Ipotesi su Custer e uniformi al Little Bighorn

A cura di Andrea Carlucci

L’immagine popolare della cavalleria americana nel West è stata fortemente condizionata prima dalla stampa popolare, poi dal circo ed infine sopratutto dal cinema, di cui il fumetto e la televisione ne rappresentano una sintesi. La settima arte, da sempre, ha amato rappresentare i soldati cavallo in un’iconografica uniforme mutuata dal ricordo della Guerra Ispano-Americana, assai più vicina a se nel tempo rispetto alle guerre indiane, piuttosto che agli omaggi artistici di Remington. Questo forse, perché il cinema cominciò ad essere popolare, proprio nell’epoca di Teddy Roosevelt, già comandante dei Rough Riders appunto, la cui uniforme guarda caso somigliava molto a quella dei futuri cavalleggeri in celluloide e non. Un politico e un capo di stato che, più di altri (forse l’unico), seppe incarnare in se lo spirito della frontiera giunta ormai al tramonto. Del resto il pubblico, da sempre, ha bisogno di riconoscere gli eroi e se i “Nostri” fossero arrivati a fine pellicola abbigliati più da guerriglieri, che da soldati tutti avrebbero pensato solo a dei cowboys con tromba e bandiera. Leggi il resto

Prairie Dog Sunset (recensione e intervista)

La copertina del libro
E’ uscito il nuovo attesissimo libro di Domenico Rizzi, infaticabile ed espertissimo scrittore di storia del west e capace romanziere. Il titolo del libro è “Prairie Dog Sunset” ed è un romanzo che ci porta nell’epopea del West attraverso l’ambientazione e i personaggi che hanno fatto della frontiera un mito non solo cinematografico.
Le avventure di Frank Lamar e quelle di una cittadina del Wyoming, ci fanno ripercorrere l’ascesa e il declino di un’epoca. Tutto il romanzo è incentrato sulla vita di un uomo che come molti uomini di frontiera ha l’unica ambizione di portare avanti l’esistenza in luoghi da colonizzare. Ed è così che gli uomini e le donne e i personaggi famosi del West si fondono in un grande romanzo corale. Sunset Prairie Dog è il declino di un epoca, che con l’arrivo del 900 consegna le storie della frontiera all’immaginario collettivo delle generazioni successive entrando di diritto nella storia del mondo occidentale.
Il libro conferma la bravura di Domenico Rizzi e la sua capacità di far sognare il west anche a chi non ci è mai stato di persona, ma anche di catapultare il lettore all’interno delle scene d’azione al punto che sembra di viverle.  Leggi il resto

Gli Hopi e la Danza del Serpente

A cura di Ginetta Rocchi

Danzatori Hopi
Gli Hopi si ritengono i primi abitanti dell’America. Infatti il loro villaggio di “Old Oraibi” è considerato il più antico del Nordamerica. Gli Hopi vivono in villaggi di pietra, con terrazze, appollaiati in cima a tre “mesas” sospese tra cielo e terra, nell’Arizona Settentrionale, a circa 60 miglia a nord della linea principale della Ferrovia di Santa Fe. Gli Hopi si riferiscono a se stessi come “Hopitu Shinumu”, cioè “il piccolo popolo della pace”. Sono agricoltori e il loro alimento principale è il granturco.
I bambini hanno un ruolo importante nella vita degli Hopi, fin dalla nascita. Le bambine in particolare, hanno un posto speciale nella società, poiché assicurano il perpetuarsi della tribù. Il bambino appartiene alla tribù della madre, e i suoi legami più stretti, dalla nascita alla morte li avrà con la madre.
Durante i primi 20 giorni dalla nascita, sono poste nella culla, ai due lati del neonato due pannocchie di granturco. Una rappresenta la madre, l’altra il bimbo. Sono chiamate “pannocchie della madre” e sono considerate sacre. Leggi il resto

