Tall Bull, capo di Dog Soldiers e Cheyenne Meridionali

A cura di Sergio Mura da un articolo di Robert Pyle

Un Dog Soldier
La storia prende avvio in un caldo pomeriggio estivo del 1853 nei paraggi di un accampamento dei Pawnee lungo lo Red Shield River, con sei giovani guerrieri Cheyenne, appartenenti al clan dei Dog Soldiers, nascosti nell’erba…
Quando gli scout si era convinti che era meglio ritornare indietro verso il gruppo principale della banda, uno dei giovani ebbe l’idea di restare in zona, coprirsi con delle coperte, entrare nel campo, scatenare la rissa e contare dei buoni colpi.
Un’ideuzza mica male per dei giovani guerrieri desiderosi di vedersi riconosciuti meriti di coraggio e impudenza, ma non del tutto convincente per gli altri del gruppo che, più ragionevolmente, rifiutarono, ricordando che il loro compito era solo di individuare il villaggio nemico e segnalarlo al gruppo principale affinché lo attaccasse.
Chi era il giovanotto focoso che ebbe l’idea di entrare nel campo dei Pawnee prima degli altri guerrieri?
Era Tall Bull, uno che dal 1864 sarebbe diventato il capo riconosciuto dei Dog Soldiers, la più potente delle cerchie di guerrieri Cheyenne. Più di 500 persone con oltre 100 tende seguirono Tall Bull e altri capi verso il Colorado orientale e il Kansas e il Nebraska occidentali.
Proprio quell’anno era stato segnato dai tragici eventi del massacro del Sand Creek che aveva dato il via alla guerra dei Cheyenne e degli Arapaho con i bianchi (1864-1865).
In quella circostanza, Tall Bull preferì spostare la sua gente più a nord, verso l’area del Powder River, a distanza dai bianchi. Ma non durò molto… La nostalgia di casa riportò i Cheyenne verso le terre d’origine, nella zona compresa tra il Republican River e lo Smoky Hill River.


L’unico ritratto di Tall Bull di cui si abbia notizia

Nella primavera del 1866, però, i bisonti iniziarono una nuova migrazione verso nord, in fuga dall’avanzare degli insediamenti dei bianchi e dalla ferrovia che disturbava il loro pascolo e così anche i Cheyenne di Tall Bull dovettero nuovamente spostarsi, costretti dalla dipendenza stessa dal buffalo. Ma il fatto che i bisonti fossero stati disturbati nel loro millenario migrare secondo rotte ben conosciute agli indiani, bastò per far scattare l’ira dei Dog Soldiers. Tra quell’inverno e la primavera del 1867, i guerrieri compirano innumerevoli atti di guerra contro i bianchi, specialmente contro le stazioni ferroviarie e contro i cantieri, facendo sì che anche i treni vennero spostati su altre rotte, lontano dall’area in cui si trovavano i bisonti. Questa situazione causò anche la risposta del Govermo americano che spedì il Generale Winfield S. Hancock con 1.400 soldati a Fort Larned, nel Kansas, per incontrare, in Aprile, i Dog Soldiers in un consiglio di pace.
Tall Bull e molti altri Dog Soldiers risposero positivamente all’invito del loro agente, Edward Wynkoop e spostarono il loro villaggio di 500 tende a circa 35 miglia di distanza dal forte. L’invito era pacifico, è vero, ma il ricordo del sand Creek era ancora fresco e tormentava gli indiani, rendendoli chiaramente diffidenti. Agli incontri di pace dentro Fort Larned si recarono esclusivamente i capi.
Il tenente colonnello George Armstrong Custer era presente ai negoziati ed ebbe modo di descrivere Tall Bull come un indiano particolarmente “bello e dallo sguardo fiero e indomito, un vero guerriero!” Mentre alcuni altri capi e guerrieri si erano presentati ai colloqui con indosso vestiti catturati ai bianchi e ai soldati, Tall Bull indossava i suoi migliori vestiti indiani e tra i Dog Soldiers era ben nota la sua ritrosia a vestire abiti dei bianchi.


