I Wagluhe, Oglala che i bianchi chiamavano progrediti

A cura di Sergio Mura

Capo Vecchio Fumo
I Wagluhe, della grande famiglia dei Sioux Oglala, erano apprezzati e conosciuti dai bianchi fin da poco tempo dopo il “contatto” in quanto venivano ritenuti “progrediti” rispetto agli altri Sioux del loro raggruppamento. Questo perché effettivamente, dopo aver conosciuto la potenza dell’uomo bianco e dei soldati in particolare, avevano ricercato una via di pace e avevano cercato di apprendere il più possibile dai bianchi.
La gente Wagluhe era una delle sette tribù che componevano il raggruppamento d Lakota Oglala all’interno della grande famiglia dei Sioux. La tribù Wagluhe è nota anche come “Banda dei Mocassini”.
Gli Oglala erano divisi in sette distinte tribù che si incontravano e condividevano la lingua e gran parte di usi e costumi: Wagluhe, Ite Sica, Oyukpe, Wazaza, Tapisleca, Payabaya e Kiyaksa.
Il famosissimo Vecchio Capo Fumo (Old Chief Smoke) era un Oglala Wagluhe, uno degli ultimi grandi Portatori di Casacca (Shirt Wearers), una prestigiosa società guerriera.
La gente di Vecchio Capo Fumo era certamente una delle più importanti tra i Lakota del XVIII e XIX secolo e lui, pur essendo un guerriero certamente potente e indomito, aveva compreso assai presto che i soldati bianchi erano la fortissima mano armata di un popolo molto evoluto da cui, tutto sommato, sarebbe stato meglio imparare qualcosa. Da qui derivò certamente la ricerca di un qualcosa che fosse più di un semplice contatto e che poteva anche acquisire le sembianze di una vera alleanza.
Era il 1849 quando Vecchio Capo Fumo trasferì il proprio campo di Wagluhe nei pressi di Fort Laramie dove l’esercito degli Stati Uniti si era stabilito in quello che un tempo era una semplice trading post. Lo scopo di quell’insediamento militare era di garantire la migliore protezione possibile alle numerose carovane e convogli di rifornimenti che percorrevano con enormi rischi la Oregon Trail. La scelta di Vecchio Capo Fumo di accamparsi nei dintorni più immediati del forte era piena di significati che ai bianchi non sfuggivano di certo. Stare nei pressi di un forte significava, infatti, essere in vista dei soldati e sfuggire a eventuali accuse di essere indiani “ostili”.


I Sioux di Vecchio Fumo si spostano verso Fort Laramie

Ma significava anche poter studiare da vicini i bianchi e apprenderne gli usi, fare alleanza con loro e persino aiutarli con ruoli di guide. In ultima istanza, restare nei dintorni del forte costituiva anche una buona garanzia di ricevere aiuti e sostentamenti nelle dure stagioni invernali in cui cacciare era difficile.
La banda di Vecchio Capo Fumo non restò isolata nella scelta di stare vicino al forte… Dopo breve tempo ad essa si unirono altre famiglie Lakota di altri campi. Old Chief Smoke era ben consapevole della potenza dei bianchi e dei loro soldati, una potenza data dal numero, dalla professionalità, dalla tecnologia; gli era ben chiara la completa inutilità di una guerra contro quel popolo. La vicinanza al forte era perciò anche garanzia di protezione persino dagli altri indiani che avevano scelto con decisione la via della guerra e della resistenza per difendere strenuamente i propri territori e la propria cultura.
Vecchio Capo Fumo osservò ed imparò abbastanza velocemente le usanze dei bianchi.
Tutto questo non sfuggiva agli altri Lakota rimasti liberi nei propri territori di caccia e questi iniziarono – già dalla fine degli anni 1850 – a spostarsi occasionalmente presso il forte per deridere quei Sioux che erano accampati in mezzo ai bianchi. Il nome “Wagluhe” – che significa “mocassino” era stato attribuito alla banda di Capo Fumo proprio dai guerrieri liberi e quel termine non era particolarmente lusinghiero in quanto stava ad indicare chi viveva con i parenti della moglie che si intendeva fossero i soldati dei forti, per via dell’abitudine delle donne di essere prese in spose proprio dai soldati.
D’altra parte alcuni Wagluhe consideravano i Lakota delle terre libere una specie di selvaggi arretrati per nulla desiderosi di progredire.


Cavallo Blu e Grande Bocca, figli di Vecchio Fumo

Nei primi anni ’60 scoppiarono sempre più violenti i conflitti tra i bianchi ed i Sioux finché non iniziò la cosiddetta “Guerra di Nuvola Rossa” che insanguinò le terre in cui era posto Fort Laramie che, in quella circostanza dimostrò tutta la sua rilevanza in quanto caposaldo e avamposto dei soldati con la giubba blu.
Nel frattempo era scoppiata anche la Guerra Civile Americana tra gli stati e i territori del nord e gli stati e i territori del sud. A causa di questo enorme conflitto, i forti della frontiera vennero parzialmente sguarniti perché i soldati erano necessari per le battaglie della Guerra Civile. Questo consentì agli indiani “liberi” di vivere alcuni anni di benessere e di mostrare una grande potenza e coesione. Nonostante questo, l’eco delle battaglie della Guerra Civile arrivava in quelle terre di frontiera, recando notizie spaventose. Ad esempio, i Sioux furono particolarmente colpiti dall’enorme numero dei morti in una singola battaglia. Nella loro cultura, nelle guerre tra tribù, un combattimento tra 50 guerrieri in cui alcuni uomini restavano uccisi era da considerare una grande battaglia. Gli indiani avevano ben alto il valore della vita umana e raramente ingaggiavano battaglie davvero sanguinose, anche perché per dimostrare il valore del singolo guerriero (e della tribù o banda) non era necessario uccidere molti nemici, ma “toccarli” con un bastone in campo avverso senza restare a propria volta uccisi.


