Thomas Addis e “quella” consegna di Winchester…

A cura di Gualtiero Fabbri

Brownsville, Texas, dicembre 1866.
Il ragazzo corse verso il magazzino del cotone, ed appena arrivato, bussò forte al portone, dopo poco la porta secondaria si aprì ed apparve nella penombra un volto barbuto che lo scrutò silenziosamente, questo equivaleva ad una domanda.
“Señor están los hombres mexicanos al hotel que piden ustedes…” Senza un cenno il barbuto richiuse la porta e si avviò all’ufficio contiguo che fungeva sia da sala da pranzo e da camera del custode, mise via il revolver ed entrò.
“Pare che ci siamo, boss, sono arrivati i messicani.”
“Era ora! – rispose Addis chiudendo il libro e mettendolo da parte – Dovevano essere qui un mese fa, se la sono presa comoda, per la miseria, mi ero stancato di stare in questo buco, siamo quasi a Natale e ci sono ancora 25 gradi. Andiamo a concludere il contratto, che ne ho abbastanza di far da balia a queste casse!” Leggi il resto

Il west di Alfred Jacob Miller

A cura di Sergio Mura

Alfred Jacob Miller (2 Gennaio 1810 – 26 giugno 1874) nacque a Baltimora, nel Maryland, dove frequentò le scuole locali desiderando di diventare pittore. Seguì le sue prime lezioni d’arte con Thomas Sully e dopo aver realizzato qualche pittura a Baltimora e Washington, nel 1833 si recò in Europa per perfezionare le sue capacità, sostenuto dalla sua famiglia. Miller trascorse molto tempo a Parigi, ma visitò anche Bologna, Venezia e la Svizzera. In quel tempo strinse amicizia con gli scultori Bertel Thorwaldsen e Horatio Greenough e il pittore Horace Vernet. Studiò lungamente le tecniche degli antichi maestri nei musei, come era uso a quel tempo.
Dopo il ritorno a Baltimora nel 1834, Miller aprì un piccolo studio che non ebbe successo per cui si trasferì a New Orleans nel 1837. Lì incontrò l’avventuriero scozzese William Drummond Stewart, che chiese a Miller di accompagnarlo per realizzare dei quadri relativi al suo viaggio dedicato alla caccia nella Montagne Rocciose. Leggi il resto

Daniel Boone, l’avventura di un uomo solitario

A cura di Paolo Secondini

Daniel Boone
Nato a Bercks County, in Pennsylvania, il 2 novembre 1734, Daniel Boone divenne famoso, già negli anni della giovinezza, per la sua straordinaria abilità nella caccia, che iniziò a praticare in maniera sistematica nelle praterie e sui monti del North Carolina (dove si era trasferito con la famiglia nel 1751), popolati di orsi, scoiattoli, castori e altri animali.
Instancabile camminatore, copriva ogni giorno grandi distanze, inseguendo con astuzia e ostinazione – il lungo fucile tra le mani – le sue prede. Quando alla fine riusciva a raggiungerle oppure a stanarle, per esse non c’era nessuna possibilità di salvezza: la mira di Boone era praticamente infallibile. La carne della selvaggina gli forniva un alimento sicuro, nutriente, mentre con la pelle confezionava indumenti alla maniera degli indiani: calzoni e giubbe, copricapi e stivali. Leggi il resto

I cavalieri del west

A cura di Sergio Mura

Il libro di Domenico Rizzi e Andrea Bosco
E’ tornato! Finalmente Domenico Rizzi è tornato a scrivere di west e, sopratutto, di storia del west. E non è tornato solo, ma alternando e miscelando sapientemente il suo inchiostro con quello che esce dalla penna di un altro bravo autore, Andrea Bosco. I due si sono uniti eccezionalmente intorno ad un progetto che trae origine da un’idea piuttosto vecchia di Tullio Kezich, ossia di riunire in un unico percorso realtà e leggenda, facendo confrontare due visioni distanti anni luce l’una dall’altra.
Il west che conosciamo si divide tra storia e invenzione, passando per il cinema, è vero, e ne “I Cavalieri del West” – un librone di dimensioni ragguardevoli e composto di ben 240 pagine – troviamo un mirabile esempio di unione tra pagine di storia vera, di quella che non ha pietà per l’invenzione o per l’iperbole, con la fantasia del cinema western che ha sempre preferito attingere alla più vaporosa leggenda contribuendo a rafforzarla e ingigantirla. Leggi il resto

