La battaglia di Fort Niagara

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

Il generale inglese Jeffrey Amherst preparò i piani per le campagne militari del 1759. Questi includevano una spedizione per la conquista di Fort Niagara, un importante forte militare francese e punto di rifornimento tra la provincia francese del Canada e i forti dell’Ohio. Per il comando della spedizione, Amherst scelse il brigadiere generale John Prideaux, che era accompagnato da Sir William Johnson, l’agente indiano degli Inglesi che guidava le spedizioni delle forze irochesi. Prideaux, che conduceva 2000 provinciali da Albany, insieme a 3000 regolari, arrivò a Fort Niagara il 6 luglio e cominciò subito le operazioni di assedio. Il 20 luglio, Prideaux venne ucciso da un frammento di un proiettile di uno dei suoi stessi cannoni; la conduzione dell’assedio venne rilevata da Sir Johnson.
Fort Niagara era stato costruito in larga misura sotto la direzione del capitano Pierre Pouchot, dell’esercito francese. All’inizio del 1759, il generale Montcalm e il governatore della Nuova Francia, Marchese de Vaudreuil, mandarono Pouchot con circa 2500 uomini a rinforzare il forte. Avevano svernato là circa 500 uomini. A metà giugno, per ordine di Vaudreuil, Pouchot aveva mandato molti di questi uomini a Fort Machault (più tardi Fort Venango), nell’ambito di un piano che mirava a rinforzare le fortificazioni francesi nell’Ohio e ad attaccare gli Inglesi a Fort Pitt. Quando il 6 luglio arrivarono gli Inglesi, egli inviò subito messaggi verso sud, richiedendo rinforzi. Il capitano Le Marchand de Lignery stava organizzando la spedizione francese da Fort Machault contro Fort Pitt, quando gli arrivò la richiesta di aiuto di Pouchot. Quel giorno, era il 12 luglio, Lignery stava cercando di convincere quasi 1000 Indiani ad unirsi al suo piano d’attacco contro Fort Pitt. Johnson aveva mandato messaggi a Fort Pitt, richiedendo che gli Indiani partecipassero alle azioni inglesi contro i forti francesi. Molti Indiani erano incerti sulla parte con cui stare.


“Consiglio” – dipinto di Robert Griffing

Lignery riuscì a radunare gli aiuti, e quando ad essi si unirono le forze di Charles Phillip Aubrey, un’armata notevole lasciò Fort Machault per Niagara. I messaggeri da lui inviati a Pouchot riferirono dell’avanzata inglese, e che gli Inglesi stavano preparando un’imboscata. Prima dell’azione, i Nativi alleati degli Inglesi riferirono alle loro controparti alleate dei Francesi che intendevano restare neutrali nello scontro imminente, e desideravano che i guerrieri del fronte opposto facessero la stessa cosa. Ciò indusse molti Indiani alleati dei Francesi a disertare.
Lingery e Aubrey, nonostante la loro conoscenza del modo di combattere indiano nei boschi, continuarono ad avanzare normalmente, senza prendere particolari precauzioni contro l’imboscata, e marciarono diritti verso una trappola già preparata.
Il tenente colonnello Massey del 46° Fanteria comandava 464 regolari britannici per difendere la pista che dalle cascate del Niagara si dirigeva a nord verso Fort Niagara.


Fanteria inglese in movimento – ricostruzione

Sul fianco destro della strada Massey dispose circa 130 uomini del 46° nella radura detta “La Belle Famille”. Appostati più avanti, proprio sopra l’ansa del fiume, vi erano i granatieri del 46°, con un piccolo distaccamento del 44° Fanteria. Alla sinistra del 46°, presero posizione le compagnie di fanteria leggera del 44° e 46°, nonché il 4° battaglione del 60° Fanteria. All’estrema sinistra stava un distaccamento del 44° New York Regiment. Avendo appreso che il nemico contava su un significativo numero di effettivi, Massey ordinò alle Giubbe Rosse di restare nascosti e innestare le baionette.
Appena i Francesi dai boschi uscirono in campo aperto, aprirono immediatamente il fuoco e cambiarono lo schieramento da colonna a formazione in linea. Aspettando finché i Francesi non fossero entro un raggio a lui molto vicino, il comandante inglese diede ordine alle truppe di alzarsi e aprire il fuoco. Il 46° sparò sette scariche, quindi avanzò sparando a volontà. Nello stesso tempo, il fuoco della compagnia Granatieri prese d’infilata i Francesi sul fianco sinistro. Quando i Francesi arretrarono sotto quel fuoco micidiale, gli Inglesi attaccarono alla baionetta. Il morale dei Francesi crollò, e Inglesi con gli alleati Irochesi assaltarono i sopravvissuti.
I Francesi iniziarono una ritirata disordinata, durante la quale gli Inglesi, secondo un rapporto, diedero loro caccia per circa 5 miglia. Le perdite francesi furono significative, lo stesso Lignery cadde a seguito di una ferita mortale, mentre Massey venne ferito.
Johnson, che non era stato presente allo scontro, scrisse un resoconto dell’azione che attribuiva uguali meriti ai regolari e ai loro alleati indiani. L’ufficiale inglese più tardi dichiarò che i guerrieri si erano comportati in maniera per lo più vile, massacrando i feriti e quelli che tentavano di arrendersi.


