La pista di Meek (Meek’s Cutoff)

A cura di Sergio Mura

Il “Meek’s Cutoff”, a cui recentemente si è ispirato il regista di un bel film western, è una pista per carovane e carri ideata da Stephen Meek (fratello del notissimo Joe Meek). Questo sentiero punta a Ovest, dipanandosi da un punto preciso dell’Oregon Trail, nel nord-est dell’Oregon. Venne battuta per la prima volta nel 1845 lasciando l’Oregon Trail all’altezza di Vale (Oregon), seguendo il fiume Malheur e dirigendosi a sud-ovest nell’Harney Basin. Da lì si puntava prima a ovest verso la Wagontire Mountain e poi a nord verso la biforcazione meridionale del Crooked River, proprio dove il fiume si divide in due parti. Ogni parte conduceva al Deschutes River. I due percorsi si riunivano poi a nord del punto in cui il Crooked River sfociava nel Deschutes, per poi proseguire verso The Dalles, in Oregon. La strada prese il nome dal pioniere Stephen Meek, che fu stato ingaggiato per guidare la prima carovana lungo quella pista. Il viaggio fu particolarmente duro e molti dei pionieri persero la vita.
Nel 1845 presero a circolare insistentemente certi voci che ipotizzavano un imminente attacco agli emigranti lungo la Oregon Trail che bande di indiani Walla Walla e Cayuse avrebbero attaccato i coloni nelle Blue Mountains dell’Oregon o lungo il fiume Columbia. Le segnalazioni di possibili minacce per i coloni erano pressoché concomitanti all’uccisione di due francesi avvenuta in quella zona.
Stephen Meek, fratello maggiore di Joe Meek, era un esperto cacciatore di pellicce ed esploratore che aveva conquistato una certa fama come guida di carovane. Quando i pionieri decisero di contattare per via della sua familiarità con L’Oregon orientale, l’esploratore era momentaneamente disoccupato.


La carovana procede lungo l’Oregon Trail

Concordato il compenso per i suoi servizi, Meek propose agli emigranti una strada alternativa a quella nota e lo fece con lo scopo di fargli evitare i pericoli delle Blue Mountains. L’idea dell’esploratore era avvincente, per cui non dobbiamo stupirci nel leggere che furono molti quelli che decisero di seguirlo.
Per essere precisi, furono 200 i carri e 1.000 le persone che per seguire Stephen Meek abbandonarono la tradizionale Oregon Trail all’altezza di Vale addentrandosi in una zona desertica dell’Oregon in cui mai prima di allora avevano viaggiato delle carovane.
Meek guidò la carovana a sud-ovest attraverso le Malheur Mountains per poi seguire il corso del fiume Malheur fiume a sud… ma presto fu costretto a ritornare sui suoi passi. Man mano che la carovana si addentrava nel percorso scelto dalla guida, la difficoltà cresceva, fino a farsi insostenibile e nello stesso tempo iniziarono a morire i buoi a cui era affidato il traino dei carri.. A un certo punto del viaggio gli emigranti incontrarono una una salita particolarmente difficile e per raggiungere un crinale della diramazione nord del fiume Malheur, i carri dovettero essere spinti su una ripida e stretta gola da affrontare in salita. Per consentire ai carri di muoversi, i pionieri dovettero spostare un numero impressionante di pietre al fine di creare una sorta di pavimento. Uno dei pionieri annotò di aver spostato almeno 10.000 sassi!


