La grande nazione Arapaho

A cura di Marco Fiore


La prima fotografia degli Arapaho (1859) – clicca per INGRANDIRE

Gli Arapaho sono una tribù di nativi americani, la quale viveva originariamente nelle pianure del Colorado e del Wyoming, alleati in maniera più o meno ferrea con gli Cheyenne, i Lakota e i Dakota. La lingua Arapaho, Heenetiit, è di origine algonchina, simile a quella dei Gros Ventre, considerati come una prima propaggine degli Arapaho.
Le prime tribù Arapaho erano stanziate nella regione dei Grandi Laghi e praticavano l’agricoltura, nello specifico coltivavano il mais.
Insieme con le prime genti Cheyenne, gli Arapaho furono allontanati verso Ovest dagli Ojibwe, numerosi e ben equipaggiati di armi, fornite dagli alleati francesi. Qualche anno prima del 1700 gli antenati degli Arapaho si introdussero nelle Grandi Pianure dalla regione dei Grandi Laghi.
Per trainare i loro averi durante gli spostamenti, prima che ottenessero i cavalli, usavano i cani domestici. Questi ultimi furono sostituiti dai cavalli che, acquistati per la prima volta agli inizi del XVIII secolo, divennero fondamentali per lo stile di vita Arapaho, in quanto consentiva di trasportare carichi più grandi, approvvigionarsi di più carne, cacciare con più facilità, spostarsi più rapidamente e in luoghi più lontani.
Gradualmente, la tribù originaria degli Arapaho si diresse più a sud, dividendosi in Arapaho del nord e del sud e, successivamente, venne stabilito un largo territorio comune che comprendeva il sud del Montana, la maggior parte del Wyoming, un lembo di territorio del Nebraska, il Colorado centrale e orientale, l’Oklahoma occidentale e l’estremo ovest del Kansas.


Guerriero Arapaho a cavallo

Una frangia consistente di Arapaho si scisse ulteriormente dalla tribù principale divenendo indipendente, e prese il nome di Gros Ventre.
Stabilitisi nelle Grandi Pianure, gli Arapaho iniziarono ad espandere la loro presenza sul territorio attraverso il commercio, la guerra e le alleanze con le altre tribù. Intorno al 1811 si allearono con gli Cheyenne; ciò permise loro di espandere molto la loro zona di caccia. Dal 1826 i Lakota, i Dakota, gli Cheyenne e gli Arapaho invasero il territorio Comanche scacciando i Kiowa. Il conflitto con i Kiowa e i Comanche finì nel 1840 quando le due tribù fecero pace con gli Arapaho e gli Cheyenne del sud divenendone alleati. Fra gli Arapaho il capo Piccolo Corvo fu il più considerevole visto che aiutò a mediare la pace tra le tribù nomadi delle Pianure e conservò la sua reputazione di capo pacifico durante le guerre indiane.
Le alleanze con i Comanche e i Kiowa permisero agli Arapaho del sud di entrare nella regione conosciuta come Llano Estacado, a nord-ovest del Texas. Tali alleanze furono così forti da consentire a un gruppo di Arapaho del sud di essere assorbiti dai Comanche; adottarono la loro lingua e si connotarono come tribù dei Sata-teikhas.
Gli Arapaho strinsero rapporti di natura commerciale, vendendo carne, pelli e fagioli, con i Mandan, gli Hidatsa del Missouri e gli Arikara. Questi ultimi li chiamavano Colored Stone Village People, probabilmente perché le gemme provenienti dal sud-ovest erano comprese tra gli articoli commerciati.
Il conflitto con i commercianti euroamericani e gli esploratori non fu particolarmente intenso e sanguinoso, cosicché gli Arapaho istituirono liberamente delle fiere e dei luoghi in cui vendere le pelli di bisonte e le pellicce di castoro in cambio di beni provenienti dall’Europa, come le armi da fuoco. Gli Arapaho spesso frequentavano i commercianti di pellicce ai piedi delle Montagne Rocciose e alle sorgenti dei fiumi Platte e Arkansas, divenendo noti commercianti delle Pianure e delle confinanti Montagne Rocciose.

