La vera storia di Apache Kid

A cura di Paolo Brizzi

Apache Kid
Anche se Billy the Kid lo supera in notorietà, Apache Kid è entrato di diritto nella leggenda dell’Ovest. Kid, così lo chiamavano gli uomini bianchi, nacque in un villaggio di wickiups della propria gente, gli Apaches Aravaipa, primo figlio del sottocapo Togadechuz, che ebbe poi altri cinque bambini. La sua esatta data di nascita, come per molti indiani del suo tempo, è incerta; forse il 1860, o qualche anno in meno, visto che in uno dei primi ruolini come scout Kid viene indicato come 25enne, nel 1881. La patria del suo popolo era l’Aravaipa Canyon, lungo il torrente omonimo, terra selvaggia ma affascinante, con ripide pareti rocciose, sorgenti e boschi di pini. Gli Aravaipa furono costretti a lasciare il loro amato Canyon nel 1875, quando a seguento della cosiddetta politica del concentramento dovettero trasferirsi all’agenzia di San Carlos, circa 25 miglia a nord.
“I 40 acri dell’inferno” Britton Davis definì il posto, una piana bruciata dal sole, arida e spoglia, spazzata da venti forti ed infestata da miriadi di insetti dove, in estate, 40° non erano la temperatura massima e dove le precipitazioni erano talmente rare da sembrare un evento eccezionale. Qui Kid arrivò quando aveva circa 15 anni ed imparò a frequentare ed a conoscere gli uomini bianchi. Presto, coloni, militari e ranchers impararono a riconoscere questo giovane apache che, coi soldi guadagnati con vari lavoretti, acquistava le vesti e le calzature dell’uomo bianco. Poichè il suo nome nativo era per loro impronunciabile lo chiamavano semplicemente Kid e così il giovane aravaipa è chiamato nei ruolini degli scouts indiani dell’esercito. Del resto il suo nome originario è incerto; Phyllis De La Garza lo chiama Haskaybayntayl, cioè ” alto e bello e farà una fine misteriosa”, un nome a dir poco profetico nel suo caso; ma altri nomi sono stati proposti, come Oskabenaltez, Eskibinantl, Oyesonna, Zenogolache ecc. Nel suo libro, William Sparks insistette che il vero nome di Apache Kid era Skibenanted, ma non ne suggerì mai il significato. Sayes, membro della banda di Kid, la SI di San Carlos, affermò che il suo vero nome era Skisininty. Apache Kid lavorò come mandriano presso il ranch Redmont di Globe, che forniva carne da macello e si distinse per l’abilità nel tiro, durante le attività di abbattimento dei manzi destinati agli Apaches presso il corral dell’agenzia. A San Carlos Apache Kid conobbe il virginiano Clay Beauford, capo della polizia indiana di John Clum; e fu amico di Tom Horn. A San Carlos divenne, secondo Tom Horn, il “pet indian” di Al Sieber, capo civile degli scouts. Sieber, nato in Germania nel 1844, si era trasferito in America con i familiari, a Lancaster, Pennsylvania e poi in Minnesota, dove si arruolò tra i Volontari e fu ferito a Gettysburg. Raggiunta l’Arizona divenne capo degli scouts del Generale Crook e personaggio temuto e rispettato da chi lo conosceva. Per quanto la leggenda consideri Kid e Sieber copme strettamente legati, fino al ferimento di quest’ultimo nel 1887, in realtà i documenti esistenti non fanno immaginare un rapporto così stretto tra i due.
Apache Kid divenne scout per gli Stati Uniti a partire dal 9 Dicembre 1881 e fino all’8 Giugno 1882, quando fu congedato a Whipple Barracks. Viene allora descritto come ” capelli neri, occhi neri, carnagione scura, circa 25 anni, alto m. 1,75 “. Firmava i documenti con una x in quanto incapace di leggere e scrivere, ma sapeva parlare un Inglese discreto.


