La frontiera nei dipinti di George C. Bingham

A cura di Paolo Secondini

Esercizi con le armi
In una grande fattoria della Contea di Augusta, nello Stato della Virginia, George Caleb Bingham nacque il 20 marzo 1811, secondogenito del giudice Henry Vest e della maestra di scuola elementare Mary Amend.
Si accostò alla pittura giovanissimo (non aveva ancora compiuto dieci anni), sentendo spontaneamente il desiderio di riprodurre su carta, su legno o qualsiasi altra superficie, mediante forme e colori, la bellezza dei paesaggi e della natura in generale, che contemplava durante le lunghe, solitarie passeggiate per i campi, e che grandi emozioni destavano in lui. Ben presto la famiglia, per gravi motivi economici, si trasferì nello Stato del Missouri, dapprima nella cittadina di Franklin, successivamente in quella di Arrow Rock.
Di fondamentale importanza nella vita del giovane Bingham fu l’incontro occasionale con il noto pittore Chester Harding – nativo di Conway, Massachusetts –, i cui insegnamenti, soprattutto nell’ambito della ritrattistica, gli permisero di migliorare la propria arte, che aveva iniziato da semplice autodidatta.
Sicuramente per consiglio di Harding, Bingham compì studi regolari di disegno e pittura in diverse città americane, tra le quali Filadelfia e Baltimora (nel 1856, seguendo l’esempio di molti artisti americani, si recherà in Europa, prima a Parigi, poi a Düsseldorf, per studiare le opere di famosi pittori nei musei di quelle città).


Un quadro dedicato a Daniel Boone

Tornato nel Missouri, precisamente a Saint Louis, si sentì in possesso dei mezzi necessari a dipingere, con sicurezza e maestria, quello che maggiormente lo interessava: la vita della Frontiera nei più diversi e semplici aspetti quotidiani.
Di buona lena si mise al lavoro, dandosi dunque alla pittura di genere, della quale egli fu, sicuramente, un valido maestro.


Elezioni presso gli uffici della contea

Dal momento che dipingeva all’aria aperta, in piedi o seduto davanti al cavalletto, creò una serie di quadri pieni di luce e dal cromatismo brillante, vivace, che ebbero come soggetto cacciatori, commercianti di pelli, artigiani, contadini, politici, massaie, coloni, esploratori (famoso è il ritratto di Daniel Boone mentre attraversa il valico di Cumberland, nel Kentuchy), cittadini comuni – uomini e donne –, rappresentati in varie attività della vita civile nei luoghi ancora selvaggi del Nuovo Mondo.


Gli allegri battellieri

Caratteristici sono alcuni dipinti (realizzati nel decennio compreso tra il 1845 e il 1855) in cui Bingham, secondo il più schietto e incisivo realismo, ritrae alcuni battellieri sul Missouri, i quali, con chiatte o piccole imbarcazioni, trasportano, attraverso le placide acque del grande fiume, operai che giocano a carte, o che ballano al suono di violini, o che fumano pipe dal lungo cannello, o che conversano tra loro, o che riposano semplicemente dopo una lunga, estenuante giornata di lavoro. I loro indumenti sgualciti e a volte strappati, i cappelli sformati e stinti, la mancanza spesso di scarpe, testimoniano un’esistenza piuttosto povera e amara, fatta, cioè, di stenti e privazioni.


Il duro lavoro dei minatori nel west

Ciò nonostante, traspare da questi dipinti un’atmosfera di grande serenità, trasmessa, non soltanto dagli atteggiamenti ora allegri e spensierati, ora calmi e pensosi dei vari personaggi, ma anche dalla quiete, profonda e sonnolenta, del fiume Missouri, che sembra cullare con dolcezza, per tutto il tempo del tragitto o della traversata da una sponda all’altra, i momentanei navigatori.


Una gara di tiro al bersaglio con i fucili

Qui siamo lontani dalla ferocia dei banditi che assaltano banche o diligenze, dalle mortali sparatorie nelle strade o nei saloon, dai furti di bestiame, dai bivacchi dei cowboys nelle vaste praterie, dal frastuono convulso dei rodei, dalla caccia ai bisonti, dagli scontri a fuoco tra indiani e soldati.


Una vista del Pikes Peak

Quello ritratto da Bingham è, certamente, un west più docile, meno rumoroso, intensamente pacato nelle sue scene, specie quelle cittadine o comunque piene di folla, dove la tensione drammatica degli avvenimenti sembra attenuata dall’apparente bonarietà degli uomini, delle donne e dei bambini. Su tutto e dovunque domina il candore e la gioia della gente, che sembra guardare al futuro con molto ottimismo ed esultanza.


Ancora un’immagine dedicata ai battellieri

Nel 1877, per le indubbie qualità artistiche dimostrate, fu conferita a George Caleb Bingham la cattedra di professore di pittura presso l’Università di Columbia, nel Missouri. Per quanto l’insegnamento gli fosse gradito e lo assorbisse in un modo particolare, egli continuò, con grande passione, a dipingere gli uomini della Frontiera (con la loro vita umile e, per molti aspetti, ingenua e primitiva) fino alla morte, avvenuta a Kansas City il 7 luglio 1879.

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