Nascita e morte nel west

A cura di Sergio Mura

Nel periodo storico chiamato “old west” le famiglie dei bianchi erano piuttosto numerose e, a parte il fatto che lo erano perchè spesso erano composte anche da nonni e nipoti, lo erano perchè generalmente nascevano molti figli.
Era tutt’altro che raro avere 6, 7 o persino 8 marmocchi in circolazione. Talvolta si andava ben oltre…
Tutto questo a dispetto delle medie nazionali degli Stati Uniti di quel tempo che, ad esempio, ci raccontano che nel 1850 avevano “5,42 figli per nucleo familiare” e che nel 1880 la media era calata fino a 4,24 figli.
I motivi che spingevano verso numeri medi elevati e verso tantissimi casi specifici ancor più consistenti erano diversi, ma tra questi non possiamo certo omettere la quasi completa mancanza di cultura della prevenzione delle nascite, una mortalità infantile spaventosa e, infine, la concreta necessità di disporre di manodopera per i lavori della propria fattoria o di casa.
La stessa idea di famiglia che era diffusa nel west aiutava ad avere molti figli.
Allora, infatti, senza un sistema previdenziale o pensionistico, il futuro dei genitori era talvolta legato alla capacità di mantenere unito il nucleo familiare e, quindi, di avere molti figli capaci di sostenersi e sostenere i genitori.
La citata mortalità infantile meriterebbe un serio approfondimento, ma ci basti sapere che era un problema gigantesco per ogni famiglia; i bambini morivano per colpa delle malattie almeno quanto morivano a causa di incidenti.


Una famiglia numerosa

Le famiglie dei mormoni erano ugualmente molto numerose e lo erano per motivi non dissimili a quelli degli altri pionieri, ma i mormoni aggiungevano anche la motivazione religiosa, secondo la quale era un dovere di ogni famiglia mettere al mondo il maggior numero di figli a “maggior gloria di Dio”.
Alla frontiera la contraccezione esisteva, ma l’ignoranza era talmente diffusa che i metodi in uso finivano per essere irrimediabilmente caserecci e affidati al caso (senza il quale, spesso, erano completamente inefficaci). Se si desiderava evitare una gravidanza si ricorreva a irrorazioni vaginali, a spugne contraccettive e a supporti vaginali di varia natura. Ci sono testimonianze di una certa diffusione anche di tappi vaginali di gomma.
Donne al lavoro
I preservativi come li conosciamo noi non esistevano, ma c’erano in circolazione dei prototipi fatti con pezzi di intestino di pecora o maiale, ma la diffusione di questo strumento era fortemente rallentata dal costo, molto alto per i redditi di allora e per l’interesse (molto basso) per il controllo delle nascite. Ogni preservativo, infatti, poteva costare anche 1 $, una cifra con cui nel west era possibile acquistare cose di ben altra utilità. Quando si riusciva ad acquistarne uno, era facile che l’uomo lo lavasse e rilavasse per usarlo più volte, ammortizzando il costo iniziale. Verso la fine del secolo si diffusero i preservativi di gomma ad un costo abbastanza contenuto, 0,06 $.
La morale del tempo riteneva inammissibili tutti questi sistemi e accettava solo il principio dell’astinenza sessuale.
Dove non arrivava l’uomo provava a intervenire la donna con altri sistemi, fantasiosi quanto gli altri di cui abbiamo già parlato. Non potrebbero essere definite altrimenti le polveri di segale, le radici di tanaceto o di ruta o, persino peggio, miscugli di ruggine, aloe e acqua. Abbiamo raccolto testimonianze di altri metodi ancora: irrorazioni vaginali di acqua bollente o gelida, alcool, solfato di zinco o burro di cacao.


Un’indiana col suo bambino

La grande maggioranza delle nascite si verificava tra le pareti domestiche con l’aiuto di un’ostetrica o direttamente del marito e dei figli più grandi. Non era certo facile trovare un’ostetrica nei territori della frontiera, ma c’era un buon numero di “praticone” che avevano imparato i rudimenti di quel mestiere.
Quando proprio non si riusciva a trovare qualcuno capace di fornire assistenza, le donne si arrangiavano da sole e partorivano esattamente come da sempre facevano le indiane, abituate a non avere alcun aiuto. Nei casi in cui ci fosse la disponibilità di un dottore, questo veniva chiamato solo ed esclusivamente se c’era difficoltà e, quasi sempre, quando era ormai troppo tardi per salvare la donna e il nascituro.
Dopo il parto le donne riprendevano immediatamente le loro attività quotidiane che, come ben sappiamo, erano assai pesanti. Era una cosa che creava notevoli disagi e non mancano testimonianze femminili che fanno notare come il bestiame fosse trattato meglio di qualunque moglie! Prima di un parto, ad esempio, una mucca veniva lasciata a pascolare con ottimo foraggio per un mese intero e anche dopo il parto veniva garantito un buon periodo di riposo. Lo stesso allevatore si mostrava molto più severo o distratto nei confronti della moglie alla quale chiedeva di seguire la casa fino al momento stesso del parto e di rimettersi al lavoro immediatamente dopo. Da una moglie ci si aspettava che riprendesse immediatamente a curarsi dei figli, a pulire le masserizie e i vestiti, a cucinare i pasti, ecc.


Una famiglia in viaggio

Ai piccoli non veniva dato subito un nome. Se è ben noto il fatto che i piccoli indiani si vedevano attribuire più nomi nel corso della vita, ai piccoli bianchi ne veniva dato uno solo, ma talvolta passavano mesi prima che questo accadesse.
Nei decenni della storia del west le morti erano ripartite tra tutte le classi di età ed erano legate sia a malattie che a incidenti. In particolar modo risaltava il tasso di mortalità infantile. Lungo le piste che portavano i pionieri verso la frontiera le malattie mietevano molte vittime e temutissimo era il colera, capace di espandersi con epidemie inarrestabili. Altre cause di morte erano gli incidenti che accadevano maneggiando le armi da fuoco o quelli collegati al viaggio sui carri.


I carri potevano rappresentare un pericolo

Erano moltissimi i bambini (ma anche gli adulti) che finivano schiacciati dalle ruote dei carri a causa del maltempo o della polvere che rendevano difficile la visione degli ostacoli.
Quando una persona moriva, nel west si usava lavarla, vestirla e collocarla in una stanza o in posto fresco per raffreddare il corpo. La sepoltura poteva avvenire nel cimitero di una cittadina o in un’area di proprietà della famiglia, ma anche lungo la pista. In quest’ultimo caso si cercava di seppellire il morto in modo da non destare l’attenzione degli animali selvatici e comunque la sepoltura veniva effettuata spesso sulla pista stessa in modo che le ruote dei carri schiacciassero la terra tanto da rendere complicata lo scavo ad opera di animali come il lupo o degli indiani.


La boot-hill di Tombstone

Nelle cittadine era normalmente disponibile un carro funebre, affittato dal becchino del posto. Sul carro veniva trasportata la bara fino al cimitero e poi venivano sganciati gli animali da traino che venivano utilizzati per calare la bara nella tomba senza fatica per le persone. Quando non c’era un carro funebre, si cercava un qualunque carro che veniva adattato allo scopo.

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Commenti

Una risposta a “Nascita e morte nel west”

  1. Xserses, il 18 aprile 2014 21:48

    Sono sempre di un grande interesse gli articoli e le notizie riportate. Pur interessandomi al vecchio west, ogni volta che apro Far West ne conosco una di nuovo. Bravissimo l’Amministratore e tutti i suoi collaboratori!

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