Al Sieber

A cura di Pietro Greco


Al Sieber (a destra) – clicca per INGRANDIRE
Albert “Al” Sieber fu definito dalle cronache del suo tempo “il principe degli scouts” e certamente fu una delle figure più caratteristiche e leggendarie dell’intera storia del west. Era nato in Germania a Mingolsheim il 29 febbraio del 1844, ma all’età di cinque anni, dopo la perdita del padre, con la madre vedova e sei tra fratelli e sorelle, raggiunse l’america per trovare fortuna, stabilendosi nel Minnesota nei pressi del famoso fiume Conestoga (in quella zone si costruivano i famosi carri dei pionieri detti proprio “Conestoga”). Leggi il resto

Gli indiani e il cavallo

Un indiano e il suo cavallo
Chiunque si accosti con passione alla storia del west finisce rapidamente per ritenere che il cavallo e la bravura nell’utilizzarlo siano state prerogative degli indiani americani, che lo adoperavano egregiamente per andare a caccia del bisonte e per combattere contro i nemici. La realtà è un po’ diversa… Il cavallo, infatti, dato che quello “indigeno preistorico” (sì, si pensa che ce ne sia stato uno) si era estinto alla fine dell’epoca glaciale, divenne un animale tipico tra gli indiani solo nel periodo posteriore alla venuta dell’uomo bianco, che lo importò dall’Europa dopo la “scoperta” dell’America. Introdotto tra gli indiani dagli Spagnoli all’inizio del secolo XVI, il cavallo divenne presto fondamentale, un autentico elemento catalizzatore ed essenziale della nuova cultura delle grandi pianure. Leggi il resto

Comanche War Trail

A cura di Renato Ruggeri


In questo articolo viene descritto il “Great Comanche War Trail”, ossia il percorso di guerra che permetteva ai Comanches e ai Kiowas di penetrare in Messico durante i loro raid, oltre il Tropico del Cancro, a circa 1000 miglia dai loro accampamenti nel Panhandle texano e in Oklahoma.
Questa grande via di saccheggio aveva origine nelle Staked Plains del Texas, attraversava i fiumi Canadian, Red, Brazos e Colorado, fino a Big Springs, nell’attuale Howard Conty; infine passava nel Texas occidentale e raggiungeva il Rio Grande, dividendosi in 3 ulteriori tronconi. Leggi il resto

Evett Dumas Nix, U.S. Marshal

A cura di Omar Vicari

Evett Dumas Nix
Nel 1915, nelle sale delle varie città americane veniva proiettato un film dell’allora nascente industria cinematografica. La pellicola in questione, alla cui produzione e lavorazione parteciparono un paio di ex fuorilegge del vecchio west e diversi Marshals allora ancora in servizio, aveva come titolo “ Passing of the Oklahoma outlaws”, ovvero “La cavalcata degli ultimi fuorilegge dell’Oklahoma”.
Gli uomini di legge coinvolti nella lavorazione del film erano Bill Tilghman, Chris Madsen, Bud Ledbetter ed Evett D. Nix che interpretarono loro stessi. Tra i fuorilegge spiccava il nome di “Arkansas” Tom Daugherty, quello che a Ingalls (Oklahoma) aveva ucciso il Deputy Tom Hueston.
Evett Dumas Nix era stato Marshal degli Stati Uniti per il Territorio dell’Oklahoma dal 1893 al 1896. Chris Madsen e Bill Tilghman avevano servito col grado di Deputy Marshal sotto Evett Nix. Leggi il resto

Le lettere di George A. Custer dal territorio Sioux

A cura di Carla Marchetti


Custer venne inviato nel cuore del territorio dei Sioux per ben due volte, in occasione di altrettante missioni, entrambe abbastanza importanti. La prima, nel 1874, alla guida di una spedizione scientifica che si prefiggeva di tracciare la mappa di quei posti allora completamente sconosciuti alla quasi totalità dei bianchi e di verificare la voce circolante secondo la quale c’era l’oro nelle Black Hills, le colline sacre dei pellerossa. Leggi il resto

