Il massacro Grattan

A cura di Valentina Magagnin


Un’immagine della battaglia – clicca per INGRANDIRE
Correva l’anno 1851. Tra il governo degli Stati Uniti e le tribù Sioux, Cheyenne, Arapaho, Crow, Assiniboin, Mandan, Atsina, Arikara venne stipulato il trattato di Fort Laramie con cui venivano riconosciuti ai Nativi i territori delle Grandi Pianure “fintanto che l’acqua scorri e le aquile volino”.
Gli indiani permettevano il passaggio dei bianchi sulla pista dell’Oregon: in cambio gli Stati Uniti avrebbero versato loro 50.000 dollari l’anno per cinquant’anni. Contributo che qualche anno dopo il Congresso decise di tagliare.
Sul finire dell’estate 1854 circa 4.000 Brulé e Oglala erano accampati nei pressi dei Fort Laramie. Il 17 agosto, Fronte Alta, un Miniconjou, uccise una mucca che si trovava sulla pista dell’Oregon. Quella bestia apparteneva a un mormone. Il problema venne sottoposto al tenente Fleming (era l’ufficiale a capo della guarnigione) che si consultò con Capo Orso Conquistatore. L’ufficiale non sapeva (o finse di non sapere) che tali questioni erano di competenza dell’agente indiano che sarebbe arrivato entro pochi giorni per consegnare le rendite spettanti ai Nativi. Orso Conquistatore ignorava che quella della mucca, non era materia militare. Cercò così una soluzione pacifica (e molto logica): offrì un proprio capo di bestiame per chiudere la questione. Il mormone non voleva saperne: pretendeva invece un grosso risarcimento in denaro per la sua perdita. Il tenente chiese al capo Sioux di arrestare Fronte Alta e di consegnarlo. Orso Conquistatore non lo fece perché non aveva potere sui Miniconjou e poi non voleva violare la legge dell’ospitalità.


Fort Laramie

John Lawrence Grattan era un sottotenente del sesto fanteria, fresco di accademia e impaziente di un posto nel reggimento. Alla testa di un reparto composto da 29 soldati e un interprete si recò all’accampamento indiano per prender in consegna Fronte Alta. Il gruppo di soldati aveva con sé anche due obici. Durante il tragitto, l’interprete Auguste Lucien (che parlava solo il Dakota e conosceva poco gli altri dialetti) aveva bevuto perché preoccupato per l’incontro coi Sioux. Arrivò ubriaco, iniziò a deridere i guerrieri e a dire che i soldati non volevano parlare, bensì ucciderli. Si stima che nell’accampamento ci fossero 1.200 guerrieri su un totale di 4.800 abitanti. Secondo Bordeaux (proprietario del trading post e testimone degli eventi) il tenente capì il rischio che stava correndo e si diresse verso la capanna di Fronte Alta. Al rifiuto dell’uomo di consegnarsi (il Minneconjou, spaventato, era pronto a morire davanti a tutti come un guerriero piuttosto che subire l’onta dell’arresto), Grattan andò da Orso Conquistatore: voleva che il capo arrestasse il colpevole e lo consegnasse ai soldati. Il capo non lo fece, provò invece a negoziare: offrì un cavallo in cambio della mucca pur di salvare la Pace.


La battaglia

Il testimone Bordeaux riferì che l’interprete derise i Sioux e non tradusse in maniera esatta. La situazione stava precipitando: Grattan si spazientì e ordinò ai suoi uomini di sparare sulle prime tende dell’accampamento. Gli obici erano mal posizionati e i colpi sparati finirono alti. I guerrieri Sioux risposero al fuoco e in poco tempo sterminarono Grattan e i soldati che erano intorno agli obici. Gli altri soldati vennero inseguiti e intrappolati in una morsa dai Brulè e dagli Oglala. Nessuno dei 29 uomini al seguito di Grattan si salvò. Solo grazie all’intercessione di Bordeaux, che parlò ai Sioux e donò loro le merci del posto di scambio, quella notte si evitò un massacro. Orso Conquistatore fu il solo Lakota ucciso (con un colpo alla schiena), secondo alcune fonti sarebbe morto nove giorni dopo lungo il fiume Niobrara.


La mappa che mostra i luoghi dello scontro

Qualche giorno dopo l’attacco di Grattan, Brulè e Oglala tornarono alle loro riserve di caccia. I militari chiesero a Bordeaux di organizzare i funerali. Si scoprirono i corpi dei soldati mutilati e Grattan venne riconosciuto grazie all’orologio. Il tenente venne riportato alla trading post, mentre i soldati furono sepolti in una fossa comune. In seguito i resti del contingente vennero riesumati e sepolti nel cimitero di McPherson. I resti di Grattan oggi si trovano nel cimitero nazionale di Fort Leavenworth in Florida.
I giornali dell’epoca definirono questo episodio “il massacro di Grattan” dimenticando due aspetti importanti: furono i soldati a sparare per primi colpendo Orso Conquistatore alla schiena, secondo: Grattan aveva violato il trattato. Le alte sfere del dipartimento alla guerra volevano punire i Sioux. A tal proposito, nell’aprile 1855, richiamarono da Parigi il veterano colonnello Harney e lo mandarono a Fort Wearny. Qui organizzò una spedizione composta da 600 uomini e il 24 agosto 1855 partirono in cerca dei Sioux responsabili dell’uccisione di Grattan.
In quel periodo i Lakota erano accampati a nord del Platte. Metà di loro, alla notizia che l’esercito stava arrivando, si spostò a Fort Laramie, nella speranza di essere trattati amichevolmente. L’altra metà era guidata da Piccolo Tuono (successore di Orso Conquistatore), e preferì nascondersi perché temeva il comportamento di Harney. E purtroppo aveva ragione. Il tre settembre 1855 Harney e i suoi uomini attaccarono e uccisero molti Brulé di Piccolo Tuono, nella battaglia de Ash Hollow (o di Bluewater Creek). Stavano cercando i responsabili del massacro di Grattan. Harney tornò a Fort Laramie con 70 prigionieri. Il 25 ottobre i tre ricercati si arresero e vennero rinchiusi a Fort Leavenworth per un anno.


Il cippo che ricorda la battaglia – clicca per INGRANDIRE

Harney pretese che le tribù inviassero dei rappresentanti a Fort Pierre nel marzo 1856 per firmare (non discutere) un trattato preparato dal dipartimento della guerra. Il trattato poneva condizioni pesanti, Twiss cercò ci mediare e per questo fu rimosso dal suo incarico da Harney, anche se non ne aveva l’autorità.
Molti storici (Griske è uno di questi) ritengono che le guerre nelle Grandi Pianure che segnarono la storia americana per i vent’anni seguenti siano da imputare all’uccisione di Grattan. Secondo altri, le cause sono da ricercare nella brama di terra Sioux del governo statunitense. Infine c’è chi accusa Capo Orso Conquistatore di aver premeditato l’attacco nel quale perì Grattan. Costoro forse dimenticano che il capo Sioux aveva provato in ogni modo a risolvere pacificamente la questione della vacca. E fu il solo Sioux a essere ucciso quel 19 agosto 1854.

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