Buffalo Bill ed il grande progetto cinematografico del 1913

A cura di Daniele Cazzola


Se c’è una cosa sulla quale i biografi di Buffalo Bill sono d’accordo è che egli fosse uno showman nato. La sua carriera come Star mediatica del diciannovesimo secolo e icona culturale iniziò nel 1869 quando fu scoperto da Edward Z.C Judson, che si fa chiamare Ned Buntline, che lo trasforma in un eroe da novelle. Cody apparve per la prima volta sul palco ricreando ed “esagerando” molte delle sue esperienze di frontiera. Questo tipo di manifestazione evolve molti anni dopo. Precisamente nel 1883, nel “Buffalo Bill’s Wild West Show”, uno spettacolo fatto di cascatori (stuntmen) e uomini a cavallo dalle grandi abilità, tiratori infallibili ed eccitanti ricreazioni di storici incidenti.
In mezzo a queste riproduzioni comparivano anche scene di rivolta degli Indiani d’America nei territori di frontiera e finali ultimatum di pace dell’esercito americano, attraverso violenti contrattacchi militari. Durante gli ultimi 20 anni del 1800 questo spettacolo viaggiò in tutto il mondo ed il pubblico ricevette una lezione storica sulla frontiera americana, il tutto grazie a Buffalo Bill.
Con l’inizio del ventesimo secolo una nuova forma di intrattenimento fu introdotta al pubblico, una forma che diede a Cody una nuova opportunità per promuovere la sua carriera come grande uomo di spettacolo. Nel 1893 Thomas Edison mostrò al mondo ciò che egli pensava inizialmente essere una delle sue invenzioni più inutili: il Kìnetoscopio. Questo fu il primo di una lunga serie di dispositivi per il Cinema, di fatto più simile ad un “peep show” cioè uno spettacolo in cui si sbircia da una fessura.


Durante le riprese

Sebbene egli non realizzò subito l’importanza ne il potenziale del suo nuovo “giocattolo”, Edison si accorse ben presto del suo impatto, precisamente quando i suoi primi filmati (di pochissimi secondi) su danzatori esotici ed animali, diventarono un grande successo popolare. I salotti dedicati al Kinetoscopio iniziarono a prolificare in tutta la nazione e lo studio di Edison a West Orange (New Jersey) iniziò la produzione di altri filmati per alimentare il nuovo concetto di intrattenimento che si stava diffondendo. Tra i primi a far visita allo studio di Edison per essere filmati ci fu proprio la troupe di Buffalo Bill con il suo “Wild West Show” e l’evento fu riportato da tutti i giornali locali che descrivevano le esibizioni di rapide sparatorie, danze indiane ed un concilio di guerra dove il calumet della pace veniva passato tra i vari partecipanti. Non fu fino a circa 20 anni dopo, in un ultimo tentativo di ravvivare la sua carriera ed il suo conto in banca, che a Cody venne l’idea di girare un film sulla storia della sua vita; questo sarebbe servito non solo a mantenere vivo, anche dopo la sua morte, il ricordo della leggenda di Buffalo Bill nella memoria del pubblico, ma lo avrebbe anche aiutato a riguadagnare una certa dignità economica. Fu per questo che all’inizio del 1913 il sessantasettenne Cody chiese un prestito di 20,000 $ ad Harry H. Tamman e Fred G.Bonfils, proprietari del Denver Post e del circo Sells-Floto. Come garanzia Cody offrì l’unica cosa di valore che gli era rimasta: il suo Wild West Show. Credendo che Buffalo Bill avrebbe potuto ricavare molti soldi da quell’idea, essi fondarono insieme a lui “La Società di Cinematografia Storica del Colonnello Cody”. Nel settembre dello stesso anno la società fu spostata in Colorado, con Bonfills come presidente e Tamman segretario. Iniziò quindi una collaborazione con la società “Essanay Film” di Chicago che mise a disposizione l’assistenza tecnica necessaria al progetto del film e le sue conoscenze del mercato per la diffusione dello stesso.

