La morte di Warren Earp

A cura di Omar Vicari

Warren Earp
A volte nella vita ci sono situazioni per le quali un episodio, un evento cruento possono concorrere a creare una leggenda. Basta essere, come si dice, al posto giusto nel momento giusto. Si prenda, per esempio, il caso di Warren, il più giovane dei fratelli Earp. Questi, dal più vecchio al più giovane, rispondevano ai nomi di Newton (un fratellastro nato dalla prima moglie di Nicholas Earp, il patriarca di famiglia), James, Virgil, Wyatt e Morgan.
Nel 1863 la famiglia mosse dall’Iowa verso la città di Colton in California e Warren diventò adulto da quelle parti vedendo i suoi fratelli allontanarsi dalla casa paterna uno dopo l’altro. Newton, James e Virgil si erano già arruolati sotto la bandiera dell’Unione ed avevano preso parte alla guerra civile. Warren, data la sua età, rimase a Colton dove suo padre era giudice e gestore di un saloon allo stesso tempo.
Warren, dietro al banco del locale, più volte aveva avuto modo di sentire i racconti delle imprese dei suoi fratelli nelle diverse città di frontiera.
Quelle storie, se da una parte lo inorgoglivano e stuzzicavano la sua fantasia, dall’altra forse lo rendevano geloso nei confronti degli stessi fratelli. D’altronde come poteva essere altrimenti viste le continue notizie che gli arrivavano da città come Wichita o Dodge City? Così quando Warren venne a conoscenza che James, Virgil e Wyatt si trovavano tutti a Tombstone, una sperduta città del Territorio dell’Arizona dal nome poco rassicurante, non sprecò tempo nel fare i bagagli con l’intenzione di raggiungerli. Di sicuro, pensò, un’avventura ci sarebbe stata anche per lui.
Una volta a Tombstone, Virgil, che ricopriva sia la carica di deputy marshal che quella di capo della polizia, offrì a Warren un posto dove stare e un lavoro come guardiano della prigione locale.
Qualche volta gli fu anche permesso di partecipare alle ricerche e all’arresto dei criminale nelle squadre che Virgil organizzava. Molti di quei fuorilegge erano razziatori di bestiame che facevano capo al clan dei Clanton, conosciuti a Tombstone col nome dei “cowboys“.
Tutti questi, dal capo riconosciuto Old Man Clanton all’ultimo degli affiliati, erano mortali nemici dei fratelli Earp e del loro amico Doc Holliday.