Un accampamento di Southern Cheyenne

Alcune persone dissero che Tall Bull si notava anche perché dall’alto del suo copricato, a scendere verso il basso, aveva una striscia di cuio di quasi un metro e mezzo di lunghezza lungo la quale erano state fissate tra le 20 e 30 monete da 1 dollaro ciascuna ed erano dei dollari d’argento. Molto particolari erano anche i mocassini, tutti decorati con piccolissime perline colorate e ricoperti di pelle scura.
L’importanza di Tall Bull tra tutti i capi presenti divenne trasparente nel momento stesso in cui, dopo il discorso introduttivo di Hancock e il chiaro sfoggio dell’artiglieria allineate nel campo, fu proprio lui a prendere la parola a nome di tutti. Un’altra conferma ci arriva dalla testimonianza del Tenente Albert Barnitz del 7° Cavalleria: “Notai che uno dei capi più importanti, Tall Bull, batteva i piedi sul terreno in maniera alquanto provocatoria mentre tra un brano e l’altro del suo discorso l’interprete provvedeva a tradurci i concetti.”
Tall Bull non stava tenendo un atteggiamento provocatorio, né era conciliante. Piuttosto, dichiarando in maniera inequivocabile il desiderio della sua gente di vivere in pace, dichiarò che era assolutamente necessario che i bianchi e le giacche blu la smettessero immeditamente di muovere guerra agli indiani.
Il ricordo che Custer aveva del discorso dell’evento ci porta a pensare che i soldati non fossero lì per ascoltare gli indiani, quanto per dettare loro delle condizioni. Tant’é che proprio Custer annotò che Tall Bull, nel suo discorso, non aveva detto alcunché di particolarmente rilevante.
Le affermazioni finali di Tall Bull stanno ad indicare che ciò che dai bianchi era stato interpretato come atteggiamento sfidante, altro non era che semplice impazienza, forse mista ad una venatura di disprezzo.
Poiché Hancock insisteva a volersi recare presso il suo villaggio, lui intendeva sostenere che ciò che aveva detto in quella occasione non sarebbe certo cambiato nel suo villaggio!
Naso Aquilino
Tall Bull aveva recentemente visitato i territori settentrionali del Powder River ed aveva avuto modo di incontrare Red Cloud (Nuvola Rossa) che gli aveva detto di avere l’intenzione di scacciare tutti i bianchi dalla sua zona e pare proprio che lo stesse già facendo. I Cheyenne avrebbero dovuto fare lo stesso intorno allo Smoky Hill. Recentemente Tall Bull era intervenuto ben due volte permantenere la pace, trattenendo i Dog Soldiers che erano già pronti per l’attacco e in un’altra occasione aveva convinto il famoso guerriero Roman Nose (Naso Aquilino) a desistere dal suo intento di uccidere Hancock durante un incontro.
Mostrando anche una speciale sensibilità, Tall Bull spostò nuovamente il suo campo prima dell’annunciata visita di Hancock, abbandonando tutti i propri beni, pur di allontanare i rischi di un possibile conflitto con le famiglie nelle vicinanze.
Quando Hancock scoprì che gli indiani avevano abbandonato il campo, si infuriò e ordinò di bruciare tutte le tende e le scorte di cibo che erano state frettolosamente lasciate. Anche a causa di quel gesto così immotivato e irrispettoso scoppiò la guerra. e Hancock venne allontatanto dall’area delle pianure dopo aver fatto un fiasco memorabile.
Nell’autunno del 1867, per rimediare al disastro, venne convocato un consiglio di pace sul Medicine Lodge River, nel Kansas centro-meridionale. Tutte le tribù vennero invitate a partecipare ed effettivamente molti raggruppamenti delle riserve parteciparono.
I Dog Soldiers erano allora accampati a circa tre giorni ad ovest dal luogo del consiglio, ma attesero sei giorni prima di farsi vivie e quando alfine arrivarono, fu chiaro a tutti che non si trattava di gente che si era arresa al conquistatore… Arrivarono a cavallo e si schierarono a circa 150 metri dai commissari governativi, in maniera che tutti li potessero osservare bene, esattamente come talvolta facevano i soldati schierati nei plotoni. Allo squillo di una tromba caricarono verso i commissari, sparando in aria e brandendo archi con le frecce incoccate. Arrivati a pochi metri dai commissari, ad un segnale del capo si bloccarono di colpo, scesero da cavallo e dopo essere esplosi in sonore risate presero a stringere le mani ai presenti.