Sebbene a Cody non venisse chiesto alcun investimento economico nel progetto, gli sarebbe stato riconosciuto un terzo degli eventuali guadagni per via del suo impegno personale nelle riprese del film e per l’uso pubblicitario del suo nome. Inoltre gli venne promessa una copia della pellicola per suo uso personale.
Il Denver Post, coinvolto nel progetto, iniziò la sua campagna pubblicitaria: il primo di una lunga serie di articoli annunciava che il film sarebbe stato una visione storica del WEst con Buffalo Bill come fulcro centrale.Questo grandioso film sarebbe stato unico poiché registrava la presenza come attori di veri partecipanti militari delle cosiddette “guerre indiane”. Oltre a Cody il film doveva includere il Generale Nelson A. Miles, Frank Baldwin, Jesse M.Lee, Charles King ed il Colonnello Marion Maus e H.G.Sickel, i quali avrebbero riprodotto i loro ruoli come ufficiali di frontiera. La loro missione era quella di presentare gli eventi storici che aprirono la strada alla pace razziale fra “rossi” e “bianchi”, per l’educazione delle generazioni future come fattore di conservazione della storia nazionale. Questa pellicola non doveva essere solo una testimonianza del passato ma anche una lezione educativa che rappresentasse ì progressi fatti dagli indiani sotto l’amministrazione dei bianchi e, in particolare, del governo federale. Sia il Dipartimento della Guerra che quello degli Interni degli Stati Uniti si lasciarono alle spalle la loro influenza, questo a favore dei piani di Cody. II segretario di guerra Lindley M. Garrison permise ai soldati del 12° Cavalleria da fort Robinson di partecipare come attori. Allo stesso modo il segretario degli Interni Franklin K.Lane fu d’accordo nel permettere agli indiani della riserva di Pine Ridge di apparire nel film, ricreando la battaglia di Summit Springs del 1869, oltre a “l’ultimo atto di Custer”, “Il primo scalpo per Custer” con Cody protagonista al torrente Warbonnet, e per ultimo “il conflitto di Wounded Knee”.

Il segretario Lane sperava che le scene finali programmate nel film, nelle quali si dovevano vedere i progressi degli indiani nelle riserve con le loro case moderne, scuole e complessi agricoli, mettessero in evidenza il netto contrasto con il loro stile di vita primitivo prima delle riserve. Egli istruì il sovrintendente della Pine Ridge Agency, certo John R. Brennan, per assicurarsi che il film includesse immagini di bambini a scuola mentre studiavano, indiani impegnati nelle fattorie o industriosamente in altri modi; il tutto doveva essere presentato come evento storico per il progresso della razza “rossa” negli ultimi vent’anni. Dalla loro, i militari vedevano il film potenzialmente come un efficace strumento di propaganda che avrebbe mostrato il ruolo dell’esercito durante le guerre indiane sotto la miglior luce possibile. La linea ufficiale era che il film di Cody avrebbe dovuto dare alla gente un’idea di ciò che l’esercito aveva dovuto fare per aprire la strada ai coloni nello sviluppo dei paesi occidentali. Il fatto che 2 copie del film dovessero essere preservate nei depositi di Washington D.C. avrebbe assicurato che anche le generazioni future sarebbero state influenzate positivamente dalla visione militare sulla storia della frontiera americana.
Come preludio alle riprese. Buffalo Bill portò un operatore cinematografico della Essanay a Cody (Wyoming) per fare ulcune riprese nella sua casa; fu in questa osccasione che venne filmata anche una spedizione di caccia con il visitante principe di Monaco e lo stesso Buffalo Bill, oltre a scene di lotte indiane riprese alle prime luci dell’alba. Cody deve aver pensato a questo come ad una piccola prova, prima del maestoso progetto che lo attendeva. La maggior parte del film, che si sarebbe titolato “The Indian Wars”, fu girato nell’ottobre del 1913.