La costruzione delle sod house e la vita dei coloni

A cura di Sergio Mura

Una tipica, umile sod house
Gli indiani che popolavano il west vivevano spesso nelle infinite praterie dove c’era una cronica scarsità di alberi. Per costruire le loro capanne utilizzavano zolle di terra o di terra mista ad erba. Ne risultavano alloggiamenti robusti e stabili, freschi nelle estati torride e tiepidi nel gelido inverno.
I coloni americani che raggiunsero le praterie e le abitarono dopo i nativi usavano gli stessi poveri materiali disponibili in quei luoghi per edificare le loro casette rettangolari, le “sod house”. Quegli agricoltori realizzavano delle semplici zolle di terra erbosa che venivano estratte dal terreno umido per le piogge utilizzando delle zappe metalliche.
Una sod house è quindi una casetta rettangolare con pareti costruite con zolle di terra o torba, posate in strati orizzontali; non mancavano ovviamente alcune piccole finestre e un tetto, anch’esso ricoperto di zolle di terra o di paglia. Case simili erano assai comuni tra quelle edificate dai coloni delle grandi pianure. D’altra parte le più classiche alternative erano ababstanza improponibili in quei luoghi per via della grande penuria di alberi e persino di pietre. Leggi il resto

Scuole, istruzione e insegnanti nel west

A cura di Sergio Mura

Bambini a scuola
Alla frontiera c’era giusto il tempo per imparare quel che era utile a sopravvivere. L’inclemenza del clima, le difficoltà di relazione tra bianchi e con gli indiani, la distanza dalla civiltà, la natura sostanzialmente ostile, erano tutti elementi che rendevano quasi inutile pensare a qualcosa legato all’istruzione delle persone. D’altro canto, quando erano pochissimi gli adulti che sapevano leggere o far di conto, era perlomeno un azzardo pensare alla scuola ed alla sua promozione.
Solo dopo il 1870 gli stati decisero di affrontare seriamente la problematica, istituendo i distretti scolastici nel tentativo di migliorare la diffusione dell’istruzione in tutto il West.
Nonostante queste premesse, in numerosi avamposti della civiltà, a ovest del Missouri, c’era sempre chi tentava di istruire i propri bambini. Leggi il resto

Along the River

A cura di Giampaolo Galli

Along the River
Una battuta di caccia, un cinico avvocato che indaga su un efferato caso di omicidio, e uno sceriffo che scopre di avere un figlio assassino.
Sono questi gli elementi principali da cui si sviluppa la trama di Lungo il fiume, il racconto da cui è stato tratto il cortometraggio Along the River con Franco Nero, per la regia di Daniele Nicolosi, e che questa settimana ha conquistato un ambito riconoscimento come premio speciale per opere straniere agli American Movie Awards, uno dei festival più importanti per il cinema indipendente. In origine, avevano partecipato a questa rassegna nomi come Steven Spielberg, Michael Cimino, Clint Eastwood, Meryl Streep, Burt Reynods, Henry Fonda, e molti altri.
La consegna ufficiale del trofeo in cristallo avverrà il 22 maggio a Las Vegas, Nevada.
Quando scrissi questa breve storia quattro anni fa, non potevo certo immaginare che avrebbe fatto tanta strada, fino ad approdare oltreoceano e conquistare i critici cinematografici americani. Leggi il resto

L’ultima carica di Wyatt Earp

A cura di Omar Vicari

Earp vendetta: l’ultima “romantica” carica di Wyatt oppure semplici omicidi prezzolati?