La faticosa avanzata dei carri

Nonostante queste attenzioni un certo numero di carri si danneggiarono durante la salita.
Meek continuò a dirigersi verso sud-ovest conducendo la carovana attraverso l’Harney Basin verso la Wagontire Mountain, in una regione che oggi è conosciuta come Oregon High Desert. La Wagontire Mountain deve il suo buffo nome al fatto che una famiglia di coloni trovò nella zona una ruota di carro. Lì gli emigranti di Meek si accamparono vicino alla Lost Hollow Spring. C’era l’acqua, ma non così tanta quanta ne sarebbe servita per gli emigranti e tutto il loro bestiame. Man mano che arrivavano i carri rimasti indietro, l’acqua divenne sempre più scarsa e la situazione del campo si fecepreoccupante. In una condizione di debolezza fisica diffusa, iniziarono ad ammalarsi molti anziani e molti bambini, ma anche altri presero a soffrire di vari disturbi.
Da settimane gli emigranti avevano tristemente scoperto che la loro guida, Stephen Meek, non aveva alcuna familiarità con quei luoghi in cui viaggiavano e d’altra parte non potevano pensare diversamente, visto che la loro pista sulla Harney Valley era un alternarsi continuo di scelte e ripensamenti. Tuttavia, c’erano ancora erba e acqua sufficienti per provare a tirare avanti. Non per molto, però. La debolezza fisica e psicologica stava lavorando gli emigranti ai fianchi e il rallentamento del ritmo di marcia rese l’atmosfera incandescente.
Il ritratto di Stephen Meek
Per provare a restituire un po’ di serenità alla gente, Meek mandò esploratori in ogni direzione alla ricerca di acqua, ma nonostante le lunghe distanze coperte dai volontari, i risultati furono pressoché nulli.
La ricerca continuò infruttuosa per altri cinque giorni, finché non venne trovato il Buck Creek a circa 25 miglia in direzione nord. Gli emigranti abbandonarono subito il campo per andare al fiume e da quel momento in poi rifiutarono di continuare a seguire Stephen Meek. Ad un certo punto, durante i giorni di viaggio verso il Buck Creek accadde che la famiglia di John Herren trovò alcune piccole pepite d’oro. Da quell’episodio sarebbe in seguito nata la leggenda della miniera perduta di Blue Bucket (secchio blu) il cui nome derivò dal fatto che gli Herren dissero di poter riempire facilmente un secchio (che era blu) di pepite. Il posto indicato dai pionieri non venne mai ritrovato e nulla fa pensare che esista realmente…
Quando la carovana raggiunse la nuova sorgente, alcuni decisero di andare verso ovest ed altri di proseguire verso nord. Non si sa in quale direzione andò Stephen Meek dato che non era più a capo della carovana. Coloro che andarono verso nord lo fecero lungo lo Steen’s Ridge e ancor oggi sono visibili i solchi lasciati dai loro carri. La loro idea era di seguire il Crooked River a ovest. Il gruppo proseguì poi a sud ovest, lungo il lato nord di Hampton Butte e poi lungo il Bear Creek. Alla fine raggiunsero il fiume Deschutes. Questo gruppo soffrì più dell’altro per mancanza di scorte, perciò alcuni volontari decisero di anticipare i carri a The Dalles con uno spostamento che pensavano sarebbe durato un paio di giorni. Ce ne vollero ben dieci e gli uomini arrivarono a The Dalles in condizioni così pietose da dover essere aiutati persino a scendere dai loro cavalli!


La mappa che mostra la pista segnata da Stephen Meek

Mentre il gruppo di soccorso metteva da parte un po’ di provviste, la carovana fu costretta a lottare duramente contro le cascate Sherars che costrinsero i pionieri ad un lavoro immane per assicurare i carri durante l’attraversamento. Gli emigrati raggiunsero esausti The Dalles nel mese di ottobre, avendo subito 23 perdite note a cui probabilmente ne andrebbero aggiunte altre non conosciute.
La morte degli amici, in alcuni momenti, spinse ad un moto di rabbia che mise a rischio la vita di Meek, ritenuto colpevole del disastro della carovana. La rabbia verso Meek portò a coniare una terribile frase: “Meek deserted them in the desert” (Meek li abbandonò nel deserto).
Nonostante le storie contrastanti su un tentativo di linciaggio, resta il fatto che Stephen Meek rimase con quegli uomini per tutto il viaggio.
Il “Meek’s Cutoff” è una dei sedici sentieri storici riconosciuti dallo Stato dell’Oregon.

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