Al Sieber nel 1884

Kid servì come scout anche dal 23 Giugno 1882 al 22 Dicembre 1882 (Co. E), dal 1 Agosto 1883 al 31 Gennaio 1884 (Co. A), dal 1 Febbraio 1884 al 31 Luglio dello stesso anno (Co. E), dal 1 Novembre 1884 al 30 Aprile 1885 (Co. F), dal 1 Maggio 1886 al 10 Ottobre 1886 (Co.F), dall’11 Ottobre 1886 al 10 Aprile 1887 (Co.A) e dall’11 Aprile 1887 fino alla dismissione dall’esercito susseguente alla corte marziale per i fatti del Maggio-Giugno 1887.
Durante questi anni Apache Kid servì fedelmente l’esercito salendo fino al grado di First Sergeant degli scouts. Nell’estate 1882 fu impegnato con Al Sieber nella battaglia di Big Dry Wash, combattuta il 17 Luglio contro Natiotish e la sua banda di ostili fuggiti da San Carlos dopo aver ucciso quattro uomini della polizia tra cui “Cibicue Charley” Colvig. A Big Dry Wash gli scouts di Sieber aggirarono la posizione dei guerrieri ostili, si impossessarono della mandria di ponies e catturarono il loro campo abbandonato. La battaglia fu disastrosa per i ribelli, che persero 25 guerrieri, tra cui Natiotish, mentre i superstiti pian piano tornarono silenziosamente a San Carlos.
Apache Kid fece parte della spedizione di Crook in Messico nel 1883 e tornò in quel paese per almeno due volte nel 1885, durante le campagne contro i Chiricahuas di Geronimo. è incerto se Kid fosse con Crawford in Messico durante la campagna che culminò con l’uccisione dello stimato ufficiale da parte di forze irregolari messicane nel Gennaio 1886, così come non siamo sicuri che Kid fosse in Messico durante l’estate 1886; più probabilmente lo scout era sul confine o a San Carlos. Anche dopo la resa di Geronimo e Naiche del Settembre 1886, Apache Kid continuò a eseguire servizi di polizia presso la riserva atti al controllo della popolazione indiana residente.
Durante il 1884 Kid prese moglie, una figlia o cognata del capo Eskiminzin e da questa ebbe due figli, un maschio e una femmina. L’ 11 Aprile 1887 Apache Kid iniziò il suo ultimo turno come First Sergeant Co. A, scouts apache, a San Carlos. Verso la fine di Maggio Al Sieber e il Capitano Pierce lasciarono San Carlos per Fort Apache e Sieber lasciò Kid a sorvegliare la situazione all’agenzia. Il consumo di alcoolici nella riserva era severamente proibito, ma l’assenza di Sieber probabilmente convinse alcuni membri della banda di Apache Kid a dedicarsi ad una bisboccia a base di tizwin. Sembra che il Tenente F.B. Fowler ordinò a Kid di recarsi sul posto. In realtà, stante i documenti della corte marziale, è possibile che Kid vi si recò di sua volontà per partecipare alla festa, insieme ad altri. Raggiunto il luogo, a circa 10 miglia dall’agenzia, Kid semplicemente prese parte alla bisboccia. Durante la festa si convinse a regolare i conti con Rip che, sei mesi prima, aveva inviato il fratello Gonzizzie ad uccidere il padre di Kid, Togadechuz, con cui aveva una vecchia faida, nata dalla competizione per una ragazza che piaceva ad entrambi ma che sarebbe poi divenuta madre di Apache Kid. Kid partì per il campo di Rip insieme ai fratellastri Askisalaha e Margy, entrambi scouts, e con altri due guerrieri. Raggiunto il luogo, Kid sparò a Rip e lo uccise. Quindi gli scouts furono raggiunti da Gonshayee, capo della loro banda, che recava loro l’ordine di Al Sieber di tornare immediatamente all’agenzia.