Il 18 marzo 1882, alle 11 di sera, a Tombstone, una scarica di pallottole metteva fine alla vita di Morgan Earp presso il “Billiard Parlor” saloon. Era questa la risposta dei cowboy all’uccisione di Tom, Frank Mc Lowery e Billy Clanton avvenuta all’OK Corral il 25 ottobre 1881.
Dopo la morte del fratello, Wyatt fece quanto possibile per proteggere la sua famiglia. Si adoperò affinché il corpo di Morgan venisse subito trasportato in California, a Colton, presso la casa del padre. Ad accompagnare Morgan c’era James, l’altro fratello, mentre la moglie di Morgan era già in California spedita a Colton per ragioni di sicurezza prima della morte del marito.
Virgil e sua moglie Allie avrebbero seguito James e Morgan quando sarebbe stato possibile. Leggi il resto

Dizionario dei film western

Dizionario dei film western
In una sontuosa veste grafica e in un formato facilissimo da gestire, stampare, conservare e persino consultare nei modernissimi lettori portatili o cellulari, vi presentiamo l’ultimo grande lavoro del nostro Mario Raciti.
Si tratta del Dizionario dei film western in cui, distribuiti in ordine alfabetico e in oltre 250 pagine, sono elencati 680 film del nostro genere preferito. Ma non di mero elenco si tratta! Il nostro Mario ha deciso, infatti, di strafare ed ha organizzato un meraviglioso database comprendente il titolo, il titolo originale, la nazione e l’anno di produzione, la regia, gli attori principali, la trama, la durata e, qualora il film sia stato girato in bianco e nero, anche quella precisazione! Nel libro sono ricompresi tutti i film western del genere classico, ma anche quelli, numerosissimi, del genere “spaghetti western” in cui gli Italiani hanno saputo distinguersi.
Come è stato in occasione dell’uscita del nostro libro Storie del west, anche in questo caso vi consigliamo di realizzare una stampa professionale in una copisteria digitale, ma il risultato sarà ottimo anche con una buona stampante a getto di inchiostro o laser. Leggi il resto

Elisir miracolosi nel west

A cura di Sergio Mura da un lavoro di Jana Bommersbach

Una bottiglia di “Kickapoo Sagwa”
Ai tempi del west, quello duro e forte della frontiera, come possiamo facilmente immaginare, non c’erano molte fonti di intrattenimento o persino di semplice relax. Non c’era nel silenzio delle montagne per i cacciatori o per i trapper, ma non c’era neppure per i cow-boys nelle lunghissime ore trascorse al pascolo dietro il bestiame o al ranch dietro le mille faccende da svolgere; non c’era neppure granché nei villaggi arrangiati in qualche modo intorno ai campi auriferi e non c’era nelle fattorie perse in territori immensi e lontanissimi dalla “civiltà”. La verità è che in America non mancava il duro lavoro, non mancavano il sudore e la fatica e persino, forse, la noia, ma l’intrattenimento era veramente una merce rara e ci si arrangiava con poco.
Perciò, quando capitava a tiro uno spettacolino itinerante, tutti accorrevano e cercavano di conquistare un posto in prima fila. Leggi il resto

I revolver ad avancarica del West

A cura di Alfredo Barattucci, con il contributo di Gualtiero Fabbri

Ai tempi del vecchio West – contrariamente a quanto si vede al cinema – i revolver a retrocarica non erano affatto di uso comune e ne circolavano pochissimi. Infatti cominciarono a diffondersi solo dopo il 1873, anno in cui fu prodotta la celebre Colt SAA, cioè il modello denominato “Single Action Army”. Prima di quella data, se si esclude qualche prototipo, o qualche arma modificata, anche i più famosi pistoleri erano armati di revolver ad “avancarica del tamburo”, come la Colt Dragoon, la pistola Remington, la Colt modello Army del 1860, e la Colt Modello 1851.
Quest’ultima, prodotta nel calibro da 36 centesimi di pollice, era chiamata “Colt modello da cintura in calibro navale”, ma fu ribattezzata “Colt Navy Modello 1851” dai primi collezionisti e ancora oggi è conosciuta sotto tale denominazione.
Nonostante questo, dal 1860 al 1873 vi furono diverse ditte che producevano già revolver a cartuccia metallica, generalmente non sviluppavano grande potenza, ad esempio per parlare della sola Smith-wesson produsse circa 350.000 di queste armi di piccolo e medio calibro, nonché, prima del 1874, anche 28.000 potenti revolver in cal, 44. Leggi il resto

Pagina successiva »