John Horton Slaughter, il terribile “Piccolo Gringo”

A cura di Omar Vicari

John Horton Slaughter
Personaggi come Wild Bill Hickok, Wyatt Earp o Doc Holliday sono da tempo stelle di prima grandezza nel firmamento del west, eppure ci sono stati uomini che più di questi hanno contribuito in modo decisivo a portare la legge e l’ordine in quelle terre selvagge che furono la frontiera.
Uno di questi è stato John Horton Slaughter. John nacque a Sabine Parrish in Louisiana nel 1841 da Ben e Minerva Slaughter e all’età di quattordici anni con la famiglia si spostò nel Texas nelle vicinanze di San Antonio. Ancor giovane abbracciò la causa confederata e nei vari scontri con gli yankee si fece la reputazione di uomo senza paura ed esperto nelle armi da fuoco.
Finita la guerra, John ottenne dallo Stato del Texas 640 acri di terra e con quella iniziò l’attività di allevatore, un’attività che portò avanti anche durante gli anni che lo videro sceriffo della contea di Cochise (Arizona).
Nel 1871 John sposò Eliza Adeline Harris dalla quale ebbe due figli. La donna, ancora giovane, morì di vaiolo nel 1878 e sul momento John pensò di non sposarsi una seconda volta.
Nel 1878 John fece la conoscenza di Amazon Howell, la cui figlia Viola, a detta dello stesso John “cavalcava come un uomo con i capelli sciolti al vento”. John corteggiò la ragazza e, nonostante la differenza di diciannove anni tra loro e il parere contrario della madre Mary Ann, la sposò a Tularosa nel New Mexico nel 1879.
Nel mese di maggio dello stesso anno, John e Viola assieme agli Howell, arrivarono nella Sulphur Springs Valley, in una località non ben precisata vicino a Hereford (Arizona).
Dopo qualche tempo John e Viola si trasferirono a Charleston, una città fondata nel 1879 e dove si lavoravano i minerali provenienti dalle miniere di Tombstone.
Erano tempi in cui sembrava che killer, pistoleri o avventurieri di ogni risma arrivassero a Tombstone o a Charleston attirati da facili guadagni.
Girava una storia a Charleston in cui si parlava di un uomo che aveva sotterrato la moglie durante la mattina, che avesse ucciso un uomo nel pomeriggio e infine che avesse sposato un’altra donna nella stessa sera. Questo tanto per comprendere che aria tirava da quelle parti e in quali condizioni John Slaughter iniziò la sua attività di allevatore. Le sue mandrie non sfuggirono all’occhio di Curly Bill Brocious, noto ladro di bestiame e uno dei leader della fazione dei Clanton.
I fuorilegge tentarono un giorno un’imboscata alle sue mandrie, ma furono a loro volta presi a fucilate dagli uomini di Slaughter. Curly Bill allora decise che, dopo tutto, non era necessario rubare il bestiame di Slaughter e che avrebbe spostato la base delle sue operazioni da Charleston a Galeyville.


Charleston (Arizona). Oggi Ghost Town.

Il ranch dei Clanton si trovava a pochi chilometri da dove John conduceva le sue mandrie le quali venivano regolarmente razziate dai fuorilegge. Un giorno John vide Ike Clanton nella sua terra, lo avvicinò e col winchester puntato minacciò di ucciderlo qualora lo avesse trovato di nuovo vicino le sue bestie.
Viola Slaughter, sua moglie, raramente parlava male di qualcuno, ma anni dopo, nelle sue memorie scrisse che i Clanton erano solo dei miserabili ladri di bestiame.
Il 13 agosto 1881, alcuni fuorilegge, tra cui “Old man” Clanton, furono uccisi in un’imboscata.
Si addossò la colpa ai soldati messicani, ma John Slaughter che era amico del colonnello Emilio Kosterlitzy, capo dei Rurales, probabilmente conosceva la verità. Egli non commentò molto la faccenda, ma dato che non era un ingenuo, non gli sfuggì l’assenza a Tombstone degli Earp e di Doc Holliday nel giorno in cui i fuorilegge furono uccisi. A dire il vero, comunque, non si arrivò mai a una conclusione certa della faccenda.
Saloon a Charleston (appartenuto a Frank Stilwell)
John Slaughter non si schierò mai, né da una né dall’altra parte, ma certamente non versò una lacrima quando il 26 di ottobre 1881, Billy Clanton e i fratelli MacLovery rimasero sul terreno all’OK Corral.
