“Clay” Allison, è il Far West

A cura di Gualtiero Fabbri

Clay Allison
Agricoltore, soldato nelle file Sudiste, scout, spia, cow-boy, buckaroo, allevatore, ladro di bestiame, vigilante, sensale… in varie epoche fu tutto questo, ma chi gli chiese quale fosse la sua attività rispose “I am a shootist!”
Con quindici omicidi accreditati, Robert Andrew “Clay” Allison non è forse nell’olimpo dei grandi pistoleri, ma leggendo con attenzione la sua storia si ha l’impressione, a differenza di molti altri presunti “uccisori”, che il numero dei suoi “centri” sia molto attendibile.
Clay Allison aveva un carattere focoso e molto irruento e quando beveva poteva diventare veramente un folle. A sostegno di questa tesi c’è il suo congedo dall’esercito confederato, avvenuto a causa dei suoi frequenti scatti d’ira durante i quali arrivava a minacciare i superiori accusandoli di tiepidezza, se non di codardia nel perseguire il nemico.
Sembra che dopo l’uccisione di F. Grieco si sia messo a ballare nudo nel saloon con un fiocco rosso legato alle intimità!
Un altro giorno fu fermato dallo sceriffo di Moobetie mentre, ubriaco e nudo, cavalcava selvaggiamente nell’abitato; in quell’occasione trascinò lo sceriffo in un saloon e sotto la minaccia della pistola lo costrinse a bere fino ad ubriacarsi.
Come si vede nei peggiori film, una volta attaccò ad una porta un avvocato con cui aveva avuto da ridire, bloccandolo per i vestiti con un coltello.
Ancora, a Cheyenne si racconta che il suo dentista, per errore, avesse iniziato a togliergli il dente sbagliato. Allison si alzò e andò a farselo togliere da un altro dentista, ma poi tornò dal primo e gli strappò un molare e le urla del poveretto fecero accorrere molta gente, cosa che impedì il proseguire dell’operazione sugli altri denti.
Clay Allison in un ritratto
Non sappiamo quanti di queste storie siano vere e quante inventate, ma è probabile che un fondo di verità ci sia.
A dispetto delle premesse, Clay Allison non era uno smargiasso vanaglorioso, ma era anzi abbastanza autorevole e con una presenza che imponeva rispetto.
Era nato il 2 settembre del 1840 a Waynesboro, in Tennessee, e dalla nascita aveva un difetto ad un piede, aggravato da un infortunio. Rimase in famiglia a lavorare la terra fino allo scoppio della Guerra di Secessione e nel 1861 si arruolò nella Light Division Artillery del Tennessee, dove rimase arruolato sino all’inizio del 1862, quando fu congedato per via di una “malattia” non ben definita, ma legata ai suoi scatti d’ira e questo basta per definire in maniera abbastanza precisa il suo carattere.
Nel settembre dello stesso anno, sempre desideroso di “menare le mani”, Allison riuscì a farsi arruolare nel 9° Tennessee Cavalry agli ordini del famoso Nathan Bedford Forrester. Finalmente aveva trovato il comandante adatto al suo carattere! Era talmente affascinato dal suo superiore, che poi per il resto della sua vita portò la barba alla “maniera di Forrest”.
Durante la guerra fu impiegato come scout e poi come spia e in questa veste fu catturato dai nordisti a Gainesville, in Alabama, nel 1865. Processato come spia, venne condannato alla fucilazione, ma come nelle migliori trame cinematografiche, la notte prima dell’esecuzione uccise la guardia e riuscì ad evadere.
Alla fine della guerra tornò in famiglia, nel Tennessee, dove sembra che fece parte del Ku Klux Klan, fondato dal suo ex comandante Forrest. In quel periodo, durante una requisizione alla fattoria di famiglia da parte di soldati nordisti, Clay Allison ebbe una reazione violenta che lo portò ad uccidere un caporale del 3° Illinois. Dovette abbandonare immediatamente lo stato e scappò in Texas.
