Il massacro Kidder in Kansas

A cura di Sergio Mura


Il 1 giugno 1867 l’allora tenente colonnello George A. Custer lasciò Fort Hays, nel Kansas, con circa 1.100 uomini del 7° cavalleria con l’ordine di provvedere a sedare l’insurrezione delle tribù indiane che stava minacciando l’intera area.
Dopo aver pattugliato a nord verso Fort McPherson lungo il fiume Platte – vicino all’attuale North Platte, nel Nebraska – Custer ed i suoi uomini presero a dirigersi a sud verso le forche del fiume Republican, nei dintorni di Benkleman, nel Nebraska. Leggi il resto

L’olio di serpente: truffe e bufale della frontiera

A cura di Gian Mario Mollar

L’etichetta di una bottiglia di “snake oil”
Ancora oggi, negli Stati Uniti, “venditore d’olio di serpente” è sinonimo di ciarlatano e truffatore. La definizione deriva dai tempi della Frontiera, quando gli sferraglianti carretti di sedicenti dottori si spostavano di cittadina in cittadina, offrendo alla platea che si assiepava intorno un vero e proprio spettacolo, spesso incentrato sulle virtù di balsami e linimenti miracolosi. Leggi il resto

Il massacro di Wounded Knee

127° anniversario della battaglia di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2017)


Una distesa di cadaveri in ogni direzione – clicca per INGRANDIRE
La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa. Leggi il resto

Doc Holliday raccontato da Bat Masterson

A cura di Omar Vicari


Doc Holliday e Bat Masterson – clicca per INGRANDIRE
W. B. (Bat) Masterson, una delle figure di spicco della frontiera americana non fu solo un uomo di legge. Dopo i giorni tumultuosi vissuti a Dodge City, Tombstone e Trinidad, nel 1902 Masterson si lasciò alle spalle il West per trasferirsi all’est come giornalista e promotore di incontri di pugilato. A New York incontrò il noto editore Alfred H. Lewis che nel 1907 lo esortò a scrivere qualche articolo su “Human Life Magazine” da lui diretto, su alcuni dei più famosi gunfighters dell’epopea del West. Leggi il resto

L’anima della frontiera

A cura di Gian Mario Mollar

Lo diceva anche Tom Mix, il famoso attore dei film western muti : “il Vecchio West non è un certo luogo in un certo tempo, è uno stato mentale. È qualunque cosa tu vuoi che sia”.
Benvenuti, dunque, a Nevada. Non è lo stato americano, ma un paesino arroccato nell’alta Val Brenta, dove, sul finire del 1800, la famiglia De Boer lotta ogni giorno contro la fame e la miseria coltivando tabacco. Una volta l’anno, il padre Augusto imbraccia uno dei suoi due fucili, San Pietro e San Paolo, carica il mulo di tabacco e sfida la montagna e le guardie del confine per andare a contrabbandare in Austria. I pochi soldi in più gli permettono di tirare avanti e sopravvivere un anno ancora, in una ciclicità che è strettamente connessa ai ritmi della natura.
Quando Jole, la figlia maggiore, compie 15 anni, giunge anche per lei il momento di varcare la frontiera, seguendo le orme del padre sui sentieri di roccia e aghi di pino, condividendone il sudore e la fatica, ma anche il profondo senso di libertà. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 36

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36.


CONTEMPORARY WESTERN

E’ difficile stabilire con precisione in quale anno il West abbia cessato di essere “selvaggio”, se dopo la cattura di Geronimo e dei pochi guerrieri ancora in armi (1886) la repressione militare di Wounded Knee (1890) o la distruzione dell’ultima banda di Apache ribelli sulla Sierra Madre messicana nel 1933.
Nel libro “I cavalieri del West”, scritto dall’autore insieme a Andrea Bosco, il termine viene spostato addirittura al 1934 – anno dell’uccisione di Bonnie Elizabeth Parker e Clyde Barrow, i famosi ”Bonnie & Clyde”, e di John Dillinger – o ancora più in là, fino alle soglie del secondo conflitto mondiale. Leggi il resto

Non c’è ombra in South Dakota

A testimoniare la vitalità del genere western, anche in lingua italiana, ecco che viene in nostro aiuto l’uscita di un nuovo e bel libro ambientato nel vero west. Si tratta di “Non c’è ombra in South Dakota“. È un romanzo propriamente western, ma da intendersi in senso stretto e realista, nel senso che la sua trama si dipana in un’autentica ambientazione western, con rancheros, pistoleri, pionieri, indiani, fuorilegge e sceriffi, ma in senso realistico, con l’intenzione di narrarci com’era effettivamente la vita nella Frontiera americana del XIX secolo.
Tra sbuffi di vapore e crepitare di carbone, l’America di fine Ottocento galoppa sfrenata verso il nuovo secolo.
Il tempo del progresso vola rapido e chi vuole cavalcarlo deve affrettarsi così tanto da rischiare di dimenticare le cose più importanti. Leggi il resto

La battaglia di Dry Creek e un cimitero lontano da casa

A cura di Josephine Basile da un lavoro di Ollie Reed Jr


“Il tenente Thomas J.C. Maddox, un assistente chirurgo dell’Ottavo Cavalleria degli U.S., e 4 soldati semplici furono uccisi in uno scontro con gli Apaches 120 anni orsono [con riferimento al 2004, ndr]. Quattro dei soldati sono sepolti in un solitario cimitero nella Contea di Catron (Charlotte Hill/Tribune).”
Contea di Catron, Nuovo Messico. Leggi il resto

Il Natale nel vecchio west

A cura di Sergio Mura


Una scena natalizia nel west
A partire dalla metà del 1800 la tradizione cristiana del Natale era ben diffusa anche nel vecchio west esattamente come la conosciamo oggi. Più o meno si usava decorare l’albero di Natale, fare i regali, aspettare Babbo Natale (Santa Claus), spedire qualche cartolina o lettera con gli auguri, trascorrere le festività in un clima di generale allegria e festa e divertimento. Leggi il resto

Le Noël Huron (Canto di Natale degli Huron)

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Natale tra gli Huron
Quest’inno fu scritto nel 1643 dal gesuita Jean de Brébeuf per la comunità di Huron da lui e altri convertita al cristianesimo.
Brébeuf, che visse tra gli Huron (Wyandot) tra il 1625-1629 e il 1634-49, morì ucciso, assieme al confratello Gabriel Lallemant, dagli Irochesi che avevano attaccato un villaggio Huron e la vicina missione di St. Ignace.
La traduzione italiana è stata condotta sulla versione inglese del linguista John Steckley (Teondecheron),più aderente all’originale Huron della notissima “Twas In The Moon of Winter Time” di Middleton.
In fondo all’articolo trovate un piccolo video in cui è possibile ascoltare dalla voce degli Huron questo Canto di Natale. Leggi il resto

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