Sulle orme di Jim Bridger

A cura di Luciano Guglielmi

Jim Bridger, nasce nei dintorni di Richmond Virginia il 17 Marzo 1804, pensate la Lewis e Clark era al debutto. La sua famiglia era di origine Inglese, ma si trattava di una discendenza di antichi emigranti del primo periodo coloniale.
Jim cresce in ambiente pionieristico e parla disinvoltamente l’Inglese ed il Francese, si trasferisce giovanissimo, in cerca di occupazione, a Ovest.
Nel 1822 risponde al manifesto di chiamata di William Ashley, “100 Giovani Uomini Intraprendenti”, si arruola aveva 17 anni, era il più giovane della brigata. Sarà l’inizio della sua vita tra le montagne, egli è riconosciuto come il massimo esploratore delle Rocky Mountain dal Colorado al Canada.
Il suo Biografo Grenville Dodge lo ha descritto come “Un uomo molto socievole. Di persona era più di un metro e ottanta, dritto come una freccia, agile, scarno e potente d’ossatura, occhi grigi, capelli castani abbondanti anche in età avanzata, l’espressione mite e gradevoli maniere. Fu ospitale e generoso, ed era sempre fidato e rispettato.”
Bridger trascorre il suo primo anno sulle Rocky Mountain nell’alto Missouri sotto il comando del Maggiore Andrew Henry e rientra nella primavera del 1823, quando la brigata è costretta al rientro dalle ostilità dei Piedi Neri.
In seguito è ancora con Henry al fiume Yellowstone, dove accade che Hugh Glass viene aggredito da un Grizly, che lo riduce in fin di vita. Henry ordina a Jim di rimanere con Glass sino alla sua morte. Dopo un giorno lo ritiene morto e lo abbandona.
Jim Bridger ritratto da giovane
Miracolosamente Glass sopravvive e si trascina con una gamba rotta e gravi ferite sul corpo sino a raggiungere la base. L’intento era di uccidere Bridget per averlo abbandonato, ma quando l’incontra, lo risparmia, perché lo ritiene tanto giovane e considera l’accaduto un suo grave errore di gioventù. Jim Bridger ricorderà questo momento come il più terribile della sua vita.
Jim Bridger nel 1823 trascorre il suo primo Inverno sulle Rocky Mountain, nella regione del Bighorn come aggregato alla brigata di John Weber. Nella primavera del 1824 iniziano la deposizione delle trappole e le catture sono buone, fino a fine Estate sarà a mettere trappole sul fiume Bear, spingendosi, aggregato alla brigata, molto a Sud – Ovest sino a giungere alle porte dell’Inverno nella Willow Valley ( Cache Valley) e per l’Inverno si posiziona nel Cub Creek, nell’attuale Utah.
Per Jim deve essere un periodo di grande scoperta e formazione sulla vita brada e selvaggia, oggi diremmo in Wilderness.
Questo periodo lo forgia, tuttavia risulta più prespicace di molti compagni, ingegnoso nell’attrezzarsi, capace di risolvere ogni problema, ma soprattutto molto abile nell’orientarsi e dotato di uno spiccato senso naturale nel scegliere i percorsi migliori.


