La caccia al bisonte riparte in Montana

A cura di Maurizio Molinari

Via libera, dunque, alla caccia del bisonte, sia pure in modi e tempi sottoposti ad alcuni vincoli. Ma una parte della popolazione sale sulle barricate e grida la sua rabbia: «Non basta»
Il Montana dà luce verde alla caccia dei bisonti e il numero degli animali uccisi aumenta ma la popolazione locale sale sulle barricate: contesta le nuove disposizioni perché le ritiene insufficienti, invocando un numero di uccisioni assai maggiore.
Nel 1985 in Montana si trovavano appena 2600 esemplari di bisonte nordamericano e se ne temeva la scomparsa dal Continente ma le politiche protezionistiche messe in essere a partire dal 2005 hanno portato il loro numero a balzare oltre quota 4000. Una parte vive dentro i confini del parco di Yellowstone ma ve ne sono migliaia che risiedono oramai fuori, con pesanti conseguenze per i proprietari di terreni che lamentano intrusioni, devastazioni di recinti e fienili nonché contagi di gravi malattie che colpiscono altri animali, con conseguenti danni economici ingenti. Senza contare i campi degli stadi obbligati a difendersi dalle intrusioni notturne. Da qui la decisione dello Stato di togliere molte restrizioni alla caccia ad un animale che non più protetto.
Ad approfittare di più di tali norme sono i cacciatori delle tribù indiane – per le quali è un costume di antica memoria – che nel 2010 hanno ucciso 194 esemplari, nel 2011 appena 29 e quest’anno sono arrivati a quota 150.
Per i pellerossa si tratta di carne a sufficienza per sfamare le famiglie e poi venderla sul mercato ma gli abitanti del Montana accusano le autorità di averli “ingannati” perché si tratta di una riduzione non sufficiente a migliorare la sicurezza collettiva. Per molti proprietari terrieri infatti i bisonti sono divenuti una pressante minaccia economica – soprattutto a causa delle devastazione dei raccolti – e vorrebbero che i cacciatori ne eliminassero almeno 400 l’anno.


Bisonti al pascolo

La singolare guerra per aumentare, e non per diminuire, il numero dei grandi mammiferi della prateria uccisi tiene banco in Montana, dove le autorità locali fronteggiano le critiche spiegando di non poter obbligare con la forza i cacciatori a eliminare più bisonti.
Il braccio di ferro si è così spostato sull’estensione del territorio dove la caccia libera viene consentita: lo Stato lo ha quasi triplicato sperando in questa maniera di spingere un più grande numero di cacciatori a cimentarsi nello sport che evoca l’epopea del Far West.

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