In Texas, nella Contea di Brazos River, lui e i fratelli cominciarono a fare i cow-boys e ad allevare del bestiame.
Clay Allison infortunato
Nel 1866 venne ingaggiato dal celebre Charles Goodnight che assieme al socio Loving intendeva portare una mandria lungo una pista mai battuta, che dal Texas, attraverso il New Mexico, arrivava in Colorado, una pista che in seguito prese il nome di “Goodnight Trail”.
Tornato in Texas, l’anno dopo si mise al servizio presso L. Coleman e I. Lacy, altri due famosi allevatori texani, come capo mandriano.
A questo periodo della sua vita risale un episodio che sa molto di leggenda da saloon… Come si è detto, Allison aveva messo su un piccolo allevamento in proprio, gestito con i fratelli. Un giorno entrò in lite con un vicino, un tale Johnson, per una pozza d’acqua usata come abbeverata del bestiame. Per risolvere la questione in modo radicale i due scavarono una profonda buca, dove si calarono e ingaggiarono un duello a colpi di coltello; il vincitore avrebbe avuto l’acqua, il perdente la fossa già pronta dove essere sepolto. Non si conosce l’esito dello scontro, ma possiamo dedurlo, dato che Clay rimase in vita.
Quando i due soci, Coleman e Lacy, nel 1870 decidono di trasferirsi armi e bagagli in New Mexico, incaricano Allison e fratelli dello spostamento delle mandrie, all’arrivo vengono pagati con trecento capi di bestiame, Clay e il fratello John mettono su un piccolo Ranch vicino a Springer sul Canadian.
Un bel ritratto
I due cominceranno ben presto, assieme agli altri mandriani, a movimentare i sabato sera della vicina Elizabethtown, ubriacandosi abitualmente e sparando allegramente a lampade, fanali, specchi, vetri, tutto quello cioè, che faceva rumore rompendosi, molto praticato era lo sport di fare ballare qualche malcapitato sparandogli vicino ai piedi.
Il suo carattere peggiore si manifestò una sera in cui fu catturato un tale C. Kenndedy sospettato di omicidio per rapina; assieme ad altri forzò la prigione dove era rinchiuso il disgraziato, poi, passatagli una corda attorno al collo, lo trascinò per la strada finchè non morì, poi gli tagliò la testa e la infisse su un palo di fronte al Lambert’s Inn.
A questo periodo risale anche l’episodio, riportato da più storici, del duello incruento contro Mace Bowman; i due si scontrarono con un’estrazione di pistola, ma senza sparare per vedere chi fosse il pistolero più veloce e Allison perse nettamente. Poi Bowman insegnò i suoi trucchi allo sbalordito allievo in cambio di una pinta di whisky.
Poco prima di sposarsi, nel 1873, fu accusato del furto di 12 muli di proprietà del governo e destinati a Fort Union. Quando l’esercito se li venne a riprendere, Allison fuggì aprendosi la strada a revolverate ed una di queste lo colpì ad un piede, procurandogli così una zoppia ancora più pronunciata!
Nel 1874 capitarono in paese due texani e uno era Chunk Colbert, famoso come pistolero con sei tacche nella pistola, che da subito iniziò a proclamare la sua rapidità e a pronunciare minacce rivolte ad Allison per presunti torti subiti da lui in passato. Quando si incontrarono, però, fecero finta di nulla, bevvero e giocarono a carte assieme e di sera Colbert invitò Allison a cena. Alla fine di questa, Colbert aprì il fuoco sul rivale sparando da sotto la tavola, ma il colpo fu impreciso e Allison, che era in guardia, gli sparò direttamente in testa.