Una fotografia storica del grande trapper

Nell’Inverno 1824 – 1825, passato in Utah, scoppia una grande controversia sul percorso del fiume, detto dell’Orso che solca la Cache Valley. Tanto la controversia è incontenibile che a Jim Bridger viene ordinato d’esplorare il corso del fiume. Egli si muove alla sua maniera e giunge sino alla foce nel grande lago salato, che Jim Bridger ritiene un grande fiordo del Pacifico, un braccio dell’Oceano, un grande mare interno, data la salinità dell’acqua. Per lungo tempo Bridger fu ritenuto il primo Americano Bianco ad aver scoperto il Great Salt Lake. In seguito dovrà condividere questo primato con Etienne Provost.
Jim Bridger era un grande burlone, umorista e pronto a giocare brutti scherzi a chi lo stava ad ascoltare. Si divertiva a raccontare storie inventate, strabilianti e intriganti, così ben spiegate da catturare la credulità anche di uomini esperti. Come quando raccontò della foresta pietrificata, che era viva, ma era tutto di pietra, dove senti il canto di uccelli di pietra, dove c’erano anche montagne trasparenti come il vetro. Grande fantasia che lo rese famoso.
Nella primavera del 1825, Jim Bridger partecipa con la brigata di Weber a posare trappole lungo il Wasatch. Nel mese di maggio, Bridger era probabilmente nell’area di Green Mountain. Quell’estate Bridger partecipa al primo Rendezvous, quello tra Utah e Wyoming.


Un esempio di “bull-boat”

L’inverno del 1825-1826 Bridger lo passa con la maggior parte degli uomini di Ashley nella valle del Salt Lake, Bridger continua a posare trappole per circa quattro anni, trascorrendo alcuni altri Inverni nella Valle del Salt lake. E’ stato presente ai rendezvous del 1826/27/28.
Nel 1830 Bridger e quattro altri soci costituiscono la Rocky Mountain Fur Company, tuttavia i luoghi di caccia sono esausti e la riserva di castori crolla. Si istaura una maggior concorrenza tra le compagnie, in particolare l’American Fur Company di John Jacob Astor detiene quasi il monopolio. Bridger è costretto ad avventurarsi più a Nord, ma incontra ostilità dai Piedi Neri e nel 1834 La Rcky Mountain Fur Company è costretta allo scioglimento.
Nel decennio che va dal 1835 al 1845, il lavoro per le pellicce così impostato finisce, Però Jim Bridger rimane intrappolato nelle Rocky Mountain. Infatti nel 1843 Bridger, con Louis Vasquez, costruisce Fort Bridger, sulla riva sinistra del Green River.
Nel 1850 Bridger apre una nuova via per la California, attraverso un passo sconosciuto che battezza Bridger Pass, che accorciava la Oregon Trail di circa 61 Miglia. Il Bridger Pass viene preferito al Bozeman Pass ed il percorso verrà scelto anche dalla Union Pacific e diverrà Interstate 80.


Il trasporto delle pelli su acqua

Nello stesso anno tutto quel territorio compreso quello di Fort Bridger viene inglobato nella giurisdizione dell’Utah. Diverra il più importante punto di scambio per le carovane di pionieri diretti ad Ovest, inizia la grande migrazione verso il Far West.
Nel 1865 lavorò come guida per l’esercito che doveva riaprire la Bozeman Trail, che durante la CW era andata in gran parte sotto il controllo di Sioux e Cheyenne. La collaborazione con l’Esercito le valse in vecchiaia la pensione ed il riconoscimento come eroe della costruzione pionieristica dell’Unione.
In contemporanea a questi avvenimenti, Jim Bridger prende iniziative che le assicurano reddito e denaro contante, come l’apertura di un emporio per attrezzatura per mascalcia e commercio di Cavalli, Black Smith Shop. Infatti fonda la Smith work & c., proprio nel cuore del Wyoming a Black’s fork sul Green River, è un’attività molto redditizia per lui. Inoltre nei dintorni ci sono acquartierati molti Nativi, i quali continuano a cacciare i castori e portano a lui molte pelli. Il contatto continuo coi Nativi permette a Jim d’imparare a parlare molti loro idiomi che si aggiungono all’Inglese e Francese, nonché ad un buon Spagnolo, già imparato dai meticci al tempo della compagnia delle pellicce.
Questa possibilità comunicativa lo rende molto ricercato sia dai pionieri che dall’Esercito e consente a lui stesso ampia facoltà di commercio. Commercia abilmente coi Nativi guadagnando la loro fiducia e diventa un punto di riferimento per i commercianti della costa Est. Con l’attività diviene punto di riferimento per i pionieri che transitano nei pressi, durante i viaggi migratori all’Ovest. Per questa ragione viene successivamente anche commemorato filatelicamente.