Un Dog Soldier

Durante i colloqui, Tall Bull esercitò tutto il suo potere di convincimento per rendere chiaro ai bianchi che i Cheyenne erano votati alla pace con loro, ma che se guerra doveva essere, per volontà dei soldati, allora guerra sarebbe stata. I negoziati erano in stallo ed i Cheyenne Dog Soldiers si guardavano bene dal mostrare cenni di cedimento sulla dismissione dei loro diritti sui territori di caccia a nord dell’Arkansas River. E i commissari erano lì quasi esclusivamente per ottenere proprio quello!
Ad un certo punto, quando sembrava ormai chiaro che il consiglio volgeva verso il più completo fallimento, il capo dei commissari, il senatore John B. Henderson, propose ai Cheyenne un accordo che gli consetiva di cacciare nelle terre “tra l’Arkansas River ed il Republican River finché lì ci fossero stati bisonti”. A quelle condizioni, i capi si decisero a sottoscrivere l’accordo, per come loro stessi lo avevano inteso, ossia senza alcuna limitazione a loro carico. Non così, invece, lo lessero i commissari bianchi!
Come ebbe modo di scrivere Barnitz in una lettera a sua moglie, “gli indiani stavano cedendo i loro diritti su un’ampia fascia di terre, per loro fondamentali, ma non avevano alcuna idea di ciò che stavano sottoscrivendo”.
Nella primavera del 1868 il trattato iniziò a scricchiolare pericolosamente quando Tall Bull ed una banda di Dog Soldiers andò oltre l’ideale linea di confine dei territori di caccia, l’Arkansas River, per cacciare e razziare. L’attacco venne portato ai Kaws nella zona di Council Grove nel Kansas orientale.
Per sfuggire alle ricerche dei soldati, Tall Bull portò i suoi 300 guerrieri e le rispettive famiglie fino alle sorgenti del fiume Republican. Nell’agosto del 1868, i Dog Soldiers erano accampati alla confluenza tra il Republican e l’Arikaree, impegnati nella caccia prima di affrontare il solito difficile inverno. In quel periodo, al loro accampamento si aggiunsero parecchi guerrieri Sioux e Arapahos ed altri Cheyennes, fino a raggiungere il considerevole numero di 700 uomini.
Il Colonnello Sandy Forsyth era alla guida di un gruppo di una cinquantina di scout con l’incarico di rintracciare i razziatori. Il 16 settembre del 1868 Forsyth ed i suoi erano accampati sul fiume Arikaree, ignari di essere ad appena 20 miglia di distanza dalle bande che stavano ricercando e di moltissimi altri guerrieri di cui non sapevano assolutamente nulla.


Ancora un accampamento di Cheyenne Meridionali

Nel frattempo, alcuni cacciatori Cheyenne si erano accorti dell’arrivo degli scout bianchi ed erano corsi all’accampamento per avvisare i capi. Tall Bull risvegliò immeditamente tutto il campo e richiamò gli alleati affinché ci si preparasse alla battaglia.
Il comportamento tenuto da Tall Bull nella battaglia che seguì – si tratta del famoso episodio di Beecher Island – è rimasto sconosciuto; sappiamo con certezza che vi prese parte, ma non abbiamo alcuna testimonianza diretta, da parte dei guerrieri che parteciparono, di una sua guida dell’attacco.
Sappiamo che prima del combattimento si accostò a Roman Nose (Naso Aquilino o Naso Romano) e lo avvisò di non scendere in guerra senza aver compiuto i rituali di purificazione perché la sua “medicina” non lo avrebbe protetto.
Sappiamo anche che era tra quelli che, dopo il fallimento del primo attacco, cercava Naso Aquilino affinché guidasse la carica successiva. E sappiamo che c’era anche alla fine dei combattimenti, dopo che anche Naso Aquilino aveva ottenuto un completo insuccesso, a raccogliere le fila dell’enorme massa di guerrieri smarriti.
La gran parte degli indiani che avevano partecipato alla battaglia di Beecher Island si diresse a nord, mentre Tall Bull raccolse una banda di Dog Soldiers, Sioux e Arapaho e compì alcuni attacchi nel Kansas occidentale e in Nebraska.
L’attacco a Beecher Island
Quei guerrieri non erano mai stati battuti, ma ciò che non riuscì a fare l’esercito americano lo fece il freddo di quel terribile inverno, spingendo i Dog Soldiers nella riserva Cheyenne costituita dai villaggi intorno a Fort Cobb.
La primavera successiva, durante un trasferimento tra Fort Cobb e Fort Supply, Tall Bull e il capo Little Robe discussero animatamente intorno al progetto del primo di farsi seguire dai giovani guerrieri per andare a razziare nel nord dell’Arkansas. Tall Bull insisteva sulla sua idea e voleva realizzar eil piano non appena i cavalli fossero stati abbastanza in forma, mentre Little Robe era abbastanza contrario, vedendo nelle nuove razzie un grave rischio per tutto il popolo. La discussione proseguì con toni piuttosto animati, al punto che Little Robe ingiunse a Tall Bull di lasciare la riserva. A quell’ingiunzione, Tall Bull radunò 165 tende di Dog Soldiers e se ne andò dicendo che lui e la sua gente avrebbero vissuto da persone libere, oppure sarebbero morti.
Viaggiando verso nord, Tall Bull attraversò il Territorio del Colorado nella sua parte orientale, fino a giungere lungo il Republican River, con l’intenzione di rintracciare altre bande di guerrieri a cui si sarebbero potuti riunire per l’inverno. Ma l’esercito aveva deciso di utilizzare i mesi invernali – che rappresentavano un vero ostacolo per gli indiani – per combattere senza sosta le bande “ribelli”. Così, mentre Tall Bull ed i suoi Dog Soldiers erano tranquillamente accampati sulle rive del Beaver Creek, il Maggiore Eugene Carr guidò il 5° Cavalleria contro di loro. Si trattò di un attaccò fatto di numerose schermaglie e di tiri a distanza lungo uno spazio di alcune miglia. Nel corso dei combattimenti il villaggio perse molte tende ed un certo quantitativo di preziose provviste. Per vendetta Tall Bull guidò alcuni attacchi nell’area dello Smoky Hill, uccidendo, razziando e rapendo alcune persone. Quando si ritennero soddisfatti per le provviste razziate e per la vendetta ottenuta, i Dog Soldiers si ritirarono nelle isolae lande comprese tra il Republican River ed il Platte River, con la determinazione di spostarsi ancora una volta a nord, come Tall Bull già aveva fatto nel 1865. A nord i Cheyenne avrebbero potuto sperare di vivere liberi in compagnia dei loro parenti settentrionali.


