Nord e Sud allo scoppio della Guerra Civile

12 aprile 1861 – 155 anni fa iniziava la Guerra Civile Americana

Nel momento dello scoppio della Guerra Civile Americana, la polarizzazione Nord-Sud era molto chiara e forte. Voluta o meno, essa era lì, sotto gli occhi delle parti in conflitto, causa e fine della stessa guerra.
La società del sud era assai più aristocratica e militarista di quella del nord. Proprio a causa della minore industrializzazione, gran parte della popolazione di Dixieland era impegnata nell’agricoltura. I grandi proprietari ed i piccoli agricoltori erano abituati, già nella vita civile, ad utilizzare armi e a spostarsi a cavallo (ad esempio, per la caccia). Inoltre, le famiglie dei grandi piantatori (soprattutto della Virginia) erano sempre state uno dei maggiori bacini di reclutamento per gli ufficiali.
Gli Stati Uniti all’epoca avevano già una loro storia militare, seppur breve. Molti dei veterani della guerra del 1812, della guerra d’indipendenza del Texas e della guerra contro il Messico vivevano al Sud. I sudisti avevano una migliore tradizione militare dei nordisti. Ciò spiega perché, per la prima metà del conflitto, i sudisti ebbero un netto vantaggio.
Potevano contare in gran parte su equipaggiamento britannico, all’epoca considerato il migliore del mondo. Disponevano inoltre di una buona artiglieria francese: i cannoni di tipo napoleonico causarono gravi perdite alle truppe nordiste. Gli Inglesi parteggiarono ufficiosamente per i Sudisti[senza fonte], forse per vendicare la guerra d’indipendenza e la guerra del 1812, per quanto la Gran Bretagna fosse antischiavista. I Sudisti disponevano del Corpo dei Ranger, un’ottima unità di cavalleria nata durante la guerra d’indipendenza del Texas, e d’una fanteria assai tenace.

La disparità economica fra i due campi ebbe un’influenza decisiva sulla strategia. L’obiettivo degli Stati Confederati d’America non era tanto quello di conquistare il Nord – cosa che era manifestamente al di sopra delle loro risorse – ma di battersi fino all’esaurimento del Nord, o fino a che un intervento europeo mettesse fine alla guerra. Il presidente della Confederazione, Jefferson Davis, dovette scegliere tra una strategia offensiva, volta ad ottenere qualche importante vittoria sul territorio nemico, oppure una strategia difensiva, volta a mantenere lo status quo. Questa seconda linea fu quella adottata, anche se non escludeva eventuali manovre offensive verso Washington, per tentare di umiliare il Nord e fiaccarne lo spirito combattivo.
La strategia difensiva della Confederazione era più facile da perseguire rispetto a quella necessariamente offensiva dell’Unione: il Nord per vincere doveva occupare il Sud, al Sud per vincere bastava resistere. Davis doveva anche bilanciare due priorità strategiche contraddittorie: se il teatro orientale era d’una importanza evidente, in quanto dava immediato accesso ad alcune capitali nemiche, la cui eventuale conquista poteva avere delle ripercussioni enormi, anche il teatro occidentale, più vasto, era vitale per l’alimentazione delle forze e per le manovre fra i diversi fronti, dato che le principali strade ferrate della Confederazione attraversavano la regione di Chattanooga – Atlanta.

Jefferson Davis e Alexander Stephens preferirono la difesa delle frontiere, convinti della possibilità di ottenere per vie diplomatiche il diritto alla sopravvivenza della Confederazione: peccarono così di imprudenza e si fecero ingenuamente ingannare da Lincoln che, mentre promise la propria disponibilità a trattare, rinforzò il proprio strumento militare e predispose strategie di soffocamento della Confederazione.
Il Nord, ben industrializzato, disponeva di cospicue risorse economiche e di abili uomini d’affari. Era inoltre legato da numerosi contratti con alcuni paesi europei per via degli scambi commerciali. Gli ingegneri del Nord fecero un eccellente lavoro per lo sviluppo di un armamento efficace. Il Nord ebbe i primi treni blindati e le mitragliatrici Gatling, equipaggiò alcuni soldati con fucili a ripetizione Spencer ed Henry (antenato del Winchester) e a retrocarica come lo Sharp, e così via.
In cifre, il Nord disponeva di una riserva di uomini superiore al Sud, che poterono essere sottoposti ad un addestramento più lungo, cosa che il Sud non si poteva permettere. Il Nord poté quindi schierare un esercito professionale composto di volontari ben addestrati e ben equipaggiati.
La marina del Nord era stata originariamente concepita per tener testa al suo vecchio nemico, la Gran Bretagna. Benché di taglia media all’inizio delle ostilità, con solo 90 navi a vela e a vapore, essa si sviluppò rapidamente, a fine 1862 aveva 386 natanti con 3.027 cannoni, e svolse le sue missioni di blocco e di sostegno alle forze terrestri in maniera soddisfacente. Durante la guerra si videro i primi combattimenti fra corazzate e l’uso dei primi sottomarini (il confederato H.L. Hunley fu il primo ad entrare in azione), i quali, pur essendo estremamente pericolosi per i loro equipaggi, affondarono o danneggiarono 28 natanti federali.

Alle truppe sudiste mancarono spesso i rifornimenti (munizioni, cibo, tessuti per le uniformi, ecc.) a causa dei blocchi navali organizzati dagli unionisti. Ciò portò alla malnutrizione dei soldati, all’uso di un vestiario comune fra i soldati e di uno troppo ricercato per gli ufficiali, arrivando addirittura ad utilizzare moschetti napoleonici per mancanza di munizioni.
I leader dell’Unione compresero di non poter sconfiggere il Sud, se non conquistandolo. Alle prime operazioni di guerra il tenente generale Winfield Scott presentò il suo piano Anaconda, destinato ad asfissiare il Sud mediante un blocco navale (la quasi totalità dell’US Navy era rimasta nelle mani del governo federale alla dichiarazione di guerra) accompagnato da una manovra da attuare al di sotto del fiume Mississippi per dividere la Confederazione. Questo approccio, lento ma sicuro, tuttavia non ottenne l’approvazione dei politici né quella del popolo, per i quali la parola d’ordine era: «A Richmond!». Essi prendevano più in considerazione l’opinione di Lincoln, che faceva pressione sui suoi generali perché portassero a termine la guerra il più rapidamente possibile.
La scelta di una strategia che puntava contro un solo obiettivo potrebbe essere stata causata dall’assenza di ufficiali generali capaci poiché l’enorme numero di nuovi arruolati aveva provocato una serie di promozioni ai gradi di ufficiali di soldati privi dell’esperienza necessaria. Gli uomini meritevoli ebbero bisogno di tempo per emergere tra i ranghi ma, grazie alla flessibilità del sistema nordista, uomini come Ulysses Simpson Grant poterono arrivare al grado di generale in pochi anni e, in particolare, Emory Upton (primo ad aver applicato tattiche usate poi nella prima guerra mondiale) che divenne generale all’età di 24 anni.

Ci volle del tempo al Nord per mettere in campo tutta la sua potenza e per riconoscere che sarebbero state necessarie azioni di forza per sconfiggere il Sud. Il Nord deve molto a Grant che prese il comando delle armate dell’Unione nel marzo 1864 ed annunciò immediatamente la sua intenzione di esercitare la massima pressione contro un unico obiettivo nei territori della Confederazione. Durante gli ultimi dodici mesi di guerra, la strategia dell’Unione diede prova d’una grande modernità, soprattutto nel prendere coscienza che la forza di un belligerante deriva molto dalle sue risorse umane ed economiche.

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