I Mescalero

A cura di Paolo Brizzi

Guerriero Mescalero
I Mescalero sono una tribù di lingua Apache del Sudovest americano, delle pianure meridionali e del Messico settentrionale.
Il confine occidentale del loro territorio era il Rio Grande e, sebbene tutti i loro insediamenti fossero collocati a ovest del fiume Pecos, le cacce al bisonte o all’antilope, la ricerca di sale e cavalli, le incursioni di guerra sovente li portavano a spingersi molto più ad est.
A Nord il loro ” confine” era il 34° latitudine nord, ma si spingevano oltre per viaggi “commerciali”.
A sud il loro dominio si estendeva nel Texas nord-occidentale e nelle parti settentrionali degli stati messicani di Chihuahua e Coahuila. L’area dove vivevano è montuosa con picchi che raggiungono i 3600 mt. di altitudine, separati da valli e pianori.


Un folto gruppo di guerrieri Mescalero. La foto è del 1885

In inverno il clima è rigido e la breve stagione di crescita scoraggiava le coltivazioni. Le pianure erano calde e secche e non adatte ad una popolazione numerosa.
Questi fattori fecero sì che i Mescalero fossero una tribù caratterizzata da una popolazione ridotta di cacciatori e raccoglitori , divisa in piccole bande nel loro territorio. Secondo Opler è probabile che ci fossero circa 2500-3000 Mescaleros intorno al 1850. Nel 1888, a seguito di ondate epidemiche e delle guerre combattute, ne rimanevano 431 (!) saliti a 1000 nel 1981.
I Mescalero vivevano in piccoli gruppi e nel loro caso, a differenza dei Chiricahua, non si può parlare di bande ben definite.


Mescalero nel New Mexico

Non avevano moieties , a differenza dei loro parenti del nord, i Jicarilla.
Le loro divisioni sono scarsamente definite, sebbene si sia distinto tra quelli che vivevano a est delle montagne, ” il popolo delle pianure” (Gulgahendè)e ” il popolo dei crepacci” (Nitahendè), che vivevano nelle montagne. Questa divisione appare, però, più geografica e semantica che funzionale, anche perchè nessun confine era specificato. Questi indiani erano divisi in gruppi locali, formati dai parenti, amici e conoscenti che si riunivano a vivere attorno ad un leader riconosciuto; l’unità di base era la famiglia estesa, che si formava su linee matricolali.


Alcune tende nella prateria

L’economia Mescalero si basava sulla caccia e sulla raccolta di piante selvatiche. Le prede erano i cervi in montagna, ma anche alci e bighorn. Sulle pianure il bisonte era la principale fonte di cibo , ma anche i conigli e l’antilope.
Il pesce veniva consumato da pochi; serpente, orso, coyote e gufi erano evitati.
La raccolta riguardava soprattutto il mescal e l’agave, ma anche il sotol, parti dei cactus ecc.


Capo San Juan

Nelle montagne la casa era una struttura a cupola (wickiup) con un telaio di rami flessibili ma resistenti, ricoperto da strati di erba e pelli. Sulle pianure era il tipi di pelli.
L’influenza delle pianure è evidente nel vestiario, fatto di pelli ,nei mocassini bassi, dalla suola rigida e nel fatto che i capelli fossero spesso intrecciati e avvolti in nastri, ma anche nell’uso della tenda e del travois o nella fabbricazione di parfleches.
Il nome deriva dallo spagnolo e vuol dire ” popolo del mescal”. Sono stati chiamati anche Apaches de Perillo nel 1620, Sierra Blanca Apaches , Apaches de los siete rios e Faraones. Nel 1726 apparve il nome Natagè, usato poi come sinonimo di Mescalero; a volte i Mescalero sono descritti come un sottogruppo dei Natagè o considerati una separazione distinta.


Nallti Zilli, capo dei Mescalero Apache

Infine, Mescalero ha sostituito Natagè, nel sud e Faraon, nel nord. Hugo O’Conor elenca i Mescalero, insieme a Faraones e Natagè, ma i nomi Apache per Mescalero ( Zetosendè) e Natagè ( Zetocendè) sembrano identici, mentre quello dei Faraones ( Selcaisanendè) sembra basarsi sul nome Mescalero ” Dzilgais’ani ” che vuol dire “montagna bianca”.

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