Clay Allison uccide Chunk Colbert

Colbert fu sepolto dietro il ristorante e quando ad Allison fu chiesto il perchè avesse accettato l’invito a cena pur sapendo del rischio, quello rispose: “Non volevo mandare qualcuno all’inferno a stomaco vuoto!”
Il giorno dopo fu visto allontanarsi a cavallo con Charles Cooper, il socio del defunto Colbert; tornò solo e disse che lo aveva solo invitato ad andarsene e a mai più tornare, ma Cooper non fu mai più visto da nessun’altra parte e Allison subì più avanti un processo per “presunto omicidio”.
Nel 1875 scoppiò ”la guerra della Contea di Colfax”. Aperta la corsa alle terre del Cimarron, a Santa Fe si era organizzato un “ring” di possidenti che con l’appoggio del governatore del New Mexico e dei funzionari che riuscì a mettere a capo della Contea di Cimarron (uno dei quali era il dott. Longwell che aveva curato la ferita al piede di Allison e che fu designato giudice alle successioni territoriali, un altro era l’avvocato Mills, legislatore dello stato, il tale che era stato inchiodato da Allison alla porta con il coltello) tentò di impossessarsi delle terre mettendosi in urto con i residenti, i quali a loro volta si organizzarono in un “ring di Colfax” alla cui testa c’era un prete metodista, il reverendo F.J. Tolby; capo degli armati era naturalmente Clay Allison.
Il reverendo Tolby fu ucciso in un agguato e dell’omicidio fu incolpato un poliziotto di Cimarron, un certo Cruz Vega, che catturato dai vigilantes di Allison incolpò Longwell e Mills come mandanti e Manuel Cardenas come esecutore materiale. Non fu creduto e fu impiccato ad un lampione.
Il giorno dopo, alla sepoltura di Vega era presente anche un suo cugino che aveva fama di essere un buon tiratore, Francisco “Pancho” Grieco. Al cimitero si presentò Clay Allison che, rivolgendosi direttamente a Grieco, gli impedì di procedere con la sepoltura dichiarando che quel morto non poteva stare nello stesso posto della sua vittima e per buona misura gli vietò la sepoltora all’interno della città così che le persone in lutto dovettero prendere il loro defunto e seppellirlo a mezzo miglio dalla città.
Clay Allison
Come era logico aspettarsi, finita il rito della sepoltura, Grieco assieme a due spalleggiatori andò a cercare Allison… Lo trovò nel saloon del St. James Hotel e iniziò subito una sparatoria nella quale Allison uccise Grieco. A quel punto gli uomini del “Colfax ring” presero in mano la cittadina e instaurarono un regime di terrore per nove lunghissimi giorni, il tempo necessario ad istruire un processo che assolvesse Allison per legittima difesa.
Poco dopo anche Manuel Cardenas, che era stato indicato da Vega come l’uccisore di Tolby, venne catturato dai vigilantes a Elizabethtown e confermò come mandanti sia Longwell che Mills, ma indicò come esecutore il defunto Vega. La tattica dello “scaricabarile” non funzionò a dovere e anche lui finì appeso al lampione più vicino, mentre i due funzionari dovettero fuggire a Fort Union e mettersi sotto la protezione dell’esercito per scampare alla morte.
L’ennesima uccisione di un residente di origine messicana suscitò l’indignazione dei numerosi abitanti di quell’etnia che, organizzatisi, cominciarono a dare addosso ai residenti e, per buona misura, si misero in mezzo anche gli indiani che approfittarono del caos che si era creato nella regione per iniziare a compiere indisturbati una serie di raid.
Si arrivò al punto che la contea era diventata un territorio di guerra dove erano tutti contro tutti.
Allison girava quasi sempre accompagnato da un gruppo di cow-boys ed “era sempre pieno di armi da sembrare un’armeria ambulante…” Un giorno entrò nella redazione del giornale News and Press che aveva osato criticarlo e vi fece esplodere un ordigno, prese poi i macchinari e li gettò nel Cimarron River.
Il governatore del New Mexico, Axtell, pur trovare una soluzione a quei guai, arrivò perfino al tentativo di cancellare la contea di Colfax ed inglobarla in quella di Taos, ma questo inasprì ancora di più gli animi e lo fecero desistere. Per bloccare la rivolta mise una taglia su Allison, accusandolo dell’omicidio di Charles Cooper, e questa mossa sembrò in qualche modo allentare la tensione.
Allison all’età di 45 anni
Allison fu contattato per farsi processare e dopo un primo rifiuto, dietro precise garanzie, accettò di presentarsi in un’aula di tribunale, tanto era sicuro del fatto suo… E infatti alla fine fu assolto per mancanza di prove.
La guerra della contea di Colfax era costata duecento morti.
Alla fine del 1876 Allison era in viaggio col fratello John in Colorado. Evidentemente certe persone non hanno bisogno di cercare guai, ma sono i guai che cercano loro… I due decisero di sostare a Las Animas e una sera andarono a spassarsela in un “Dancing”; l’invadenza o il passo pesante dei due non fu gradito a qualche cliente che decise di far intervenire la forza pubblica. Arrivò dunque il vicesceriffo C. Faber con due aiutanti e nel tentativo di disarmare Allison e i suoi amici, ne nacque una sparatoria dove John fu colpito al petto, al braccio ed a una gamba. Faber fu ucciso da Allison, gli altri si allontanarono illesi. Anche questa volta Allison venne assolto per legittima difesa.
Nel 1877, stanco del New Mexico, Clay Allison vendette tutto al fratello, che nel frattempo si era ripreso dalle ferite di Las Animas. Si trasferì prima a Sedalia nel Missouri, poi ad Hays City nel Kansas dove si mise a esercitare la professione di sensale di bestiame.
Verso la fine del 1878 si recò a Dodge City, forse per vendicare l’amico George Hoyt, ucciso in quella città, e qui ci fu il mancato incontro con Wyatt Earp.
Qualche storico sostiene che i due si incontrarono, ma noi preferiamo basarci sulla testimonianza di Charles Siringo che si disse chiaramente che non si incontrarono.
Tralasciamo le dichiarazioni postume di Earp che non sono attendibili e, come sempre, la verità la troviamo nel mezzo. Fintanto che Allison imperversò, le forze dell’ordine giustamente si raggrupparono, stettero defilate e si prepararono al peggio, anche perché l’unico che forse poteva tenergli testa era Bat Masterson, ma era assente, e l’unica cosa da fare per evitare uno scontro a fuoco – che sicuramente ci sarebbe stato se si fossero incontrati – era attendere che la cosa si sgonfiasse da sola.
Passata la sbornia, Clay Allison se ne partì il giorno dopo senza avere consumato la sua vendetta.