Foto che ritrae 4 prigionieri Apaches sull’isola di Alcatraz

Alle cinque del pomeriggio del 1 Giugno gli scouts arrivarono a San Carlos per consegnarsi. Sieber, insieme al Capitano Pierce e all’interprete messicano Antonio Diaz, li aspettava davanti alla propria tenda. L’arrivo degli scouts “disertori” fu notato da altro personale, indiani, impiegati, soldati, che si avvicinarono per vedere. Il Cap. Pierce ordinò ai cinque di consegnare le armi e le cinture e indicò loro la prigione. Gli scouts accondiscesero. Diaz fece segno con un dito, disegnando un cerchio sull’altra mano per indicare un’isola e gli Apaches intesero che sarebbero stati mandati ad Alcatraz o in Florida. Improvvisamente tra gli scouts e gli indiani accorsi sul posto partì una fucilata; a questo punto gli scouts di Kid cercarono di recuperare armi e cavalli e fuggirono. Sieber riuscì ad impedire a Kid di riprendere il fucile ma un colpo sparato da uno degli indiani (non Kid) lo ferì alla caviglia sinistra. Kid e gli altri scouts fuggirono rapidamente da San Carlos e a loro si unirono altri indiani al seguito del capo Gonshayee, in tutto 17 uomini, tra cui una donna.
In men che non si dica due squadroni di Cavalleria si misero all’inseguimento, sulla pista dei fuggitivi lungo il corso del San Carlos.
Il 2 Giugno, Giovedì, gli Apaches furono visti vicino Monte Turnbull. Il 3 Gonshayee divise la banda in due. Il primo gruppo, dieci uomini con Gonshayee, si diresse a sud lungo il San Pedro.Il giorno dopo, a Mammoth Mill nel distretto mineriario di Bunker Hill Gonshayee e altri due, Askisayhala e Naconquisay, raggiunsero un ranch ed uccisero William Diehl, mentre questi stava tagliando un albero. Quindi rubarono dieci cavalli dal vicino ranch Achley. Mangiarono un mulo dopo averlo abbattuto e si nascosero nelle montagne Santa Teresa. Il Kid, con Sayes, Miguel, Margy ed altri, raggiunse invece i monti Galiuro e vi fece sosta. Quindi si portarono verso sud-ovest, fino a Crittenden, a 20 miglia a nord del confine. L’8 Giugno, mercoledì, uno o due membri del gruppo uccisero Michael Grace a Temporal Gulch, un’area isolata nei monti Santa Rita. Il gruppo di Gonshayee, dove sette uomini erano a cavallo e quattro a piedi, raggiunse i monti Rincon. L’11 Giugno il Ten. Johnson e i suoi scouts localizzarono ed attaccarono il loro campo e gli Apaches fuggirono, demoralizzati, verso nord. Gli indiani decisero di muoversi verso San Carlos e sempre seguiti da Johnson, non commisero ulteriori depredazioni.. Il 18 Ashkoelgo lasciò Gonshayee e si arrese, annunciando che gli altri avevano intenzione di tornare; il 22 Gonshayee giunse a San Carlos e si arrese con sette membri della sua banda. Il 25 anche i guerrieri di Kid si arresero. Il Generale Miles ordinò una corte marziale generale.


