Nelle terre del Saskatchewan con Alexander Henry e David Thompson

A cura di Gianni Albertoli

Il 13 settembre 1808 la spedizione di Alexander Henry e David Thompson, proveniente dalle terre del Red River, si diresse verso le “Butte des Saulteurs” per dar riposo agli esausti cavalli. A “Les Deux Grosses Buttes” (Two Big Hills) la spedizione avrebbe visto in lontananza Fort Vermilion, posto proprio all’entrata del Vermilion River. Nella zona vi era “un grande campo di indiani Slaves”. La spedizione venne ben accolta all’interno della postazione della Hudson Bay Company, mentre gli indiani erano “desiderosi di visitarci”; il comandante del forte, “Mr. Hallette” voleva conoscere i nuovi sviluppi della situazione in Europa. Fort Vermilion era posto nel territorio del Saskatchewan, proprio sulle rive del fiume Vermilion, ma non deve essere confuso con l’omonimo Fort Vermilion sul Peace River. Durante l’estate i traders commerciavano tranquillamente, anche se spesso vi erano problemi tra gli “Slaves” e i Crees, le due tribù si combattevano ormai da lungo tempo.
Il giorno seguente i Blackfoot attraversarono il fiume sotto la guida di un “giovane capo” chiamato “Painted Feather”, un “leader di grande autorità presso la sua gente”. L’incontro fu molto breve, ma gli indiani mostrarono “grande interesse nei nostri confronti”. Il 15 settembre apparvero le due canoe di David Thompson, erano cariche di mercanzie e vettovagliamenti, l’esploratore proveniva dal Lake Winnipeg; nel frattempo ritornavano i Blackfoot che iniziarono a danzare in onore dei nuovi arrivati. Riforniti ampiamente di tabacco e liquori, gli indiani ritornarono al loro accampamento e, poco dopo, giunsero “quattro giovani indiani, volevano tabacco per i loro capi e dicevano di avere a disposizione grandi quantità di pellicce di castoro”, erano “Strong Wood Assiniboines”, che generalmente risiedevano nelle zone del Battle River. Il giorno 17 le canoe ripartirono verso Fort Augustus, erano guidate da James Hughes e David Thompson, avevano intenzione di trascorrere l’inverno in quella postazione, per poi procedere verso il Columbia River. Stando alle fonti, il Thompson avrebbe raggiunto Fort Augustus il 23 settembre poi, il 24 ottobre, entrava nelle “Kootanae Plains” (parte orientale del Continental Divide), quattro giorni dopo avvistava le acque del Blueberry Creek. Nel territorio ebbe modo di incontrare vari gruppi nativi provenienti dal sud: Blackfoot, Sarcees, “Fall Indians”, “Blood Indians” e Assiniboines, mentre a nord vi erano circa un centinaio di tende appartenenti ai Crees. I “Picaneaux” (Piegan) commerciavano spesso a Fort Augustus, ma le “loro terre erano site nelle vicinanze delle Rocky Mountains”, inoltre, vi si potevano trovare anche i “Mashquegie Assiniboines”. Il Thompson avrebbe passato l’inverno in questa postazione poi, il 20 maggio 1809, si sarebbe imbarcato per Fort William, giungendovi il 18 giugno. Nelle zone di Fort Vermilion gli esploratori ricordavano gli indiani del territorio, fra questi vi erano i Crees, o “Kinistineaux”, una “numerosa popolazione” imparentata con gli “Ogeebois” (Ojibways o Chippewas), ma anche nota come “Saulteurs”.

Piccoli gruppi Chippewa vivevano nelle zone del Peace River. In queste terre, Sir Alexander McKenzie, il 13 ottobre 1792, riportava che “i Knisteneaux e i Beaver Indians cercavano di risolvere le proprie dispute”. In effetti, quando i Crees invasero queste terre vi trovarono i Beaver, i quali abitavano le zone del “Portage la Loche” (Methy Portage), ma vi si potevano trovare anche gruppi di indiani “Slaves”. Stando all’esploratore, cacciati da queste terre, i due gruppi avrebbero seguito il corso del fiume per stabilirsi sul “Lake of the Hills” (Athabaska Lake), così, in base a queste notizie, il fiume avrebbe preso il nome di “Slave River”. In realtà, il nome nativo del fiume Peace era “Unshagah” o “Unjigah”. In queste sconosciute terre il celebrato Peter Pond avrebbe dato vita a Fort Chipewyan. Ritornando ai Cree, questi indiani avevano un dialetto simile a quello dei Chippewa ma, al contrario dei loro affini, “non posseggono alcun totem” e venerano “Nainauboushaw, che loro chiamano Wee-suc-ha-jouck”; inoltre, come i Chippewa, “sono amanti dei liquori”. I Cree “sono largamente tatuati… e hanno tende simili a quelle degli indiani delle grandi pianure… presso di loro la castità non sembra avere grande importanza infatti, spesso i guerrieri si scambiano le mogli… gli amori clandestini vengono però puniti duramente, la donna può subire il taglio del naso ed anche la morte”. Anche secondo il Thompson e l’Henry era difficile valutare la loro consistenza numerica, molti gruppi erano frammischiati con gli Assiniboine “e gli altri gruppi alleati” ma, probabilmente, potevano contare su almeno “300 tende con 900 guerrieri”, in questa valutazione non rientravano però i gruppi stanziati a nord del Beaver River. Gli Assiniboines, o “Stone Indians, deriverebbero dai Sioux, o Nadouasis, probabilmente quelli a sud del St. Peter’s River, nel Minnesota, dove, diatribe interne a diverse bande causarono la loro separazione”. Questi indiani “sono molto numerosi e abitano un vasto territorio nelle pianure… dalle Hair Hills, presso il Red River, si spostano a ovest lungo il corso dell’Assiniboine fino alla giunzione fra il North e il South Saskatchewan”. Gli Assiniboin era possibile trovarli anche a sud del Battle River, ma anche sul Missouri in prossimità dei “villaggi dei Mandanes”, a nord-est venivano localizzati gruppi sopra le Hair Hills; “tutti questi immensi spazi possono essere chiamati le lande degli Assiniboines, dove occasionalmente sono mischiati con i Crees”. Generalmente, “sono di moderata statura e molto attivi… hanno costumi simili a quelli dei Crees, ma i loro campi sono ben puliti e molto ospitali… la castità è poco stimata e la fedeltà non è neppure considerata essenziale per un buon rapporto coniugale… spesso e volentieri offrono le loro donne come ricompensa. La poligamia è molto diffusa e le malattie veneree anche”. Questi indiani erano divisi in vari gruppi e la loro esatta popolazione è difficilmente valutabile. I due esploratori riportano i nomi delle diverse bande, sentiamoli: Nel territorio vi sono 200 tende di Little Girl Assiniboines, che abitano sulla Rivière la Souris, sulle Moose Hills e Tête á la Biche. 200 tende di Paddling Assiniboines e Foot Assiniboines, che vivono nelle zone dei laghi di Rivière Qu’Appelle, questi spesso si spostano nelle zone del fiume Missouri.


Blackfoot, dipinto di J. Carson

160 tende di Canoe Assiniboines, indiani che vagano a ovest dei Paddling e dei Foot Assiniboines. 24 tende di Red River Assiniboines, stanziati nelle zone del fiume; 30 tende di Rabbit Assiniboines, stanziati nelle vicinanze dei gruppi del Red River. 40 tende di Stone Assiniboines, anche chiamati Rocky Assiniboines, che vagano sulle Skunk Wood Hills, o Montagne de Foudre (Thunder Hill); 35 tende di “Those Who have Water for Themselves Only” Assiniboines, stanziati sulle Skunk Hills ed anche più a ovest. 38 tende di Eagle Hills Assiniboines, indiani vaganti tra le Bark Hills (Bear) e il South Branch; 50 tende di Saskatchewan Assiniboines stanziati tra il South Branch e le Eagle Hills. 33 tende di Foot Assiniboines a ovest delle Eagle Hills e presso il Lac du Diable, a sud del South Branch del Saskatchewan River; 40 tende di Strong Wood Assiniboines sul Battle River e nelle zone del South Branch. 850 tende in tutto, ma non comprendenti gli Swampy Ground Assiniboines, appartenenti alla stessa nazione ma stanziati a ovest di Fort Augustus, lungo il corso del Panbian River, un ramo dell’Athabaska; questi indiani sono degli eccellenti cacciatori di castori e non frequentano spesso le pianure. Gli Swampy Ground erano molto numerosi, ma sono stati fortemente ridimensionati dalle epidemie di vaiolo che ha ridotto il loro numero a solo 30 tende… Queste 880 tende forniscono circa duemila uomini atti alle armi. Nell’estate del 1809 un gran numero di Assiniboines si radunarono per portare la guerra sul Missouri, quando tutti i loro uomini furono contati, il totale ammontava a 1.100 guerrieri ben armati e non mi sembra di aver esagerato sulla cifra. Gli indiani “Blackfoot, Bloods e Piegans possono essere considerati sotto il grande appellativo di Slave Indians”. Dobbiamo ricordare che l’Alexander Henry usava erroneamente il termine “Slave” per indicare i Piedineri. Gli Slaves veri e propri appartenevano ad un ceppo linguistico diverso, chiamato “Athapaskan”, mentre i tre gruppi Blackfeet costituivano la “Siksika division” della famiglia Algonchina. I termini “Blackfeet” e “Blackfoot” venivano comunemente usati ed hanno creato una certa confusione in quanto anche i Sihasapa, un ramo dei Teton Sioux, veniva ricordato come “Blackfeet”. I “Blackfoot” dell’Henry e del Thompson erano i Siksika veri e propri, i quali costituivano con i Kino (Kainah) o Blood, e i Piegan, una grande Confederazione comprendente circa settemila anime. Anche il termine “Piegan” venne spesso usato dall’Henry, senza dimenticare altre terminologie come “Pigan, Peigan, Peegan, Peagan, Pagan, Peikan, Pikan, Pikenow, Pickenow e Picaneaux”, mentre nella letteratura del Lewis e Clark venivano usati i termini “Pahkee” o “Pawkee”. I Blackfoot, i Bloods e i Piegans “possono essere considerati sotto il grande appellativo di indiani Slave”.


