La costituzione di Mr. Colt: legge e ordine nel Far West

A cura di Luca Barbieri


Per affrontare correttamente questo tipo di argomento, bisogna partire da un dato imprescindibile: gli USA dell’800 erano un paese spaccato in due, da un lato l’Est civile e disciplinato, non dissimile da un qualunque paese europeo, dall’altro l’Ovest, dove era comunemente accettato che i cittadini girassero armati e risolvessero fra loro le questioni di diritto a colpi di pistola. Leggi il resto

Frontiera


Frontiera è una nuovissima miniserie televisiva marchiata Netflix.
Il protagonista di Frontiera è un fuorilegge. È per metà irlandese e per metà nativo americano. Il suo obiettivo è combattere il monopolio del commercio di pellame in Canada. Per ora è detenuto dalla Compagnia della Baia di Hudson. Leggi il resto

Un nuovo viaggio nel west

Carissimi amici della frontiera, come facciamo pressoché ogni anno, anche nel 2017 noi di Farwest.it ci stiamo organizzando per preparare un bel viaggio nelle terre del west, le terre delle storia e della storia che amiamo.
A capo del team che sviluppa gli itinerari dei viaggi c’è il mitico nostro Omar Vicari, autore affermato di Farwest.it e attento viaggiatore, instancabile esploratore dei luoghi più belli della frontiera.
Stavolta c’è l’occasione per un nuovo viaggio nelle terre del sud-ovest americano con tante bellissime tappe in località imperdibili.
E’ un viaggio per autentici appassionati. Un viaggio non per molti, anche se non occorrono doti particolari. Leggi il resto

Teddy Roosevelt’s Terrors

A cura di Omar Vicari

Teddy Roosevelt a Cuba con i “Rough Riders”
Alla fine di Giugno del 1898, Etta Place ottenne il suo certificato di insegnante dalla “State Normal and Training School a Buffalo (New York). Per quell’occasione Butch, Sundance e Elza Lay organizzarono per lei un ricevimento a New York, dopo di che a Broadway, in teatro, presenziarono a una commedia di Charles Dickens.
Il 1° Luglio 1898 Teddy Roosevelt con i suoi “Rough Riders” prese la collina di San Juan a Cuba ponendo la parola fine alla guerra con la Spagna. Leggi il resto

Massai

A cura di Paolo Brizzi

Massai
Nel Settembre 1886, un Apache Chiricahua prigioniero di guerra saltò giù dal treno diretto in Florida ed entrò nella leggenda dell’ovest. Quell’indiano si chiamava Massai (pronunciato Mah-sii dalla sua gente).
Massai era nato probabilmente nel New Mexico sud-occidentale intorno al 1847.
Nel 1877 era a San Carlos con la sua gente, i Warm Springs; qui aveva vari figli. Non sappiamo se era già sposato prima di giungere nella riserva, comunque a San Carlos sua moglie era Nahgotsieh, nata forse nel 1850 (fu poi sposata a Stephen Kyzha e, dopo, a Chino e morì il 25 Dicembre 1908).
Massai non si unì a Victorio e non partecipò alla sua fuga dalla riserva, rimanendovi con la maggior parte dei Mimbres, sotto Loco. Leggi il resto

Carlisle Indian School: “Uccidi l’indiano, salva l’uomo”

A cura di Sergio Mura

Studenti indiani a Carlisle
Erano trascorsi appena due anni dalla terribile tragedia di Wounded Knee (dicembre 1890) quando il capitano Richard Henry Pratt, fondatore della Carlisle Indian Industrial School della Pennsylvania, fu invitato a partecipare alla diciannovesima conferenza nazionale della “Carità e della correzione”.
Questa conferenza, dal nome certamente altisonante, si teneva quell’anno a Denver. Lì il capitano parlò tenendo in mano un foglietto di carta su cui aveva annotato un breve intervento.
” Un grande generale – disse – ha sostenuto che l’unico indiano buono è quello morto e che la scelta finale della distruzione dell’uomo rosso è stata la scusa per numerosi massacri. In un certo senso mi trovo d’accordo con l’idea di fondo, ma solo con quella. Leggi il resto