Dopo la partenza degli Earp e di Doc Holliday verso il Colorado per le note vicende giudiziarie a loro carico, la città di Tombstone rimase dominio di ladri e assassini. La gente, esasperata, si rivolse a John Slaughter di cui si conoscevano l’onestà e la forza d’animo.
John si candidò per la posizione di sceriffo della contea di Cochise e nel novembre 1886 fu eletto.
John non si fece mai coinvolgere nei fatti della politica a Tombstone per molti anni. Non entrò mai nei fatti tra la fazione degli Earp e quella dei Clanton.
Una volta eletto, John Slaughter si comportò come un insolito uomo di legge. Per esempio non incrementò il numero dei Deputy a sua disposizione e neppure condusse squadre all’inseguimento di questo o quell’altro criminale. Al massimo John si serviva di soli due uomini per fare quello che doveva fare. Il suo coraggio e la sua determinazione fecero di lui un uomo duro come l’acciaio, pericoloso e mortale. Egli fu un uomo di poche parole, ma non sgarbato, schietto e diretto in ogni circostanza si trovasse. Non fu mai visto discutere o sprecare tempo nel parlare. Quando impartiva un comando, non c’era modo di fargli cambiare idea. L’eventuale avversario di turno poteva solo rispondere alla sua provocazione oppure obbedire al suo comando. Alcuni provarono a fronteggiarlo ma sempre con scarse probabilità di uscirne vivi.
John Slaughter non esitò mai a dire che aveva scarsa fiducia nei tribunali e nelle giurie. Molte volte di fronte ai criminali più incalliti, dimenticava di essere solo un rappresentante della legge. Egli si considerava la legge stessa, agendo come giudice ed esecutore.


Il colonnello Emilio Kosterlitzy (sul cavallo bianco)

Il furto di un cavallo a volte era considerato dalla legge come un crimine secondario, ma John Slaughter la pensava in modo diverso. Quando qualcuno gli riferiva che un cavallo era stato rubato, John lo riportava al proprietario nell’arco di un paio di giorni. Non una sola volta tornò senza un cavallo rubato, mentre mai nessuno vide John riportare indietro il ladro. John non diceva mai cosa fosse accaduto e nessuno glielo chiese mai. Neanche i vari Grand Jury si affrettavano a chiedere spiegazioni sulla sorte dei ladri. A quel tempo la giustizia non andava troppo per il sottile.
John Slaughter rimase sempre un uomo misterioso. Egli fece cose che richiedevano una certa logica e altre al di fuori della stessa logica come ad esempio cambiare i suoi piani all’ultimo momento senza nessun preavviso.
Dopo la faida Earp-Clanton, molti fuorilegge avevano preso il largo, ma ne rimanevano ancora a sufficienza per tenere uno sceriffo occupato gran parte del giorno. John Slaughter fu la persona che dette agli ultimi fuorilegge di Tombstone una scadenza per andarsene. Egli avrebbe sotterrato quelli che non avessero rispettato quel termine. Come già detto, Slaughter non nominò molti deputies e di uno, Burt Alvord, si pentì amaramente. Negli anni a venire, Slaughter avrebbe maledetto profondamente quel rinnegato divenuto fuorilegge.
Viola Slaughter a sedici anni
Arrivato a Tombstone nei primi anni 80, Alvord passava molto del suo tempo in città facendo lavori saltuari. Quando Slaughter lo prese con sé, Alvord aveva venti anni circa e dava l’impressione di essere sporco, volgare, ignorante, ma allo stesso tempo, duro come l’acciaio, non schizzinoso e sembrava anche avere un certo senso dell’umorismo. Tutte qualità che piacevano a John Slaughter.
In più Alvord era capace di ritrovare tracce che sarebbero sfuggite anche a un indiano. Era certamente un tipo da prendere con le molle, tanto che Billy Breakenridge un giorno ebbe a dire che Slaughter impose ad Alvord di non camminargli dietro le spalle perché da lui poteva aspettarsi anche un proiettile nella schiena.
Numerosi sono stati i criminali acciuffati o uccisi da John Slaughter, tanto che, in carica da soli tre mesi, la sua prigione ospitava già diciannove fuorilegge. La gente ormai cominciava a chiamarla come “l’albergo” di John Slaughter.
Uno di questi, Juan Soto, ladro e assassino, fu assolto per il furto di bestiame grazie all’abilità del suo avvocato. Slaughter allora si presentò col winchester dinanzi alla porta di casa sua e lo minacciò dicendogli che se non avesse lasciato la contea il giorno dopo lo avrebbe ucciso.