La sepoltura di Vecchio Fumo davanti a Fort Laramie

Quando la gente Wagluhe stanziata presso Fort Laramie seppe dei circa 50.000 soldati rimasti uccisi nei tre giorni della battaglia di Gettysburg del luglio 1863 capirono improvvisamente cosa intendevano i bianchi quando parlavano di battaglia e di cosa erano capaci.
I Wagluhe formarono un’amministrazione civile nel loro insediamento di Fort Laramie e Vecchio Capo Fumo nominò Cavallo Blu (Blue Horse) e Grande Bocca (Big Mouth), entrambi suoi figli, primi ufficiali di polizia.
Nel 1864 Vecchio Capo Fumo morì e il suo corpo venne collocato su un classico lettuccio (“scaffold”) ancorato a dei rami fissati a terra, con in bella vista il Fort Laramie.
La banda Wagluhe lo sostituì con un suo figlio, un guerriero famoso e forte, Grande Bocca.
I Wagluhe di Grande Bocca continuarono ad apprendere le usanze dei bianchi e a collaborare con i soldati, fino ad essere considerati dagli statunitensi e dagli agenti indiani la tribù più progredita dell’intero popolo Lakota.
Grande Bocca si oppose a più riprese alla leadership di capo Coda Chiazzata (Spotted Tail), spingendosi a criticare apertamente la modalità con cui quello conduceva le trattative con I bianchi di Washington. Il 29 ottobre del 1869, Coda Chiazzata si presentò nel campo di Grande Bocca e, avvicinatosi alla sua tenda, lo chiamò ad alta voce per farlo uscire.


L’uccisione di Grande Bocca da parte di Coda Chiazzata

Coda Chiazzata era protetto da due guerrieri che appena videro Grande Bocca lo bloccarono e lo tennero stretto. Coda Chiazzata estrasse una pistola e sparò al capo ferendolo a morte. Il capo morì verso il tramonto quello stesso giorno. La notizia di quanto era accaduto fece montare su tutte le furie Cavallo Blu (che era il fratello minore di Grande Bocca) che armato di un fucile ed un arco e con un coltellaccio per scalpare si aggirava nei dintorni del campo proferendo tremende minacce contro Coda Chiazzata. Ci volle tutta la pazienza del Capitano DeWitt C. Poole, per impedire l’accendersi di una faida tra i Sioux. Alla fine si evitò il peggio in virtù del pagamento da parte di Coda Chiazzata del danno causato con un congruo numero di pony consegnati a Cavallo Blu. La rifusione del danno era uno dei cardini della cultura Sioux, tutto teso ad evitare il moltiplicarsi delle uccisioni e del disordine intra-tribale.
Il capo Cavallo Blu venne comunque pressato a più riprese dai suoi affinché vendicasse con il sangue il torto subito dalla sua famiglia, ma scelse di evitare nuove violenze al suo popolo e preferì piuttosto spostare il campo in un’altra località. Anche Nuvola Rossa mostrò grande dispiacere per l’uccisione di Grande Bocca, ma nonostante questo continuò a trattare insieme a Coda Chiazzata con i politici di Washington nel tentativo di salvare parte delle terre dei Sioux e il loro stesso popolo dai rischi di una guerra definitiva con i bianchi.


Piccoli Wagluhe alla Carlisle School

I Wagluhe mantennero a lungo una certa utilità per i soldati come guide, amministratori civili e mediatori. I Wagluhe furono i primi Oglala a far frequentare ai propri figli la Carlisle Indian Industrial School di Carlisle (Pennsylvania) ed i primi a partecipare al Wild West Show di “Buffalo Bill” Cody.
Dopo la battaglia del Little Bighorn e il successivo arresto di Cavallo Blu, Cavallo Americano divenne il portavoce della fazione progressista Wagluhe nella grande “Agenzia di Nuvola Rossa” e promosse una fattiva cooperazione nei programmi riformatori che venivano proposti.
Cavallo Americano fu uno degli indiani più influenti nel sostenere la posizione governativa come l’unica possibile per salvare la sua gente e quando divenne un capo i Wagluhe si divisero in tre distinti raggruppamenti. Cavallo Blu rimase a capo di una di loro e Cavallo Americano e Tre Orsi (Three Bears) guidarono le altre due. Anche Camicia Rossa (Red Shirt) fu un capo popolare tra i Wagluhe e luogotenente di Tre Orsi.


I tre capi Wagluhe: Cavallo Americano, Tre Orsi e Camicia Rossa

Questi capi avevano molto in comune e non solo nell’atteggiamento nei confronti dei bianchi; erano tutti e tre stati guide del 4º reggimento di cavalleria.

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