La Guerra Civile di Luigi Palma di Cesnola

A cura di Sergio Mura

Il conte Luigi Palma di Cesnola nacque a Rivarolo Canavese nel 1832. Nel corso della sua vita si conquistò una buona fama di archeologo, ma è noto anche per essere stato ufficiale dell’esercito sardo. A noi appassionati di storia del west interessa particolarmente quello spicchio della sua vita spesa nei campi della Guerra Civile Americana. Luigi era figlio del conte Maurizio, noto carbonaro, morto in esilio nel 1852. La sua vita fu particolarmente intensa ed e ricca di sorpresa, ma significativo è che appena sedicenne andò volontario a combattere per la prima guerra d’indipendenza nelle campagne risorgimentali del 1848-1849. Fu allievo della scuola militare di Cherasco dove raggiunse il grado di capitano. Nel 1860 decise di dare una svolta alla sua vita e, ventottenne, lasciato l’esercito, decise di emigrare in America in cerca di fortuna. Arrivato a New York, Luigi Palma di Cesnola conobbe un periodo di difficile esistenza, vissuto in grande povertà e arrabattandosi come meglio poteva facendo lezioni private di italiano e francese.
Qui ebbe anche modo di conoscere, tra le sue allieve, la giovane Mery Reid, che divenne molto presto sua moglie. Non appena gli fu possibile, tuttavia, aprì una scuola di guerra che acquistò subito notorietà. Negli USA era infatti scoppiata negli Stati Uniti la Guerra Civile e la scuola voleva essere un rimedio a quella che il futuro conte sosteneva essere la grande impreparazione dei graduati dell’esercito nordista. Numerosi furono gli ufficiali che uscirono formati dalla sua scuola privata, alla quale riuscivano ad accedere sostenendo il costo di cento dollari (pagabili anche in comode rate), proventi che vennero poi impiegati nella guerra civile.
Ancora Luigi Cesnola
Dopo aver abbandonato l’insegnamento si gettò a capofitto nella vita militare.
Caduto in nuove difficoltà finanziarie nel 1862, incapace di restare inoperoso e di occuparsi solo di teoria, si catapultò nella Guerra di Secessione (1861-1865) e venne promosso comandante del IV Reggimento Cavalleria “New York” per la sua audacia e per la tecnica strategica di cui sembrava disporre in maniera innata.
Con il grado di Colonnello prese parte a un episodio abbastanza marginale della famosa battaglia di Fredericksburg, episodio che però – con un buon pizzico di fortuna – gli fece guadagnare qualche notorietà.
Tra uno sparo e l’altro, Luigi Palma di Cesnola ebbe più di qualche disavventura; non con i nemici, ma direttamente tra i nordisti. In particolare possiamo ricordare il momento in cui finì coinvolto con altri soldati in una sorta di rivolta contro il comandante James Swain, rivolta alla quale fece seguito una coda di lettere anonime volte a ridicolizzare quell’ufficiale.
Nel corso di una delle battaglie a cui partecipò fu gravemente ferito e messo in arresto dai soldati confederati e, in seguito a questo, ebbe modo di sperimentare di persona l’insostenibile durezza delle carceri della guerra civile.


La cavalleria confederata di Jeb Stuart

Grazie a intense trattative diplomatiche condotte principalmente dalla moglie e da importanti esponenti dell’autorità newyorkese, il Conte Palma di Cesnola venne rilasciato il 21 maggio del 1864 con l’obbligo morale di non impugnare più le armi fino alla fine della Guerra Civile.
Nonostante l’impegno, ritroviamo poco dopo il nostro, nel marzo del 1864, nuovamente in servizio nel 4º cavalleria… Con il suo reparto, Luigi Palma di Cesnola ebbe occasione di partecipare al celebre raid di Sheridan culminato nella battaglia di Trevilian Station. Anche stavolta, tuttavia, la condotta di Palma non fu esente da polemiche. Egli, infatti, venne accusato di avere sparato per errore su alcune unità amiche e di avere lasciato senza ordini il proprio reggimento.


La prigione confederata di Andersonville

Approfittando dello scioglimento della sua unità, Luigi Palma di Cesnola venne rispedito a casa con il grado di Colonnello. Tornato a casa, Palma di Cesnola riaprì la sua scuola militare e poco tempo dopo, quasi si volesse appropriare di quella promozione che aveva a lungo inseguito, si fregiò del grado di generale.
Due anni dopo Abramo Lincoln sentì parlare di quest’italiano e lo volle incontrare: il conte gli parlò del Piemonte, dei problemi dell’Italia lontana e Lincoln volle promuoverlo console generale degli Stati Uniti d’America a Cipro. Il Segretario di Stato Seward gli offrì contestualmente la cittadinanza degli Stati Uniti.


Abramo Lincoln

Questo inatteso alto riconoscimento giunse nel momento giusto, salvando il Conte da una situazione finanziaria complicata, aprendogli anche le porte della ricerca archeologica sull’isola. Il suo instancabile amore per la storia e la sua vasta cultura, impregnata di studi classici, gli permisero di avviare scrupolose indagini topografiche, condotte sulla base delle analisi delle fonti antiche, in particolar modo Erodoto e Strabone. Riuscì a crearsi una collezione di oggetti d’arte abbastanza ricca e tale, comunque, da poterla poi rivendere a qualche museo (e quelli, in fondo, erano gli anni di Schliemann e di Lord Elgin).
Luigi Palma di Cesnola
Approfittando del suo ruolo avviò alcune trattative con i musei più in auge in quegli anni. Alla fine il Metropolitan Museum acquistò l’intera sua raccolta nel 1872. Nel 1873, avuta notizia del ritrovamento del tesoro di Priamo da parte di Schliemann, Cesnola si fece dare un grosso finanziamento per l’avvio di una nuova spedizione archelogica e, dopo qualche tempo, dichiarò alla stampa di aver ritrovato il tesoro di Curio, descrivendo in maniera sommaria il punto del ritrovamento.
Nel 1880, Luigi Palma di Cesnola riuscì a diventare il primo direttore del Metropolitan Museum, appen aperto. E al museo la sua “collezione” attirò l’attenzione di un antiquario di origine ebrea che disse che non aveva alcun valore, beccandosi così una denuncia per diffamazione dallo stesso Cesnola. Il conseguente processo si concluse con la vittoria dell’italiano, ma il reale “valore” della collezione era stato oramai portato alla luce e il famoso tesoro di Curio venne discretamente nascosto nei sotterranei del museo, dove si trova tutt’ora. Cesnola rimase ancora per qualche anno alla direzione del Metropolitan.
Morì nel 1904.

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