Juan Soto seguì il consiglio e lasciò la contea di Cochise. Soto si fece uccidere in uno scontro a fuoco qualche tempo dopo dal Marshal Harry Morse.
Augustin Chaco fu probabilmente l’unico fuorilegge che dette del filo da torcere a John Slaughter.
Di robusta costituzione, Chacon aveva anche due enormi mani e a volte sfoggiava una folta barba ed era noto col nome di Peludo.
Slaughter e Chacon si odiavano a tal punto da uccidersi a vicenda se ce ne fosse stata l’occasione.
Una notte, Chacon venne a Tombstone sapendo che Slaughter era in città. Saputo della sua presenza, John prese con sé il suo shotgun e il suo aiutante Burt Alvord.
Burt Alvord a Yuma
Chacon si trovava all’interno di una tenda adibita a lavanderia proprio dietro la Courthouse. Slaughter disse ad Alvord di porsi di fronte all’entrata della tenda e di ordinare al fuorilegge di uscire con le mani in alto. Slaughter sarebbe rimasto sul retro con l’intento di impedire a Chacon un’eventuale fuga. Il fuorilegge, resosi conto del pericolo, si dette alla fuga e in quel preciso momento Alvord sentì tuonare il fucile di Slaughter. Raggiunto il retro della tenda, Alvord si aspettava di trovare Chacon morto steso per terra, ma con suo stupore trovò Slaughter che imprecava contro se stesso. Furioso, Slaughter spiegò ad Alvord che era inciampato sul terreno e che dal suo fucile era partito un colpo.
Chacon era stato saggio nel lasciare il proprio cavallo vicino la tenda, e con quello riuscì a prendere il largo. I due, Chacon e Slaughter, dopo quella sera non si videro più. Il fuorilegge dopo altre rapine e omicidi fu impiccato a Salomonville (Arizona) nel 1902.
Nel 1887 John Slaughter ricevette l’informazione riguardante alcuni fuorilegge responsabili della rapina al treno nei pressi di Papago e che si trovavano nascosti allo Hughes ranch vicino allo Stein Pass.
John Slaughter, assieme a Fred Dodge e il Deputy Robertson di Willcox, arrivato al ranch fu sorpreso di trovarvi tutti i fuorilegge. Hughes, il proprietario del ranch scappò subito, ma gli altri furono catturati.
L’11 maggio 1888, sei fuorilegge rapinarono un treno presso la stazione di Agua Zarca. Durante la rapina, tre uomini furono uccisi dai banditi. Era questa la banda di Jack Taylor. Poco tempo dopo la rapina, Taylor e un altro della banda furono arrestati a Nogales. Processati, i due furono spediti in uno dei penitenziari del Messico. Il 16 dicembre 1889, su un giornale locale si leggeva che Jack Taylor era stato giustiziato. Se Taylor era morto, quattro uomini della sua banda, Nieves Deron, Geronimo Miranda, Manuel Robles e Frederico Acuna erano ancora in libertà.
I quattro, nascosti presso la casa di una donna, tale Flora Cardenas, presero il largo appena seppero che Slaughter li cercava.
Manuel Robles aveva un fratello, Guadalupe Robles, che vendeva a Contention (Arizona) legname da bruciare proveniente dal vicino French Joe Canyon. John Slaughter, avvertito della presenza dei banditi nel canyon, partì da Tombstone assieme ai suoi deputies Burt Alvord e Cesario Lucero.
Juan Soto
I tre accerchiarono il campo e intimarono la resa ai fuorilegge. Nella sparatoria che seguì, Slaughter uccise subito Guadalupe Robles. Gli altri, Manuel Robles e Nieves Deron, si ripararono dietro alcune rocce con le pallottole che fischiavano sopra le loro teste. Deron rispose col suo winchester e un proiettile sfiorò l’orecchio di Slaughter. A sua volta Slaughter lasciò partire un altro colpo che ferì seriamente Deron. Manuel Robles, rimasto solo, fu preso di mira da Burt Alvord che però mancò il bersaglio. Robles fu invece ferito da Slaughter, ma malgrado questo riuscì a fuggire.
Nieves Deron, invece, trasportato da Fairbanks a Nogales, morì durante il viaggio causa le ferite riportate. Rimanevano ancora liberi Geronimo Miranda, Manuel Robles e Frederico Acuna. I primi due ripararono in Messico, dove, tempo dopo, furono uccisi entrambi dai governativi messicani nei pressi delle montagne della Sierra Madre.