Un indiano Cree

Il territorio di queste genti si estendeva a sud di Fort Vermilion fino al South Branch del Saskatchewan River e, inoltre, su tutti gli emissari che scendevano dalle Montagne Rocciose, senza dimenticare alcune terre del North Branch e sugli affluenti del Vermilion River. La “Painted Feather’s band” dei Blackfoot rappresentava la banda più orientale, nelle cui vicinanze vi era la “Cold band”, appartenente anch’essa al gruppo Blackfoot. In prossimità di questi gruppi Siksika vi erano i Bloods, mentre i “Picaneaux” vagavano ai piedi delle montagne. Queste bande parlavano lo stesso linguaggio e i loro uomini erano “forti, robusti e ben proporzionati; avevano occhi grigi e luminosi capelli… i loro costumi erano comunque simili a quelli delle genti del Missouri, ma le capigliature non differivano particolarmente da quelle degli Assiniboines… Il Grande Spirito era chiamato Nah-toos e quando un Blackfeet moriva il suo spirito si stabiliva tra il Red Deer River e il South Branch, proprio di fronte alle Rocky Mountains”. Gli esploratori dichiaravano che anche questi indiani avevano fortemente subito varie epidemie di vaiolo, ma restavano comunque una popolazione molto numerosa. Vediamo le loro stime: 120 tende della “Painted Feather’s band” con circa 360 guerrieri; 80 tende della “Cold band” con 160 guerrieri; 100 tende dei Bloods con circa 200 guerrieri; e 350 tende dei “Picaneaux” con circa 700 guerrieri. Per un totale di 650 tende di “indiani Slaves” con 1.420 guerrieri. Secondo l’Henry, la “Painted Feather’s band” era “la più civilizzata, e molto ben disposta nei nostri confronti”, mentre la “Cold band era notoriamente ritenuta una banda di canaglie e furfanti”; gli indiani Bloods, invece, erano “peggiori e cattivi, e inclini alla malizia, e ben noti assassini”; dal canto loro, i Piegans erano “molto numerosi e meglio disposti fra tutti gli indiani delle pianure, ma erano particolarmente temuti dalle altre tribù”. Nel territorio vi erano anche i “Big Bellies” o “Rapid Indians”, stanziati “a sud degli Slaves”, tra il South Branch del Saskatchewan e il Missouri; questa popolazione era possibile trovarla nelle terre comprese tra i due rami del Saskatchewan e, soprattutto, presso la loro giunzione, “da queste circostanze sembra sia derivato il loro nome di Rapid Indians”. In effetti, questi indiani venivano anche chiamati “Fall Indians”, specialmente dall’Umfreville, il quale riferiva che erano stanziati presso le rapide e le cascate del South Branch. Il sinonimo “Big Bellies” (“Gros Ventres”), usato dall’Henry, veniva ricordato anche da altri trappers e “coureurs de bois”; questo termine avrebbe creato grande confusione quando sarebbe stato esteso ai “Minnetarees” (“Hidatsa”) del Missouri. Nella realtà, però, gli indiani “Big Bellies, Gros Ventres, Rapid o Fall Indians” erano gli Atsina. Questa popolazione, di lingua Algonchina, era originariamente “nemica degli Slaves, con i quali aveva combattuto sanguinose battaglie, ma ora era con loro in rapporti amichevoli”; l’Henry li riteneva un popolo molto industrioso, il cui vestiario era superiore a quello dei Blackfoot e, probabilmente, “uguale a quello dei Mandanes”. Di indole “audace, sono una razza turbolenta e capace di massacrare barbaramente i proprio nemici”. Nel 1793 “hanno sferrato il primo attacco contro Fort Brulé, una postazione della Hudson Bay Company”; durante l’estate “si riunirono per assalire un forte della Hudson Bay Company sul South Branch del Saskatchewan, ma dovettero ritirarsi di fronte ad una strenua resistenza e dopo la morte del loro capo principale… Dopo questo disastro, con molte perdite e parecchi feriti, i Big Bellies preferirono riappacificarsi con i traders”. Secondo l’Henry, avevano circa 80 tende contenenti 240 uomini atti alle armi. Anche gli indiani Sarcees rappresentavano una “distinta nazione parlante un linguaggio diverso dalle altre tribù delle pianure”, la loro lingua aveva “suoni gutturali” e le loro terre si estendevano a nord del Saskatchewan River, ma spesso li si potevano trovare anche a sud del fiume, particolarmente nelle zone delle Beaver Hills in compagnia degli Slaves, con cui “erano in pace”.


Un dipinto di Paul Kane

Nei Rapporti dell’Henry i Sarcees erano variamente indicati come “Sarci, Sarcie, Sursee, Sursie, Sussie, Sussee etc.”, a cui l’Elliott Coues vi aggiungeva “Susie e Circe”, forme comunque molto rare nelle fonti dell’epoca. Questi indiani rappresentavano una “Northern division” della grande famiglia Athapaskan e, stando al Coues, erano una delle sei tribù dei “Montagnards”; i Sarcees erano affini, e mantenevano ancora relazioni con i “Beaver Indians” (“Tsa-ottine”), ma erano “confederati con i Siksika ed avevano tre villaggi”. I Sarcees erano considerati “audaci e bellicosi, ma con le nazioni vicine mantenevano rapporti amichevoli… i loro costumi erano simili a quelli dei Crees…”, sempre secondo l’Henry, il loro “linguaggio era molto simile a quello dei Chepewyans, e molte delle loro parole erano perfettamente uguali ed esattamente le stesse”. … Abbiamo ragione di credere che gli indiani del nord, gli Slaves, hanno maniere brutali e vili, sono pochi di numero ma combattono disperatamente. In passato uccidevano molti castori ma, vista la vicinanza di tribù indolenti, sono ormai diventati inattivi. Il numero dei Sarcees “sarebbe notevolmente aumentato nel corso degli anni”, nell’estate del 1809 vivevano tutti in un solo villaggio composto da 90 tende con circa 150 guerrieri. Visto che abbiamo menzionato gli indiani “Chepewyans”, sembra doveroso dare qualche notizia. Noti anche come “Chipewyans, Chippewyans e Chippewayans”, non devono essere confusi con i “Chippewa” (“Ojibways”); l’Henry affermava che erano simili ai Sarcees, ma questi indiani – di lingua Athapaskan – rappresentavano una delle quattro “Montagnais”, a loro volta affini con le sei tribù chiamate “Montagnards”. I “Chepewyans” erano anche conosciuti come “Thilan-ottine” e Fort Chipewyan era la principale postazione sul Lake Athabasca e prendeva il nome dalla tribù. L’Henry e il Thompson affermavano che il fiume Missouri a sud, le Rocky Mountains a ovest e il North Branch del Saskatchewan a nord, erano i confini naturali di queste popolazioni, oltre questi confini “vivevano genti ritenute nemiche”, con le quali, frequentemente, “vi erano sanguinose battaglie, ma anche lunghi periodi di pace”. L’Henry avrebbe stilato anche uno splendido vocabolario delle quattro lingue del territorio del Nord-ovest, a est delle Montagne Rocciose. Le lingue prese in considerazione erano quelle degli “Ogeebois” – chiamati “Algonquins” dagli inglesi, “Saulteurs” dai canadesi e “Bungees” dalla Hudson Bay Company -, quella dei “Kinistineaux” – chiamati “Krees” o “Crees” dai canadesi e “Southern Indians” dalla Hudson Bay Company -, quella degli “Assiniboines” – comunemente conosciuti come “Stone Indians” o “Naudowesis” -, e quella degli “Slaves Indians” (Piegans, Bloods e Blackfeet o Siksika).
Quando l’Henry e il Thompson giunsero a Fort Vermilion vi trovarono circa 300 tende indiane. Nel territorio vi era “una parte delle due tribù di Blackfeet, le bande Painted Feather e Cold… Molti di loro erano da poco tornati da una spedizione di guerra sull’Upper Missouri, nelle vicinanze delle Rocky Mountains. La spedizione non aveva avuto grande successo e ben pochi scalpi nemici erano esposti”.


