Una lady nel west

A cura di Patrizia Ines Roggero

Isabella Bird nacque nel 1831 a Tattenhall, nel Chesire e dedicò la propria vita alla passione per i viaggi, tra i quali un lungo soggiorno in Colorado nell’autunno – inverno del 1873.
Durante l’intero viaggio, scrisse numerose lettere alla sorella rimasta in patria, raccontando minuziosamente ogni particolare di quel mondo ancora così selvaggio e che, forse proprio perché tanto diverso dal suo, l’affascinò al punto che abbandonarlo le costò molta fatica.
In un primo momento, queste lettere vennero pubblicate a puntate su un settimanale, poi, nel 1879, vennero raccolte nel volume Letters from the Rocky Mountains, che resero la Bird una tra gli scrittori di viaggi più amati dell’epoca vittoriana.
Questa impavida viaggiatrice, non più giovanissima, giunse da sola in Colorado e lì entrò in contatto con la dura vita del West americano. Fu ospite pagante di alcune famiglie di pionieri dei quali descrive le case, le abitudini, gli abiti e il cibo con grande cura dei dettagli. Viaggiò per molte miglia da sola con la fedele cavalla Birdie, nella neve e nel gelo di quei giorni d’autunno, fino all’inizio dell’inverno.
Partecipò a un raduno di bestiame, viaggiò armata di pistola, conobbe e rimase affascinata da Mountain Jim, – bandito, cacciatore di indiani, spesso ubriaco ma sempre affabile nei confronti della Bird – che spesso compare nelle suoi racconti e riferisce di lui molti particolari.
Isabella Bird e Birdie
(Nella foto a fianco potete vedere l’abito indossato da Isabella che è l’abito da montagna in uso tra le donne americane ed era composto da una giacca avvitata, una gonna lunga fino alle caviglie e pantaloni alla turca da portare sopra gli stivali.)
Scalò montagne, visitò città, affrontò la furia di una mucca impazzita e, tutto questo viene raccontato con un tale semplicità che pare di essere lì, a godere della vista dei paesaggi che lei descrive con dovizia di particolari, dai colori del tramonto ai riflessi che esso crea sulle rocce dei picchi mezzi innevati, fino ai suoni e gli odori che ha udito e respirato in prima persona.
La Bird ci regala uno spaccato molto interessante dell’epoca. Uomini, donne, fattorie, rifugi, montagne, laghi che lei ha visto con i suoi occhi e che oggi non possono che affascinare gli appassionati del genere.


La casa nella quale Isabella Bird soggiornò più a lungo durante il soggiorno nelle Montagne Rocciose

“L’ultima sera è arrivata” così racconta il suo addio alle Rocky Mountains. “Cercavo di non pensarci mentre guardavo le montagne innevate che brillavano sotto la luce della luna.” e poi ancora “Ho scritto che questo paesaggio non è amabile, eppure io lo amo.”

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