Isaac Parker, il giudice impiccatore

A cura di Sara Meotto

Furono le prime esecuzioni – talvolta frutto di notevole severità – a fruttare al giudice Isaac Parker il nomignolo che lo accompagnò tutta la vita ed una solida reputazione.
Il tre settembre 1875, giorno in cui sei uomini vennero impiccati a Fort Smith, Arkansas, il giudice Parker si guadagnò, infatti, il soprannome di “Giudice Impiccatore”, “The Hanging Judge”.
Non ricopriva il ruolo da molto, soltanto il dieci maggio dello stesso anno aveva iniziato a lavorare come giudice federale per il tribunale di prima istanza degli Stati Uniti d’America, nel distretto occidentale dell’Arkansas.
Nei pochi mesi seguenti alla sua nomina condannò a morte ben otto persone, una delle quali venne uccisa durante un tentativo di fuga, mentre ad un altro condannato venne concessa dapprima una permuta della sentenza ed infine l’assoluzione.
Ai condannati Parker tenne diverse prediche dai severi connotati biblici, sottolineando la malvagità del loro operato ed accompagnando ogni sua sentenza con la frase “Addio per sempre, fino al momento in cui la corte, voi e tutti i presenti qui oggi, possiate rincontrarvi nelle resurrezione comune”.


Il giudice Parker

Sei uomini si ritrovarono a fronteggiare il “giudice impiccatore”, il cui compito venne agevolato dalla possibilità di dar luogo a sei esecuzioni per volta al patibolo di Fort Smith.
Furono Daniel Evans, William Whittington, James Moore, Smoker Mankiller, Samuel Fooy ed Edmund Campbell a salire sulla forca; all’esecuzione presenziarono circa cinquemila persone che acquistando cibo, bevande e souvenirs contribuirono a dare a questo evento le sembianze più di un carnevale che di una solenne cerimonia di carattere legale, nella quale persone venivano giustiziate.
Alle nove e mezza del mattino, i condannati raggiunsero il patibolo accompagnati da quattro membri del clero e da circa una dozzina di altre persone. Salirono i dodici scalini e presero posto su una panca situata alle spalle del cappio, mentre veniva loro letta la sentenza di morte. Inni e preghiere accompagnarono la scena, ripresa nel film “Impiccalo più in alto” con protagonista Clint Eastwood.


Una delle esecuzioni volute dal giudice Parker

Cinque condannati su sei (compreso Whittington che affidò il suo pensiero ad una lettera consegnata al pastore) spero le loro ultime parole in avvertenze sul consumo di alcolici.
Gli uomini , già ammanettati e con le gambe immobilizzate, avevano le braccia legate strette intorno al corpo e un cappuccio nero calato sul viso. Il boia, George Maledon, si assicurò che la corda fosse sistemata con cura attorno al collo di ciascun condannato, quindi si avvicinò alla leva d’acciaio che apriva la botola. Un attimo prima che la abbassasse, Whittington gridò: “Che Dio mi salvi!”.
All’apertura della botola tutti i condannati morirono all’istante a causa dello spezzarsi dell’osso del collo.
I mezzi d’informazione dell’epoca diffusero la cronaca delle esecuzioni in tutto il paese, assicurandosi che tutti venissero a conoscenza della figura del “giudice impiccatore”, il quale aveva condannato a morte ben sei persone in contemporanea.
Dopo questo fatto solo un’altra esecuzione multipla ebbe luogo nel 1890 a Fort Smith: la maggior parte delle volte era solo un condannato o al massimo due a salire sulla forca. E’ tuttavia vero che dopo la metà degli anni ’80 il patibolo venne ampliato fino a permettere l’esecuzione di otto condannati per volta.


Gli uomini di legge che lavoravano con il giudice Parker

Durante il suo mandato Parker emise altre settantre condanne di morte, prima di dimettersi dal suo incarico nell’agosto del 1896. In realtà le condanne di morte da lui sentenziate furono in totale160, ma alcune vennero commutate o contestate in appello.
Ironico è il fatto che proprio il giudice che aveva condannato all’impiccagione così tante persone, fosse contrario alla pena di morte. Dai documenti storici dell’epoca risulta appunto che non fu mai presente a nessuna delle esecuzioni.
Nonostante la sua personale opinione sulla sentenza finale, Parker rimase leale alla legge a cominciare dai sei uomini che salirono al patibolo il tre settembre del 1875.

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