Un dipinto di Jim Carson

L’Henry fece costruire un “Indian house” nelle vicinanze, poi si decise a porvi intorno una robusta palizzata perché gli indiani erano “piuttosto turbolenti”; inoltre, vi era sempre “il pericolo di scontri fra gli Slaves e i Crees, per cui temevo serie conseguenze”. In quel periodo “i Crees erano gli aggressori, spesso avevano attaccato gli Slaves nelle foreste del Beaver River… Nella tarda estate alcuni Piegans erano stati uccisi e gli Slaves erano pronti alla vendetta”. Il giorno dopo l’Henry invitava “Painted Feather” e la sua banda, con il capo vi erano “30 uomini importanti”; dopo averli riforniti di rum e tabacco, si sarebbe presentata la “Cold band” con “40 uomini importanti”, avrebbero ricevuto lo stesso trattamento. Infine, si presentarono anche “dieci indiani Sarcees”, i quali barattarono qualche pelliccia di castoro e di topo muschiato. Il giorno dopo i Blackfoot, “molti dei quali ubriachi”, divennero “pericolosi e insolenti”; nel frattempo sarebbero giunte notizie sull’arrivo di un’altra banda composta da “72 uomini, 37 donne e 65 bambini”. Il 16 settembre, le canoe della spedizione erano ormai pronte per partire verso Fort Augustus, ma “in lontananza apparve un piccolo gruppo di indiani Bloods”. Il giorno dopo arrivò il capo della “Cold band”, aveva con sé “il resto della banda ed era chiamato Gros Blanc per la sua straordinaria corpulenza”; il capo “aveva circa 60 anni di età e cavalcava un mulo bianco… era in lutto per la morte del fratello, chiamato Sun”. La situazione non era certamente delle migliori, gli indiani si mostravano “nervosi e turbolenti”, anche loro erano stati avvisati delle presenza di un gruppo di Crees nelle foreste vicine; i Blackfoot erano indecisi sul da farsi, “volevano dedicarsi alla caccia ai bisonti ma temevano un attacco a sorpresa dei loro nemici”. Il 18 settembre, uno scout annunciava l’arrivo di un’altra banda di indiani Bloods, era guidata da “Le Bœuf qui Boit”, con loro vi erano anche alcuni Piegans. I nuovi arrivati crearono problemi e i cavalli della spedizione dovettero essere sorvegliati da uomini armati, vennero commerciate alcune mercanzie, ma gli indiani volevano soprattutto armi e munizioni, così, onde evitare guai, verso sera i Sarcees abbandonarono il campo e si mossero verso il loro villaggio sull’Upper Vermillion River. Il 19 settembre giunsero tre piccoli battelli della Hudson Bay Company, venivano dalla postazione di York Factory, al comando vi era John Parks, affiancato da otto uomini; qualche ora dopo Jérôme ritornava dal campo dei Crees e affermava che questo gruppo aveva soltanto 20 tende, ma era “particolarmente bellicoso”. La situazione, stando all’Henry, restava molto critica, fu allora che dovette intervenire Painted Feather per calmare gli animi di parecchi guerrieri seriamente intenzionati a creare problemi ai bianchi. I commerci continuarono, “ma non furono certamente fruttuosi” poi, il giorno 21, un’altra piccola banda Bloods si presentava, era accompagnata da alcuni Piegans e “Fall Indians”. Anche i nuovi arrivati avrebbero commerciato proprio mentre due battelli della Compagnia si dirigevano verso Fort Augustus. Nel pomeriggio gli “Slaves” avrebbero cercato di attaccare due battelli della Compagnia, soltanto l’intervento degli anziani sarebbe servito a porre fine agli intenti dei giovani guerrieri. I commerci con gli indiani sarebbero comunque continuati senza sosta, sempre nuove bande apparivano giorno dopo giorno. Il 23 settembre arrivava “l’ultima banda di Blackfeet, aveva 16 uomini importanti ed era guidata da Ermine Tails, un personaggio molto rispettato tra questi indiani… questa banda non ci avrebbe creato alcun problema”.


Un indiano Blood

Qualche tempo dopo apparve un gruppo Sarcees guidato da Little Broken Knife e, nella stessa giornata, un giovane Crees “giunse da noi con una lettera da Fort Augustus, venivamo informati che i Piegans erano intenzionati a saccheggiare le nostre canoe in viaggio verso le Rocky Mountains”. Il giorno dopo apparvero alcuni Assiniboines, “volevano tabacco per i loro capi, lo ricevettero e non ci crearono alcun problema”. Gli indiani si stavano disperdendo nel territorio per cacciare, “li aspettavamo con ansia per poter commerciare nuove pellicce”; verso sera giunse un cacciatore Cree, “La Faux” (è probabile che il suo vero nome fosse “Le Fou”, probabilmente “the fool”), dichiarava che la sua gente si era ritirata in un bosco per “timore degli Slaves”. Comunque, il giorno dopo arrivarono sei Crees provenienti dal Frog Lake, volevano armi e munizioni, ma anche tabacco, “per timore degli Slaves”. Nel frattempo la spedizione venne rifornita di quaranta cavalli, che vennero subito messi sotto stretta sorveglianza; la situazione sembrava migliorare, “si facevano ottimi affari e le pellicce erano veramente pregiate, ma si capiva che gli indiani erano nervosi”, gli Slaves “non si fidavano della presenza dei nemici Crees” nel territorio. Infatti, il 2 ottobre, la spedizione entrava in contatto con un gruppo Crees di 15 uomini proveniente dal Birch Lake dove, il loro accampamento era composto da 40 tende, “ma ora si stavano spostando sul Battle River”; altre 60 tende Crees erano localizzate sulle Red Berry Hills dove questi indiani “passavano l’inverno mangiando carne di bisonte”. Erano un gruppo importante e troppo numeroso e la situazione non andava a genio agli Slaves. Il 9 ottobre giunsero altri nemici degli Slaves, erano “una grossa banda di Gens du Bois Assiniboines guidata da Old Star, un capo importante”. Old Star era “un indiano Kootonois catturato da una spedizione di guerra quando era ancora un bambino, avrebbe acquistato grande fama come guerriero e la sua influenza si sarebbe accresciuta sempre più. Era di bassa statura, una caratteristica tipica della sua nazione di nascita”. Comunque, anche questi indiani ottennero liquori dai traders, “ma loro si dimostrarono quieti e pacifici” e non dettero alcun problema. Nello stesso giorno giunse anche una banda Sarcees “con ottime pellicce”, erano accampati con i Blackfeet sul Battle River. La situazione restava tesa, vi era sempre il pericolo di un attacco, ma i commerci miglioravano. Il 12 ottobre giunse un grosso gruppo di Crees “equipaggiato per l’inverno”, queste bande si ritiravano nelle zone boscose per sfuggire ai rigori della stagione fredda, “erano ottimi cacciatori”; nei giorni successivi sarebbero arrivati altri gruppi dal Birch Lake e dalle terre orientali, “piazzavano le loro tende nelle vicinanze del forte, ma temevano attacchi degli Slaves”. Il 18 ottobre giunse anche una banda di “Gens de Pied Assiniboines”, dopo aver commerciato si diressero verso il “Lac du Diable”, infine, qualche giorno dopo, si presentarono i Blackfeet, “erano una banda numerosa” e veniva dal sud poi, “imprudentemente”, si presentarono tre giovani Crees provenienti dalle Moose Hills, chiesero “la nostra protezione”, ben sapendo del pericolo che correvano. Un accampamento di “80 tende Crees” veniva segnalato più a sud, “avevano atteggiamenti bellicosi e dichiaravano di voler uccidere molti Slaves”. Facemmo di tutto per riconciliare queste genti, era impossibile anche perché spesso davamo loro grandi quantità di liquori. Il 31 ottobre 1809 apparve un capo dei Bloods, proveniva dal sud ed entrò in contatto con i traders a “Le Bœuf qui Boit”, era riconosciuto come “un grande capo e voleva soltanto del tabacco”. Durante l’estate la sua gente aveva organizzato una spedizione di guerra contro i Crees, la spedizione non andò a buon fine, ma i suoi guerrieri “meditavano vendetta”. L’11 novembre giunse il grosso della tribù, fra loro vi erano “40 uomini importanti, dicevano che altri 60 avevano raggiunto una postazione della Hudson Bay”; un’altra banda stava avvicinandosi, erano indiani Sarcees, ma “quando videro i Bloods preferirono allontanarsi”. I Sarcees erano “quieti e pacifici” e alcuni dei loro uomini si avvicinarono al forte con un gruppo di “splendidi cavalli” delle Rocky Mountains; dopo aver commerciato abbandonarono il territorio seguendo una pista a sud del Saskatchewan onde “evitare problemi con altre tribù”. Qualche tempo dopo fu la volta dei Crees, i quali si abbandonarono ad una “colossale bevuta”, erano accampati a circa due miglia dal forte; il 7 novembre “ci giunse notizia che i Crees e gli Assiniboines stavano organizzando una spedizione contro i nemici di sempre” ma, alcuni traders dichiaravano che era loro intenzione razziare cavalli a Fort Augustus e, in particolare incolpavano delle ultime spedizioni gli “Strong Wood Crees e i Mashquegon Assiniboines”. Qualche giorno dopo i Blackfeet, “piantarono le tende nelle vicinanze” del forte e, come sempre, ottennero liquori, poi “passarono la notte ad ubriacarsi”. Quel giorno l’Henry venne a conoscenza di un litigio scoppiato tra le bande “Painted Feather e Cold” per una donna, quattro indiani rimasero feriti, mentre la donna venne “colpita ad una gamba”. Questo evento avrebbe obbligato la “Cold band” a staccarsi dall’altra per dirigersi a Fort Augustus. Due giorni dopo, il Durand (probabilmente l’Antoine Dunord della North West Company) e il Fentoine entravano in Fort Augustus per rifornirsi di mercanzie; avevano viaggiato sei giorni e portavano la notizia che gli “Slaves” minacciavano di distruggere il “nostro insediamento”. Nel frattempo, un centinaio di Blackfeet erano nelle vicinanze, proprio quando giungeva Red Eagle e un altro Cree, anche questi ci avrebbero “rubato alcuni cavalli”. Il 10 dicembre una banda di “Gens du Bois Fort Assiniboines” si avvicinava al forte, proprio mentre un gruppo Sarcees era intenzionato a commerciare, come al solito i bianchi offrirono liquori agli indiani; erano questi “indiani fastidiosi che perennemente ci chiedevano liquori ed altre cose gratis”.


