Il duello (The Duel)

Il duello, la locandina
Il Duello, un film di Kieran Darcy-Smith. Con Liam Hemsworth, Emory Cohen, Woody Harrelson, William Hurt, Alice Braga.
Texas, 1887. Abraham Brant, noto a tutti come “il predicatore”, ha una straordinaria presa su tutti gli abitanti di Monte Hermon, una cittadina di frontiera, nonostante lo seguano storie di guerra, uccisioni ed eventi inspiegabili. Non lontano dall’isolata località, una sfilza di cadaveri inizia ad apparire sulle rive del Rio Grande e, per capirne l’origine, il ranger David Kingston arriva con la moglie Marisol a Monte Hermon. Per uno strano scherzo del destino, David riconosce in Abraham colui che, da bambino, vide uccidere suo padre in un cruento duello. Combattuto tra il seguire la legge o il proprio bisogno di vendetta, Kingston scoprirà presto che niente di ciò che riguarda Abraham, Monte Hermon e gli omicidi, è ciò che sembra.
Questo è il primo western di questi ultimi anni che inizia ad essere perfettamente riconoscibile come tale solo da metà film!
La pellicola, della durata di 2 ore, va divisa in due archi: i primi 45 minuti sono estremamente lenti, facendo sembrare la storia una sorta di dramma pseudo-amoroso tra il protagonista, sua moglie e il cattivo di turno che vuole spargere zizzania tra i due.
A tre quarti d’ora, salvo la scena del duello con i coltelli iniziale, abbiamo la prima scazzottata.


Una scena del film

E da lì in poi, veramente godibile fino ai titoli di coda.
Da sottolineare soprattutto una scena di stallo nel saloon davvero niente male e lo scontro finale eroe-antagonista molto ben fatto, sottoforma di un duello tra le rocce. Molto interessante anche l’idea del duello con i coltelli, in cui i due sfidanti sono legati tra loro, così da impedire a ognuno di schivare i colpi dell’altro.
Bella anche l’idea della caccia all’uomo, anche se si era già vista in “La resa dei conti” (1967).
Vediamo inoltre mostrati alcuni dei lati più oscuri dello stesso animo umano, riassunti nella frase “Volevamo vedere cosa si prova ad uccidere qualcuno”.
Interessante la figura dell’eroe protagonista, che all’inizio sembra il classico “buono tutto d’un pezzo”, ma che poi nella scena in cui viene detta la frase sopracitata si dimostra davvero spietato.
Ancora più interessante l’antagonista, il “Predicatore” Abraham, sempre vestito di bianco e capace di assoggettare a sé le menti degli altri con la propria abilità nel linguaggio e il proprio carisma.
In conclusione, i primi tre quarti d’ora non si rivelano un granché, ma poi il film si rialza e diviene godibile fino alla fine.

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