L’immagine rappresenta lo sventurato gruppo di Goonshayee

Con l’ordine di campo n. 1 del 25 Giugno 1887 il Gen. Miles ordinava l’approntamento di una corte marziale presieduta dal Maggiore Anson Mills che doveva processare gli scouts Apache Kid, sergente maggiore, Askisaylaha, sergente, Naconquisay, caporale, Bacheonal ( o Bachoondath o Pashtentah) e Margy, semplici scouts. I lavori e gli interrogatori proseguirono per giorni e giorni, con Pierce, Sieber e Diaz testimoni per l’accusa e Gonshayee testimone per la difesa. Al termine del procedimento i cinque scouts furono dichiarati colpevoli di ammutinamento in violazione dell’articolo di guerra n. 22 e di diserzione in violazione dell’articolo n. 47 e condannati a morte per fucilazione con i due voti su tre dei giurati favorevoli. Alla fine della corte marziale Miles scrisse a Mills con la richiesta di riconsiderare il verdetto, tenendo di conto dell’analfabetismo degli scouts e della loro scarsa conoscenza dei regolamenti militari. Così il 3 Agosto la giuria si riunì nuovamente e la sentenza capitale fu ridotta all’ergastolo da scontarsi a Fort Leavenworth per ciascuno dei cinque imputati. In realtà Kid e gli altri rimasero in prigione a San Carlos fino al 23 Gennaio 1888 quando arrivò l’ordine di Sheridan di trasferirli invece sull’isola di Alcatraz. Così i cinque raggiunsero il famoso penitenziario, probabilmente in treno da Casa Grande fino a San Francisco, un viaggio superiore alle 900 miglia. Sull’isola il penitenziario comprendeva ridotte stanze con pavimenti e mura di legno, ad alto rischio d’incendio, e ridotte aperture per il passaggio dell’aria. Il caldo poteva essere soffocante. La sveglia suonava alle cinque e i condannati potevano essere tenuti a lavorare sull’isola o portati in barca al Presidio sulla terraferma. Scarsissima o inesistente la documentazione tenuta sui detenuti. Ma mentre gli Apaches scontavano la pena ad Alcatraz qualcosa di nuovo si stava muovendo a Washington. Qui, rivedendo i lavori della corte marziale il Gen. Lieber sentì che la condanna appariva troppo dura e che i giurati non avevano agito senza pregiudizi verso gli indiani. Il segretario Endicott, dopo un ritardo voluto di sei mesi, accolse la valutazione di Lieber e ordinò la scarcerazione del Kid e degli altri reclusi che furono liberati con ordine del Gen.Howard il 29 Ottobre 1888. Gli scouts tornarono a San Carlos; Naconquisay e Askisaylaha tornarono nell’oscurità ma per Kid e Bacheonal era solo l’inizio. All’agenzia molti videro con stupore e rabbia il ritorno degli Apaches; Sieber, che ancora si teneva sulle grucce, aveva saputo che sarebbe rimasto zoppo per sempre e il Dr. Davies era occupato nell’applicargli una suola di sughero sotto il piede per migliorare la sua stazione eretta.
Così Apache Kid e gli altri tornarono alle proprie capanne; il Kid si tenne alla larga dai militari e si ritirò in un canyon a circa sei miglia da San Carlos, con la propria famiglia, recandosi all’agenzia solo per ritirare le razioni, il Venerdì. Ma molto lontano forze sinistre stavano tramando a sua insaputa. Il 15 Aprile 1889 diversi Apaches detenuti furono rilasciati da prigioni federali, dopo una decisione della Corte Suprema conosciuta come ” Gli Stati Uniti vs. Captain Jack”. In breve si deliberò che indiani che avevano commesso crimini nei Territori dovessero scontare la pena nelle prigioni territoriali, non in quelle federali. Così un Apache Tonto, Nahdeizaz, condannato per aver ucciso il Ten. Seward Mott il 10 Marzo 1887 per una disputa insorta sulla destinazione dei campi dell’indiano, tornò a San Carlos da Menard, Illinois, e altri dieci tornarono da Columbus, Ohio.


