed esso, probabilmente veniva semplicemente asciugato all’aria sul carro dopo l’utilizzo precedente.
Mediamente il cowboy non si godeva un bel bagno se non gettandosi in un fiume (e d’inverno ciò era assolutamente impossibile) oppure pagando il servizio nella prima cittadina in cui era possibile avere un bel bagno caldo.
Su tutto possiamo dire che c’era almeno una nota positiva: i cowboy restavamo all’aria aperta per la maggior parte del tempo. L’odore del bestiame e del cuoio dei vestiti era sicuramente capace di annullare o portare in secondo piano le puzze corporee che invece risaltavano immediatamente alle narici dei cittadini quando la carovana entrava nei paesi.

E sui giornali che si diceva?

Un articolo sul Dodge City Times
In tutto questo discorso relativo ad igiene, pulizia e salute, il ruolo dei giornali del tempo non è indifferente, almeno per aiutarci a comprendere gli umori più diffusi della gente.
C’è stato un tempo della vita della frontiera in cui la società evolveva anche quanto ai concetti di cui stiamo parlando.
Si viveva in un’epoca in cui tutti stavano diventando sempre più consapevoli del proprio corpo e delle sue esigenze primarie.
Sicuramente l’alito cattivo e il cattivo odore del corpo stavano diventando argomenti abbastanza importanti da giustificare spazio sui giornali, sia in termini di analisi che di pubblicità.
Negli articoli di giornale, a partire dal 1880, si iniziava a parlare (come è possibile vedere nell’estratto del The Dodge City Times del 1881) dell’importanza del bagno dei bambini e si suggeriva, tra l’altro, di lavare i bambini ogni giorno usando il sapone bianco di Castiglia.
Poi si precisava comunque di usare il sapone con parsimonia!

Il dentifricio

Lavarsi i denti ai tempi del west era una cosa possibile, ma poco diffusa. Dentifricio e spazzolini erano disponibili. L’azienda chiamata Colgate diffuse il primo dentifricio (alla menta) nel 1873, anche se era venduto in un barattolo, non nel tubetto che oggi ci è tanto familiare. Infatti, il dentifricio in tubetto fu inventato nel 1892. C’era anche una speciale polvere polvere pulente per denti prodotta in serie, ma in genere non era facile averne nella disponibilità. Per tutte le esigenze dentarie il bicarbonato o il sale erano ritenuti agenti pulenti alternativi o addirittura normali.


Dentifricio e spazzolino

Anche la cenere di legno era facilmente disponibile! Ora, immaginiamo un cowboy che si sveglia, fa colazione e subito dopo si avvicina al fuoco da campo per prendere un po’ di cenere per strofinarsi i denti con il dito… Ciò che è certo è che non tutti avvertivano la necessità di lavare i denti. Per i più intraprendenti erano rese disponibili anche alcune ricette per produrre il dentifricio.
Una era stata anche pubblicata sul Dodge City Times nel 1879:

  • 2 once di carbone
  • 1 oncia di corteccia peruviana
  • 1 oncia e 1/2 di radice di giuggiolo in polvere
  • 1 oncia e 1/2 di gesso
  • 20 gocce di olio di lavanda o bergamotto
  • Lavorare in un mortaio fino ad amalgamare completamente tutti gli ingredienti.

Questa ricetta veniva consigliata in quanto ritenuta preferibile alle polveri per denti in virtù della capacità di dare un alito odoroso, di pulire e purificare le gengive, oltre che indurire lo smalto dei denti.

Il deodorante

Il primo deodorante prodotto in serie fu “Mum” nel 1888. Semplicemente, prima di allora non vi erano alternative. Le ascelle puzzolenti facevano parte della vita di tutti i giorni.
Per gli uomini che volevano un buon profumo c’era l’acqua di colonia.

Lo shampoo

Piuttosto che sul lavaggio quotidiano dei capelli, ai tempi del vecchio west veniva posta più enfasi sulla loro spazzolatura. Tuttavia, questo non significa che le persone non si lavassero i capelli.
Tutti i tipi di intrugli fatti in casa erano ritenuti buoni per essere applicati ai capelli al fine di pulirli. Molto famosi erano i pulenti a base di tuorlo o albume di uovo, da usare con la massima attenzione per evitare che con l’acqua calda si potessero combinare grossi pasticci. L’aceto era usato come un risciacquo per dare lucentezza e togliere ogni residuo di sapone per chi sceglieva il sapone per lavarsi il capo. A volte venivano utilizzati anche risciacqui a base di erbe come l’acqua di rosmarino.


Il lavaggio dei capelli nella tinozza

Realisticamente, lavare i capelli, soprattutto in inverno, non era sempre possibile e il bicarbonato e il sapone potevano essere troppo “duri” per i capelli. C’erano shampoo in polvere che potevano essere utilizzati con spazzolatura. Gli uomini potevano anche scegliere di pagare per lavarsi i capelli dal barbiere.

In conclusione ciò che a noi pare importante sapere è che nel west convivevano le situazioni di igiene e pulizia più disparate. Non è possibile parlare di uno standard comportamentale.
La cosa importante da capire è che le persone avevano standard. Le persone usavano quello che avevano e spesso improvvisavano.
Non tutti potevano permettersi di acquistare articoli da toeletta e non tutti avevano accesso a quantità illimitate di acqua calda, ma facevano del loro meglio per mantenere la pulizia e la gente si preoccupava del modo in cui si presentavano agli altri.
La vera eccezione era costituita da quelli che vivevano alla frontiera ma fuori dalle cittadine. Quelle persone avevano vera difficoltà a mantenersi puliti e, dunque, sani.

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