La lapide che ricorda Clay Allison

Nel 1880 era di nuovo in Texas, nella Hempill County, con la famiglia, impegnato nella gestione di un ranch. Ma appena tre anni dopo si era stabilito a Seven River, nel New Mexico, anche se si trattò solo dell’ennesima tappa di una vita in continuo movimento.
Nel 1887, era di nuovo in Texas, a Pecos, dove avviò un’altra fattoria e il primo luglio di quell’anno, mentre trasportava un carro di viveri verso casa, il suo carro si rovesciò schiacciandolo.
Venne sepolto nel cimitero di Pecos.
Nel bene o nel male Clay Allison è stato un vero personaggio del farwest!

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Commenti

2 Risposte a ““Clay” Allison, è il Far West”

  1. VicTuri, il 7 aprile 2014 11:15

    “Non fu creduto e fu impiccato ad un lampione.” “…e anche lui finì appeso al lampione più vicino”. Suppongo che la frase sia usata come un modo di dire, ma non credo proprio che in quegli anni ci fosse una sola cittadina del west che avesse i lampioni o, per meglio dire, l’illuminazione pubblica. Magari si potrebbero usare altre espressioni meno imprecise e più aderenti al contesto. A parte questo un bell’articolo. Grazie e saluti.

  2. fooleydad, il 18 maggio 2014 14:22

    se avessi voluto usare la parola lampione per indicare un sostegno generico cui appendere una corda lo avrei messo tra virgolette.

    Caro Vic Turi quello che tu credi, come del resto quello che credo io, ha poca importanza, il fatto è che i lampioni nelle città di frontiera esistevano, e nelle ricerche che ho fatto per l’articolo ho trovato esattamente questo, come altre volte ho trovato gente impiccata a travi, pali del telegrafo, alberi, o sostegni superiori di cancelli.
    Avrei preferito commenti negativi sull’ortografia e impostazione dell’articolo, in questo caso sarebbero stati meritatissimi…….

    Approfitto per puntualizzare che Charles Siringo nel suo libro di memorie -Riata and spurs- (pagina 59) scrisse che finchè Allison imperversò quel giorno a Dodge City, nessun tutore dell’ordine si fece vedere per la città, Wyatt Earp incluso.
    (giustificabile, come ho scritto, perchè Wyatt Earp era un pessimo tiratore, ed essendo stato un pugile professionista se la cavava molto meglio a pugni )

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