Un manifesto da ricercato per Apache Kid

Tra questi il capo della banda SC di San Carlos, Captain Jack, Pinal, che era stato condannato insieme a Elcahn, Hoscalte e Hastentudujay per l’uccisione di due indiani della banda SJ di San Carlos, al comando di Casadore. Il 10 Aprile 1888 questi indiani avevano attaccato il gruppo di Casadore che, con otto seguaci, stava recandosi a San Carlos; due uomini, Nasua e Nachona, erano morti. I colpevoli, compreso l’innocente Captain Jack, che non era sul posto, furono condannati a lunghi periodi di detenzione presso la prigione federale di Columbus.
Il fermento creato dal precoce rilascio degli Apaches condannati per i crimini commessi destò subito l’interesse delle autorità militari e di Al Sieber; gli Apaches dovevano essere nuovamente processati presso i tribunali territoriali e così anche Apache Kid e gli altri scouts. Questi avevano commesso infrazioni già giudicate da una corte marziale, facendo loro parte dell’esercito e processarli una seconda volta in ambito civile appare verosimilmente illegale.
Presto lo sceriffo Glenn Reynolds, di Gila County ebbe in mano la lista degli uomini da arrestare e da trasferire a Globe per il processo. Kid fu arrestato dal vice di Reynolds, Ryan, mentre si stava recando a San Carlos come tutti i Venerdì.
Il processo si tenne a Globe dal 25 al 30 Ottobre 1889. Presidente del Secondo Distretto Giudiziario dell’Arizona era il giudice Kibbey, mentre J.C. Cabe era il procuratore. Al termine del processo Kid fu condannato a scontare nove anni a Yuma, prigione territoriale, mentre Hale (Miguel) e Bacheonal (Pashtentah) furono condannati a sette anni. Margy, Askisaylaha e Naconquisay non furono ri-processati, forse perchè Sieber ce l’aveva solo con Kid e gli altri due.
La stessa sessione del processo vide giudicare anche Bithejabetishtocean, un Apache che, nel Febbraio 1889, aveva ucciso il carrettiere Freeman Cosper sulla strada tra Willcox e Globe per impossessarsi del suo fucile decorato. Nel suo caso si decise per l’ergastolo. Il gioviale Captain Jack fu assolto, mentre Elcahn e Hastentudujay furono condannati al carcere a vita a Yuma e Hoscalte a dodici anni. Jesus Avott, un messicano, fu condannato ad un anno per aver venduto un cavallo altrui; infine Bob McIntosh, accusato di aver rubato un cavallo, fu tenuto in custodia perchè ci si accorse che il “delitto” era stato commesso in altra contea.
Gli Apaches processati furono fotografati in gruppo da qualche giornalista; appaiono come un gruppo di uomini laceri. Solo Kid, con un cappello di feltro e un fazzoletto annodato, appare il più lindo. Evidentemente l’ambiente di una prigione dell ‘800 aveva lasciato il segno sui prigionieri.
Lo sceriffo Reynolds, incaricato di trasferire gli otto prigionieri apache e Jesus Avott da Globe a Yuma, utilizzò la carrozza Concord della Middleton Stage Line, spaziosa e resistente, per il viaggio. Eugene Middleton, 28 anni, era il proprietario del servizio e conducente della diligenza. Reynolds rifiutò l’aiuto offertogli da Al Sieber, di una scorta di scouts di San Carlos e non potè contare su Tom Horn, impegnato in una gara di lazos. Ad accompagnarlo fu il vice William “Hunkydory” Holmes, 56 anni. Il gruppo partì molto presto il mattino del 1 Novembre 1889. Gli Apaches e Holmes viaggiavano in carrozza. Con una sosta a Pioneer Pass la carrozza percorse circa 40 miglia fino al fiume Gila che fu guadato sotto una fredda pioggia, in una giornata gelida e nebbiosa. A Riverside Station il gruppo sostò per la notte e i prigionieri, ammanettati due a due e incatenati anche alle caviglie, dormirono semiseduti.


Apache Kid (secondo in piedi da destra) ed i suoi “diavoli rossi”