Una rarissima foto dei fratelli Earp; Warren è il penultimo a destra

Nel 1881, in luglio, durante uno scontro con alcuni di quei cowboys, Warren riportò una ferita ad una gamba a causa della quale dovette riprendere la strada per la California dove rimase per tutto il periodo della convalescenza.
Solo tre mesi dopo, il 26 ottobre 1881, le ostilità tra gli Earp e la fazione dei Clanton sfociò in quello che è ritenuto il più famoso scontro a fuoco nella storia della frontiera: “La sfida all’OK Corral“. Fiumi di inchiostro sono stati versati a proposito di quel drammatico episodio e se il nome di Warren Earp è stato qualche volta menzionato in qualche libro è solo perché non c’era.
Warren, come già detto, si trovava in California a causa della sua ferita proprio nel momento in cui Wyatt, Virgil e Morgan assieme a Doc Holliday affrontavano i Clanton e i fratelli Mc Lowery.
Certo, oggi impossibile sapere se, con la sua presenza, Warren avrebbe eventualmente o no partecipato alla sparatoria. Forse lo avrebbe fatto tenuto conto del suo temperamento e magari i suoi fratelli glielo avrebbero permesso. Ma, speculazioni a parte, Warren Earp non tornò a Tombstone prima del 1882. Egli fece ritorno in Arizona dopo la sua guarigione solo perché Virgil subì una imboscata in Allen Street da parte dei cowboys. Una imboscata che gli procurò una brutta ferita al braccio e che avrebbe dovuto avere come obiettivo anche Wyatt Earp per pareggiare i conti per le morti dei fratelli Mc Lowery e di Billy Clanton.
La ferita causò a Virgil la perdita dell’uso del suo braccio sinistro e questo spinse Warren a rimanere accanto al fratello e alla moglie Allie.
Nel marzo 1882, mentre Wyatt e Morgan stavano giocando una partita a biliardo in un saloon di Allen Street, una scarica di pallettoni sparata attraverso i vetri della porta posteriore, ferì mortalmente Morgan Earp. Gli assassini, mai identificati, fuggirono nel buio della notte.
Appena saputo dell’imboscata, Warren si precipitò nel saloon appena in tempo per vedere il fratello che moriva. Spinto dal desiderio di vendetta Wyatt iniziò a dare la caccia ai presunti assassini con l’aiuto di Doc Holliday, Turkey Creek Johnson, Texas Jack Vermillion, Sherman Mc Masters e altri ancora. Il primo della lista, Frank Stilwell, venne freddato lungo i binari della stazione di Tucson.
Ancora un’immagine di Warren
Il secondo, Florentino Cruz o Indian Charlie come si faceva chiamare, venne ucciso presso il ranch di Pete Spence, un altro sospettato dell’agguato a Morgan.
Presso le sorgenti di Iron Springs toccò a Curly Bill Brocious. La morte di Curly Bill è comunque rimasta un mistero. Ci sono state persone infatti che hanno giurato di aver visto Curly Bill vivo e vegeto ancora nei primi anni del 900.
La gente di Tombstone era ormai stanca di sangue e quelle uccisioni a ripetizione mutarono l’opinione pubblica nei confronti degli Earp. Wyatt, che prima rappresentava la legge, ora era nel mirino della legge stessa. Per non cadere nelle mani di Behan, Wyatt pensò bene di lasciare l’Arizona e con Warren e Doc Holliday raggiunse il Colorado al cui governatore giunse poco dopo una richiesta di estradizione per i tre uomini. Il governatore Pitckin rifiutò di firmare la richiesta e allora Wyatt e Warren fecero ritorno in California mentre Doc decideva di rimanere in Colorado. Wyatt non rimase molto a Colton, mentre Warren, succube del suo temperamento, riprese la vita di sempre fatta di frequentazioni di saloon, di risse e cose del genere.
Annoiato della vita che faceva, Warren diventò sempre più scontroso, vedeva nemici dappertutto e rispondeva alla minima offesa con ciò che aveva tra le mani, pistola o coltello che fosse.
Un ritratto di Warren
La legge faceva finta di non vedere forse per riguardo alla posizione del padre che era stato giudice egli stesso. Warren sembrò calmarsi un poco solo dopo che il fratello Virgil venne eletto marshal della città e allora tornò a lavorare dietro al bancone di un saloon come aveva fatto prima di trasferirsi a Tombstone. Dal 1885 al 1893 Warren riuscì a tenersi fuori dai guai, ma in seguito venne arrestato per una coltellata rifilata a un tizio durante l’ennesima rissa.
Warren riuscì a cavarsela anche quella volta, ma, fiutato il vento contrario, lasciò Colton per raggiungere di nuovo il Territorio dell’Arizona nonostante sul suo capo pendesse ancora l’accusa per le morti di Stilwell e Indian Charlie. A Yuma dove si fermò per qualche tempo, Warren trovò il modo di mettersi ancora nei guai. Litigò a causa di un donna e minacciò di uccidere il rivale, ma poi ripensandoci meglio, propose all’uomo il pagamento di una somma per aver salva la vita. Era quella una estorsione bella e buona per la quale dovette pagare una multa.
Warren riuscì ad evitare la prigione dietro la promessa di lasciare al più presto la città di Yuma.
Nel 1894 Warren Earp si stabilì nella città di Willcox dove trovò lavoro presso un ranchero del posto, il colonnello Henry Clay Hooker che anni addietro aveva già conosciuto il fratello Wyatt.
Warren doveva occuparsi dei ladri di bestiame, della riparazione dei recinti e a tempo perso del trasporto di merce in genere. Per un po’ fece una vita tranquilla, ma il suo umore instabile ben presto prese il sopravvento e fu la causa dello scontro con Johnny Boyett, un cowboy del ranch di Hooker. La questione come al solito era una donna e per tale ragione il 4 luglio 1900 in un saloon Warren affrontò a viso aperto Boyett, ma questi preferì evitare lo scontro.