John Slaughter, nel corso della sua carriera, ebbe qualche grattacapo oltre che dai criminali che inseguiva, anche da quello psicopatico deputy al suo servizio che rispondeva al nome di Burt Alvord. In un giorno di settembre del 1888, Alvord incontrò in Allen Street Fred Cardigan, l’altro deputy di Slaughter. I due, per ragioni rimaste ignote, finirono per litigare. Fred Cardigan tirò fuori la pistola, ma Alvord, nel bloccargli il braccio, cadde assieme al suo collega dal marciapiede dove si trovavano. Dalla pistola di Cardigan partì un colpo che bucò i pantaloni e sfiorò la gamba di Alvord. I due furono prontamente multati da John Slaughter. Un’altra volta, durante un giro di pattuglia, un cane tentò ripetutamente di attaccare il suo cavallo. Alvord tirò fuori la pistola per uccidere il cane, ma il cavallo strattonando tirò su la testa e la pallottola finì per colpire la povera bestia. Burt Alvord aveva un carattere del tutto particolare e, infatti, qualche tempo dopo non ebbe nessun problema a passare dall’altra parte della barricata, a divenire cioè un fuorilegge lui stesso.
Un piccolo e comico (non certo per Slaughter) incidente glielo procurò anche la moglie Viola.
Temendo un incidente, Viola aveva l’abitudine di tenere scariche in casa le pistole di suo marito.
Una sera, subito dopo la cena, alcuni spari risuonarono in Fremont Street. Slaughter si precipitò fuori con la sua pistola non pensando che fosse scarica. Era già in strada quando Viola lo richiamò strillando dicendogli che il revolver era scarico. Slaughter tornò indietro di corsa, con lo sguardo incenerì la moglie e disse: “Lo vedo Viola, lo vedo”.
Augustin Cahcon
Nei primi mesi dell’estate del 1880 arrivò a Tombstone un individuo che sarebbe divenuto celebre in città. Quest’uomo, con gli occhi azzurri che usava vestire sempre una casacca di daino, svelto con la pistola come il fulmine, rispondeva al nome di “Buckskin” Nashville Frank Leslie.
Wyatt Earp, che lo conobbe bene, disse che solo un altro uomo poteva competere con lui nell’uso di una colt e quest’altro uomo era Doc Holliday.
Leslie rimase a Tombstone per circa nove anni e indubbiamente incise il suo nome in modo indelebile nella storia insanguinata di quella città.
Una sera, in un locale da ballo, Leslie s’invaghì di una certa May Killen, sposata a un uomo di nome Mike Killen. Questi, sebbene fosse separato dalla donna, disse che avrebbe sparato a chiunque avesse messo gli occhi addosso alla moglie. Leslie sorrise e ignorò l’avvertimento.
Il 22 giugno 1880, a Mike Killen qualcuno disse che Leslie e sua moglie stavano insieme in una sala da ballo. Killen si precipitò al Cosmopolitan Hotel e aspettò che i due tornassero. Quando li vide arrivare sottobraccio, Killen affrontò Leslie. I due estrassero le pistole e alla fine per terra rimase Mike Killen. A Frank Leslie fu riconosciuta la legittima difesa.
Pochi giorni dopo, neanche il tempo di sotterrare il marito, la donna sposò Leslie. Il matrimonio comunque non funzionò. Leslie era spesso ubriaco e per di più non disdegnava di accompagnarsi con altre donne.
Il 14 di novembre 1882, Billy Claibourne, che a Tombstone si faceva chiamare “Billy The Kid”, ebbe la malsana idea, causa l’alcool, di sfidare a duello proprio Leslie fuori dall’Oriental saloon.
Billy aveva con sé un winchester e con quello sparò un colpo in direzione di Leslie. Il colpo andò a vuoto, ma non quello di Leslie che uccise Billy Claibourne all’istante. Ancora una volta Leslie fu prosciolto dall’accusa di omicidio poiché si disse che avesse agito per legittima difesa. La gente di Tombstone era comunque stanca delle bravate di Leslie e intimò Milt Joyce, proprietario dell’Oriental saloon, di licenziare il suo barista. Leslie in seguito condusse una vita sregolata, la moglie chiese il divorzio nel 1887e dovette anche vendere il suo ranch per pagare le spese processuali.