Gruppi di Crees e Assiniboines venivano localizzati in un grande campo tra i fiumi Assiniboine e Swan, questi erano indiani “notoriamente pericolosi”. Nelle vicinanze vi erano anche i Blackfeet di Painted Feather, il loro campo era stato posto sul Vermillion River. Nel loro accampamento dei vi erano, stranamente, tre tende di Assiniboines, i quali avevano abbandonato la loro gente in seguito a conflitti interni che avevano portato alla morte di alcuni indiani. Il 31 dicembre arrivarono da Fort Augustus il Joseph Coté e il Dubois, portavano notizie fresche sugli “arroganti indiani Slaves che minacciavano un attacco, noi però eravamo ben preparati a difenderci e potevamo metterli continuamente in soggezione”. Le notizie non erano comunque positive, due traders erano stati derubati nelle pianure, “soltanto l’intervento di un capo avrebbe salvato loro la vita”; la “Cold band e i Bloods” sembravano essere i più pericolosi, mentre i Sarcees “hanno bevuto durante tutta la notte e stavano diventando fastidiosi tanto che, uno di loro ha scavalcato la palizzata”.
Il primo gennaio 1810 i Sarcees “ci crearono qualche problema”, ma la situazione venne risolta velocemente con alcuni regali ai loro capi. Qualche giorno dopo giunsero otto Assiniboines, appartenevano alla banda “Gens de Pied”, pur contattando i loro capi, questi indiani rubarono alcuni cavalli, e con loro vi erano pure i capi Old Tabeau, Le Bœuf Blanc e Tourbillon; avrebbero comunque commerciato senza creare altri problemi. Nello stesso periodo il Missisticoine, un indiano Cree, ci “informava che la sua gente era nelle vicinanze” e non aveva alcuna intenzione di “portare guerra agli Slaves”. Però, quando il La Certe e il Dubois, provenienti da Fort Augustus, entrarono in Fort Vermilion, portavano notizie allarmanti, gli Slaves sarebbero stati intenzionati ad attaccare la postazione. Un’altra banda Crees si fece viva il 24, proveniva dalle Horse Hills ed era guidata da personaggi come “Sitting Badger, Old Bertrand e Sac-à-tout-Mettre”. Sostanzialmente nel territorio regnava la pace, i bianchi volevano commerciare ed allora, offrivano regali ai vari gruppi per impedire guerre intertribali, ma giungevano notizie di saltuari attacchi contro le tribù del nord operate dai Crees, e contro le tribù più meridionali operate dai Blackfoot. Saltuariamente venivano razziati cavalli, come il primo febbraio “quando ne sparirono tre”, appartenevano ad alcuni cacciatori che rifornivano di carne fresca la postazione; le sole notizie preoccupanti venivano dai traders che operavano a nord, nelle terre dei laghi Athabaska e Little Slave. Occasionalmente apparivano al forte gli Assiniboines “Swampy Ground”, erano spesso accompagnati da famiglie di indiani Crees; questi ultimi si accampavano sul Birch Lake, che rappresentava la loro area di confine con i Blackfoot. Il 20 febbraio si presentarono gli Assiniboines che vivevano con i Blackfoot, erano guidati da Old Thunder e avevano soltanto sette tende, commerciarono con i bianchi e vennero ben riforniti di liquori; poi, il giorno 21 si presentarono alcuni giovani Assiniboines, anche questi indiani vennero allontanati per evitare problemi con i Blackfoot infuriati per gli otto cavalli razziati di recente dai Crees. Nel frattempo, “come al solito” i Crees si ubriacarono e divennero pericolosi dovette intervenire l’Henry invitandoli a ritornare nei loro accampamenti.

Si accamparono sulle Grosses Buttes, proprio mentre giungeva la banda di Painted Feather, era composta da “33 uomini importanti, ma con loro non vi erano giovani guerrieri”, l’Henry era convinto che i guerrieri erano partiti per compiere incursioni contro le tribù delle Rocky Mountains, alla ricerca degli “indiani Snake”, la banda stava ora “aspettando il loro ritorno”. I Blackfoot dissero all’Henry che “36 Assiniboines avevano razziato alcuni cavalli, mentre altri 20 vagavano nel territorio di Fort Augustus”, secondo i capi questi indiani avrebbero razziato altri 74 cavalli della tribù. Il 28 giunsero al forte due uomini della Hudson Bay Company, venivano da Fort Augustus e dichiaravano che gli Assiniboines avevano razziato 65 cavalli della postazione. Il primo marzo l’Henry si sedette a Consiglio con i Blackfoot, la discussione si incentrava principalmente sui cavalli della Compagnia; il commerciante offrì loro parecchi barili di liquori e molto tabacco, ma le sue proposte non vennero accettate. Alla fine, i capi dichiararono che, in primavera, i loro guerrieri avrebbero portato la guerra contro i razziatori, e si sarebbero riuniti in gran numero con gli altri gruppi sul Red Deer River. Nel frattempo, venivano segnalavati movimenti di guerra dei Crees, i quali sarebbero stati intenzionati a distruggere la postazione commerciale, l’Henry, preoccupato, disse ai suoi uomini di non entrare assolutamente nei loro accampamenti. Due commercianti, il François Desrosiers e il Sansregret (forse il Jean Baptiste), avevano incontrato “una banda vagabonda” di Crees nelle zone di Elbow, l’avrebbero evitata disperdendosi nelle foreste. Questi indiani erano incalliti razziatori, avevano rubato molti cavalli a Fort Vermillion e al “Lac de la Graine Rouge” (Red Berry Lake), ed erano in contatto con i guerrieri Assiniboines che avevano razziato cavalli a “Bois de l’Orignal” (Moose Woods). Le ultime notizie riportavano che i Crees erano seriamente intenzionati ad attaccare i bianchi, anche i traders della Hudson Bay Company. Quando, il 2 aprile, giunse un indiano Cree dallo “Old Thunder Camp” – sul La Plante River -, questi avrebbe confermato che i Crees e gli Assiniboines stavano riunendosi sulle Eagle Hills. La situazione non era certamente tranquilla, ma nulla stava succedendo; il 15 aprile si presentava Little Buffalo, un Crees del Beaver River, voleva armi e munizioni per la sua gente, ma ricordava che servivano per cacciare. Il giorno 22 i Crees razziavano alcuni cavalli negli accampamenti dei Blackfeet, ormai la “guerra tra i Crees e gli Slaves era imminente”. I Crees sembravano irremovibili, infatti, un guerriero appena giunto alla postazione dichiarava apertamente che la sua gente era intenzionata a portare la guerra nelle “terre degli Slaves”. Chiaramente erano i Crees a creare seri problemi, “stranamente gli Slaves sembravano poco propensi alla guerra” ma, dobbiamo ricordare che probabilmente, all’epoca, soprattutto i Piegan, erano impegnati a combattere i Crow del Missouri e spesso lanciavano scorrerie nelle terre dei Flathead. Infatti, il 5 maggio, l’Henry venne informato che la banda di Painted Feather era da poco ritornata dalle terre dei Flatheads, dove i suoi giovani guerrieri avevano ucciso parecchi nemici e “raccolto numerosi scalpi”, inoltre, avevano razziato “non meno di duecento cavalli”. Più a est, intanto, venivano segnalate azioni di guerra dei Crees e degli Assiniboines sulle Rocky Mountains, mentre una banda Sarcees si era accampata nelle vicinanze di un campo degli “Strong Woods” Assiniboines. I due gruppi avrebbero pacificamente commerciato con i bianchi. Gli Assiniboines avrebbero informato l’Henry sui gravi problemi scoppiati all’interno della nazione, ovvero tra i “Little Girl e i Saskatchewan Assiniboines”, durante una diatriba interna otto indiani avrebbero perso la vita e molti sarebbero stati feriti gravemente.