Anglo–Indiani appostati per l’attacco

I soldati rimasti a difesa di Fort Niagara ammontavano a circa 200 uomini dei Reggimenti Royal Roussillon, Languedoc, La Sarre e Béarn, 20 artiglieri e circa 300 fra uomini di truppa e Milizia provinciale.
Le truppe dell’esercito inglese agli ordini di Prideaux erano formate dal 44° e 46° Reggimento Fanteria, e due compagnie del 60°, ammontanti a quasi 2200 uomini. C’erano anche 2500 uomini della Milizia provinciale di New York e 700 del Rhode Island. Ostacolata dalla piena del fiume Mohawk e dal ritardo di qualcuna fra le compagnie provinciali, la spedizione non poté lasciare Schenectady fino alla metà maggio. Il 27 giugno l’armata giunse a Fort Oswego, dove si riunì con Johnson e circa 600 Irochesi. Per la prima volta, infatti, gli Irochesi avevano ufficialmente abbandonato le loro posizioni di sostanziale neutralità, scontenti del comportamento dei Francesi, e sperando di ottenere dagli Inglesi la rimozione delle installazioni militari sulle loro frontiere. Ovviamente, come al solito, il loro comportamento salvaguardò, in tutto il corso degli eventi, la vita degli Irochesi Laurenziani alleati dei Francesi, tant’è vero che questi poterono abbandonare Fort Niagara sotto la bandiera di pace. Questi comportamenti torneranno utili agli Irochesi quando, verso la fine della guerra, eviteranno di subire brutali rappresaglie come, ad esempio, quelle che videro gli Abenaki di St. Francis completamente distrutti dai Rogers’ Rangers.
Lasciando degli uomini a presidiare Oswego, Prideaux ripartì il 1 luglio per Niagara con circa 3500 uomini.
I Francesi avevano imbarcazioni che pattugliavano il lago Ontario per controllare i movimenti degli Inglesi, ma una disattenzione da parte di uno degli equipaggi permise alla flottiglia inglese di non essere scoperta. Gli Inglesi arrivarono a Fort Nagara il 6 luglio, sbarcarono vicino ad un acquitrino fuori della vista del forte, e cominciarono subito le operazioni di assedio.


Il 46° Fanteria in azione a Fort Niagara – ricostruzione anno 2009

Nel forte vi era anche circa un centinaio di Irochesi alleati, che disertarono quando arrivarono gli Inglesi. Il capitano Pouchot diresse una vigorosa difesa. Prideaux venne ucciso da una scheggia di proiettile del suo stesso fucile, e il comando delle forze inglesi passò a Sir William Johnson. Questi era un ufficiale delle Milizia provinciale, e non un regolare dell’esercito, e così sorsero alcune discussioni sul suo diritto di prendere il comando. Ma egli deteneva un mandato reale da colonnello comandante degli Irochesi ausiliari, per cui insisté per rimanere in posizione di comando dopo che arrivò sulla scena un ufficiale di rango inferiore, il tenente colonnello Frederick Haldimand.
I Francesi capitolarono il 26 luglio, dopo la sconfitta della colonna francese di rinforzo a “La Belle Famille”, a due miglia sud del forte.
La capitolazione di Fort Niagara avvenne lo stesso giorno in cui le truppe francesi abbandonavano Fort Carillon a un esercito troppo superiore comandato dal generale Amherst. Anche Fort Frédéric venne distrutto dopo che le truppe francesi avevano abbandonato il lago Champlain per proteggere il cuore del Canada.

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