Walter Von Richthofen, il “barone rosso” del bestiame

A cura di Luca Barbieri

Walter Von Richthofen
Curiosa la storia di questo nobile prussiano, ex membro delle Guardie del Corpo del Kaiser Guglielmo I, che abbandonò la vecchia Europa e la sua soffocante ragnatela di codici d’onore e inflessibili precetti per sbarcare nella libera terra d’America, un paese in costruzione dove le regole si creavano giorno per giorno. Ancor più curiosa se si considera che quest’uomo, divenuto una leggenda della prateria USA, avrà un nipote che, decenni più tardi, scriverà il proprio nome a caratteri cubitali nei cieli di Francia: Manfred von Richthofen, il “barone rosso”, eroe della prima Guerra Mondiale con il record ufficiale di 80 nemici abbattuti.
I due uomini ebbero molto di più che il corredo cromosomico in comune, perché furono entrambi due pionieri: Walter della sconfinata prateria americana, Manfred del neonato corpo d’aviazione.
Walter von Richthofen toccò il suolo americano nel 1877 non con un sogno nel cassetto ma, da buon tedesco, con un pragmatico progetto in tasca, quello di far diventare “le praterie dell’Ovest il fulcro della produzione mondiale di carne” (parole sue, da me semplicemente adattate al testo).
Il primo passo fu raggiungere Denver e lo sconfinato Colorado, il secondo acquistare un ranch, il Karlowitz, e “adattarlo” alle proprie, raffinate esigenze aristocratiche: non si può costruire un impero, infatti, se non si ha una capitale all’altezza. Nel bel mezzo del Colorado il barone fece dunque erigere un vero e proprio castello di foggia gotica, con tanto di torri e merlature, un gioiello talmente fuori posto da incantare gli occhi dei viaggiatori e da spingerli a dubitare del proprio senno oppure del proprio stato di veglia. D’altro canto, se si considera l’inquietante presenza dell’immaginario Overlook Hotel, si può ben affermare che il Colorado non è alieno dall’ospitare luoghi bizzarri.


Il “Richthofen castle”

Il Richthofen castle, costruito in quattro anni – dal 1883 al 1887 – prendendo come modello il castello di famiglia in Germania, è tuttora esistente e alcune splendide foto del suo esterno e del suo ancor più pittoresco interno, arredato con mobilia degna delle principali corti del Nord Europa, sono facilmente reperibili in rete: ne consiglio la visione.
Il barone accumulò una piccola fortuna col commercio del bestiame e divenne un punto di riferimento nel settore, tanto che nel 1885 decise di dare alle stampe un libro, Cattle-raising on the Plains of North America, che divenne rapidamente un best-seller e col quale dimostrò, con la puntigliosa precisione tipica del suo popolo, che negli Stati Uniti non c’era affare migliore dell’allevamento del bestiame.


Il bestiame

Più che l’abilità nel commercio fu proprio il successo di questo libro, enormemente amplificato dall’indubbia originalità di Richthofen come rancher, a inserirlo nel novero delle leggende della Frontiera.
Morì l’8 maggio 1898 in seguito a una banale appendicite, lasciando in eredità alla vedova, che lo seguì nella tomba ben trentasei anni più tardi, un castello medioevale e un’imperitura fama di “nobile uomo del West”: tra i tanti “baroni del bestiame”, infatti, fu davvero l’unico a potersi fregiare di questo titolo per diritto di nascita.

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