Le origini della storia dei Kiowa

A cura di Renato Ruggeri

L’origine dei Kiowas è incerta. Rappresentano, infatti, un’anomalia tra i popoli dei Grandi Piani. Parlavano il Tanoan, un linguaggio oggi quasi scomparso.
L’Aztec-Tanoan è il più grande gruppo linguistico nel Sudovest ma, al contrario dell’Uto-Aztecan, ancora largamente diffuso, il linguaggio Tanoan sopravvive solo in piccole comunità, diviso in 4 sub-famiglie.
Tre di queste, Tiwa,Tewa e Towa, localizzate sul corso superiore del Rio Grande, sono parlate dai Pueblo di Taos, San Juan, Isleta e Jemez; la quarta dai Kiowas delle Pianure.
Nancy Hickerson, una studiosa che si è a lungo occupata dei Jumanos, antichi abitatori del Sudovest, ipotizza che i Jumanos parlassero un Tanoan affiliato alla sub-famiglia Tiwa, come pure i Mansos e i Sumas, estinti anche loro da lungo tempo e la cui lingua non è conosciuta.
Ci sarebbe stato, quindi, un “blocco” di popoli di lingua Tanoan che popolava un’estesa area comprendente parte del New Mexico, la valle del Rio Grande, i deserti del Chihuahua settentrionale fino a Casas Grande, la regione del fiume Pecos e il Llano Estacado e la valle del fiume Colorado in Texas.Una zona molto più estesa rispetto ai pochi pueblo dove oggi si parla una lingua quasi morta. Leggi il resto

La ruota di medicina. La via amerindiana alla conoscenza di sé

Presso gli Indiani d’America la parola «medicina» indicava molto di più che un rimedio per ristabilire la salute: era un’energia vitale disponibile per tutti coloro che la invocavano ma, soprattutto, significava «conoscenza».
In questo libro Kenneth Meadows ci introduce al lavoro di esplorazione e sviluppo personale per mezzo di uno straordinario strumento: un distillato dell’antica saggezza sciamanica degli Indiani d’America. È un metodo di auto-conoscenza che può aiutarci a prendere coscienza della meraviglia della Natura, a trovare il modo di dirigere consapevolmente il nostro destino, a imparare a vivere il momento presente e trovare soddisfazione nella vita.
Naturalmente si tratta di sistemi e metodi affidati ad una sapienza antica.
Kenneth Meadows ha scritto un testo facile da leggere, completo di esercizi e «compiti esplorativi» illuminanti e divertenti. «Un maestro di medicina mi disse: “Non cercare di seguirmi, di contemplarmi, non inchinarti davanti a me. Questo è il tuo sentiero e cammini su di esso per scoprire la tua verità e acquisire potere con la tua medicina. Solo tu puoi trovarla e divenire libero e responsabile». Leggi il resto

Sul sentiero di guerra

Toro Seduto, Geronimo, Falco Nero, Capo Giuseppe, sono solo alcuni dei grandi capi delle nazioni pellerossa che parlano attraverso queste pagine.

L’autore del libro ha il merito di aver raccolto il principali discorsi dei capi indiani o loro interviste in un unico libro e, in verità, di aver saputo anche riordinare il materiale dandogli una certa consequenzialità temporale e logica.

Nel libro è messa ben a fuoco la reale natura del conflitto tra indiani e bianchi innescato dalla conquista del west.

E si capisce anche troppo bene perché i pellerossa abbiano combattuto così aspramente pur di non cedere i propri territori di caccia. Leggi il resto

Nativi Americani, il disastro dopo il “contatto”

Primi scambi commerciali
Il termine “Nativi Americani” ha costretto gli storici a guardare in faccia una verità fondamentale: gli indiani abitavano l’America del Nord da prima di ogni altro. La loro provenienza è ancora parzialmente incerta, mentre, purtroppo, è ben noto il tragico epilogo delle 500 Nazioni. Gli Indiani d’America sono molto simili ai Mongoli che vivono in Asia; questo perché l’attuale Stretto di Bering non esisteva e Asia e America, essendo attaccate fra loro, permettevano così a queste popolazioni il transito fissando la loro dimora dapprima in Canada e successivamente negli Stati Uniti. I loro primi contatti con il resto del mondo, risalgono a circa 1.100 anni d.C.; sono i Vichinghi che hanno l’onore di incontrare per primi questa nuova razza. Leggi il resto

Alle radici della guerra civile: la schiavitù

Schiavi e soldati
Come si legge quasi ovunque nei testi di storia, la questione della schiavitù è posta certamente a base dello scoppio della Guerra Civile Americana. Chiaramente nessuno, oggi, potrebbe dire che la guerra è scoppiata a causa del permanere della schiavitù. Tutti sanno che le vicende hanno avuto origine in numerose concause di cui la schiavitù è solo una e, forse, nemmeno la più grande. Nel nostro sito è ben possibile approfondire la struttura e la composizione delle cause legate scoppio della guerra di secessione. La questione della schiavitù riguardava non solo il modo eticamente inaccettabile di trattare gli schiavi, ma anche il fatto che la schiavitù stessa risultava un anacronismo incompatibile con i valori americani e con il sistema economico protetto dalla Costituzione. La strategia del movimento antischiavista, che riguardava principalmente il trattamento degli schiavi, era quella di fermare l’espansione dello schiavismo e di portarlo così alla graduale estinzione. Leggi il resto

