Mike Fink, il re dei battellieri

A cura di Sergio Mura

Mike Fink
Mike Fink, il cui nome può essere rintracciato anche in forma di Miche Phinck, nacque tra il 1770 e il 1780 e morì forse nel 1823. Non si hanno certezze sulla data – e, credetemi, questo sarebbe davvero il minimo – perché tutto di lui è avvolto da uno spesso e impenetrabile alone di leggenda e impossibilità per gli storici di riscontri tecnicamente perfetti. Sappiamo con certezza che Mike era notissimo tra la gente della frontiera come “Il re dei battellieri” perché lavorava come barcaiolo, ma tutti sapevano bene anche che era parecchio irascibile e spaventosamente forte, visto che un altro suo nomignolo era quello di “Picchiaduro”. Era uno smodato bevitore di liquori e mostrava tutte le sue caratteristiche andando su e giù per i fiumi Ohio e Mississippi.
Questo burbero personaggio potrebbe essere l’icona di quella gente di frontiera che aveva le maniere piuttosto spicce e che si diceva potesse spaccare il mondo.
Mike Fink nacque a Fort Pitt in Pennsylvania, nelle vicinanze di Pittsburgh e fin dalla sua adolescenza si diede un gran daffare per sbarcare il lunario, specialmente in qualità di esploratore. Fin da ragazzo dimostrò ripetutamente di essere un tiratore imbattibile e si guadagnò il soprannome di “Bangall” tra i miliziani del vicino Fort Pitt.
Quando intorno al 1790 le guerre indiane di quella regione si conclusero, Mike Fink e molti altri esploratori dovettero riflettere se adattarsi alla vita sedentaria dell’agricoltore… Lui prese la decisione di avviare una sua attività nel settore del trasporto su acqua nei fiumi Ohio e Mississippi e in questo lavoro si guadagnò rapidamente un nuovo soprannome: “the Snapping Turtle, la tartaruga azzannatrice”.


Uno degli incredibili “centri” attribuiti a Mike Fink

All’inizio della sua carriera di battelliere, Mike si fece conoscere per il suo spirito gioviale, la voglia di scherzare e, allo stesso tempo, per come non esitava a pestare chi non stava allo scherzo! E il suo fisico piuttosto prestante fatto di oltre 85 Kg di muscoli distribuiti su 190 cm di altezza era capace di renderlo un avversario temibile per la maggior parte degli avversari.
Di lui si diceva che potesse bere un gallone di whisky senza fermarsi e trovare ancora la forza e la mira per staccare la coda di un maiale alla distanza di 90 passi, e Fink si proclamò in ogni possibile occasione di essere capace di imprese quasi impossibili per ogni altro uomo.


Il Mike Fink cinematografico (a sinistra nella foto)

Lui e i suoi amici si divertivano a sparare alle tazze di whisky che appoggiavano sulle loro stesse teste! Altri episodi dal sapore meramente leggendario ci riportano Mike Fink intento a staccare lo scalpo di un indiano con una fucilata oppure a eliminare la sporgenza del tallone di uno schiavo di colore… sempre con una fucilata. In quest’ultimo caso, Fink, portato in tribunale, si giustificò dicendo che senza il suo intervento “quel povero schiavo non avrebbe mai potuto indossare scarpe alla moda”.
E’ chiaro che questa somma di eventi impossibili, concentrata su un’unica persona è perlomeno dubbia. Perciò, cercando di fare pulizia su questa figura leggendaria, qualcuno è arrivato ad ipotizzare che alcuni fatti siano da distribuire su più persone con lo stesso nome.


Una vignetta dedicata all’imbattibile battelliere

Si pensa che Mike Fink sia stato uno dei “Cento di Ashley” e che abbia potuto prendere parte nientemeno che alla costruzione del mitico Fort Henry. Se si trattasse della stessa persona, “questo” Mike Fink avrebbe dovuto avere una cinquantina di anni. Però, se così fosse, ci dovremmo aspettare una notazione da qualche parte. Trovare un cinquantenne in mezzo a un numero così elevato di ragazzini, non sarebbe passato inosservato. Considerate che il grande Hugh Glass è stato chiamato “vecchio Hugh” quando aveva 40 anni. Nessun giornale cita l’età avanzata Fink, quindi potrebbe essere stato un altro Mike Fink, più giovane, che si è unito al gruppo di Ashley.
Si dice che Davy Crockett abbia descritto Fink come “metà cavallo e metà alligatore”. Fink aveva una piuma rossa fissata sul cappello per segnalare la sconfitta di ogni uomo sfidato su e giù per il fiume.
Il libro di Henry Howe “Historical Collections of Ohio” conteneva un’intervista risalente al 1806 con il capitano John Fink il quale asseriva che Mike Fink era un suo parente.
Fink a caccia
“Quando ero un ragazzo,” disse John, “a circa dieci anni di età, la nostra famiglia viveva a quattro miglia da Wheeling, sul fiume. Mike fermò la sua barca vicino a noi, anche se di solito aveva due barche. Era il suo ultimo viaggio e se ne andò a Ovest perché qui il paese stava diventando troppo civilizzato, e lui era nauseato dal progresso. Questo accadeva all’incirca nel 1815”.
“Nella gestione dei suoi affari Mike Fink era era estremamente ordinato e pretendeva moltissimo da ognuno di quelli che si trovavano a collaborare con lui. Guai a chi lo contrariava o a chi non era forte almeno abbastanza da sollevare agevolmente l’equivalente del proprio peso. Aveva sempre la sua donna al suo fianco e mai avrebbe permesso ad un altro uomo di parlare con lei. A volte faceva da sostegno per qualche esibizione di mastri a nel tiro al bersaglio… In un’occasione le poggiò in testa una coppa di metallo piena di latte e poi le sparò (alla coppa!) centrandola in pieno da una certa distanza col suo mitico fucile da caccia.”

Secondo la Miami Valley Historical Society (in particolare la Miami Valley Vignettes by George C. Crout), fino al 1815, quando si trasferì ad ovest, Mike Fink non operò con barche lungo il fiume Ohio, ma piuttosto sul Great Miami e fino a Fort Loramie, dove era possibile organizzare un trasporto delle merci via terra verso il fiume Maumee al fine di continuare il viaggio a nord verso il lago Erie.
L’uccisione di Mike Fink
Se davvero Mike Fink ebbe modo di partecipare alla spedizione di Ashley, certamente perse la vita nelle Montagne Rocciose nel 1823.
Altri hanno testimoniato che la morte del leggendario Mike Fink avvenne in maniera molto più prosaica a seguito di un errore di mira. Pare, infatti che nel 1829, Mike, ubriaco fradicio, abbia tentato uno dei suoi micidiali colpi col fucile, cercando di colpire una tazza metallica posta sulla testa di un certo Carpenter. Purtroppo lo sparò fu un tantino corto e uccise l’uomo… Subito dopo, un amico di lunga data del defunto, Talbot, lo vendicò uccidendo Fink con un colpo sparato dalla pistola di Carpenter.

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