Warlock

A cura di Gian Mario Mollar

La copertina – clicca per INGRANDIRE
Warlock, di Oakley Hall, è un viaggio che non dimenticherete tanto facilmente. Quando la polvere sollevata dai cavalli sulla Main Street si poserà, inizierete a intravedere i due saloon, l’emporio, e i profili delle case di una città che, come vi urlerà in faccia il giudice Holloway con il fiato puzzolente di whisky, “ogni mattina fa colazione con la vita di un uomo”.
L’impianto del romanzo è estremamente classico per il genere: Warlock è una mine-town vicina al confine e i suoi rispettabili cittadini sono terrorizzati dalle continue incursioni dei cowboys di Abe McQuown, un allevatore con una terribile barba rossa e un debole per le razzie di bestiame, che scendono in città per spendere la paga in alcol, puttane, carte e, cosa più preoccupante, continue sparatorie. I nomi degli sceriffi uccisi, graffiati sul muro della prigione, sono ormai molti, ma a nulla valgono le richieste al Generale Peach, il governatore della zona, che, dopo aver sconfitto gli Apaches di Capo Espirato, è ormai schiavo della propria demenza senile e di antichi ricordi. Leggi il resto

Buffalo Bill ed il grande progetto cinematografico del 1913

A cura di Daniele Cazzola


Se c’è una cosa sulla quale i biografi di Buffalo Bill sono d’accordo è che egli fosse uno showman nato. La sua carriera come Star mediatica del diciannovesimo secolo e icona culturale iniziò nel 1869 quando fu scoperto da Edward Z.C Judson, che si fa chiamare Ned Buntline, che lo trasforma in un eroe da novelle. Cody apparve per la prima volta sul palco ricreando ed “esagerando” molte delle sue esperienze di frontiera. Questo tipo di manifestazione evolve molti anni dopo. Precisamente nel 1883, nel “Buffalo Bill’s Wild West Show”, uno spettacolo fatto di cascatori (stuntmen) e uomini a cavallo dalle grandi abilità, tiratori infallibili ed eccitanti ricreazioni di storici incidenti. Leggi il resto

Curley era con Custer? Sì, ma non fino alla fine…

A cura di Sergio Mura

Curley, scout Crow
L’immagine più nota è quella che ci ha tramandato un film del 1909, On The Little Big Horn, con Curley in piedi a fianco di Custer mentre lotta sulla Last Stand Hill. Fino alla fine.
In quell’occasione ad interpretare Curley era stato chiamato proprio… Curley! Ormai prossimo alla cinquantina, l’ex scout di Custer aveva provato a fissare con la recitazione un concetto che sembrava abbastanza scontato: lui aveva combattuto con Custer, lo aveva difeso fino a che lo stesso generale lo aveva mandato via coprendolo con una coperta di pelliccia di bisonte. Così si confermava la leggenda che Curley fosse stata l’ultima faccia amica vista da Custer prima dell’oblio della morte sul campo di battaglia. Leggi il resto

George Gordon Meade, il vincitore di Gettysburg

A cura di Renato Panizza

Gettysburg, la grande e sanguinosa battaglia che si svolse i primi tre giorni del Luglio 1863 nel territorio dell’Unione, in Pennsylvania, rappresentò un punto di svolta nella Guerra Civile Americana; pose fine alla seconda invasione sudista nel teatro di guerra dell’Est, e da quel momento in poi, l’armata della Virginia Settentrionale del generale Robert E. Lee sarebbe stata costretta ad arretrare, fino a trincerarsi e porsi sulla difensiva nell’area di Richmond-Petersburg.
La mattina del 28 Giugno 1863, un messaggero proveniente da Washington arrivò all’armata del Potomac, in marcia per raggiungere il generale Lee, i cui Corpi convergevano verso Gettysburg. Portava con sé un ordine emanato direttamente da Lincoln: il comando dell’Armata doveva essere preso da un uomo della Pennsylvania esperto e capace, il generale George Gordon Meade. Leggi il resto

Pagina successiva »