La battaglia di Little Wichita River (12-7-1870)

A cura di Sergio Mura


La battaglia di Little Wichita River – clicca per INGRANDIRE
La battaglia del fiume chiamato “Little Wichita”, è uno dei molti eventi bellici occorsi tra l’esercito degli Stati Uniti e le tribù di Indiani d’America lungo il tormentato tratto storico della conquista del west.
Al Little Wichita River si affrontarono in una dura battaglia le truppe del 6° Cavallerie e un centinaio di guerrieri Kiowa capitanati dal grande Kicking Bird. La battaglia si svolse nella Archer County il 12 luglio del 1870. Sulla posizione non esiste la precisione assoluta, dal momento che le fonti – sia indiane che bianche – non sono dettagliate.
Ad ogni buon conto non sbagliamo nel fare riferimento alla convinzione della gran parte degli storici che si son detti convinti che il luogo esatto sia da collocare nella parte nord-occidentale della contea di Archer, sul fiume Little Wichita, a circa sei miglia a nord-ovest di Archer City e appena più a sud del sito di quello che oggi chiamiamo Lago Kickapoo.


Kicking Bird, guida dei Kiowa

Ma perché si era arrivati all’ennesimo confronto armato tra bianchi e Nativi d’America? Le cause della battaglia che qui esaminiamo risiedono, ancora una volta, nella completa insoddisfazione degli indiani, costretti a vivere in una angusta e poverissima riserva inventata di sana pianta del sud-est del Territorio Indiano. Una zona in cui i Kiowa si vedevano impossibilitati a fare qualsiasi cosa di quelle che da sempre costituivano l’ossatura della loro cultura. Non potevano cacciare perché non vie era cacciagione; non potevano conquistarsi i meriti tipici dei guerrieri perché non gli era consentito nulla di ciò che quei meriti avrebbe riconosciuto; non potevano vivere secondo le loro tradizioni perché ad ogni costo si voleva che diventassero degli agricoltori; non erano neppure liberi di utilizzare la loro lingua perché gli agenti indiani cercavano di far loro imparare la lingua inglese; non potevano spostarsi in altre zone perché era proibito. E tanto altro, compreso il mancato rispetto degli accordi che avevano portato gli indiani nella riserva, ossia una penuria marcata dei generi di prima necessità, tra cui il cibo.
Perciò molti guerrieri reagirono a quella che vivevano come profonda ingiustizia attraversando il Red River in Texas e terrorizzando gli insediamenti bianchi.


L’umiliazione di vivere in una riserva come questuanti

Le incursioni ottennero però l’unico e ovvio effetto di terrorizzare i coloni che presto passarono alla furia, finendo per aggravare una situazione che quanto a tensione era ormai arrivata quasi alla rottura.
C’è da considerare anche un secondo effetto di queste incursioni, stavolta di parte indiana. I giovani guerrieri che le compivano, al rientro nella riserva venivano accolti come eroi dalla loro gente e questo consolidava il loro status di guerrieri a discapito degli anziani, anche capi, che consigliavano prudentemente la pace.
Kicking Bird, nonostante il suo curriculum di grande guerriero, fu uno dei capi che finirono nel tritacarne delle critiche dei giovani razziatori. Questi ultimi arrivarono persino ad accusarlo di vigliaccheria per il suo tentativo di instaurare con i bianchi relazioni durature e pacifiche.


Guerrieri Kiowa

Il peso dell’accusa di vigliaccheria era insopportabile tra i guerrieri, al punto che Kicking Bird radunò una sua banda di fedelissimi e decise di combattere le giacche blu, alla ricerca del prestigio che gli era stato sottratto e, in fondo, anche con la convinzione di far bene, visto che dagli uomini bianchi avevano ottenuto solo promesse non mantenute.
Alla fine di giugno o all’inizio di luglio Kicking Bird guidò una spedizione di circa 100 fedelissimi guerrieri oltre il Red River (Fiume Rosso) fin dentro al territorio della Wichita County. Nel corso del loro viaggio, i guerrieri Kiowa attraversarono parti importanti delle contee di Archer e Young e tutto sembrava andar bene finché un piccolo gruppo di giovani guerrieri si staccò dal gruppo principale e, trascurando gli ordini di Kicking Bird che vietano ogni contatto ostile con i bianchi civili, attaccarono una diligenza postale e derubarono ogni valore presso Rock Station nei pressi di quella che oggi è Jermyn, nella Jack County.


Gli indiani all’attacco della diligenza postale

I primissimi resoconti dell’attacco raggiunsero Fort Richardson la mattina del 6 luglio e immediatamente il capitano Curwen B. McLellan, comandante del 6° Cavalleria, organizzata una forza di cinquantacinque soldati, due ufficiali, un chirurgo, e uno scout civile, si mise in viaggio con il preciso compito di intercettare il gruppo di guerra degli indiani e metterlo in condizione di non continuare a fare danni in una zona abbastanza abitata da coloni.
A raggiungere Rock Station il distaccamento guidato da McLellan impiegò all’incirca un’ora e mezza di viaggio con andatura sostenuta.