Glenn Reynolds rinunciò al proprio cavallo lasciandolo a Riverside (odierna Kelvin) e il gruppo ripartì la mattina presto del 2 Novembre. Il momento più difficile del viaggio era ora di fronte a Reynolds: l’ascesa di Kelvin Grade. Per consentire alla squadra di cavalli di risalire l’altura, lo sceriffo fece scendere i prigionieri, meno Apache Kid e Hoscalte. Così mentre Middleton e la carrozza scomparivano dietro una curva, gli Apaches che seguivano a piedi a due a due, con Reynolds davanti e Holmes dietro, videro l’occasione favorevole. Sayes e Elcahn si gettarono su Reynolds, infagottato in un cappotto abbottonato che copriva l’accesso alla pistola, appropriandosi della doppietta del funzionario; in fondo al gruppo Bacheonal riusciva ad afferrare il Winchester di Hunkydory ed a far fuoco sul povero vice. Poi Bacheonal sparò allo sceriffo, uccidendolo. Mentre gli Apaches recuperavano le chiavi delle manette e si liberavano a vicenda, il messicano Avott corse avanti per avvertire un ignaro Middleton, ma mentre gli raccontava trafelato l’accaduto Bacheonal giungeva e feriva gravemente il giovane tra bocca e collo. Avott si nascose tra i cespugli. Si dice che Kid impedì ad Elcahn di finire Middleton, forse per riconoscenza verso una offerta di sigarette concessagli la sera prima a Riverside Station. Gli Apaches quindi fuggirono a piedi, mentre le loro tracce venivano occultate da una incipiente nevicata. Tempo dopo, riavutosi parzialmente, un dolorante Middleton riuscì a trascinarsi indietro a piedi fino a dare l’allarme a Riverside Station, avendo incontrato la diligenza diretta a Tucson. Jesus Avott invece incontrò un mandriano, Andronico Lorona, che staccò un cavallo dal team della diligenza e permise a Avott di raggiungere Florence per dare l’allarme mentre alcuni uomini del ranch dove lavorava Lorona raggiungevano Kelvin Grade. La mattina del 4 Novembre posses guidate dallo sceriffo Ryan, che avrebbe preso il posto di Reynolds, e dallo sceriffo Fryar di pinal County giunsero sul posto. I corpi delle vittiome erano già stati rimossi e portati a Globe, mentre Middleton era stato riverato a Florence, nel cui ospedale sarebbe rimasto per sei settimane. Gli inseguitori individuarono a fatica una pista vecchia di più di 24 ore; trovarono i pantaloni e i mutandoni del bagaglio di Holmes e carte relative alla situazione dei prigionieri. Più oltre fu rinvenuto il cappello dello sfortunato vice e parti di un manzo macellato dai fuggitivi. Nel frattempo tutte le autorità militari dal Cap. Bullis a San Carlos, al Generale Miles e fino all’Aiutante Generale a Washington erano state avvertite. Gli uomini delle posses che avevano individuato la pista degli Apaches rinunciarono presto a causa della neve. La pista di Apache Kid e degli altri conduceva lungo il San Pedro e poi ad est nelle montagne. Malgrado fossero a piedi i fuggitivi si muovevano velocemente. Tre indossavano scarpe e cinque mocassini. Come minimo cinque erano armati. Kid e Bacheonal furono visti il 5 Novembre a quattro miglia da San Carlos e qualche giorno dopo i Tenenti Clarke e Watson con gli scouts indiani ebbero un rapido scontro a fuoco con i ricercati e li costrinsero a lasciare una caverna sul Salt River. Qui, lo scout Rowdy trovò il cappotto di Middleton. Poi Kid e gli altri “scomparirono”, rifugiatisi forse in Messico. Alla fine di Aprile i militari decisero di tornare in azione; ebbero un incontro con Josh, un Apache che si era trovato nei guai proprio con l’esercito e lo convinsero che era meglio per lui cooperare.