In effetti, questi scontri interni, fra bande e bande, scoppiavano per questioni di donne, infatti, l’Henry dichiarava che, “i giovani delle tribù hanno rapporti troppo liberi con le donne, ciò portava a scontri e a vendette personali che si allargavano all’intera banda”. Gli Assiniboines lo informavano che l’insediamento della “Rivière qu’Appelle” era stato distrutto e abbandonato dai bianchi, era stato sottoposto ad un attacco indiano, “ma non sapevano indicare la tribù che aveva operato l’attacco”. Il 10 agosto apparvero i Sarcees di “Capot d’Orignal”, questi indiani commerciarono pelli pregiate, ma gli uomini della Compagnia erano ben consci del fatto che erano piuttosto pericolosi. Il 17 dello stesso mese si presentava un gruppo di “indiani Crees e Assiniboines” comprendente almeno 48 tende, provenivano dalle Horse Hills e non avevano preso parte ad alcuna incursione di guerra, anche se le notizie dell’Henry riferivano che avevano attaccato i Crow qualche tempo prima. Questi indiani avevano molti cavalli e stavano ritornando da una fruttuosa caccia ai bisonti; una parte dei Crees si sarebbe poi avvicinata amichevolmente al campo dei Sarcees. I rapporti tra queste due tribù sembravano buoni infatti, il mese dopo (2 settembre), quattro indiani Crees avevano visitato il campo dei Sarcees ad Iron Stone, sulla riva meridionale del Battle River; questi riportavano che, “sconosciuti indiani” avevano attaccato due cacciatori di bisonti Sarcees, uno dei quali aveva perso la vita e l’altro era stato colpito “con due pallottole, una nel fianco e l’altra in una coscia”. I Sarcees sospettavano alcuni guerrieri Assiniboines, “ben noti razziatori di cavalli” sotto la guida di “Moose Dung”; comunque, il ferito riportava che uno degli assalitori parlava la lingua dei Crees. L’assassinio avrebbe potuto creare seri problemi fra le due tribù, ma i Sarcees ritenevano che gli assalitori provenissero dal sud e quindi non erano da identificare con i gruppi Crees delle Beaver Hills e con gli “Upper Strong Wood Crees”. L’Henry riteneva che gli assalitori erano Crees e Assiniboines che avrebbero scambiato i due Sarcees per dei Blackfoot. Comunque, qualche tempo dopo venne riportata la morte di Moose Dung, un “razziatore detestato anche dalla sua stessa gente”, infatti, stando all’Henry, “nell’ultima primavera l’Old Tabeau mi aveva chiesto una dose di veleno per ucciderlo”. Il 22 aprile scorso al Moose Creek, dopo aver rubato tutti i cavalli dei miei carpentieri costruttori di imbarcazioni, Moose Dung voleva uccidere Old Guilliou ma venne bloccato dagli altri Assiniboines. Circa un mese fa sarebbe poi morto improvvisamente un altro ben noto razziatore di cavalli. Così ci siamo liberati di due dei peggiori farabutti della nazione Assiniboines.
Nel frattempo giungeva da sud un cavaliere Assiniboines, apparteneva ai gruppi del Saskatchewan e proveniva, con la sua famiglia, dalle Jumping Deer Hills. I traders non si fidavano del nuovo arrivato, ben sapevano che gli Assiniboines del Grand River erano famosi razziatori di cavalli; non ci furono comunque problemi e, dopo aver commerciato, l’indiano lasciava la postazione. Il 5 settembre arrivarono altri due Assiniboines ma, proprio in quel momento, giunsero alcuni Sarcees a cavallo, provenivano dal sud e non avevano certamente “intenzioni amichevoli” nei confronti degli Assiniboines. I Sarcees erano furiosi e l’Henry dovette intervenire per evitare guai, fu allora che invitò alla pace il loro capo, era il famoso “Middle Bear”; fortunatamente la situazione si risolse dividendo i due gruppi. Il giorno dopo ritornava il David Thompson, arrivava dal Lac La Pluie in canoa, con lui vi erano sei uomini, “tutti decisi a raggiungere il Columbia River”; qualche giorno dopo arrivarono due traders Irochesi, il Pierre e il Joseph, proveniva dalle Upper Terre Blanche. La banda Sarcees di Sitting Badger si presentò l’11 dello stesso mese, gli indiani dettero importanti informazioni al Thompson sulle “Kootenay Plains”. Il 14 giunse una banda di Assiniboines per trascorrere la notte nelle vicinanze del forte, anche questi indiani non dettero problemi ma, durante la notte, sparirono sei cavalli della Compagnia, erano stati probabilmente rubati dai Sarcees. Il 3 ottobre, l’Henry venne a conoscenza che, l’anno prima, i Piegans avevano ucciso alcuni cacciatori Crees nelle zone della “Riviére au Calumet”, un trader, il Batoche, presente all’evento, aveva rischiato la vita, dovette “fuggire nei fitti boschi durante la notte con tutta la sua famiglia, per poi raggiungere Fort Augustus”, il Batoche aveva però perso alcuni dei suoi cavalli, tutte le munizioni ed altre mercanzie. Nelle Wolf Hills (Medicine Lodge Hills) erano anche presenti bande di Sarcees, composte da 25 tende, ma anche gruppi di Bloods. Le due tribù avrebbero commerciato tranquillamente. Nel frattempo, il Thompson si spostava sempre più verso occidente, il 15 settembre lasciava le “Upper Terre Blanche” per incontrare una banda di Piegans guidata da un fratello di Black Bear, il suo nome era “Big Throat”; qualche tempo dopo avrebbe incontrato anche il potente “Le Borgne”, al cui fianco vi erano tre guerrieri Piegans. La spedizione del Thompson era determinata a raggiungere le “Kootenay Plains”, ma gli Slaves non ne furono affatto felici, erano nemici degli indiani di quelle terre, infatti, qualche tempo prima, i Flatheads avevano ucciso 16 Piegans, ed ora meditavano vendetta. Inoltre, erano “furiosi” perché i bianchi continuavano a rifornire di armi i loro nemici Crees; comunque, il Thompson avrebbe scoperto i corpi senza vita di due guerrieri Crees, erano stati “bruciati e le loro ossa disperse”. La spedizione avrebbe poi incontrato alcune bande Piegans. Qualche giorno dopo alla spedizione si unì Charlo, un irochese, grande amico di un altro irochese di nome “Ignace”.

