Zoologia di frontiera

A cura di Luca Barbieri

Mettetevi nei panni di uno zoologo di fine Ottocento e immaginatevi con il vostro salario mensile della Yale University, i vostri occhialini con lenti piccole e tonde, la vostra calvizie incipiente, e soprattutto il vostro taccuino sul quale segnare con una grossa V il nome dell’animale che stavate cercando una volta (finalmente!) visto con i vostri stessi occhi…
Perfetto.
Immaginatevi ora la stessa scena, ma dopo aver ascoltato un paio d’ore di chiacchiere da campo, intorno al falò scoppiettante di un bivacco, circondato da rudi montanari del Minnesota, da barbuti trapper del Montana o magari da chiassosi vaccari texani.
Avete focalizzato la scena?
Perfetto.
Spiegatemi ora in quanti anni (secoli?) avreste potuto mettere la tanto sospirata V al fianco dei nomi degli animali che sto per descrivervi, dei quali, naturalmente, vi avranno parlato quegli stessi montanari, trapper e vaccari di cui sopra dopo aver spergiurato sulla testa di fantomatici figli, madri o cugini d’oltreoceano che non si tratta di invenzioni e che quegli animali, diavolo, esistono sul serio!
Iniziamo questa carrellata di bizzarre (e fasulle!) creature “da campo” da una della cui esistenza è assolutamente impossibile dubitare: si tratta dell’Hidebehind, animale delle foreste del Nord che sta sempre dietro qualcosa; per quanto uno si giri, quindi, se lo ritrova immancabilmente alle spalle. Per questo motivo nessuno l’ha mai visto, sebbene sia ovviamente noto a tutti che l’Hidebehind abbia divorato numerosissimi boscaioli dei quali pare essere un ghiottone.
Sempre rimanendo in tema di foreste e taglialegna, di notevole interesse zoologico è l’Axehandle hound che ha la testa a forma d’ascia il corpo a forma di manico di legno (di un’ascia) e naturalmente si nutre delle asce lasciate incustodite (il che fornisce una geniale quanto logica spiegazione del perché Jim, John o Jack non trovino più il loro arnese di lavoro che avevano lasciato proprio lì, vicino all’albero che stavano abbattendo…).


Il Roperite

Trasferendoci sui verdi pascoli dell’Ovest, troviamo invece il Roperite, animale dalle dimensione di un pony, con un becco simile a una corda che gli serve per acchiappare i conigli più veloci, esattamente come fanno i cowboys con i loro lazos.
Il Teakettler deve il suo nome al verso che fa, simile appunto al gorgoglio di un bollitore del tè; questo piccolo animale manda vapore dalla bocca e cammina all’indietro, tutte caratteristiche che lo rendono, in effetti, perfettamente inutile.
Altro campione di inutilità è l’Upland trout, una trota singolarissima che ha il terrore dell’acqua e fa perciò il nido sugli alberi, come gli uccelli. Il Goofang, invece, pesce scaltro come una faina, nuota all’indietro affinchè non gli vada l’acqua negli occhi.
Passando alle creature alate, il Goofus bird è un uccello che costruisce il nido a rovescio e vola all’indietro perché non gli importa dove va, ma dove è stato, mentre il Gillygaloo preferisce fare il nido sui fianchi scoscesi della montagna Pyramid Forty, tanto le sue uova sono quadrate e non possono rotolare giù dalla scarpate. A proposito, bollite sono ottime come dadi da gioco.
Infine il Pinnacle grouse: ha solo un’ala che gli consente di volare in un’unica direzione, e perciò gira sempre intorno al solito posto. Facilissimo catturarlo, dunque, se si è immuni al mal di testa.

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