I nativi di Colville e la “Suicide Race”

A cura di Luciano Guglielmi

Suicide Race
Il Presidente Filmore firma la costituzione dello Stato di Washington il 2 Marzo 1853, il territorio è compreso tra gli stati dell’Idaho e il West Montana. Governatore dello Stato è nominato un certo Stevens, il quale nell’autunno di quello stesso 1853 richiede la costituzione di riserve indiane.
Nel 1854 ha luogo una storica riunione dei consigli tribali di tutte le tribù interessate, che dura ben cinque giorni. Si firmano vari trattati sino al 1859, quando il governo autorizza le tribù Native a vivere nelle riserve senza “Agenti Indiani” di sorveglianza.
Il Colennello John Colville, costruisce nell’area delle riserve un forte, denominato Fort Colville dove confluiscono le tribù Native: Methow, Okanogan, Sanpoli, Laghi Sinixt, Scheulpi, Chualpay, Kalispels, Spokane, Coeur d’Alene, le quali attirano anche altre tribù della costa Pacifica.

Il 9 Aprile 1872 si costituisce la riserva Colville.
Le Tribù Scheulpi e Chualpay, vivono nelle immediate vicinanze del Forte e ne prendono il nome Inglese di Colville, da Eden Colville della Hudson’s Bay Company. Nel 1885 il Governo, dopo le vicessitudini dei Nativi Nez Perce nella riserva di Oklahoma nell’Idaho, accetta di trasferire, nella riserva di Colville Capo Giuseppe e parte dei suoi reduci. Capo Giuseppe è ivi sepolto in Nespelem.

Le Tribù di Colville sono famose per una tradizione secolare, che vedeva i giovani aspiranti guerrieri, superare una prova di fatica e coraggio, per essere ritenuti guerrieri a tutti gli effetti. La prova consisteva in una sorta di Endurance a Cavallo, la quale terminava in una prova di coraggio che consisteva nel tuffarsi con il cavallo nell’attuale lago di Roosevelt e/o nei fiumi vicini.

Nel 1933 il Grand Coulee Dam River ha inondato tutti i siti originali e fu impossibile proseguire ad effettuare la prova. Nel 1935 la prova fu trasferita a Omak, ad opera di Claire Pentz direttore pubblicità dell’Omak Stampede Rodeo, che voleva più pubblicità del Rodeo e pensò di proporre ai Nativi il trasferimento e l’inclusione nelle giornate del Rodeo della loro prova.

Nel tempo questa pratica contagia un po’ tutti i giovani guerrieri anche delle altre tribù, quando il 26 Febbraio 1938, il Congresso USA approva la costituzione di una Confederazione tra le 12 Tribù della riserva di Colville, le quali si danno un nuovo statuto e una suddivisione in 4 distretti, con libere votazioni per il governo dei distretti. E fatta, tutte le 12 Tribù vengono considerate come i Nativi di Colville e tra loro nasce lo spirito di Nazione. La partecipazione all’Omak Stampede Rodeo è attesa come l’evento più importante per l’intera riserva e la prova prende il nome di “Suicide Race”.
Oggi la Riserva di Colville risulta situata nelle Highlabds Okanogan nel Sud-Est della contea Okanogan nella parte Sud Orientale dello Stato di Washington. La città Grand Coulee Dam si trova appena fuori dal confine della riserva e parte del comune di Coulee Dam si trova all’interno della riserva, dall’altra estremità della riserva, la parte orientale della città di Omak è all’interno della riserva, mentre il resto della città ne è fuori.
Qui fu individuato il sito nella Suicide Hill, una collina sulla riva sinistra del fiume Okanogan, di fronte all’area dello stadio del Rodeo. La collina è alta circa 120/130 metri ed il lato sulla riva del fiume scende a picco con una pendenza superiore al 62%, praticamente un muro quasi verticale.

I cavalieri partono dalla parte alta della collina ad una distanza di circa 60/70 metri dal bordo del muro, lanciati al galoppo per poi lanciarsi sul muro in una discesa mozzafiato ed impattare nelle acque del fiume, attraversare il fiume che nella parte centrale richiede il nuoto. Usciti dall’altra sponda si deve percorrere 500 metri circa, per giungere all’ingresso dell’arena del Rodeo, al centro della quale è situato il traguardo.

La gara fu al tempo inserita nel circuito PRCA, acronimo di “Professional Rodeo Cowboy Association”, essa è impressionante e nel tempo si sono verificati gravi incidenti, sono periti molti cavalli ed anche alcuni cavalieri.

