I drammatici costi della Guerra Civile Americana


Quando i Sioux seppero che per una sola battaglia della Guerra Civile Americana c’erano stati ben 50.000 uomini morti o feriti, improvvisamente capirono la dimensione e la capacità distruttiva delle guerre dei bianchi. E si trattava del dato di una sola battaglia: Gettysburg, del 1863.
Il totale complessivo delle vittime dell’intera guerra di secessione non è noto con precisione, ma gli storici e gli studiosi sono orientati sulla cifra mostruosa di almeno 670.000 vittime, di cui almeno 50.000 erano civili.
A questo numero devono essere aggiunti 476.000 feriti più o meno gravi e altri 400.000 tra dispersi e prigionieri. Si arriva ad un totale di 1.030.000 persone, equivalenti al 3% della popolazione. Quasi due terzi dei soldati morti sono deceduti per colpa delle malattie.


File di morti dopo la battaglia di Antietam

Ma il dibattito tra gli studiosi è ben lungi dall’essere concluso perché non sono pochi quelli che ritengono che tutte le cifre andrebbero sensibilmente ritoccate verso l’alto. Ad esempio, lo storico J. David Hacker dell’Università di Binghamton ritiene che il numero di soldati morti debba essere portato a circa 750.000, il 20% superiore rispetto alle stime tradizionali. Numeri veramente impressionanti!
A colpire sono però altre cifre ancora. Un dai queste, basata su un censimento del 1860, ci dice che l’8% di tutti i maschi bianchi di età compresa tra 13 e i 43 anni sono morti nella guerra, di cui il 6% appartenenti agli stati del Nord e il 18% appartenenti agli stati del Sud.
Un’altra cifra particolarmente crudele racconta di circa 56.000 soldati che sono morti nei campi di prigionia durante la guerra di secessione, ovverosia in posti in cui sarebbero dovuti essere sostanzialmente al sicuro.


Le percentuali dei morti in battaglia rispetto alla popolazione americana

Non meno dolorosa è la misura dei soldati che nel corso dei combattimenti hanno perduto almeno un arto: circa 60.000 uomini.
I morti dell’esercito dell’Unione sono stati 359.528 in totale:
– 110.070 uccisi in battaglia (67.000) o morti a cause delle ferite (43.000);
– 199.790 morti di malattia;
– 24.866 morti nei campi di prigionia confederati;
– 9.058 deceduti per incidenti o annegamento;
– 15.741 altri decessi per cause sconosciute.


I morti dopo la battaglia di Gettysburg, la più sanguinosa

In aggiunta devono essere conteggiati 4.523 morti tra i marinai (2.112 in battaglia) e 460 tra i marines (148 in battaglia).
Le truppe di colore rappresentarono circa il 10% delle vittime nell’Unione, di cui il 15% tra quelli che perirono per malattia, ma meno del 3% di coloro che trovarono la morte sul campo di battaglia. Nell’ultimo anno e mezzo le perdite tra gli afro-americani risultarono particolarmente elevate; circa il 20% di tutti gli afroamericani arruolati nelle forze armate perse la vita durante la guerra. In particolare, si riscontra che il tasso di mortalità era significativamente più alto rispetto ai soldati bianchi.
I morti dell’esercito della Confederazione sono stati circa 260.000:
94.000 morti in battaglia;
164.000 morti per malattia.
A questi vanno aggiunti 194.026 feriti in battaglia e 462.634 fatti prigionieri (compresi i 31.000 che morirono in detenzione).
Nonostante le stime di 360.000 morti tra le file dell’esercito dell’Unione e 260.000 tra quelle dei confederati siano abbastanza condivise, esse sono ritenute incomplete. Oltre al fatto che molte scomparse di soldati della Confederazione non venivano denunciate poiché le vedove non volevano perdere i benefici economici, entrambi gli eserciti contavano tra i caduti solamente i soldati morti durante il servizio e non le decine di migliaia che sono morti a causa delle ferite e delle malattie.
Francesco Amasa Walker, sovrintendente del censimento del 1870, ha utilizzato i dati raccolti e il registro del Surgeon General per stimare un minimo di 500.000 morti tra i soldati dell’Unione e 350.000 morti tra i confederati. Mentre le stime di Walker erano inizialmente considerate errate a causa della presunta sottostima del censimento del 1870, in seguito venne dimostrato che quest’ultimo era impreciso solo del 6,5% e che quindi i dati utilizzati da Walker erano sufficientemente accurati.


L’età media dei soldati era di 26 anni

Analizzando il numero dei morti e utilizzando i dati del censimento per calcolare la deviazione del tasso di mortalità degli uomini in età da combattimento dalla media, si può stimare che i soldati caduti in guerra siano stati tra 627.000 e 888.000 morti, ma molto probabilmente il numero più corretto è di 761.000 soldati deceduti.
L’elevato numero di morti trova un motivo attribuibile all’uso delle tattiche di battaglia di impronta napoleonica e tra queste la carica. Con l’avvento di armi da fuoco più precise grazie all’introduzione della canna rigata, delle pallottola Minié e (verso la fine della guerra per l’esercito dell’Unione) i fucili a ripetizione, i soldati venivano falciati a file. Ciò portò successivamente all’introduzione della guerra di trincea, uno stile di combattimento che ha caratterizzato gran parte della prima guerra mondiale.


Il numero dei morti nelle principali battaglie

Oltre all’incredibilmente alto numero di morti, feriti e scomparsi, non possiamo scordare il costo economico sostenuto dalle due parti in conflitto.
La ricchezza accumulata grazie alla schiavitù da parte della Confederazione venne a mancare quando l’esercito dell’Unione arrivarono nei territori del Sud e quasi tutti gli schiavi furono liberati alla proclamazione dell’emancipazione. Gli schiavi abitanti negli stati di confine e quelli che si trovavano in un certo territorio occupato prima della proclamazione di emancipazione vennero liberati con l’azione dello Stato o (il 6 dicembre, 1865) grazie al XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America.
La guerra comportò la distruzione di gran parte della ricchezza del Sud. Tutte le obbligazioni confederate accumulate andarono perse; la maggior parte delle banche e delle ferrovie dichiararono bancarotta. Il reddito pro capite degli sconfitti scese a meno del 40% rispetto a quello del Nord, una condizione che durò fino a buona parte del XX secolo.


Schiavi al lavoro nei campi

L’influenza degli stati del Sud nel governo federale degli Stati Uniti, in precedenza notevole, diminuì notevolmente fino alla seconda metà del secolo successivo. Il recupero a pieno titolo dell’Unione è stata una politica molto controversa seguita nel dopoguerra ed è nota come “Era della Ricostruzione”.

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