Per quanto concerne la cultura militare, possiamo dire che una grande fetta della società degli Arapaho era basata sulla figura del guerriero. Dopo l’introduzione del cavallo, essi divennero velocemente maestri nell’addestramento dei cavalli e abili cavalieri. Il guerriero nella società degli Arapaho era molto più che un semplice combattente; da esso ci si aspettava che mantenesse la pace tra i campi, che provvedesse al cibo e alla salute delle proprie famiglie e che salvaguardasse gli accampamenti dagli attacchi. Come altri indiani delle Pianure, inclusi gli Cheyenne, gli Arapaho avevano un numero di società militari ben distinte. Ognuna delle otto società militari Arapaho aveva un proprio rito di iniziazione, cerimonie e canzoni pre e post-battaglia, insegne, vesti e stili di combattimento. Diversamente dai loro alleati Cheyenne, Lakota e Dakota, le società militari degli Arapaho erano basate sull’età: ogni età aveva la sua corrispondente società di promettenti e prestigiosi guerrieri; crescendo essi potevano ambire al livello successivo di questa particolare gerarchia militare. I guerrieri spesso dipingevano i loro corpi con pittogrammi bellici, così come i loro cavalli venivano ornati con simboli analoghi. Ogni combattente aveva un disegno unico di cui spesso era adornato durante la battaglia; in particolare le piume di aquila erano indossate, come simbolo di prestigio. Prima di partire per la guerra essi si organizzavano in fazioni costituite da guerrieri e capi. Il titolo del capo (comandante) doveva essere guadagnato attraverso un certo numero di atti di coraggio in battaglia, noti come “Counting coup”, i quali includevano il furto di cavalli, rubare la pistola dalla presa del nemico, ecc. I guerrieri Arapaho usavano una grande varietà di armi: archi, lance, coltelli, tomahawks, fucili, carabine e pistole. Le armi, oltre che dagli scambi con le altre tribù, provenivano anche dalle fiere e dai luoghi di scambio della merce.


Un campo Arapaho

Il confronto con gli “invasori bianchi” si intensificò subito dopo la scoperta dell’oro nei pressi di Denver, nel 1858.
Successivamente a questa data ci furono vari tentativi, sempre più violenti, per rimuovere le tribù indiane dai luoghi in cui avevano deciso di stabilirsi. L’apice della brutalità venne toccato con il massacro del Sand Creek, quando nel 1864 una comunità di Cheyenne e di Arapaho fu vittima dell’attacco avvenuto per mezzo di una milizia del Colorado guidata dal Colonnello John Chivington.
Gli Arapaho del nord invece furono protagonisti di quella che venne definita la “guerra di Nuvola Rossa” (1866/1867), provocata dal richiamo dell’oro del Montana che spinse i “bianchi” ad occupare i tradizionali territori di caccia degli Arapaho. Furono coinvolte anche le tribù degli Cheyenne e dei Sioux che, assieme a quella degli Arapaho, uscirono vittoriose dal conflitto. Nonostante ciò gli scontri continuarono, concludendosi nella battaglia di Little Bighorn e nella successiva repressione portata avanti dalle truppe degli Stati Uniti durante il 1877. Nel 1878 gli Arapaho del nord accettarono definitivamente di trasferirsi nella Riserva di Wind River, nella zona centrale del Wyoming, assieme agli Shoshoni orientali.
In epoca più recente, molti Arapaho parteciparono alla Seconda Guerra Mondiale; questo, per loro, fu il primo contatto con il mondo esterno alla Riserva in cui vivevano. Terminato il secondo conflitto mondiale in molti, fra gli Arapaho, spinsero i propri figli a parlare solo la lingua inglese, ritenendola la più adatta per muoversi ed avere successo nel “mondo esterno”. Un ulteriore momento cruciale è stato, per la tribù degli Arapaho, quello in cui i mezzi di comunicazione di massa e nello specifico la televisione, giunsero all’interno della Riserva, proponendo loro una realtà del tutto nuova e diversa da quella che avevano conosciuto fino ad allora.
Nonostante il fascino esercitato dalle nuove tecnologie con cui avevano iniziato a relazionarsi quotidianamente, tra il 1960 e il 1970 gli Arapaho si ribellarono a questo processo di assimilazione socio-culturale del “mondo esteriore” rilanciando una politica di conservazione e valorizzazione degli usi e dei costumi tipici della loro tribù.


Al Sand Creek erano presenti anche gli Arapaho

L’opera di salvaguardia inerente alla lingua, alle arti, ai rituali è stata così intensa tanto da culminare nella creazione, all’interno della Riserva, di veri e propri sistemi scolastici (controllati dagli stessi Arapaho), dove i corsi di lingua e cultura “popolare” hanno iniziato a ricoprire una parte centrale del Piano di Studi. Parallelamente a questa opera di “rinascita” culturale, gli Arapaho si sono resi protagonisti di cambiamenti intesi anche da un punto di vista politico, giungendo ad assumere il controllo dei propri luoghi, della sanità locale e delle risorse prodotte dalla Riserva. La crescente attività politica della tribù ha compreso anche gli sforzi per stabilire delle borse di studio per gli studenti Arapaho presso le Università del Colorado. Queste azioni che hanno portato ad una certificazione sempre più marcata dell’autonomia della tribù ha contribuito inoltre all’istituzione di un parco storico-nazionale relativo al massacro del Sand Creek, per non dimenticare le vittime della strage.

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