I ciboleros

A cura di Valentina Santoli


A caccia di bisonti con la caratteristica lunga lancia
Benchè non particolarmente conosciuti oggi, i messicani Ciboleros (dallo spagnolo “cìbolo”, bisonte) sono stati veri protagonisti del loro tempo. Spesso associati ai Comancheros, erano in realtà un altro gruppo di cacciatori di bisonti, attivi per quasi due secoli nella zona del Llano Estacado, tra Texas e New Mexico.
I ciboleros cacciavano gli irsuti bisonti per procurarsi carne e pellame, ma anche per svago e tradizione: al pari degli Indiani, consideravano di grande importanza non solo il momento culminante dell’uccisione del possente animale, ma anche il brivido dell’inseguimento e della caccia. La maggior parte di loro operava nei dintorni di Taos, Santa Fe o nell’area di El Paso; con il passare del tempo, arrivarono purtroppo ad avere un loro ruolo nello sterminio dei bisonti che avrebbe provocato la scomparsa delle mandrie dalle pianure meridionali verso la fine dell’Ottocento.


Un tipico cibolero

Sin dal periodo pre-colombiano gli Indiani Pueblo, quando le relazioni con le tribù delle pianure lo permettevano, erano soliti lasciare la zona del Rio Grande per avventurarsi nelle pianure in modo da procurarsi la carne di bisonte con cui poter integrare la loro dieta abituale, basata sui vegetali.
Con l’arrivo degli Spagnoli e, con essi, dei cavalli, le spedizioni annuali dei Pueblo nelle pianure divennero più semplici, veloci ed assai più fruttuose. Anche gli Spagnoli, a loro volta, sin dalla loro prima spedizione nel 1598 nell’Ovest del Texas guidata da Vicente de Zaldìvarin iniziarono a dare la caccia ai bisonti, tentando anche di catturarli ed addomesticarli.
Benchè sia gli indiani Pueblo sia i coloni spagnoli si procurassero la gran parte della carne e del pellame che gli occorrevano ricorrendo al baratto con le tribù nomadi delle pianure, ben presto elaborarono diverse strategie di caccia al bisonte. Fu così che, sin dalla fine del diciassettesimo secolo, i ciboleros iniziarono ad avventurarsi in gran numero sul Llano Estacado.


In viaggio con le merci da scambiare e vendere

Le loro spedizioni annuali erano volte in primo luogo a procurare alle proprie famiglie la carne con cui avrebbero potuto cibarsi durante l’inverno. Le battute di caccia si tenevano solitamente a Ottobre: in tale periodo, infatti, il clima era ancora buono, il tempo del raccolto era finito e le mandrie di bisonti erano nelle condizioni migliori. Inoltre, gli animali migravano dai loro lontani pascoli estivi a nord fino al Canadian River, trovandosi così molto più a portata di mano.
I ciboleros utilizzavano armi semplici come archi e frecce o, più spesso, lance, ed entrarono ben presto nella leggenda per la loro abilità nella caccia. Spesso indossavano abiti vistosi ed eccentrici, e a volte cavalcavano addirittura senza sella per evitare di essere ostacolati dai finimenti.
Una volta affiancato un bisonte in corsa, il cibolero lo infilzava al cuore con una lancia affilata, smontava da cavallo velocemente con una manovra estremamente rischiosa per poter estrarre l’arma dal petto dell’animale, ed altrettanto rapidamente rimontava a cavallo per continuare la caccia e abbattere quanti più bisonti possibile.


La caccia al bisonte

Un cacciatore esperto poteva uccidere anche venticinque animali in una sola battuta di caccia, che spesso arrivava a coprire due o tre miglia di territorio. I ciboleros si spostavano in gruppi che potevano comprendere fino a 150 uomini, talvolta accompagnati dalle loro famiglie. Gli altri membri della tribù, spesso senza attendere il termine della caccia, iniziavano subito a scuoiare gli animali già abbattuti e a caricarne la carne sul dorso dei cavalli o a bordo di carretti di legno, per poi trasportarla nell’accampamento in cui, come da tradizione, la tagliavano in strisce sottili che poi appendevano ad essiccare. Le strisce di carne essiccate venivano poi battute o lavorate con i piedi seguendo una procedura che avrebbe aiutato a conservarle, per poi essere nuovamente caricate sui carretti. Oltre alla carne tutto il resto degli animali veniva utilizzato in vari modi: il grasso veniva tagliato a pezzi ed utilizzato per cucinare o ricavarne delle candele; i residui croccanti del grasso una volta scolato, erano invece un regalo apprezzatissimo dai bambini. Le pelli, a loro volta, venivano conciate per ricavarne coperte di grande valore e vestiti, mediante un procedimento che prevedeva ripetute applicazioni di cervello di bisonte: gli abiti così ottenuti sarebbero stati estremamente utili in inverno, quando soffiavano i freddi venti del nord ed arrivavano le tormente di neve. Le corna dei bisonti, invece, venivano utilizzate per ricavarne utensili ed oggetti decorativi, mentre la lunga criniera che ricopriva il collo e le spalle dei bisonti serviva per ottenere dei tessuti grezzi o veniva usata come imbottitura per i materassi.