Massai, Rowdy, Apache Kid e i soldati

Josh condusse i militari ad Ash Flat, in Graham County, deve pensava che gli ex-prigionieri si stessero nascondendo. Qui i soldati sorpresero Hale, Bacheonal, Hastentudujay e Bithejabetishtocean e li uccisero; Josh decapitò Bacheonal e portò la testa a San Carlos come prova di ciò che si era fatto. Il 14 Maggio 1890 lo sceriffo Ryan pagò 200 dollari all’ufficiale al comando a San Carlos per ricompensa agli uccisori dei quattro ricercati. Niente si sapeva del Kid e degli altri, ma notizie di avvistamenti giungevano dal sud e il 26 giunsero notizie dell’uccisione di un civile vicino Rucker Canyon. Nel frattempo il Colonnello Kosterlitzky e i suoi rurales, in Sonora, scoprirono che alcuni banditi erano stati uccisi dagli indiani. Seguirono quindi la pista individuata ed uccisero tre Apaches nel successivo combattimento; tra gli averi degli uccisi trovarono l’orologio e la pistola appartenuti allo sceriffo Reynolds. Anni dopo Kosterlitsky, scrivendo ad un amico, rivelò che l’indiano che li possedeva era anziano, coi capelli grigi. Nel Giugno scouts indiani e soldati provenienti dalle diverse postazioni militari dell’Arizona sud-orientale si mossero giornalmente attraverso montagne, colline e ranches mentre il sistema degli eliografi trasmetteva segnalazioni.
Per motivi sconosciuti i fuggitivi rimasti, Kid, Elcahn, Sayes e Hoscalte decisero di separarsi. Forse Kid si unì ad un altro ricercato, l’elusivo Massai, fuggito dal treno diretto in Florida nel 1886. La vita di questi Apaches era grama, dovendo nascondersi ed evitare qualunque contatto con l’uomo bianco, soldati e non. Ma soprattutto doveva mancare loro la famiglia e l’affetto dei loro cari. Nell’estate 1890, quasi nove mesi dopo l’uccisione dello sceriffo Reynolds e di Holmes a Kelvin Grade, gli ultimi tre fuggitivi, meno Apache Kid, si nascondevano nell’area del Mescal Creek, a 20 miglia da San Carlos. Hoscalte in Luglio decise di tornare al proprio campo dove fu accolto dalla moglie e dai parenti. Ma la gioia di Hoscalte finì presto, quando arrivarono Sayes ed Elcahn, che minacciarono le famiglie del campo e chiesero cibo. Quando il suocero di Hoscalte tentò di farli allontanare, Sayes lo uccise sparandogli al petto. Hoscalte, affranto dal rimorso di aver provocato questo lutto alla propria famiglia decise di arrendersi e si recò dal Cap. Johnson a San Carlos. I soldati si diressero subito alla rancheria di Hoscalte dove, in un rapido scontro, uccisero Elcahn e ferirono Sayes ad un braccio, catturandolo. La Contea di Gila pagò ai soldati 150 dollari per l’avvenuta cattura dei ricercati.
Sayes fu processato a Florence e condannato all’ergastolo nell’Ottobre 1890, mentre Hoscalte non fu giudicato per aver cooperato nella cattura di Sayes, ma doveva comunque scontare la precedente condanna a dodici anni di reclusione.
I due furono tradotta a Yuma, prigione territoriale. Entrambi si ammalarono di tubercolosi e morirono ad un giorno di distanza l’uno dall’altro, il 30 Marzo e il 1 Aprile 1894. Eccetto Apache Kid tutti i prigionieri protagonisti del massacro di Kelvin Grade erano ora morti.
Dal 1890 al 1894 Apache Kid fu accusato di quasi ogni uccisione, stupro o depredazione avvenuti nel Territorio dell’Arizona. Anche i suoi detrattori capivano che egli non poteva essere dappertutto. è certo che egli evitò di essere catturato grazie ai suoi acuti sensi e alla sua perfetta conoscenza del terreno che aveva acquisito anche durante i suoi anni come scout dell’esercito. Inoltre Kid aveva una famiglia numerosa e poteva contare su una rete di amicizie che gli passavano informazioni e gli procuravano rifornimenti. Coloro che lo conoscevano meglio sapevano che non era l’assassino diavolo rosso in cui la stampa locale l’aveva trasformato. Quasi certamente, comunque, Kid uccise alcune persone, rubò cavalli e saccheggiò per sopravvivere. Gli ufficiali dell’esercito a San Carlos pensarono bene di imprigionare Eskiminzin, il capo degli Aravaipa imparentato col ricercato, che aveva sposato una sua figlia o una sua cognata.