La prova ha perso l’esclusività del significato iniziale, tuttavia ancora oggi molti cavalieri Nativi si preparano alla gara, con sedute nelle tende sudatorie per propiziarsi il coraggio necessario per la vittoria.

Oggi la partecipazione è aperta anche ai Cowboys Rodeoman, ma ancora la maggior parte dei partecipanti sono Nativi. I quali allevano e preparano i cavalli, che debbono avere una morfologia adeguata ed essere molto coraggiosi nell’affrontare la discesa ed il fiume.

Dagli anni novanta del secolo scorso, si sono verificate molte proteste da parte degli animalisti, nel tentativo di far cessare la Suicide Race. Nel 2005 la pressione presso la PRCA crea seri problemi per l’egida dell’Omak Stampede Rodeo, all’associazione.

La quale interviene stabilendo delle regole e norme di sicurezza, per i cavalli e per i Cavalieri. I cavalli debbono avere una morfologia con dimensioni stabilite degli arti e della muscolatura, avere compiuto i cinque anni di età e dimostrare di saper nuotare nel fiume senza paura di entrarvi.

I Cavalieri debbono dimostrare di saper nuotare e devono indossare il giubbotto galleggiante, il casco e presentare un referto medico sportivo. Il numero di partecipanti ad ogni prova non può superare quello di 12 concorrenti.

L’evento dura quattro giorni, il giorno prima dell’apertura vengono effettuati i controlli dei cavalli e dei Cavalieri, che debbono dimostrare, nel fiume, davanti ai giudici d’avere i requisiti pratici per partecipare alla gara.

Le gare si svolgono di giorno e di notte, il loro numero dipende dal numero degli iscritti, in una sorta di batterie di qualificazione, la finale, nell’ultimo giorno della manifestazione, tra i vincitori delle batterie. Per vincere il titolo devi vincere due volte.

In questo nostro tempo carico di contraddizioni, è difficile mantenere certe tradizioni, anche quando quest’ultime sono rimaneggiate e regolate da norme. Per i Nativi di Colville la prova dell’ Omak Suicide Race, rappresenta comunque una loro espressione culturale e tendenzialmente non gradiscono giudizi Etici sull’evento.

Sul piano Etico queste situazioni, per un Cavaliere, sono ancora più pressanti che sul piano pratico, che risulta eclatante per i più, ma meno dirompente che sul piano Etico personale di un Cavaliere e ancora di più per un Cavaliere Nativo. Pensate per un attimo a cosa rappresenta il Palio di Siena per i Senesi di Borgata.

Tra un Cavaliere ed il suo cavallo, quando il rapporto è posto sui corretti binari Etici, s’instaura una complicità unica esclusiva ed irripetibile, cambiando un soggetto tra i due, cavallo o Cavaliere, risulterà diversa. Questa particolare complicità è soggettiva per ogni essere vivente Uomo o Cavallo che sia.
Dunque un buon Cavaliere, indipendentemente dalle capacità tecniche intrinseche, deve tendere sempre ad ottenere fiducia dal suo cavallo o da i suoi cavalli. La complicità diverrà sempre più salda e forte, se non verrà mai tradita dal Cavaliere, perché il cavallo non conosce il sentimento ed il senso del tradimento, dunque è incapace d’attuarlo.

Ogni cosa che si fa insieme al cavallo non dovrà mai minare questa complicità e fiducia, perché all’atto del tradimento da parte del Cavaliere, il cavallo ritirerà immediatamente la sua fiducia, con un atto istintivo di repulsione che sarà molto difficile riparare in seguito.
Il livello di complicità varia da un binomio ad un’altro è non è mai uguale nei vari binomi, ecco perché le cose che i binomi possono fare in regime di complicità sono molto diverse tra loro anche nel livello di rischio, fatica e prestazione. Questo discorso va oltre le tecniche d’equitazione ed investe primariamente la sfera dell’Etico e della Morale.
I Nativi nei secoli hanno maturato queste regole, che si sono instaurate nei loro codici comportamentali, aiutati nella loro considerazione sacrale della natura e degli esseri viventi in essa. Non deve quindi stupire il misurarsi con essa in atti di coraggio, ma sempre nella sacrale considerazione di madre natura.

Oggi ben vengano le regole scritte, tuttavia al centro di un’impresa, c’è l’Uomo con i suoi codici che determinano il valore Etico e Morale personale.

Un giorno mi hanno chiesto perché non volessi partecipare ad una gara di circolo, avendo vinto l’edizione dell’anno precedente, risposi: “…sto preparando il mio Cavallo per un trek Alpino, non capirebbe cosa voglio da lui…”

Il mio interlocutore fu perplesso e non capì cosa intendevo. Un Nativo di Colville avrebbe ben compreso.

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