Storia di una pistola

A cura di Omar Vicari

Colt 1873 da cavalleria donata da Harry Carey
Dal supplemento a Diana Armi n° 5 del maggio 1979 leggo un interessante articolo a firma di Helen Dubrownik, al tempo residente in Svizzera ed esperta di armi americane.
Alla studiosa in questione fu chiesto dalla polizia svizzera un parere su una rivoltella la cui classificazione ai fini giuridici non era del tutto chiara. La domanda era se si trattava di un pezzo di antiquariato, secondo quanto definito dalla legge svizzera e quindi non soggetto a controlli, oppure se di un’arma moderna che necessitava di una licenza. In entrambi i casi si voleva sapere se fosse un oggetto storico di sufficiente importanza per meritare un trattamento speciale.
L’arma in questione era una normale rivoltella Colt 1873 militare, calibro .45, punzonata “US”, in buone condizioni, matricola 112006, anno di fabbricazione 1884, che portava sulla guancetta sinistra una targhetta d’argento tenuta con tre viti ed incisa con la dicitura “Presented to Hon. Charles Evans Hughes by Harry Carey, First to limit armament. Nov. 12- 1921”.
Charles E. Hughes e Harry Carey
Ora gli appassionati della storia del cinema probabilmente ricorderanno l’attore americano Harry Carey (1878-1947) per i ruoli da protagonista e non, in più di 170 pellicole western a cominciare dal 1909 con “Billy Sharkey’s Last Game” e per finire nel 1939 con “The Law West of Tombstone”.
Per inciso Harry Carey è il padre dell’altro Harry Carey Jr. noto per aver interpretato il ruolo dello sceriffo Fred White nel film “Tombstone” e anche per aver interpretato nel film “Trinita’” il padre di Bud Spencer e Terence Hill.
Harry Carey, un ragazzo precoce, era destinato agli studi di legge, ma un padre comprensivo lo assecondò nella sua passione per il teatro. Lavorò con registi del calibro di David W. Griffith e John Ford che coniò per lui il soprannome di “Cheyenne Harry”.


Harry Carey (il primo da destra), in uno dei suoi tanti film western

Charles Evans Hughes (1862-1948) a sua volta non ha certo bisogno di presentazione. È stato governatore dello Stato di New York, candidato repubblicano alla presidenza contro Wilson nel 1916, Segretario di Stato sotto due presidenti e infine presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1930 al 1941.


Sessione di apertura a Washington della Conferenza sulla limitazione degli armamenti. Nov. 1921

Il principale contributo alla storia da parte di Hughes è dovuto al suo instancabile impegno in una serie di conferenze sulla pace e sul disarmo a cominciare dal 1921 con la Conferenza Internazionale di Washington sulla limitazione degli armamenti.
Ma torniamo alla nostra arma… la rivoltella in questione punzonata “US”, è una “Cavalry Pistol” con canna normale di sette pollici e mezzo con le iscrizioni sul fianco sinistro del telaio.
Sono presenti tutti i marchi regolamentari. “P”, sul tamburo e sotto la canna. “G”, sotto le matricole sul fondo del telaio e sul guardamano. In breve, è un modello del tipo comunemente chiamato “ninth contract” (cioè con le caratteristiche prescritte dal nono contratto governativo stipulato nel 1879). La pistola era in ottime condizioni, priva di ruggine e di ruvidezze, con una patina uniforme bruno-violaceo su tutta la superficie. Il meccanismo impeccabile.
Arriviamo ora all’interessante domanda: perché un cowboy del cinema fa omaggio formale di una vecchia Colt al Segretario di Stato Americano in occasione della Conferenza di Washington e perché sulla targhetta d’argento fu aggiunta la scritta “First to limit armament”, cioè il primo a limitare gli armamenti?
La risposta probabilmente è da ricercare nell’amicizia che legava Henry DeWitt Carey, il padre di Harry, nato a New York nel 1847 e Charles E. Hughes. Sembra che dopo il 1890 circa, un rapporto di amicizia venne a crearsi tra la famiglia Hughes e quella di Carey, durante il periodo in cui Hughes esercitava la professione di avvocato. Pare che Tra Hughes e Harry Carey, più giovane di sedici anni, si fosse sviluppato una sorta di rapporto zio-nipote. Harry chiamava regolarmente Hughes “Uncle Charley” e frequentava molto spesso la sua casa a Washington.


Charles E. Hughes (primo a sinistra) alla Conferenza sulla limitazione degli armamenti

Harry sembra fosse un pacifista convinto, ma non si faceva illusioni sulla bontà dell’uomo e la crudeltà del mondo. Era appena finita la prima grande guerra e, forse ripensando alle distruzioni e alle vite spezzate, Harry Carey deve aver pensato allo “zio Charley” che si batteva alla Conferenza di Washington per la limitazione degli armamenti. Probabilmente deve aver detto tra se e se: “Va bene zio Charley, vuoi il disarmo mondiale? Io ci sto, lascia che sia io il primo a contribuire”. Questo è il significato della frase incisa sulla targhetta.
Col tempo, dopo la morte di Hughes nel 1948, la pistola è passata in altre mani. L’arma fu immagazzinata assieme a molti altri effetti personali e trasmessa ad un erede che, trenta anni più tardi, la regalò ad un amico, l’attuale proprietario.
Quanto all’interrogativo iniziale posto dal prefetto di polizia: si, la pistola poteva ritenersi oggetto d’antiquariato e poteva essere venduta e posseduta liberamente in Svizzera. Infine, la pistola poteva ritenersi anche un oggetto storico di considerevole importanza.

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