Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states”

Bloody Bill AndersonLa Guerra di Secessione Americana non fu solo, come semplicemente amiamo pensare, un conflitto combattuto sostanzialmente fra gli eserciti regolari di Nord e Sud per l’emancipazione degli schiavi (una guerra di stampo europea ma che viene considerata a tutti gli effetti la prima guerra moderna) ma soprattutto fu il confronto-scontro fra un mondo antico, basato su privilegi ormai obsoleti (lo schiavismo inserito in una società molto simile alla Francia pre-rivoluzione francese), sull’orlo del baratro ed un mondo nuovo, non necessariamente migliore, fondato sul progresso tecnologico in tutti campi, sulla presunta innovazione culturale, sulla modernizzazione industriale del Paese, simboleggiata dalla ferrovia che collega tutta la nazione.
La vittoria del Nord fu garantita dall’industria in espansione che seppe votarsi quasi interamente alla produzione bellica; dai grandi monopoli finanziari che avevano rivolto da tempo lo sguardo alla definitiva colonizzazione dell’Ovest, ponendo già le basi per il futuro espansionismo americano dettato dalla dottrina Monroe del 1823 (Cuba, le Filippine, fino ad arrivare ai giorni nostri); e dall’impiego senza precedenti degli immigrati europei arruolati col miraggio di un brandello di terra o di denaro. La Guerra di Secessione Americana fu anche una Guerra Civile combattuta senza divise ufficiali nel cortile di casa, fra americani e americani, fra poveracci e poveracci, fra contadini e contadini, fra allevatori e allevatori, fra privilegiati e privilegiati. Una Guerra Civile i cui strascichi sarebbero durati per decenni.


James Bray, un guerrigliero di Bloody Jim

Emblematico di questa situazione controversa è il caso dei cosiddetti “Border States”, ossia gli stati di confine tra Nord e Sud, in particolare lo stato del Missouri, luoghi in cui abolizionisti e schiavisti si scontrarono ferocemente in una guerriglia combattuta fra bande irregolari di ogni genere.
Il corpo di Bloody Jim
I guerriglieri di ambedue gli schieramenti diventarono in molti casi dei veri e propri eroi fra la popolazione, molto più dell’esercito vissuto come un’entità lontana e spersonalizzante, perché schierati a difesa del proprio territorio, delle proprie tradizioni, delle proprie donne, del proprio onore. Un presente legato al passato difeso fino alla morte.
Ancora oggi i nomi dei più famosi guerriglieri sudisti come William Quantrill, Bill “Blood” Anderson, i fratelli James, che non avrebbero mai accettato la resa del Sud, vengono ricordati e venerati per aver combattuto fino alla morte contro gli invasori yankee. Degli uomini diventati dei miti, accompagnati da una scia di consensi che li fa sembrare dei novelli Robin Hood del Sud come i fratelli James che godettero da parte della popolazione di una protezione che permise loro di vivere alla macchia per parecchi anni.


L’incursione del temibile William Quantrill a Lawrence

Jesse James fu infatti assassinato il 3 aprile 1882 (17 anni dopo la fine della guerra) per mano di un traditore della sua stessa banda, Robert Ford.
Ma non bisogna dimenticare che furono degli uomini feroci, non certo degli stinchi di santo! Furono capaci di azioni terribili come l’incursione guidata da William Quantrill che, per vendicare le incursioni patite ad opera dei guerriglieri abolizionisti, nel 1863 assaltò la cittadina di Lawrence nel Kansas, ritenuta un vero e proprio covo di “terribili abolizionisti”, massacrando oltre 150 civili inermi, con un terribile corollario di esecuzioni sommarie svolte direttamente e frettolosamente per la strada.


William Quantrill in un doppio ritratto

La Guerra Civile Americana è ancora ricca di argomenti tabù, da non sfiorare quando si parla, come se fossero capitoli intoccabili o troppo complessi da affrontare.
I guerriglieri, fossero essi fedelissimi del Nord o del Sud, avevano dei tratti caratteristici che consentivano agli opposti di sfiorarsi e toccarsi, fin quasi, in qualche caso, a coincidere.


Un incontro di reduci delle “imprese” di Quantrill

Erano spietati, armati fino ai denti, amici dei loro sodali e nemici di tutti gli altri, vestiti alla buona, abilissimi nella semplice tattica del colpo da sferrare velocemente e a cui far seguire una rapidissima fuga. Questa gente non osservava le regole in vigore nei normali conflitti, non mostrava un grande rispetto per la gente comune, né per chissà quale ideale di cui, però, ci si voleva fare portabandiera.


Un raid dei “red Legs” di Jennison

Erano generalmente dei banditi che puntavano a nascondere il proprio desiderio di crearsi una ricchezza dietro l’odio per la parte avversa. Che, naturalmente, faceva lo stesso.
Ci furono razziatori che colpirono da soli ed altri organizzati in bande terribilmente pericolose ed efficienti. Gli Jayhawkers nordisti e i Bushwackers sudisti misero a ferro e fuoco terre già provate dalla guerra o dalle tensioni e il modo selvaggio con cui portavano avanti le loro azioni finirono per mettere a disagio anche i quartieri generali degli eserciti.

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Commenti

3 Risposte a “Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states””

  1. inde, il 8 gennaio 2009 07:10

    La legge del Signore(Friendly persuasion)veramente un Gary Cooper in gran forma).Ma -non ne sono sicuro,bada bene!-mi par di ricordare che i suoi problemi,in quel film,li avesse con truppe regolari,e non con i bushwackers,i quali non avrebbero dedicato troppa attenzione a che la controparte fossero Amish,o Quaccheri e li avrebbero scannati comunque.Ma ripeto,non ne sono certo,e accetterò di buon grado la correzione!Ciao,Indé

  2. Ricky Faina, il 8 gennaio 2009 07:35

    Molto interessante. Resta da sottolineare che alla guerriglia è dedicata una consistente parte della cinematografia tanto sulla Guerra Civile che successiva a questa. Non dimentichiamo, oltre a “The outlaw Josie Wales” (in italiano “Il texano dagli occhi di ghiaccio”, ancora recentemente trasmesso), dove viene sottolineata la bieca figura del cap. Terrill (certo non milgiore dei cosiddetti “scorridori” sudisti), alla fine ucciso da Josie, anche “Il generale Quantrill”, “La legge del signore” (anche se condito da una buona dose di ironia), e “I ribelli del Kansas”.
    Chi ha altri riferimenti può tranquillamente aggiungerli (sono certo che ve ne saranno molti).

    Ricky Faina

  3. and, il 12 aprile 2012 06:57

    C’è anche “Cavalcando col diavolo” di Ang Lee.

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