I bianchi temevano che gli indiani bloccassero la spedizione, soprattutto dopo l’arrivo di una banda Bloods piuttosto pericolosa; infatti, giungevano notizie che una imbarcazione della Compagnia era stata bloccata dai Piegans mentre, dal Buffalo Dung Lake stava per raggiungere l’Athabaska River, per poi spingersi sulle montagne del fiume Columbia. Gli indiani volevano uccidere i traders nativi della tribù “Nepisangues” (Nipissing). Il 14 ottobre la spedizione incontrava una banda di “Canoe” Assiniboines, questi indiani non avevano cavalli e si muovevano soprattutto in canoa. La spedizione avrebbe poi incontrato altre bande Bloods e Sarcees, ma anche i Piegans del Le Borgne. I Bloods erano “indiani insolenti e farabutti, e dediti ai liquori, bisognava trattarli bene”, qualche ora dopo giunse anche Middle Bear, un capo Sarcees, accompagnato da due guerrieri, “anche questi ci tormentarono per i liquori, ma vanamente”, verso sera “siamo intervenuti per cacciare dal forte gli indiani, alcuni giovani erano insolenti e giunsero a minacciare con la pistola un nostro collega”. Fu il capo Black Bear a venire incontro all’Henry, ma la situazione divenne pericolosa, specialmente il 18 e il 19 ottobre. Sono molto fastidiosi e spesso ci incolpano di aver dato armi e munizioni ai Flatheads per uccidere i Piegans. Il 20 ottobre, gli indiani abbandonarono la postazione, con loro vi erano alcuni Piegans del grande accampamento del Bow River. Alcuni giorni dopo si presentarono i “Fall Indians”, volevano armi e munizioni, tabacco e liquori, la stessa richiesta venne presentata anche da alcune bande Piegans guidate da Le Borgne e Haranguer, poi, qualche giorno dopo, fu la volta di Flesh Eater e i suoi “Fall Indians” e, il 29 ottobre, ancora con i Piegans e con un gruppo Sarcees. Qualche tempo dopo giunsero notizie riguardanti una nuova epidemia di vaiolo. Un Blackfeet informava l’Henry che tra i morti vi era anche il capo della “Cold band”, chiamato “Gros Blanc”. Il 28 novembre arrivarono i Piegans e i “Fall Indians”, ricordavano che, qualche giorno prima, i Crees avevano ucciso un guerriero Piegan nelle “Terre Blanche”; inoltre, ricordavano una grande spedizione di guerra dei Piegans e dei “Fall Indians” nelle terre dei Flatheads, conclusasi vittoriosamente con la razzia di circa 60 cavalli. Nel frattempo, le due tribù erano ancora impegnate in scorrerie nelle terre dei Flatheads, ma una loro spedizione di guerra aveva dovuto abbandonare velocemente il territorio per sfuggire alla controffensiva nemica. Nei giorni seguenti parecchi Piegans e “Fall Indians” commerciarono con i traders, gli indiani dicevano che “tutte le tribù Slaves stavano morendo di fame”. Gli indiani erano “particolarmente insolenti” e crearono seri problemi, fra questi si sarebbe messo in luce White Head, un guerriero Piegan. Nel frattempo, il Thompson aveva raggiunto il Kootenay River (29 agosto), le cui terre avrebbe chiamato “Great Road of the Flat Heads”, avrebbe incontrato 54 Flatheads, 23 “Pointed Hearts” (Cœur d’Alénes) e 4 Kootenays. La spedizione si sarebbe accampata nelle “Kootenay Plains” dove, ai piedi delle montagne, avrebbe avvistato un vecchio campo abbandonato dei Kootenays (7 febbraio 1810). Stando alle descrizioni, il territorio apparteneva ai Kootenays, con gli “Snare Indians” (Snake, Shoshones) che vagavano saltuariamente sul Kootenay River ma, soprattutto, sul Columbia River. Il trader ricordava che sulle montagne vivevano parecchie bande “continuamente in guerra, specialmente con le pacifiche tribù dell’ovest, gli Snare Indians, le quali avevano dovuto rifugiarsi nelle terre dei Kootenays”. Il “Flat Bow River” venne esplorato a lungo, era abitato da indiani (Kootenay) della famiglia “Kitunahan”, i quali vivevano sul basso corso del fiume. Per quanto riguardava gli “Snare Indians”, avevano dovuto ritirarsi nella parte settentrionale, e “disabitata” delle Rocky Mountains, dove “continuavano a vagare indifesi, erano un misero popolo che non amava combattere i vicini”. L’Henry continuava dicendo che, “essere selvaggi assetati di sangue stava nella natura degli Strong Wood Crees del Saskatchewan e dei Swampy Ground Assiniboines, i quali frequentemente lanciano spedizioni contro questi indiani”, da parte loro gli “Snare Indians” devono “continuamente fuggire davanti agli aggressori, sfuggono la morte ma rischiano di morire di fame in quella parte delle montagne priva di animali”. Questi indiani vivono generalmente in piccolo accampamenti di due o tre tende … Non hanno armi da fuoco e per difendersi usano soltanto archi e frecce … Non hanno alcun contatto con i trader e la loro vita ancestrale è rude e primitiva …. Gli indiani Kootenay hanno invece la “reputazione di essere grandi guerrieri appartenenti ad una nazione bellicosa” ma, “anche se l’intera nazione non supera le 50 famiglie, essi mantengono la pace con tutti i loro vicini del sud e dell’ovest. I Flatheads, ed anche altre genti, spesso si uniscono a loro per cacciare i bufali nelle terre poste più a sud. Questi indiani sono molto legati alle loro donne e specialmente attaccati ai loro bambini. Mantengono buoni rapporti con i Piegans, stanziati più a est delle loro terre, comunque, hanno combattuto disperate battaglie contro i Piegans, che ora però preferiscono vivere in pace con loro per poter attraversare liberamente le loro terre quando si spingono a sud per assalire i Flatheads”.

