Comanches all’attacco: il raid di Elm Creek

A cura di Renato Ruggeri

Nell’autunno del 1864 vi fu un grande attacco comanche alla frontiera texana. Le cause che portarono a questo raid sono, però, precedenti. La sconfitta del Gen. Sibley a Glorieta Pass, aveva provocato la distruzione quasi completa di tre reggimenti Texani. E ciò ebbe tragiche conseguenze sulle counties occidentali della Stato. Alla fine del 1862 il Texas aveva già inviato più di 62000 giovani alle armate sudiste, rimanevano solo 27000 maschi di età compresa tra i 17 e i 60 anni in tutto lo Stato. Gli uomni valorosi e i buoni cavalli che avrebbero dovuto proteggere la frontiera, stavano spargendo le loro ossa attraverso una dozzina di Stati, dal Mississipi alla Virginia. Quelli che erano rimasti erano mal equipaggiati e indisciplinati. Le posses e le milizie locali erano state sempre impegnate nella guerriglia anti-Indiana, ma ora erano di qualità scadente.
Il vecchio terrore, inevitabilmente, ritornò, appena i Comanches e i Kiowas capirono che potevano cavalcare sul Brazos indisturbati.
Nel 1863 molte counties occidentali erano sotto assedio e tutte erano colpite da micidiali incursioni e da un nuovo fenomeno, il cattle raid. Gli Indiani rubavano le mandrie e le rivendevano ai Nordisti in New Mexico e nel Territorio Indiano. Gli agenti dell’Unione si dedicavano attivamente a questa nuova forma di “guerriglia”. Diecimila capi di bestiame furono rubati durante il periodo 1863-64. All’inizio del 1864 l’intera frontiera stava collassando.


Uno scorcio di un accampamento Comanche

Migliaia di donne, bambini e anziani, terrorizzati, prepararono i loro averi e abbandonarono i campi e le fattorie. In due anni la gran parte del territorio colonizzato negli anni 50 si spopolò. La frontiera si retrasse a Est per quasi 200 miglia, tornando sulla linea del 1840. I Comanches razziarono la periferia di Austin e San Antonio. Le poche famiglie che, ostinatamente, rimasero nel territorio eressero, a protezione, palizzate di tronchi dove potevano rifugiarsi in caso di pericolo.


La mappa del raid di Elm Creek

Alcuni vecchi forti, come Fort Belknap, sul Brazos, vennero presidiati dai Rangers, in altri la guarnigione fu costituita da coloni armati. La gente della Young County, lungo l’Elm Creek , costruì Fort Murrah. Vi erano poi Fort Blair e Fort Hubbard nella Eastland County.
I bianchi che vivevano intorno a queste palizzate soffrivano di continui allarmi, cattle raids e uccisioni. Non solo la frontiera del Brazos era sotto attacco. Nel Nord gli Cheyennes erano sul sentiero di guerra contro gli insediamenti del Colorado e del Kansas. Il Santa Fe Trail era paralizzato, le stazioni della diligenza assalite e bruciate. Centinaia di bianchi che transitavano sulle pianure verso Ovest venivano uccisi e i sopravvissuti si rifugiavano nei posti militari più vicini.
Nell’autunno del 1864 alcune migliaia di Comanches e Kiowas si accamparono lungo il Canadian river nel Llano Estacado. Bramosi di guerra, caddero sotto l’influenza di un leader ambizioso di nome Little Buffalo.


