Morire per mano dei vigilantes

A cura di Sergio Mura

L’impiccagione di Daniels avvenuta il 2 marzo del 1866
James Daniels era un assassino e lo era senza alcuna ombra di dubbio. Lo divenne in maniera certa (del suo passato non si conosce nulla o quasi) dopo aver ucciso un uomo in seguito ad una lite furibonda nata intorno ad un tavolo da gioco delle carte. Per questo gesto estremo, Daniels venne ricercato ed arrestato dai vigilantes del Montana che lo consegnarono appena possibile ad una giuria popolare per essere processato e condannato. La giuria fu affidata alla direzione del giudice L. E. Munson che trovò Daniels colpevole di omicidio colposo e lo condannò al carcere per 3 anni.
Erano trascorse poche settimane e venne presentata una petizione volta ad ottenere la remissione della pena ed il perdono. Ed è qui che le cose prendono una strana piega dal sapore chiaramente più politico… Leggiamo insieme la descrizione dei fatti così come è stata scritta dal noto vigilante e storico Nathaniel Langford, autore di “Vigilante Days and Ways”:

“Dopo alcune settimane di reclusione, venne presentata al Governatore in carica, tale Meagher, una petizione per il suo [di Daniels] perdono, firmata da trentadue rispettabili cittadini di Helena [nel Montana]. Meagher, letta la petizione ed esaminato brevemente la situazione, per errore rilasciò un ordine per il rilascio del condannato. Si trattò di un errore perché l’atto del perdono era una pertinenza esclusiva del Presidente”.
(Langford, 473)

Tuttavia, secondo il parere di Mark C. Dillon, un autore di “Montana Vigilantes”, il Governatore Meagher si era mosso secondo criteri di giustizia e persino di diritto. “È stato chiesto al Governatore Meagher ‘di revocare la condanna e perdonare’ Daniels nella convinzione che un tale gesto ‘avrebbe riscosso l’universale soddisfazione delle persone imparziali e oneste di questa comunità; persone che conoscono con precisione i fatti e le circostanze connesse con l’omicidio e il susseguente processo’… Una onesta lettura della “Organic Law” suggerisce, infatti, che il Governatore Meagher avesse l’autorità di “perdonare” i trasgressori di violazioni di leggi locali e di “sospendere” l’esecuzione della condanna ai trasgressori delle leggi federali che avevano presentato una richiesta di grazia piena al Presidente del Stati Uniti.


Il libro scritto da Langford

Dal momento che il governatore Meagher aveva autorizzato solo la “sospensione” della pena (e non la grazia) in attesa della decisione del Presidente, si ritiene da più parti che egli fosse pienamente autorizzato a prendere quella decisione.
Gli storici, però, stanno ancora disputando i fatti.
Ad ogni buon conto, lasciando agli storici l’analisi tecnica e di diritto, ciò che resta è che Daniels venne rilasciato e nella sua riconquistata libertà venne sentito pronunciare severe minacce di uccidere quelli che riteneva essere i responsabili della sua condanna.
A questo punto il giudice Munson emise un nuovo mandato di arresto per Daniels e si diresse verso Helena.

“Prima che il giudice potesse discutere la sua decisione con il Governatore, nella notte successiva al giorno del suo arrivo a Helena, Daniels fu rintracciato e arrestato dai Vigilantes e, senza ulteriori indugi, venne impiccato ad un albero.”
(Langford, 474).

 
Chiaramente Daniels non era un uomo innocente, ma la sospensione della pena era un atto giuridicamente valido e il nuovo mandato di cattura non contemplava certamente la sua morte. Alcune fonti del tempo sostengono che Daniels venne ucciso perché “minacciava la vita di uomini innocenti [i vigilantes] che esercitarono il diritto di difendersi”. Langford, come membro del Comitato esecutivo dei Vigilantes di Virginia City, sostiene che l’impiccagione di Daniels era da considerarsi “come l’atto non autorizzato di alcuni membri irresponsabili dell’organizzazione dei vigilantes di Helena”. (Langford, 474).


La gente, spaventata, chiedeva giustizia, anche sommaria

Langdon continua così (474): “Nessuna scusa può essere ritenuta seriamente valida per il corso che hanno preso le cose; questo è stato un caso in cui i vigilantes hanno oltrepassato i confini del diritto e della giustizia, diventando essi stessi i violatori della legge”.
Ma in quei tempi cupi e violenti, chi poteva spingersi a decidere che i vigilantes avevano abusato del loro ruolo? La richiesta che saliva alta dalla gente comune era di giustizia, in qualunque modo essa venisse praticata. A quel tempo, in quei territori non vi era spazio per soluzioni alternative alla durezza, perché i vigilantes erano l’unico rimedio disponibile per incutere un minimo di timore ai numerosissimi delinquenti.

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