Un trapper con il suo lungo fucile da caccia

Nell’Estate 1853, a Fort Bridger, iniziano delle animosità dei Mormoni nei confronti di Bridger, essi sostengono che egli conduca dei commerci proibiti con i Nativi e lo incolpano di nefandezze. Soprattutto armi e munizioni e di suscitare ostilità dei Nativi contro i Mormoni. I capi Mormoni revocano la licenza di commercio ed emettono addirittura un mandato di cattura a Jim Bridger.
Entro la fine del 1853 i Mormoni si muovono per assicurarsi il controllo territoriale dell’area cosiddetta di Bridger Green River Basin, optando per la costruzione di un altro punto di scambio anziché occupare Fort Bridger. Jim in seguito alle turbolenze dei Mormoni si sposta ad Est e torna sulle montagne nel 1855. Per proporre ai Mormoni l’acquisto di Fort Bridger, si accorda per $ 8.000, i Mormoni versano subito nelle sue mani $ 4.000 e pagheranno solo nel 1858 a Vasquez, il socio, i restanti $ 4.000, mentre lo stesso si era stabilito a Salt Lake City.
Questa parte della vita di Bridger è immediatamente precedente al suo arruolamento nell’Esercito del quale ho già scritto. E’ un passaggio significativo per Jim Bridger, perché si deve allontanare dalle sue Montagne, prendere ordini e non darne, sembra un po’ l’epilogo della sua carriera di Mountain Man libero ed indipendente. Di li a poco lotta strenuamente per tornare alla sua primigenia vita wilderness in piena libertà, ma tutto sta cambiando e venti di guerra si profilano all’orizzonte, la salvezza e sulle splendide ed amate Montagne.


Fort Bridger nel 1849

I Mormoni prendono possesso di Fort Bridger nel 1855, restaurano e modificano la costruzione e cintano il Forte con un muro di grandi dimensioni. Solo due anni dopo, nel 1857, il Forte viene distrutto per opera degli stessi Mormoni che abbattono il muro di cinta e incendiano gli interni. Tutto questo per fare terra bruciata ed ostacolare l’avanzata dell’esercito di Albert Sidney Johnston, guidato, per un gioco del destino, da James Bridger.
L’Esercito occupa il Forte dove rimarrà sino al 1890. Bridger cerca ancora di trattare con l’Esercito per quanto riguarda il suo mutuo sui prestiti per costruirlo, sostenendo che i Mormoni lo avevano cacciato, praticamente rubandogli il sito. Ancora Bridger nel decenio 1870-1880 cerca d’ottenere una locazione dall’esercito, ma senza successo.
Tra il 1870 e il ’73, le condizioni di salute di Bridger peggiorano, la cronica patologia alla tiroide gli complica le cose, i reumatismi lo bloccano, deve abbandonare le montagne.


Jim bridger da giovane e da vecchio

Si ritira nella sua fattoria nelle vicinanze di Kansas City, dove muore lo stesso giorno della nascita il 17, ma del Luglio 1881, all’età di 77 anni compiuti.
Dopo la sua morte, il governo paga alla sua vedova, parte dei miglioramenti del Forte, come l’alto muro di cinta, che per ironia della sorte furono edificati dai Mormoni.
Per 23 anni la sua salma riposa nel piccolo cimitero a poca distanza dalla sua fattoria, sembra dimenticato da tutti, quando viene traslato, a spese del governo, nel cimitero monumentale di Indipendence nel Missouri in occasione del suo centenario della nascita nel 1904.
Entra così tra gli Eroi della Storia degli States, si parla di lui nei libri di scuola e nel 1950, Jonny Horton, noto cantore epico, gli dedica un inno, “Canzone di Jim Bridger”.

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