Razziatori Comanche

Costui si mosse di campo in campo dicendo ai Kiowas e ai Kiowas-Apaches che i soldati a cavallo se ne erano andati e che i Rangers tejanos erano rimasti in pochi. Parlò di una sua visione di una grande vittoria, con un immenso bottino e grande prestigio per tutti i guerrieri che avessero cavalcato con lui. Nell’ Ottobre 1864 aveva riunito circa 700 uomini. Vi erano guerrieri provenienti da tutte le tribù settentrionali dei Comanches e il famoso capo Aw-soant-sai-nah (Aperian-Crow) condusse con sè molti Kiowas. Il 13 Ottobre l’orda di Little Buffalo passò il Brazos 15 miglia a Nord di Fort Belknap alla confluenza con l’Elm Creek. I Pellirosse sciamarono lungo le rive del fiume, in un’area abitata da circa 60 coloni. I raiders, resi baldanzosi dal numero, cavalcarono selvaggi a mezzogiorno di un giorno luminoso e caldo. Gli incendi e le uccisioni cominciarono.
Un cippo ricorda il raid
I Comanches assalirono un colono e suo figlio che stavano cercando del bestiame disperso nella boscaglia. Li uccisero, spogliarono i cadaveri e li mutilarono. Poi mossero lungo il fiume verso il ranch Fitzpatrick. Qui vi erano 3 donne e diversi bambini. Gli uomini erano lontani, stavano portando rifornimenti al Weatheford trading post. Appena vide gli Indiani, la giovane Susan Durgan prese una pistola e corse fuori dalla casa. Sparò ai guerrieri, ma essi la uccisero a colpi di lancia. Catturarono le altre donne e i bambini:Elisabeth Fitzpatrick, Mary Johnson, la moglie di Nigger Brit Johnson, un nero legalmente schiavo, ma che era trattato alla frontiera come uomo libero e 3 bambini bianchi e 3 neri. Due guerrieri discussero su chi aveva catturato prima il bambino nero più grande e risolsero la questione uccidendolo. Le donne, i 2 bambini neri supestiti, il giovane Joe Carter di 12 anni, e Lottie e Millie Durgan di 3 e 18 mesi, vennero portati via e la casa incendiata. Ma ora il fumo divenne visibile nell’aria trasparente e gli spari erano stati uditi. Gli Hamby, uno dei quali era un veterano Confederato ferito in convalescenza, nascosero le donne e i bambini in una grotta, montarono a cavallo e sparsero l’allarme in tutta la valle di casa in casa. La famiglia Williams si nascose nella boscaglia, vigilata dal figlio 15enne, armato di fucile. Mentre la casa del Giudice Williams veniva saccheggiata, donne e bambini non furono scoperti.
I due Hamby, con Tom Wilson, arrivarono alla casa di George Bragg, un piccolo ranch fortificato e col tetto ricoperto da zolle erbose, costruito per servire come un forte. Non appena i 3 uomini lasciarono i cavalli, Tom Wilson fu colpito al cuore da una freccia e morì in una pozza di sangue. George Bragg, 5 donne bianche, una ragazza nera e numerosi bambini erano nella casa.
Guerrieri Comanche
Il ranch fu completamente circondato da un’orda di guerrieri urlanti. I bianchi si prepararono subito all’assedio, le donne ebbero l’incarico di ricaricare i fucili e le pistole. Una di loro si mise in piedi, alle spalle di Thorton Hamby, il veterano Confederato e gli diede grande aiuto. Come I Comanches si avvicinarono al ranch, cercando di forzare la porta, aprì il fuoco dalla sottile feritoia che era caratteristica di tutti i ranch del West Texas. Thorton uccise un guerriero, ma fu ferito e il vecchio George Bragg non fu di grande aiuto. Il giovane Hamby salvò i bianchi, scaricando sugli Indiani le pistole cariche che venivano messe continuamente nelle sue mani dalle donne disperate. Hamby tenne il forte per tutto il pomeriggio. Fu ferito ma riuscì a uccidere, con un colpo fortunato, Little Buffalo. I Comanches, dopo un ultimo lancio di frecce, si ritirarono, urlando rabbiosamente. Nel frattempo gli Harmonson, i Pevelers e altre famiglie locali si erano radunate entro le mura di Fort Murrah. I guerrieri, che stavano sciamando dappertutto lungo l’Elm Creek, si arrestarono davanti alla piccola palizzata e rimasero fuori tiro, galoppando avanti e indietro e schernendo i difensori. France Peveler, che aveva un binocolo, vide i Comanches radunati nel mesquite attorno a 2 uomini bianchi. Disse ai suoi compagni che i selvaggi stavano uccidendo il vecchio McCoy e suo figlio. Uno di essi gli intimò di stare zitto poichè le donne McCoy si trovavano al forte.
Quello stesso pomeriggio il Tenente Carson del Boirland’s Border Regiment della milizia, cavalcò verso l’Elm creek da Fort Belknap con 14 uomini. Si scontrò con circa 300 guerrieri. Cinque soldati morirono, gli altri, dopo una corsa disperata, si ritirarono a Fort Murrah. I difensori, al Forte, si prepararono per l’attacco all’alba. I coloni furono tutti d’accordo che bisognava, però, mandare qualcuno in cerca d’aiuto. France Peveler e un uomo di nome Fields uscirono dalle mura col favore delle tenebre, oltrepassarono il corpo nudo di un bianco e, quando iniziò a fare chiaro, galopparono per 6 miglia fino a Belknap.
Il capo Comanche Milky Way (Asa Havey)
Tutta la milizia è andata a caccia di Indiani, disse qualcuno. Un ragazzo, Charles Tackett si offrì di cavalcare per 75 miglia fino a Veal’ Station. Partì all’una e, cambiando continuamente cavalcatura, arrivò a destinazione alle 9. Ma anche qui non c’era milizia. Un altro volontario raggiunse Decatur, distante 30 miglia. Qui il Maggiore Quayle fu informato del raid. Quayle radunò gli uomini e, senza indugio, galoppò per 80 miglia , finchè, a circa 20 miglia dall’Elm Creek, incontrò un cavaliere che lo informò del ritiro dei Comanches. Questo fu un tipico raid Comanche alla frontiera texana. Dodici bianchi morirono, undici case furono distrutte, sette donne e bambini rapiti. La gente di frontiera si salvò con coraggio e determinazione. La milizia, come sempre, arrivò in ritardo. I Comanches e i Kiowas razziarono quasi tutto e distrussero tutto quello che non riuscirono a portare via. I sacchi di farina furono vuotati o riempiti di sabbia, il bestiame ucciso. Quell’inverno fu durissimo sull’Elm Creek.

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