Ned Buntline, scrittore e avventuriero

A cura di Paolo Secondini

Ned Buntline
Il vero nome di Ned Buntline era Edward Zone Carroll Judson. Giornalista, era nato il 20 marzo 1823 ad Harpersfield, nei pressi di Stamford, nello Stato di New York.
Nel 1848, oltre agli articoli pubblicati su una rivista scandalistica, da lui fondata e diretta, cominciò a scrivere romanzi (il primo, in verità, lo aveva già composto nel 1838), specialmente di carattere marinaresco, incentrati sulle avventure di personaggi fittizi.
I suoi libri ebbero larga diffusione soprattutto perché costavano poco e, pertanto, tutti potevano acquistarli. Era infatti persuaso, Buntline, che occorreva scrivere per le masse, e che quanti scrivevano solo per compiacere i critici letterari erano destinati a morire di fame, se non avevano altri mezzi di sostentamento.
L’accoglienza favorevole dei suoi romanzi, da parte del pubblico, spinse l’intraprendente Ned a comporne ancora, in un modo infaticabile.
Questa volta, però, essi ebbero per protagonisti uomini realmente esistiti o viventi, le cui gesta erano assai popolari in America.
In particolare su un personaggio (trapper, ladro di cavalli, esploratore, giocatore d’azzardo, pistolero e infine sceriffo) si appuntò l’interesse dello scrittore: James Butler “Wild Bill” Hickok. Era sicuro che un romanzo intorno alle sue avventure avrebbe ottenuto un successo clamoroso, segnatamente dal punto di vista economico.
Per poterlo scrivere, era però necessario incontrare Wild Bill, ascoltare dalla sua voce il racconto degli avvenimenti e delle imprese che lo avevano reso famoso in tutto il West.


Un esempio di “dime novel”

Un giorno, Buntline stava attraversando lo Stato del Nebraska, quando seppe che Hickok vi si trovava anche lui, con esattezza a Fort McPherson, sulle rive del fiume North Platte. Senza un attimo di esitazione si precipitò in quella località, deviando abbastanza dal proprio cammino. Trovò Wild Bill all’interno di un saloon dove, come sua abitudine, era impegnato in una partita a poker.
In uno slancio di grande entusiasmo, lo scrittore gli si avvicinò e, ad alta voce:
«Sei tu il mio uomo,» esclamò. «Ti ho cercato dappertutto. Finalmente ti ho trovato.»
Le teste degli avventori si voltarono di scatto verso colui che aveva parlato. Alcuni si allontanarono in fretta, temendo di essere coinvolti in una cruenta sparatoria.
Succedeva infatti che qualche mentecatto, di punto in bianco, si presentasse a Hickok sfidandolo a duello. Lo scopo era quello di uccidere il tiratore più veloce del West, per poter in tal modo dimostrare di essere stato più svelto di lui con la pistola.
In piedi al centro del locale (piombato di colpo nel silenzio assoluto), Ned Buntline era dinanzi a Wild Bill. Rosso in viso, tremava visibilmente per l’emozione.
Ned Buntline, “Buffalo Bill” Cody, “Texas Jack”
Nessuno fu in grado di seguire i movimenti di Hickok, il quale, lasciate cadere le carte sul piano del tavolo, estrasse rapidamente la rivoltella dalla fondina e la puntò contro il nuovo arrivato. L’espressione di questi, alla vista dell’arma da fuoco, cambiò totalmente: da felice ad angosciata.
«Chi sei? Cosa vuoi?» domandò con freddezza Wild Bill.
Lo scrittore non era un pusillanime, ma un tipo coriaceo, coraggioso, abituato ai pericoli: era stato marinaio negli anni della giovinezza e aveva combattuto contro gli indiani seminole; era stato esponente di una terribile gang newyorchese e, per qualche tempo, cacciatore in luoghi solitari e impervi; aveva perfino ucciso un uomo, tale Robert Porterfield, dal quale era stato sfidato a duello. Ma di fronte al famoso pistolero si limitò a dischiudere e muovere le labbra, senza che dalla bocca gli uscissero suoni.
A parlare, con voce chiara e decisa, fu ancora Hickok:
«Hai solo ventiquattr’ore per lasciare la città. Se dopo questo tempo sei ancora a Fort McPherson, ti ucciderò come un cane.»
Ned Buntline se ne andò all’istante, dal momento che l’altro gli era parso determinato. Ciò nonostante, non rinunciò all’idea di scrivere un libro su di lui. Anzi, ora più che mai, era fermo in questo proposito. Dopo aver conosciuto, seppure per pochi minuti, il suo personaggio, sentiva che un romanzo su di lui, così tenace, freddo, spietato, avrebbe fatto grandissima presa sui lettori.
Ancora Ned Buntline
Ma come procurarsi notizie su Hickok? Presentarsi di nuovo al pistolero non era consigliabile.
Pensò, allora, di rivolgersi a qualche suo intimo amico, più cordiale o abbordabile, sperando che potesse fornirgli le informazioni che cercava.
Gli fu suggerito il simpatico William Cody, detto Buffalo Bill, che assieme a Hickok aveva vissuto parecchie avventure, spesso rischiose, in territori piuttosto ostili, soprattutto a causa di fuorilegge e indiani bellicosi.
Lo conobbe, e fu subito affascinato da un personaggio decisamente socievole, mite, gentile, che offrì a Buntline l’opportunità di seguirlo nei suoi numerosi viaggi nel West, intrapresi come cacciatore ed esploratore.
In compagnia di Buffalo Bill, ebbe modo di partecipare ad azioni davvero temerarie, che avevano in sé qualcosa di straordinario, di certamente non comune.
Ben presto, Buntline accantonò l’idea di scrivere un libro sulle avventure di James Butler Hickok; concentrò la propria attenzione su William Cody, che gli fornì lo spunto per molti romanzi. Tra questi, il più famoso fu, senza dubbio, Il re della Frontiera, con cui, per quanto esagerandole, contribuì a diffondere, ancora di più, le gesta inimitabili di Buffalo Bill.
Ned Buntline continuò a scrivere storie avvincenti fino alla propria morte, avvenuta il 16 luglio 1886 nella sua casa di Stamford, dov’era tornato a vivere dopo un’esistenza non meno audace e avventurosa di quella dei molti protagonisti dei suoi romanzi.

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