Cochise

A cura di Cesare Bartoccioni

Un ritratto di Cochise
Nell’estate del 1872 uno sviluppo davvero inatteso si verificò nella capitale della Nazione. Il Presidente Ulysses S. Grant, sperando di mettere fine alla guerra Apache nell’Arizona del sud est, inviò il Generale di Brigata Oliver O. Howard in Arizona per fare pace con Cochise, il celebrato condottiero della banda Chokonen degli Apache Chiricahua (1). Che le sue attività occupassero i pensieri dei capi militari e civili d’America sarebbe stata una sorpresa per l’anziano capo, il quale era per natura modesto e senza pretese. Tuttavia, la reputazione di Cochise aveva convinto i maggiori leader di Washington che egli fosse la chiave per ottenere una pace duratura con gli Apache Chiricahua.
In quel tempo – eccetto forse per Nuvola Rossa, il grande capo Lakota – Cochise era forse l’Indiano più famoso del West. Tale designazione non lo avrebbe adulato. Dopo 12 anni di guerra contro gli Americani – un conflitto sanguinoso e senza pietà che era iniziato dopo che le truppe Americane lo avevano tradito nel 1861 – Cochise era giunto alla conclusione che doveva fare la pace per assicurare la sopravvivenza del suo popolo. Leggi il resto

San Vicente (Bolivia): erano Butch e Sundance i banditi uccisi?

A cura di Omar Vicari

Butch e Sundance in fuga
Attorno al mese di Agosto del 1908 i dispacci dell’Agenzia Pinkerton riferivano la presenza di Butch Cassidy e Sundance Kid presso la città di Tupiza in Bolivia. Quella zona era frequentata all’epoca anche da altri fuorilegge nord americani. I due membri del Mucchio Selvaggio stavano lavorando presso la “San Juan Oro Dredging Company”, quindici miglia a sud della città sotto la supervisione dell’ingegnere inglese A. G. Francis.
Francis conosceva Sundance con lo pseudonimo di Frank Smith e Butch con quello di George Lowe e non sapeva che i due erano lì per pianificare una rapina alla vicina banca di Tupiza.
Butch e Sundance furono costretti a rinunciare al colpo a causa dell’insediamento in città di un reparto di cavalleria che aveva preso alloggio nell’hotel proprio accanto alla banca.
Il 4 Novembre 1908, due uomini ben armati rapinarono la carovana di muli che trasportava le paghe dei minatori dell’Aramayo and Frank Mining Company. Leggi il resto

Lo spirito della frontiera

A cura di Domenico Rizzi

Quando il capitano John Smith, eroe di mille avventure vere o inventate nella tormentata Europa del XVII secolo, approdò alle coste della Virginia nel 1607, i colonialisti inglesi non potevano certo immaginare le conseguenze politico-sociali che l’impresa avrebbe avuto nel lungo periodo. La spedizione mirava, come le altre che l’avevano preceduta senza successo, ad impossessarsi di una porzione di suolo americano per contrastare l’invadenza degli Spagnoli – già saldamente insediati del Messico, nel Centro e Sud America – e dei Francesi, che dalle fredde regioni canadesi minacciavano di allargare, grazie ai loro intrepidi esploratori e “voyageurs”, le aree più ricche di cacciagione del nuovo continente.
Il manipolo di avventurieri che aveva posto una seria ipoteca sul possesso dell’odierna Virginia, fu seguito da altri arrivi nel breve volgere di qualche anno e nel 1620 i Padri Pellegrini sbarcarono a Cape Cod, nel Massachussets, per fondarvi altre colonie. Leggi il resto

L’eccidio di Galeana

A cura di Renato Ruggeri

James Kirker
Uno degli episodi più famosi, tragici e controversi nella storia del mercenario americano James Kirker fu il massacro di Galeana. Nel Maggio del 1846 il prefetto del distretto di Chihuauha, Felix Maceyra, stipulò con Kirker un nuovo accordo. James sarebbe stato il comandante dello Special Corps del governo del Chihuahua. Avrebbe potuto reclutare volontari quando voleva, ma compagnie armate del governo avrebbero potuto affiancare i suoi uomini, se lo si riteneva necessario.
Questa fu la prima volta in cui fu concesso a truppe dello stato di ricevere pagamenti per gli scalpi. Kirker avrebbe dovuto, inoltre, organizzare milizie locali, in modo che il popolo potesse partecipare alla guerra contro gli Indiani e beneficiare del suo carattere mercenario. Lo storico Ralph Smith scrive di non conoscere accordi specifici per il pagamento suo e dei suoi uomini. Leggi il resto

Wyatt Earp: alla ricerca di una leggenda

A cura di Omar Vicari da un lavoro di Larry Tritten

Dal Jewish Magazine del Marzo 2001.
Alcuni anni fa avevo sentito da qualcuno […chi scrive è Larry Tritten, ndr] o letto da qualche parte che Wyatt Earp, il famoso Deputy Marshal di Tombstone, era sepolto in uno dei cimiteri di Colma, un sobborgo di San Francisco. Non essendo sicuro di quanto veniva detto o scritto, un giorno decisi di controllare e vedere personalmente il posto dove da anni riposava quel Matusalemme della colt.
Da ragazzo, io immaginavo Wyatt Earp con la pistola nella fondina, sempre pronto a fronteggiare a mani nude torme di fuorilegge, un stereotipo che Hollywood ci ha propinato in tutte le salse. Colma è una immensa necropoli con più cimiteri tra i quali spiccano quello Cinese, l’Italiano, il Greco e l’Israelitico posti lungo la strada “El Camino Real” a poche miglia a sud di San Francisco, il posto dove le persone della città decedute furono rimosse nel 1914 e poi reinterrate. Leggi il resto

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