Armi da caccia dei ciboleros

I ciboleros portavano sempre con sé pane fatto in casa, perline, ma anche farina, zucchero e caffè da barattare con gli Indiani delle pianure: difatti, anche questi ultimi cacciavano i bisonti e, senza un qualche tipo di scambio a reciproco vantaggio, le possibilità di scontrarsi sarebbero state molto alte.
Terminata la loro spedizione, i cacciatori vittoriosi rientravano orgogliosamente nei loro accampamenti sul Rio Grande con un corteo trionfale di carri carichi di carne e pelli, tra l’ammirazione della gente dei villaggi che li accoglieva come se fossero degli eroi e, la sera del loro arrivo, li festeggiava con un fandango in loro onore. Sebbene la maggior parte dei prodotti ricavati dalla caccia venisse poi venduta, le popolazioni tenevano sempre da parte un po’ di carne per sé, da mangiare assieme ai fagioli.
A partire dall’inizio del diciannovesimo secolo, i ciboleros avevano acquisito un importante ruolo economico: infatti, procuravano cibo per gli accampamenti del New Mexico e pellame per il ricco commercio di pelli che si svolgeva tra Santa Fe e Chihuahua. La carne essiccata di loro produzione veniva venduta nel nord del Messico; altre prelibatezze come le lingue di bisonte essiccate venivano vendute a ben due dollari al pezzo e trasportate a sud fino a Mexico City.
Nel giugno 1808 la spedizione condotta da Francisco Amangual venne in contatto con i ciboleros nell’Ovest del Texas e successivamente, negli anni ’40 del diciannovesimo secolo, Josiah Gregg descrisse nel dettaglio il loro pittoresco modo di vivere.


Un carretto per le mercanzie

I ciboleros nel corso degli anni acquisirono una profonda conoscenza delle immense pianure in cui andavano a caccia, che erano del tutto prive di punti di riferimento per un occhio inesperto; con le loro gesta, ispirarono i Comancheros ad iniziare le loro lucrative spedizioni commerciali tra gli impervi canyons della zona del Llano.
Con l’affinarsi delle tecniche di caccia e l’espandersi dei commerci, si stima che già nel 1832 i ciboleros uccidessero all’incirca tra i 10.000 ed i 12.000 bisonti ogni anno. Quel continuo massacro fu tale da provocare, a partire dal 1850, una crescente ostilità nei loro confronti da parte delle tribù che risiedevano nelle pianure meridionali. I Comanches, nel tentativo di proteggere la loro principale fonte di sostentamento, giunsero ad ordinare ai Ciboleros di portare con sé durante la caccia solo alcuni animali da soma, minacciando di portargli via ogni cosa se invece si fossero presentati con carri o altri animali. Nel Sud-Est del Colorado ci furono inoltre delle schermaglie tra i Ciboleros e i Cheyenne, a seguito delle quali i primi furono costretti limitare le loro spedizioni di caccia soprattutto alla Comancherìa, in una sottile striscia di territorio situata in Texas.


Una capanna di ciboleros

Fino alla fine della Guerra Civile si riuscì ad evitare che gli scontri tra Indiani degenerassero ulteriormente. In quel periodo, i ciboleros iniziarono a sostituire i loro carretti leggeri con carri più grandi e resistenti, che potevano trasportare la carne essiccata di 45 bisonti: il risultato fu che le mandrie si trovarono ad essere sempre più indebolite. Frattanto gli ufficiali militari nel New Mexico e nei Territori Indiani, al fine di ostacolare le attività illecite legate ai commerci dei Comancheros, tentarono di impedire l’accesso al Llano Estecado a tutti i nativi del New Mexico: nonostante ciò, molti ciboleros riuscirono a continuare a cacciare fino a che, alla fine degli anni ’70 dell’800, lo sterminio delle mandrie di bisonti non fu completato ad opera dei cacciatori bianchi e delle loro armi a lungo raggio.

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