La terra è la nostra madre. Discorsi dei capi indiani

“La terra è la nostra madre. Discorsi dei capi indiani” è un libro forte, straziante. Si tratta di una potente raccolta di discorsi svolti da capi indiani o guerrieri autorevolissimi. Discorsi talvolta fatti a rappresentanti del popolo “Invasore”, quel popolo bianco contro il quale si rivolgevano giustissime lamentazioni.
Un esempio vale più di mille parole: “Insudiciano la nostra madre (la terra) con le loro case e la loro spazzatura. La costringono a generare quando non è il suo tempo. E quando non dà più frutti la riempiono di medicine affinché generi ancora. Ciò che fanno non è sacro.
Questo è un breve discorso fatto da Toro Seduto ed è uno dei tantissimi riportati nel libro in questione.Lo considero un ottimo libretto che offre molti spunti di meditazione assai attuali.
Penso che valga molto più del bla-bla che ci propinano i padroni del mondo di oggi quando parlano di rimediare ai danni che l’occidente sta creando al pianeta e quindi a tutti i viventi.
Ah! Costa davvero poco.

Autore: AA. VV.
A cura di: W. R. Arrowsmith, M. Kor, F. Ricci (Traduttore)
Editore: Newton Compton
Collana: Aleph
Pagine: 144
Formato: Brossura leggera
Pregi: Discorsi dei grandi capi indiani. Fa riflettere
Prezzo: Euro 3,07
E’ possibile acquistare questo raro libro su Amazon, cliccando qui!

Condividi l'articolo!

Commenti

2 Risposte a “La terra è la nostra madre. Discorsi dei capi indiani”

  1. tassilone, il 5 giugno 2011 22:48

    Questi discorsi allucinanti sull’occidente origine di tutti i mali del mondo mi fanno riflettere su quei poveracci che affermando cose di questo genere non si rendono conto di essere in pieno delirio.
    Il mondo come è oggi,ancora pieno di contraddizioni e ingiustizie, può non piacere: è molto facile criticarlo e fare i moralisti.
    Sul piatto della bilancia non mettiamo solo gli aspetti negativi della nostra organizzazione sociale. Ricordiamoci di tutte le conquiste morali e materiali che nei secoli hanno fatto progredire l’umanità e che sono frutto della nostra cultura.
    E’ vero : la conquista dell’America è costellata di crudeltà e ingiustizie contro i nativi: non possiamo tuttavia dimenticare che si è trattato di un autentico scontro di civiltà, dove il più forte culturalmente doveva per forza prevalere.
    Come poteva un popolo disunito di circa 1,500.000.- pretendere di opporsi all’organizzazione europea occupando una superficie di 9.000.000 di KMQ?
    Vogliamo per una volta sforzarci di considerare le situazioni con raziocinio invece che seguire gli impulsi della “pancia”?
    Si potrebbe andare avanti per giorni con queste argomentazioni ma per oggi finiamola qui.
    Tassilone

  2. Sergio Mura, il 6 giugno 2011 00:05

    Penso che certe vicende non siano giustificabili col raziocinio.

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.