Impiccagione di Augustin Chacon (1902)
Leslie continuò a ubriacarsi e a passare il tempo con le prostitute della città. S’invaghì di una certa Mollie Williams e il compagno di questa, certo E.L. Bradshow, fu trovato morto con una pallottola in testa in un vicolo della città. I sospetti caddero naturalmente su Leslie, ma non c’erano sufficienti prove, per cui il fatto fu archiviato. Leslie si portò a casa la donna con la quale continuò la sua vita sregolata. La sera del 10 luglio 1889, Leslie, al colmo della gelosia, arrivò a uccidere la donna, colpevole del solo fatto di essersi fermata a parlare con James Neal, un ragazzo assunto da Leslie per lavorare i campi. Leslie uccise anche il ragazzo e in un primo momento provò a difendersi invocando la solita storia della legittima difesa, ma alla fine dovette confessare il duplice delitto. Processato e trovato colpevole, Leslie, sulla cui coscienza pesava probabilmente anche l’omicidio di Johnny Ringo, fu tradotto da John Slaughter nel penitenziario di Yuma (Arizona) il 9 gennaio 1890.
Anni dopo Leslie fu graziato per buona condotta. Si trasferì a San Francisco, dove si adattò a fare i mestieri più umili. Del grande pistolero che aveva scritto pagine indelebili a Tombstone non era rimasto nulla. Dopo il 1910, di Frank Leslie non se ne seppe più nulla.
L’11 aprile 1890, John Slaughter ricevette l’informazione da Bisbee a riguardo del Conestabile William Lowther in cui si diceva che Lowther era stato ucciso da tale James Daly.
Quest’ultimo aveva picchiato poche ore prima un messicano che si era poi rivolto alle forze dell’ordine per ottenere giustizia. Lowther era andato al ranch di Daly, il quale, tanto per non perdere tempo, scaricò il proprio fucile nel corpo del Conestabile.
La “Copper Queen Mining Company” offrì una taglia di 2500 $ alla quale si aggiungevano altri 500$ offerti dallo stesso Slaughter. James Daly non fu mai preso, probabilmente riparò in Messico.
John Slaughter assicurò molti criminali alla giustizia, ma uno, uno solo riuscì a evadere dalla sua prigione prima della scadenza del suo mandato. L’uomo in questione era Thomas Forget, arrestato per sottrazione di minerali che appartenevano alla “Tombstone Mill & Mining Company”.
Forget riuscì a evadere nel maggio del 1890 e Slaughter ne fu talmente irritato che offrì una ricompensa di 200 $ per chi avesse fornito informazioni per la sua cattura. L’uomo fu ripreso nel settembre dello stesso anno.
Buckskin Frank Leslie
Nel giugno 1890, Burt Alvord, divenuto fuorilegge dopo aver fatto da deputy a Slaughter per qualche tempo, fornì la prova allo stesso Slaughter del suo senso di umorismo che lo sceriffo apprezzava tanto. Trovandosi a Bisbee assieme a Matt Burts, per una delle sue azioni criminose, Alvord fece spedire un telegramma all’editore del “Tombstone Epitaph” nel quale c’era scritto che i corpi dei due fuorilegge sarebbero arrivati nel pomeriggio in città.
L’editore si affrettò a spargere la voce che Alvord e Burts erano stati uccisi a Bisbee e che, appunto, la diligenza avrebbe riportato in città i loro corpi.
Quando nel pomeriggio la diligenza arrivò a Tombstone, la gente che si aspettava di vedere due bare, invece vide i due uomini vivi e vegeti con grandi sorrisi stampati sulle loro facce.
Ai cittadini increduli, ridendo, dissero che essi non si sarebbero mai sognati di andare da qualche parte senza i loro corpi. John Slaughter non si perdonò mai di aver assunto quello sporco bugiardo.
Allo scadere del suo mandato, obiettivamente bisognava riconoscere che la criminalità era stata quasi del tutto azzerata. I cittadini e i notabili di Tombstone tentarono di convincerlo a portare ancora la stella sul petto, ma Viola Slaughter, sua moglie, disse che era arrivato il momento che John dedicasse più tempo alla sua famiglia e al suo ranch. E così fu sino al 16 febbraio 1922 quando John Slaughter si congedò dal mondo.
John Horton Slaughter fu probabilmente il migliore sceriffo della città di Tombstone. Wyatt Earp ha raggiunto una gloria maggiore, ma certamente era un puttaniere e con più di uno scheletro nell’armadio. Oltre alla correttezza e al senso del dovere, Slaughter aveva nervi d’acciaio, qualità che gli permisero di affrontare criminali di ogni tipo.
Geronimo, il grande guerriero apache, mentre si trovava internato a Fort Sill in Oklahoma, disse che prima di morire avrebbe voluto fare due cose. La prima, tornare in Arizona e la seconda era quella di uccidere John Slaughter. E se lo diceva lui…

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