I Kootenays non possedevano molti cavalli perché “il loro territorio non è adatto all’utilizzo di questi animali”. Come tutte le tribù del sud e dell’ovest, anche dei Kootenays conosciamo ben poco e solo ora iniziamo ad avere qualche notizia su di loro. Quelli con cui abbiamo commerciato sono le seguenti, divisi in tre differenti gruppi linguistici. I “Flat Bow” o “Lake Indians” (Lower Kootenays o Akoklako, della famiglia Kituhanan); I “Saleeish” o “Flatheads”; i “Kullispell” (Kalispell) o “Earbob Indians” (Pend d’Oreille); gli “Skeetshues” (Skitsuish) o “Pointed Hearts” (Cœur d’Alènes); gli “Spokanes”; i “Simpoils”; e i “Sapetens” (Shahaptans) o “Nez Percés”. Abbiamo inoltre sentito parlare di altre tribù poste a sud e a ovest di queste, ma non abbiamo ancora avuto alcun contatto con loro. Dalle notizie a nostra disposizione risulta che più si va avanti, più i nativi sono numerosi. Gli indiani “Skeetshues” dell’Henry e del Thompson erano noti come “Skitsuish” e rappresentavano la principale tribù Salishan stanziata nelle vicinanze di un lago dell’Idaho noto come “Cœur d’Alènes Lake” e nelle zone dove lo Spokane River fluisce nel Columbia. Gli Spokanes erano un’altra tribù Salishan stanziata lungo le rive dell’omonimo fiume; il Thompson li chiamava “Skeetshoo” o “Skeetshoe, Skeetshoa”. Gli indiani Simpoils erano un’altra tribù Salishan, conosciuta anche come “Sans Puells”, un termine francese per indicare gli indiani “Snpuelish o Snpoiliqiq”. I “Sapetens” erano “indiani diversi” appartenenti alla famiglia Shahaptian; sarebbero stati conosciuti dal Lewis e dal Clark come “Chopunnish”.
<< I Flat Bow, o “Lake Indians” come alcuni li chiamano, vivono sulle rive di un grande lago, proprio dove il McGillivray River (Kootenay River) si getta nel Columbia. Questi indiani si possono spesso trovare nelle zone delle rapide del fiume, ma raramente si spostano più a nord. Restano comunque una popolazione a noi ancora sconosciuta. Questo popolo non possedeva cavalli e, generalmente, usava canoe di “corteccia di pino e quindi molto deboli e con imbarcazioni sottili”. I numerosi Saleeish, o Flathead Indians, vagano più a sud lungo il Salleish River (il Clark’s Fork e il Flat Head River), dove il territorio permette loro l’uso dei cavalli, di cui ne hanno un gran numero. I bisonti sono numerosi nelle terre più a sud dove, generalmente, incontrano i Piegans e devono disperatamente combattere. Sono un popolo comunque guerriero, ma anche molto virtuoso e questa è una dote che non si incontra presso altre tribù di selvaggi …. I Kullyspell (Pend d’Oreille), o “Earbob Indians”, sono un’altra tribù dei Flat Heads, di cui parlano lo stesso linguaggio. Questi vagano nelle zone del Kullyspell Lake e frequentemente accompagnano i Saleeish nelle pianure dei bisonti. Questo popolo possiede inoltre molti cavalli. Gli indiani Skeetshue (Skitsuish), o “Pointed Heart” (Cœur d’Alène)vivono invece più a sud, nelle zone del Skeetshue Lake e dello Spokane River; questi indiani rappresentano una distinta nazione Salishan e hanno un differente linguaggio dai Flatheads. Sono molto numerosi e bellicosi, ed hanno un gran numero di cavalli che pascolano liberamente nel loro territorio. Gli Spokanes sono una tribù dei Flat Heads e parlano lo stesso linguaggio; vagano lungo lo Spokane River e si spingono spesso nelle terre dei bisonti …. Gli indiani Simpoils, o come loro si chiamano, “Spoil-Ehiehs”, sono un’altra tribù Flatheads e parlano lo stesso linguaggio. Questi vivono più a ovest e raggiungono anche le rapide del Columbia, dove si dedicano alla pesca dei salmoni. I nostri trader si sono stabiliti nelle loro terre durante l’estate del 1810 … Pur possedendo cavalli, questi indiani non li ritengono importanti e di grande valore. Questi indiani non hanno sicuramente un carattere docile e gentile come quello dei Flatheads, i loro comportamenti sono più arroganti e amano particolarmente l’indipendenza, comunque, restano ben disposti nei nostri confronti. I Simpoils lasciano raramente il proprio paese e, come i loro vicini Spokanes, si sostentano con i prodotti delle loro terre, in particolare con i salmoni …. Gli indiani Sapetens, o Nez Percés, “Green Wood” o “Blue Earth Indians” come qualcuno li chiama, sono molto numerosi e appartengono ad una famiglia distinta con un suo peculiare linguaggio. Vivono più a sud lungo il corso dello Snake River, o Lewis River, fiume visitato dai capitani Lewis e Clark. Questo popolo è ben rifornito di cavalli, come d’altronde tutti i loro vicini, e spesso si spingono nelle pianure per cacciare i bisonti. E continuava. Tutte le tribù che ho menzionato sembra vivano in pace fra loro e partecipano attivamente negli scontri contro i razziatori Slaves. Negli anni passati erano una facile preda per i nemici non avendo altre armi che l’arco e la freccia. Però, nel giro di pochi anni, hanno appreso l’uso delle armi ed hanno acquisito munizioni da noi bianchi, così sono diventati formidabili nemici degli Slaves, i quali non potevano più attaccarli impunemente … La prima severa sconfitta inflitta ai Piegans, da parte delle tribù del Columbia, si ebbe nell’estate del 1810, quando i razziatori si buttarono su una grossa banda Flatheads che stava marciando verso le pianure alla ricerca dei bisonti. L’incontro fu così improvviso e inaspettato che i Piegans non poterono evitare di combattere. Hanno combattuto con grande coraggio per quasi tutta la giornata, fin quando i Piegans, esaurite le munizioni, furono costretti a difendersi con le pietre. Giunti a distanza ravvicinata, i Flatheads obbligarono i nemici a ritirarsi, lasciando sul terreno ben 16 guerrieri. Questa disfatta avrebbe esasperato i Piegans in cerca di rivincita, che allora iniziarono a chiederci continuamente armi e munizioni. Volevano sfogare la loro vendetta contro i nemici del sud. Il 13 febbraio, dopo aver costeggiato il corso del Saskatchewan, i bianchi rientrarono nelle zone di Fort Vermillion dopo aver visitato alcuni campi dei Piegans. Erano particolarmente preoccupati perché giungevano voci di un possibile attacco da parte dei “Fall Indians”, gelosi dei “nostri rapporti con gli Slaves”. La pericolosa situazione venne poi confermata anche da un capo dei Piegans, un leader importante chiamato “White Buffalo Robe”, il quale affermava di essere rimasto impressionato del gran assembramento di guerrieri “Fall Indians” in un solo accampamento; secondo il capo, questi indiani non erano stati ben trattati dai bianchi di Fort Augustus l’anno precedente. Inoltre, l’Henry rimarcava che a complicare la precaria situazione sarebbe stato il fatto che, “per coronare la loro miseria, una parte di loro era appena tornata da una spedizione nelle terre dei Crows, con i quali avevano combattuto una durissima battaglia lungo le rive dello Yellow Stone …” Sembra che al fianco dei loro nemici vi fossero anche degli americani … Comunque, uno dei loro capi venne ucciso e parecchi guerrieri furono seriamente feriti, ma erano però riusciti a catturare qualche prigioniero. Nel furore della battaglia i Crows gridavano che nella prossima estate, con gli americani, avrebbero portato la guerra nel Saskatchewan. I Fall Indians era fortemente preoccupati, sapevano che i loro nemici erano numerosi e coraggiosi, per loro ritirarsi sarebbe stato un disastro in quanto nei boschi non vi era molta selvaggina, inoltre, in quel periodo, non erano amici dei Crees e degli Assiniboines.

Poi continuava: Hanno un solo re, ma questi indiani si sentono forti e pretendono di commerciare alle loro condizioni, ci prendono alla sprovvista e rubano le nostre proprietà … Ma non tutti i Piegans sono così!. I Piegans non furono chiaramente d’accordo con i loro intenti, ma promisero che nell’estate successiva di sarebbero uniti a loro per attaccare i nemici Crows. Fu allora che i “Fall Indians” si divisero in quattro campi per cacciare nelle pianure e poi commerciare, ma White Buffalo “ci ha detto di stare in guardia e tenere gli occhi vigili quando uno di questi viene al forte”. Dal canto loro, i bianchi decisero, “vista la loro insolenza”, di rafforzare i bastioni difensivi e mettere sentinelle nelle posizioni strategiche. Ho fatto riparare i bastioni e tutti i negozi, senza dimenticare il salone adibito per gli indiani, dove spesso succedevano litigi … I Piegans sono lo stesso popolo dei Blackfeet e dei Bloods, ma si ritengono una razza superiore, più coraggiosi e più virtuosi dei loro connazionali, i quali, secondo loro, sono di abitudini viziose e traditrici. I Fall Indians sono fieri e altezzosi, e diligentemente evitano la compagnia dei loro alleati quando devono combattere i nemici comuni. Fra loro scoppiano frequenti liti, le quali finiscono spesso nel sangue e nella morte … Le donne generano spesso liti, sono estremamente gelosi tra di loro anche se sono prodighi nell’offrire le loro donne ai bianchi. Queste liti raramente durano a lungo, non influiscono sulla tribù ma la donna può anche trovare la morte, la riconciliazione è immediata e poi tutti sono di nuovo amici. Circa 20 anni fa i Piegans ammontavano a sole 150 tende, ma il vaiolo li ha ridotti a tal punto che il loro numero si è ridotto notevolmente. Questi indiani hanno sempre avuto la reputazione di essere onesti e virtuosi, molto più dei loro vicini, anzi sono obbligati ad esserlo in quanto sono circondati da nemici con i quali sono sempre in guerra. Sono troppo occupati nella guerra e nel sostentamento delle loro famiglie per avere tempo libero nel dedicarsi ai vizi ma, comunque, sono vanagloriosi in proporzione alla loro immunità dal pericolo. La loro reputazione resta comunque fuor di qualsiasi dubbio per me. In genere, gli “Slaves” combattevano per razziare cavalli alle tribù nemiche, in particolare, a farne le spese furono i Flatheads, spesso e volentieri attaccati di sorpresa. La più severa sconfitta subita dai Piegans avvenne la scorsa estate, ma ciò non li avrebbe scoraggiati e rinnovarono costantemente la loro natura guerriera. Sono sempre gli aggressori e non mi risulta che spedizioni di guerra si siano mosse dalle terre a ovest delle montagne. I Crows sono la sola nazione che a volte si avventura verso nord in cerca degli Slaves. Gli Snakes sono una miserabile e inerme nazione che mai si è avventurata fuori dalle proprie terre. I Piegans li chiamano “vecchie donne” e dicono che possono ucciderli con pietre e bastoni …. Durante la mia permanenza in queste terre, sono stato spesso svegliato nella note dai loro canti di gioia. Nel marzo 1811 entrava nel forte un gruppo di Piegans, alcuni dei quali erano appena tornati da una spedizione di guerra nelle terre dei Crows. Avevano attraversato il Missourie per spingersi a sud, dove hanno visto una postazione abitata da bianchi, poi hanno avvistato un campo indiano e lo hanno attaccato immediatamente. L’accampamento era però vuoto e gli indiani nemici se ne erano andati portando via tutte le cose di valore, i guerrieri non poterono prendere alcun scalpo. I Piegans avevano con loro un guerriero ferito, aveva una palla nel braccio e continuamente mi chiedevano una medicina per curarlo …. I “Fall Indians” abitavano le terre tra il North e il South Saskatchewan, e avevano la reputazione di “bellicosa nazione”, anzi, “la loro disposizione turbolenta era la causa principale dell’abbandono delle loro terre molto tempo fa”. Sono molto numerosi, ma il vaiolo ha portato via la maggior parte di loro. Ora però stanno aumentando velocemente di numero, credo, rispetto alla maggioranza delle altre tribù; ho sempre notato che fra loro i giovani sono moltissimi, ma non sono stato in grado di accertare il loro numero esatto. Ritengo però che l’intera tribù supera abbondantemente le cento tende. Sono sicuramente dello stesso ceppo dei Big Bellies del Missourie e dei Crows. I loro abiti e i loro costumi sono gli stessi, ma nella loro lingua vi trovo alcune differenze, anche se fra loro si comprendono senza problemi.

