Addio Russell Means!

Russell Means
Russell Means è morto ieri, 22 ottobre 2012, all’età di 72 anni. Nato a Pine Ridge il 10 novembre 1939, è stato un grande attivista per i diritti dei Sioux, il suo popolo, ma anche di tutti i Nativi d’America sin dal 1968, anno in cui si unì all’American Indian Movement (AIM), rimanendovi fino allo scioglimento dell’organizzazione, nel 1993. Nel 2007 fu tra i rappresentanti del popolo Lakota che, rivendicando la sovranità sulle terre dei propri avi, stracciò pubblicamente il Trattato di Fort Laramie e dichiarò l’indipendenza della Riserva di Pine Ridge (nel Dakota del Sud) dal governo degli Stati Uniti. Quel generoso tentativo di portare alla ribalta dell’opinione pubblica le necessità della sua gente, non fu appoggiato dal Consiglio Tribale della Riserva e fallì. Aveva due figli, Tatanka e Nataanii Naz, entrambi attori, ed anche un figliastro, Scott.
Dal 1992, Means è stato spesso impegnato anche come cantante e anche e sopratutto come attore. La carriera come attore fu tardiva: nel 1992 il ruolo da protagonista ne “L’ultimo dei Mohicani” al fianco di Daniel Day-Lewis. Poi lo ritroviamo nel ‘94 in “Natural Born Killers” e nel film animato della Disney “Pocahontas” (1995), dove diede la voce al capo Powhatan.
Russell Means era ricoverato in ospedale fin dallo scorso mese di agosto a causa di un cancro alla gola dichiarato inoperabile.
Russell Means da giovaneSecondo alcune dichiarazioni rilasciate all’Associated press, Russell Means aveva scelto di non farsi curare con la medicina dei bianchi, preferendo i rimedi tradizionali della sua gente.
“Non ho intenzione di discutere con il Grande Mistero, – ha detto – perché la convinzione del popolo Lakota è che la morte sia solo un cambiamento di mondo. E credo a ciò in cui anche mio padre credeva… Quando è il mio tempo di andare, è il mio momento di andare.”
Means fu protagonista della rivolta dell’American Indian Movement a Wounded Knee, nel 1973, quando il gruppo prese le armi per occupare la città del Sud Dakota. Due attivisti furono uccisi e un agente federale rimase paralizzato. L’AIM, ispirato al movimento afro-americano per i diritti civili, nacque alla fine del 1960 per convogliare l’attenzione nazionale sulle condizioni dei nativi. L’organizzazione attrasse molti sostenitori a Hollywood, in particolare ebbe il sostegno di Marlon Brando, anche lui d’origine indiana. Rimase nella storia il rifiuto di Brando di ritirare l’Oscar del 1972 per il ruolo nel Padrino. Un’azione di protesta che l’attore intraprese proprio dopo essersi consultato con Means.

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Commenti

Una risposta a “Addio Russell Means!”

  1. DOMENICO RIZZI, il 23 ottobre 2012 14:02

    E’ molto complessa la storia degli indiani d’America, per poter essere liquidata con poche parole. Anni fa il governo federale americano indennizzò i Lakota Sioux per aver sottratto loro le Black Hills del South Dakota, ma anche questa è un’ingiustizia che si aggiunge a quella commessa in passato. Russell Means ha combattuto le sue battaglie in buona fede e a Pine Ridge io stesso ho parlato con gli Oglala, che sostenevano le loro rivendicazioni con altrettanta buona fede. Tuttavia, per amore di verità storica, le Black Hills e molti degli altri territori occupati dai Sioux non appartenevano a loro, bensì ad altre tribù. Sappiamo che i Sioux arrivarono da oriente alla fine del Settecento e scacciarono con le armi i Crow, gli Arikara, i Kiowa e perfino i Cheyenne, che più tardi sarebbero diventati loro alleati contro i Bianchi e contro altre tribù nemiche, come i Pawnee e gli Shoshone. Ognuno ha ragione se si considera soltanto un segmento di storia, dal 1850 al 1890: in una prospettiva più ampia, invece, non può averla. In effetti, nella seconda metà dell’Ottocento i Bianchi tolsero ai Sioux le terre che essi avevano sottratto con la forza ad altri cinquant’anni prima. Con cordialità.
    Domenico Rizzi

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