Il grande west di Charles M. Russell

A cura di Sergio Mura

Charles Marion Russell è un pittore molto famoso per le sue immagini sulla vita nel west. Nato nel 1864, ossia nel pieno della corsa verso la conquista dell’ovest, non avrebbe potuto rappresentare meglio la realtà del suo tempo.
Nel corso della sua vita professionale, Russell ha dipinto circa 2.000 tele, ritraendo indiani, pionieri, trapper, paesaggi e riproducendo battaglie ed eventi in una maniera così vivida da lasciare spesso senza fiato noi che guardiamo, a distanza di decenni, i suoi splendidi lavori, magari comodamente seduti su una poltrona.
Russell ha avuto la fortuna di vivere a cavallo di due secoli, nei decenni che meglio hanno rappresentato il cambiamento rappresentato dall’avanzata verso ovest; ha avuto informazioni di prima mano su alcuni personaggi del vecchio west ed è cresciuto, anche professionalmente, completamente immerso nella grande frenesia di eventi anche tragici che noi oggi possiamo “rileggere” nelle sue tavole coloratissime. Leggi il resto

La guerra degli Arikara

A cura di Sergio Mura

La guerra degli Arikara, sviluppatasi nel 1823, è conosciuta da tutti gli studiosi per essere stata la prima vera guerra tra esercito statunitense e indiani nelle grandi pianure del nord-ovest americano.
Gli Arikara, conosciuti anche come Arikaree o Ree erano allora indiani semi-nomadi che vivevano nei classici tepee lungo le pianure dell’attuale Sud Dakota. Ad essere precisi vivevano lì da qualche centinaio di anni per cui erano certamente i padroni di casa incontrastati. Leggi il resto

Schierati contro il loro stesso sangue

A cura di Marcello Floris

Custer e i suoi scout indiani
Le guerre indiane per la conquista dell’Ovest hanno certamente avuto delle specificità proprie, diverse da quelle a loro contemporanee tradizionalmente studiate sui libri di scuola. Diverse soprattutto dai conflitti del vecchio continente.
Un solo dato è davvero significativo: durante tutte le guerre indiane dal 1775 al 1890 morirono circa cinquantamila indiani, meno uomini di quanti ne morivano spesso in una sola battaglia durante la prima guerra mondiale. Combattimenti mordi e fuggi in uno sterminato campo di battaglia grande decine di volte l’Italia. Conflitti senza dichiarazioni di guerra e senza armistizi: privi, insomma, di molti dei connotati salienti delle guerre occidentali. Leggi il resto

Predicatori da saloon

A cura di Luca Barbieri

E’ ben noto quali disgustosi e nocivi intrugli venissero serviti ai banconi dei saloon della Frontiera, ma spesso non erano solo quelli a risultare indigesti; a volte era proprio il locale ad esserlo.
E’ questo che probabilmente si doveva pensare assistendo a una delle “prediche” del reverendo Haddock, che esternava tutto il proprio malumore nei confronti dell’alcool fracassando mobilia e teste con una spranga di ferro, oppure sgomberando il locale con una corda al cui capo estremo era fissata una rotella d’acciaio che poi faceva roteare vorticosamente intorno a sé.
La sua opera di redenzione, avviata nella città di Sheboygan venne interrotta a Sioux City, nel 1886, da un proiettile esploso da un capo reparto di una fabbrica di birra. Il reverendo finì a terra, nel fango di un vicolo, e lì rimase. Leggi il resto

Gli indiani Pueblo

Pueblo – clicca per INGRANDIRE
Con il termine Pueblo non si indicano propriamente gli indiani ma i villaggi in cui vivevano alcune tribù del New Mexico e Arizona. Questi pueblo vennero costruiti da un popolo chiamato Anasazi: erano vere e proprie città che però furono abbandonate prima della venuta dell’uomo bianco, probabilmente a causa delle siccità e dei continui attacchi da parte degli Atabaschi, gli antenati degli Apache e dei Navajo.
Dalle loro abitazioni presero il nome di “Pueblo” anche gli indiani che le abitavano. I villaggi erano costituiti da case costruite con fango soprattutto attorno a grandi muraglie di roccia; si componevano di varie stanze, tutte collegate fra loro, e potevano raggiungere anche i cinque o sei piani. Ogni villaggio era fortificato da parapetti di difesa e raggiungibile solo per mezzo di scale che in caso di pericolo venivano ritirate. Leggi il resto

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