Apache Kid in manette, 1898

Dopo alcuni mesi passati come detenuto a San Carlos Eskiminzin, insieme a Capitan Chiquito e quasi quaranta della loro gente, tra cui la madre, la moglie e i figli di Kid, furono esiliati a Mount Vernon Barracks, Alabama, dove già si trovavano i Chiricahuas allontanati dall’Arizona. Eskiminzin professò sempre la sua innocenza dicendo di non aver mai avuto contatti col Kid, ma dovette rimanere in Alabama per tre anni, fino a quando non gli fu concesso di tornare a San Carlos, dove giunse il 23 Novembre 1894, un anno prima della sua morte.
Ad un certo momento la ricompensa promessa a chi avesse ucciso o catturato Apache Kid salì fino a 15000 dollari; ce n’era abbastanza perchè qualunque cercatore, cowboy, avventuriero si mettesse sulle sue tracce e gli sparasse a vista.
Una donna che rimase un pò con Apache Kid rivelò che egli si nascondeva di giorno e viaggiava di notte e che scrutava l’orizzonte col suo binocolo. Il noto scout Mickey Free ammise un tempo di aver inseguito Apache Kid per tre mesi al fine di riscuotere la taglia dovuta. Riportò pure ad Al Sieber un pezzo di cute decomposta, sostenendo che portava il tatuaggio del Kid (W come warrior che si diceva avesse stampato sulla fronte). John Slaughter, proprietario del San Bernardino Ranch rivendicò di aver ucciso il Kid durante una campagna nella Sierra Madre, ma decise di non pubblicizzarlo per avere illegalmente passato il confine internazionale. Wallapai Clark sostenne di aver colpito Kid mentre con una donna cercava di rubargli un cavallo; la donna fu ritrovata morta vicino al corral e tracce di sangue partivano dal corral stesso. Wallapai Clark era convinto che Kid fosse stato almeno ferito. Un ex scout dell’esercito, John B. Gray, riferì di aver pagato il capo Yaqui Kelzell per uccidere Kid, che diceva avergli rubato un cavallo favorito. Tre mesi dopo Kelzell tornò con una testa umana dicendo: ” è fatta !”. Una serie di lettere scritte da un ex membro di una posse rivelarono che Kid era stato ucciso a San Juan Canyon in New Mexico. Avevano tagliato la testa e il dito indice dell’ucciso e li avevano inviati alla Skull and Bone Secret Fraternal Society presso l’Universatà di Yale. Si disse che il cranio conteneva un dente d’oro applicato a Kid mentre frequentava la scuola di Carlisle in Pennsylvania (dove Kid non andò mai…). Nel 1894 un ex scout di nome Montgomery incontrò Kid mentre cercava rovine storiche sullo Cherry Creek, non lontano da San Carlos. Apache Kid, apparso improvvisamente, levò il Winchester verso Montgomery, chiedendogli solo di parlare e condividere del tabacco. Kid volle sapere se c’era ancora una taglia su di lui e chiese di Al Sieber. Dopodichè il Kid se ne andò. Montgomery disse di conoscere Apache Kid sin dai tempi che erano entrambi scouts e sostenne che egli era dimagrito ed aveva perso il suo aspetto dritto. Inoltre aveva occhi incassati e portava i capelli corti e vesti da uomo bianco. Perfino nel 1924 Joe Adley, scout apache a Fort Huachuca e nipote di Apache Kid, confidò ad un ufficiale che Kid era ancora vivo in Messico. Ma una donna apache molti anni prima aveva sostenuto di essere stata rapita da Apache Kid e che questi l’aveva liberata in quanto ammalato di tubercolosi. Il destino finale di Apache Kid non sarà mai conosciuto con certezza. Molti affermarono di averlo ucciso ma il suo corpo non fu mai recuperato. Nessuna delle ricompense promesse fu mai riscossa. Così quel che è certo è che il destino di Apache Kid stava proprio nel suo vero nome.

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