Il capitano Curwen B. McLellan, 6° Cavalleria

Non appena furono arrivati nel luogo dell’attacco, i soldati trovarono la diligenza rovesciata, una parte della corrispondenza che in essa era trasportata e anche un pacchetto indirizzato al furiere di Fort Richardson.
Dopo aver raccolto i resti della posta, la cavalleria riprese la caccia di Kicking Bird. I soldati si diressero verso nord-ovest seguendo le tracce che lo scout riusciva ad identificare e percorsero la stessa pista percorsa dai guerrieri Kiowa. L’inseguimento andò avanti per cinque giorni e circa 50 miglia, ma nonostante alcuni avvistamenti (che si risolsero in falsi allarmi) non si trovò il luogo in cui si trovavano i guerrieri di Kicking Bird.
In un suo suo rapporto il capitano McLellan sostenne che Kicking Bird era difficile da rintracciare perché aveva diviso i suoi guerrieri in piccoli gruppi e perché ciascuno di quei gruppi aveva abilmente mascherato le tracce sul terreno.


I cavalleggeri in cerca degli indiani

Dopo ulteriori difficoltà, alla fine McLellan ed i suoi soldati riuscirono a trovare il campo di Kicking Bird e dei suoi Kiowa. Era la sera dell’11 luglio 1870.
La mattina seguente i soldati attaccarono il campo indiano con tutta la forza di cui disponevano, confidando su due fattori fondamentali: la sorpresa e la tendenza degli indiani a disperdersi quando si trovavano in condizione di difficoltà a reagire.
Ciò che non andava in questo era che i soldati non conoscevano in anticipo l’esatta consistenza numerica degli indiani raccolti nel loro campo, così quando l’attacco era ormai iniziato, McLellan si rese conto di essere in disperata inferiorità numerica e, per giunta, una parte dei guerrieri indiani era assai ben armato con fucili Spencer, armi superiori quanto a capacità di fuoco, di quelle dell’esercito statunitense.


Gli indiani possedevano il potente fucile Spencer

La sorpresa dell’attacco stavolta si disperse abbastanza presto. Gli indiani guidati da Kicking Bird furono molto rapidi ad organizzare una linea di difesa. Le scariche di fucileria e la superiorità numerica degli indiani riuscirono a mettere in difficoltà i cavalleggeri e iniziarono a contarsi i primi caduti da ambo le parti. Si dice che Kicking Bird abbia personalmente ucciso il caporale John Given con un colpo di lancia. Le ore trascorsero rapidamente senza che i soldati riuscissero a recuperare la conduzione dell’assalto. Ad un certo punto a McLellan fu chiaro che vi era un grande rischio di subire una disfatta, perciò, durante il pomeriggio, tentò di organizzare una ritirata per poi valutare il da farsi. Ma gli indiani li attaccavano ormai da tutte le parti.
Il distaccamento comandato da McLellan aveva perso solamente 3 uomini, ma il combattimento era così feroce che l’esercito fu costretto ad abbandonare i suoi morti sul campo di battaglia.


I soldati tentano la ritirata sotto il fuoco degli indiani Kiowa

Finalmente, in serata, i Kiowa allentarono la presa, anche per il rischio che arrivassero altri soldati sulla scena della battaglia e solo allora i soldati furono in grado di organizzare la ritirata attraverso il West Fork del Trinity River. Esausti, prostrati e sofferenti, i soldati trasportavano con loro i tre morti e ben undici feriti e questo creava un’ulteriore condizione di difficoltà. Perciò McLellan e le sue truppe si accamparono dieci miglia a nord-ovest di Flat Top Mountain. Era la mezzanotte. Arrivarono alfine i rinforzi, erano un gruppo di cowboy provenienti dal vicino Terrell Ranch e venti cavalleggeri di stanza nella cittadina di Jean.
Dopo una notte trascorsa a vigilare per il timore di un attacco improvviso e ad assistere i feriti, di primo mattino il capitano McLellan spedì i corrieri a Fort Richardson perché inviassero delle ambulanze in soccorso e preparò tutto il necessario per il rientro al forte. Per viaggiare più velocemente fece bruciare tutto ciò che non era indispensabile e dispose il trasferimento della sua unità in un luogo maggiormente difendibile.
Le ambulanze provenienti da Fort Richardson nella stessa giornata e il 14 luglio gli uomini del 6° Cavalleria poterono far rientro tra le palizzate del forte.


Un gruppo di guerrieri Kiowa a cavallo

Nel suo rapporto McLellan descrisse positivamente le capacità di gestione dell’emergenza dimostrate da Kicking Bird e chiese forze più consistenti per riuscire a proteggere la frontiera nella parte che gli era stata affidata dal comando. McLellan sostenne che i Kiowa avevano subito la perdita di non meno di 15 guerrieri e un numero imprecisato di feriti.
La battaglia di Little Wichita River segnò la fine delle ostilità per Kicking Bird che una volta fatto ritorno alla riserva con la dignità di capo recuperata, decise di dedicare il resto della sua vita a instaurare relazioni amichevoli tra i suoi Kiowa ed i bianchi.

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