L’uccisione di Warren

Due giorni più tardi, il 6 luglio, in un altro saloon di Willcox tra i due uomini scoppiò ancora un diverbio. Stanco di quella situazione, Boyett gridò a Warren di prendere la pistola, ma questi di rimando mostrò il fianco dicendo di essere disarmato. Visto come stavano le cose Boyett tentò ancora di sdrammatizzare la situazione asserendo che non cercava guai. Warren invece continuò a pungolare Boyett accusandolo di essere stato assunto da una non ben identificata persona per ucciderlo. Boyett non replicò e subito dopo lasciò il saloon per tornarci pochi minuti dopo armato non di una, ma di due pistole. Anche Warren, pure lui uscito dal locale, tornò indietro e quando Boyett se lo vide davanti estrasse tutte e due le pistole e sparò con entrambe.
Boyett non doveva essere un gran tiratore visto che i proiettili mancarono il bersaglio. Boyett sparò di nuovo,ma i proiettili ancora una volta mancarono Warren e si piantarono nel pavimento.
Vista la mal parata, Warren tentò di scappare e a questo punto i due uomini cominciarono a rincorrersi l’uno dietro l’altro sinché Boyett, nella confusione del momento, non si trovò di fronte Warren e questa volta non sbagliò il colpo. Il proiettile colpì Warren nel cuore uccidendolo all’istante e facendolo stramazzare a terra.


Il ”Pioneer Cemetery“ di Willcox dove tutt’ora Warren Earp riposa

Johnny Boyett, come spesso succedeva nel west, non venne incriminato per l’omicidio forse perché i giudici presero atto delle continue intimidazioni di Warren Earp nei confronti dell’imputato.
In aula, a sua difesa, Boyett disse di aver sparato perché impaurito e perché secondo lui un Earp senza pistola era sempre più temibile di dieci persone armate.
Warren Earp venne sepolto nel “ Pioneer Cemetery “ di Willcox dove tutt’ora si trova.
In quanto a Boyett qualcuno ha asserito che continuò a lavorare per conto del colonnello Hooker, mentre altri dissero che sparì dalla circolazione temendo la vendetta di Virgil e di Wyatt. Effettivamente si sparse al voce della possibile uccisione di Boyett da parte di Wyatt Earp, ma non esistono prove certe. Wyatt a quel tempo si trovava in Alaska con la moglie Josie impegnati a cercare l’oro.
Per tutta la vita Warren Earp visse all’ombra dei suoi fratelli più famosi. Non fosse stato per la gamba ferita a causa della quale dovette tornare in California, Warren probabilmente avrebbe partecipato allo scontro all’OK Corral coi fratelli e con Doc Holliday.


La targa originale apposta sul vecchio saloon in ricordo dell’uccisione di Warren

Egli divise con loro le avventure e i pericoli prima e dopo il famoso scontro, ma la mancata presenza a quell’evento ha fatto di lui, sui libri di storia, solo una nota a piè di pagina. Ma egli era pur sempre un Earp e per tutta la vita Warren tentò comunque di vivere all’altezza di quel nome. Il suo posto nella storia Warren se lo è guadagnato in un saloon di Willcox.

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