A rendere il tutto più reale, oltre all’utilizzo di veri uomini di guerra sia come attori che come consulenti, fu l’utilizzo di molti nativi americani del posto nelle varie scene. Tuttavia nacque una controversia riguardo l’idea di Cody e del direttore della Essanay,certo Theodore Wharton, circa l’utilizzo del sito originario per il filmato riguardante la famosa battaglia (che in realtà fu un massacro) di Wounded Knee. A questo riguardo il generale Charles King, molto amico di Cody, e gli stessi consulenti militari, credevano che questo evento storico non dovesse essere rappresentato. La convinzione di King sull’argomento fu talmente forte che strappò a Cody la promessa che il segmento di filmato inerente a Wounded Knee sarebbe stato preservato dall’essere diffuso. In un modo simile anche il generale Nelson Miles si oppose all’inclusione del tragico episodio nella pellicola finale; egli nella sua autobiografia chiarì subito che accusava i subordinati per il massacro, dicendo: “Non ho mai giudicato quell’azione come giudiziosa o giustificabile ed ho sempre creduto che potesse essere evitata”. Mentre il segmento in questione veniva prodotto, Miles si mantenne a distanza restando nell’ufficio di Pine Ridge. La sig.ra Brennan, moglie del sovrintendente dell’ufficio, seguì invece le suddette riprese dal vivo e tempo dopo disse che Miles non permise che fossero mostrati donne e bambini nella battaglia. Se il film, una volta completato, mostrasse o meno una versione “censurata” del massacro, non ci è dato sapere, in quanto solo circa 2 minuti di ‘The Indian Wars” risultano sopravvissuti e, di questi, solo circa 30 secondi di materiale mostrano il periodo di Wounded Knee e mai riproducendo direttamente immagini degli scontri. La porzione salvata del film mostra per lo più immagini di perlustrazione a cavallo durante la battaglia di Warbonnet Creek e una scena in cui Cody viene intercettato dalla polizia indiana mentre andava ad incontrare Toro Seduto per tentare di calmare la situazione durante la rivolta della Ghost Dance. Questo pezzetto di film non è nulla se si pensa che la pubblicità dell’epoca dichiarava una durata complessiva di circa 2 ore.

Se questa notizia è vera la proiezione completa comprenderebbe quasi certamente anche dei filmati “aggiunti” riguardanti Buffalo Bill con il principe di Monaco ecc.,come recitano diverse locandine pubblicitarie (vedi pag. ) visto che il film fine a se stesso risulta essere di 6 bobine (equivalenti a 66 minuti). QUESTA RIMANE COMUNQUE SOLO UNA CONSIDERAZIONE PERSONALE DELL’AUTORE. Il fatto che il film incontrasse grandi aspettative da parte del generale Miles fu confermato dalla sua approvazione ad una proiezione esclusiva peri consulenti militari ed i sostenitori finanziari che si svolse a Chicago il 21 gennaio 1914. Con la conferma di Miles sulla veridicità degli eventi narrati, Cody e i suoi soci cercarono l’approvazione degli ufficiali governativi che avevano supportato inizialmente il progetto. Il film fu cosi presentato a due differenti eventi in Washington D.C. il 27 febbraio 1914; durante la sessione del primo pomeriggio visionarono la pellicola i membri del National Press Club (la Stampa).Forse i produttori pensarono che la pubblicità fatta sui giornali avrebbe portato grandi folle ad assistere al film nel successivo tour in giro per l’America. Le approvazioni più gradite ai produttori furono quelle che seguirono la proiezione serale al New Home Club, un’organizzazione sociale del Dipartimento degli Interni, presentata dal segretario Lane. Tra le 1000 persone che videro il film c’era anche il segretario di guerra Garrison, numerosi uomini del Congresso, il commissario agli Affari Indiani di nome Cato Sells e altri ufficiali governativi.

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Commenti

Una risposta a “Buffalo Bill ed il grande progetto cinematografico del 1913”

  1. DOMENICO RIZZI, il 22 gennaio 2017 14:14

    Un grazie all’amico Daniele Cazzola per il suo interessante articolo e per gli spezzoni di film che costituiscono un’autentica reliquia per la storia di Buffalo Bill Cody e del West. Conosco la sua precisione e la grandissima passione con cui studia l’argomento e non posso che congratularmi, anche perchè Daniele riesce a presentare sempre qualcosa di originale. Se i giornali, che riportano spesso articoli sul West, si consultassero più spesso con persone come lui (ed anche come me) eviterebbero di scrivere sciocchezze come quella che la moglie di Buffalo Bill fosse italiana (era alsaziana) e che Geronimo morì nel 1912 (17 febbraio 1909). Ma il West continua ad essere considerato un “sotto argomento”, sul quale si possono scrivere tutte le castronerie possibili.
    Domenico Rizzi

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