I Fall Indians sono notoriamente di indole feroce e sanguinaria verso i loro nemici. Essi sono la sola nazione di Slaves che ha attaccato alcuni nostri insediamenti nel Saskatchewan. In entrambi i casi sono riusciti a saccheggiare il forte e ad uccidere alcuni traders della Hudson Bay Company; la controffensiva li avrebbe però obbligati a ritirarsi velocemente.
Chiaramente l’Henry si sbagliava grossolanamente, i “Big Bellies del Missouri” e i Crows erano indiscutibilmente parenti fra loro e appartenevano al ceppo linguistico Siouan, mentre i “Fall Indians” erano gli Atsina, una tribù di etnia Algonchina imparentata con gli Arapaho. Questi indiani divennero noti come “Fall Indians” dopo il 1790, ma erano anche conosciuti come “Rapid Indians” da altri autori, e da altri ancora come “Gros Ventres of the Falls”, “Gros Ventres of the Prairie” e “Gros Ventres of the Plains”. Questi termini – “Big Bellies”, “Gros Ventres” – hanno comunque creato grande confusione. Nella “Dr. James Edition of Tanner’s Narrative, 1830”, gli indiani “Bahwetego-weninnewug” erano i “Fall Indians” stanziati presso le Rocky Mountains e vaganti spesso in compagnia dei Blackfoot, “il loro linguaggio è diverso da quello dei Sioux e degli Ojibbeways; questi ultimi, con i Crees, sono più amici dei Blackfoot che dei Fall Indians”. L’Henry continuava. La loro crudeltà venne dimostrata pochi anni fa, quando, sul Bow River, hanno ucciso un gruppo di bianchi e di Irochesi. Fu una cosa orribile, aprirono i loro corpi, strapparono i loro cuori tremanti e, con la ferocia delle tigri, li divorarono in nostra presenza. Eppure, quando capiscono che stiamo all’erta, questi indiani sono pacifici e sono le persone con cui si può commerciare senza problemi. In cambio dei loro prodotti prendono tutto quello che offriamo e senza chiedere alcun prezzo elevato; sono però molto affezionati ai liquori e chiedono sempre di avere bevande alcoliche. Questa straordinaria docilità è da attribuirsi alle loro continue depredazioni ai danni degli uomini bianchi, in quanto sanno che non meritano nessuna clemenza da parte nostra. La loro attività principale è rappresentata dalla caccia ai bisonti, che poi scuoiano e conciano con un metodo particolare, di gran lunga superiore a quello usato dalle altre tribù delle Pianure. I Fall Indians cacciano anche lupi, volpi, orsi grigi e altri animali. Questi indiani sono molto più laboriosi dei Piegans… Per offrire le loro donne superano ogni altra nazione che io abbia visto. Gli uomini, quando vengono nei nostri insediamenti, sembrano essere ignoranti o privi di qualsiasi tipo di pudore o di vergogna. Nelle loro visite ai nostri insediamenti portano le loro donne come articoli da baratto temporaneo. Per pochi centimetri di tabacco i Gros Ventres barattano la moglie o la figlia con molto sangue freddo, come se dovessero barattare per un cavallo. Non hanno eguali nella ricerca di un affare. Gli indiani di queste terre entrano nei forti con le loro donne e ciò crea sempre problemi, si intromettono nelle camere e nelle cabine, e sono sempre seguiti dalle donne, poi insistono nel far accettare la compagnia di almeno una donna per la notte. Quando vogliamo chiudere tutti gli accessi al forte, si nascondono in ogni angolo e tutto per amore di guadagno, anche se alcuni ci dicono di voler un bambino bianco. Durante una spedizione dell’anno scorso, questi indiani attaccarono un gruppo di traders liberi dell’Illinois, per poi vantarsi di averli uccisi e derubati, infatti, ho potuto vedere alcune pelli di castoro marchiate “Valley and Junmell”, commercianti della Missouri Fur Company. I Bloods erano in guerra sul Missouri nello stesso periodo dei Fall Indians. Attaccarono un gruppo di americani e li uccisero tutti, portando via un considerevole bottino con beni di vario genere, camicie di cotone, trappole per castori, cappelli, coltelli, fazzoletti, tende e teli di Russia, un certo numero di banconote, alcune delle quali della New Jersey e della Trenton Banking Company. I Bloods dicevano che nell’attacco avevano perso due guerrieri … ho motivo di pensare che anche questo americano sia stato macellato in modo orribile, e poi mangiato, in parte crudo e in parte alla griglia. In genere i Bloods hanno una pessima reputazione come i Fall Indians, essi sono egualmente feroci, sanguinari e turbolenti ma, probabilmente, non così coraggiosi. Presso le nostre postazioni sono molto fastidiosi, sono dei pezzenti ed è difficile commerciare con loro in quanto sono inclini al male. Sono notoriamente dei ladri ed ogni pezzo di metallo deve essere ben nascosto alla loro vista in quanto rubano tutto quello che vedono.

L’idiotismo è molto raro tra gli Slaves, ma ho conosciuto un giovane Blackfoot della banda di Painted Feather che era sordo e muto dalla nascita, ma spesso accompagnava i guerrieri nelle spedizioni, e questi dicevano che era temerario e coraggioso, e mai voleva ritirarsi. La cecità è molto rara e viene soltanto da incidenti o dalla vecchiaia. Gli Slaves sono molto indipendenti e sono i più felici fra tutte le tribù delle Rocky Mountains. La guerra, le donne, i cavalli e i bisonti sono le loro delizie. L’Henry continuava la sua trattazione parlando dei Sarcees. I Sarcees hanno commerciato l’intero inverno 1810-11 in questa postazione, sono eccellenti cacciatori a nord del Saskatchewan, ma da quando hanno incontrato gli Slaves sono diventati pigri e indolenti. Dopo aver litigato la scorsa estate con gli Assiniboines hanno preferito restare nelle vicinanze delle montagne, ma in genere si riuniscono sulle Beaver Hills. I Sarcees hanno la reputazione di essere la tribù più coraggiosa di tutte le pianure, e di questo ne ho avuto prova durante il mio soggiorno in questo paese. Sono civilizzati e in diverse occasioni si sono offerti per combattere in nostra difesa. I loro usi e i loro costumi sono gli stessi degli altri indiani. Sono difficili da affrontare e spesso cercano di mendicare; un rifiuto li rende cupi e ostinati. La maggior parte ha un’infarinatura della lingua dei Crees, ma la loro lingua è molto difficile da acquisire e penso che nessuno del nostro popolo l’abbia mai appresa. Il 12 maggio 1811, alle 10.30 del mattino, l’Henry e i suoi si imbarcavano sulle loro zattere, a bordo vi erano 6 uomini della Compagnia, lasciavano la “Rocky Mountain House” per raggiungere il North Branch. In queste zone il fiume Saskatchewan aveva parecchi isolotti, “… non vi erano rapide e la corrente scorreva lentamente”; la spedizione si accampava a Boogy Hall, nelle cui vicinanze vi era un accampamento di “Swampy Ground” Assiniboines e di “Strong Wood” Crees. Il giorno dopo l’Henry si mosse verso il Wolf Creek, verso le 9.30 del mattino raggiunse “Old Fort Maskake” (“Muskeg”), meglio conosciuto come “Quagmire Hall”. Dopo aver raggiunto il South Saskatchewan, la spedizione si spinse sullo “Sturgeon River”, per poi entrare nelle zone dell’Upper White Mud. In queste zone i traders commerciavano spesso con gli “Swampy Ground” Assiniboines e con qualche piccolo gruppo Crees. Nel territorio vi era una banda di Assiniboines, il cui capo si chiamava “He that Speaks Cree”; “i costumi e gli abbigliamenti di questa banda ricordavano quelli dei Maskegon Indians”. Non avevano cavalli e ben pochi cani, erano eccellenti cacciatori, ma anche i più noti ubriaconi del Nord-ovest, come i Saulteurs. La Hudson Bay Company aveva creato una postazione commerciale in questa zona, ma noi, il 15 maggio, “siamo arrivati a Fort Augustus (Edmonton)”. Terminavano così le loro esplorazioni, le avrebbero continuate qualche tempo dopo spingendosi sul Columbia River. Ma questo è un altro capitolo delle esplorazioni dell’Alexander Henry e del David Thompson.

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