Un attacco dei Dog Soldiers

Arrivati all’altezza di White Butte (che i Cheyennes chiamavano Summit Springs), Tall Bull ordinò di fermarsi per alcuni giorni. La sua idea era di attendere che il Platte si sgonfiasse un po’ per attraversarlo comodamente e di puntare verso il luogo in cui i Cheyenne avevano battuto i Pawnee. Erano tranquilli, anche perché erano certi di aver distanziato i soldati che li braccavano…
Ma nel pomeriggio dell’11 luglio 1869 gli scout Pawnee al servizio del Maggiore Carr scoprirono l’accampamento. I sodlati vennero organizzati per un attacco a sorpresa nella notte. Le file di giacche blu si disposero a distanza di sicurezza, a circa 1200 metri dall’accampamento. L’attacco venne ordinato, come concordato, di notte e fu molto violento. I Cheyenne vennero colti completamente di sorpresa e non ebbero neppure modo di organizzare una vera e propria linea di difesa, specialmente perché il primo pensiero era quello di mettere in salvo le famiglie. I guerrieri e le donne cercarono di agguantare al volo i cavalli che scappavano in ogni direzione per allontanarsi rapidamente dalla battaglia. Un Dog Soldier di nome Two Crows prese il cavallo di Tall Bull mentre scappava e in groppa a quello riuscì ad allontanarsi dal villaggio. Tall Bull riuscì a prendere un altro cavallo sul quale salì lui e fece salire la moglie e il figlio e si diresse verso un profondo crepaccio insieme ad un’altra ventina di persone.
Buffalo Bill uccide Tall Bull
Dopo aver messo al sicuro la famiglia, Tall Bull risalì a cavallo e ritornò allo scoperto dove si approntò a fronteggiare i nemici al riparo della sua cavalcatura. Gli scout Pawnee di Frank e Luther North circondarono il crepaccio. I fratelli North vennero subito visti dai Cheyenne che gli spararono addosso. I due si misero al riparo e riuscirono ad individuare uno degli indiani che sparavano e lo uccisero con un colpo preciso di fucile. Era Tall Bull! Una donna ed un bambino – la moglie ed il figlio del capo dei Dog Soldiers – riuscirono ad uscire dal riparo e ad arrendersi, ma tutti gli altri subirono l’attacco dei Pawnee e venenro uccisi.
Alla fine della battaglia furono altri a dichiarare di aver ucciso il grande Tall Bull e non vi è chiarezza sulle testimonianze. Tra quelli che fecero vanto di aver ucciso Tal Bull c’era persino Buffalo Bill Cody che dichiarò di aver sparato il colpo fatale durante l’attacco al villaggio e ben prima della fuga dei Cheyennes verso il crepaccio. Tra la versione di North e quella di Buffalo Bill la distanza è tale che solo uno di loro può aver detto la verità, anche se in base alle ricostruzioni possibili, entrambi i racconti sono plausibili.
Resta il fatto che alla fine della battaglia di Summit Springs Tall Bull era morto. E morto era anche Naso Aquilino (da un anno) e pure Black Kettle (Pentola Nera). Con essi si era spenta la forza dei Cheyennes Meridionali. Per sempre.

Condividi l'articolo!

Commenti

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.