La battaglia di Big Hole

A cura di Cesare Bracchi

Capo Giuseppe
La sera del 8 agosto 1877 i Nasi Forati erano accampati lungo la valle del fiume Big Hole nel Montana, una bellissima prateria con colline e prati, solcata da numerosi corsi d’acqua e boschi e circondata da montagne ripide ricoperte di alberi. Gli indiani si sentivano così tranquilli del vantaggio sulle truppe del Gen. Howard e della non belligeranza degli abitanti del Montana che, non solo non predisposero servizi di perlustrazione e sorveglianza, ma addirittura celebrarono una danza di guerra. Non sapevano che Howard aveva telegrafato al Col. Gibbon per chiederne l’intervento e che questi, dopo aver raccolto quasi 200 uomini tra militari del 7° fanteria e civili volontari, era arrivato a tappe forzate da Fort Shaw fino in prossimità del campo indiano.
Furono gli esploratori del Ten. Bradley (quello che aveva scoperto per primo i corpi di Custer e dei suoi a Little Big Horn un anno prima) a localizzare il campo e l’imponente mandria di cavalli che pascolava nei dintorni. Leggi il resto

Il massacro nella neve, Marias River 23 gennaio 1870

A cura di Renato Ruggeri

La Confederazione Blackfoot (Nitsitapi) comprendeva i Siksikas, i veri Blackfeet, i Piedi Neri, termine che si riferiva ai loro mocassini che erano o colorati di nero o sporcati dalla cenere dei fuochi che bruciavano, frequentemente, le pianure, i Bloods o Kainahs, “the many chiefs, i molti capi”, e i Piegans o Pikunis, the scabby robes, le vesti stracciate”. I tre gruppi parlavano la medesima lingua, avevano costumi comuni e combattevano gli stessi nemici.
I Piedi Neri controllavano una vasta regione che si estendeva dalle Montagne Rocciose, a ovest, fino alle Bears Paw Mountains, a est, e dal fiume Saskatchewan a nord al Teton Range, a sud, in quello che è, oggi, il Wyoming nord-occidentale.
All’inizio dell’Ottocento i Siksikas e i Bloods vivevano negli odierni stati dell’Alberta e del Saskatchewan, in Canada, mentre i Piegans occupavano un’ampia area che comprendeva il Montana centro-settentrionale. Leggi il resto

L’avventura del Pony Express

A cura di Omar Vicari

Tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, la popolazione del nord America era concentrata essenzialmente lungo la costa orientale. Dopo la rivoluzione e l’affrancamento dall’Inghilterra, gli americani cominciarono a guardare all’ovest, verso quelle terre inesplorate che permettevano loro di raggiungere nuovi traguardi. Il Mississippi River poteva essere stato una naturale barriera alla nuova espansione, ma l’acquisto della Louisiana nel 1803 rimosse quella barriera e nell’arco di circa quarant’anni quattro nuovi stati vennero creati in quelle regioni selvagge.
La frontiera, che prima aveva come margine il fiume Mississippi, ora veniva spostata al fiume Missouri. Quando il 24 gennaio 1848 venne data la notizia della scoperta dell’oro in California, decine di migliaia di coloni attraversarono il Missouri per riversarsi nelle sconfinate pianure dell’odierno Nebraska in direzione della California. Leggi il resto

La rapina alla banca di Belle Fourche

A cura di Omar Vicari

La rapina
Il 7 settembre 1876 a Northfield (Minnesota), la banda James-Younger assaltò la banca locale con esiti disastrosi. Bill Chadwell, Clell Miller e Charlie Pitts ci lasciarono la pelle. Bob, Jim e Cole Younger furono feriti gravemente e i soli Jesse e Frank James riuscirono a sfuggire alle squadre degli inseguitori.
A Coffeiville (Kansas), il 5 ottobre 1892, nel tentativo di rapinare in contemporanea le due banche del posto, persero la vita Grat e Bob Dalton assieme a Bill Powers e Dick Broadwell.
Il solo Emmett Dalton salvò la vita. Condannato alla prigione a vita, fu rilasciato anni dopo per buona condotta. Nel West di fine ottocento le banche sembravano essere l’obiettivo preferito delle bande che ancora imperversavano in una frontiera ormai al tramonto.
Il 27 giugno 1897 la “Butte County Bank” di Belle Fourche (South Dakota) era in procinto di aprire gli sportelli quando tre uomini della banda di Kid Curry (Harvey Logan… quello del Mucchio Selvaggio) irruppero all’interno della banca con le pistole spianate. Leggi il resto

Storia degli Apache

Ancora una storia del popolo Apache. Ve la segnalo perché rispetto alla precedente è più ampia e si legge più facilmente in virtù di una prosa più lineare. Tutti i principali eventi della vita di questo coraggioso popolo sono presi in esame e raccontati, evidenziando le figure più importanti.
Altro merito importante è che l’autore non si ferma alla storia del secolo scorso, ma arriva fino ai giorni nostri e all’incredibile leggerezza con cui il Vaticano, schiacciando i diritti degli Apache e ruspando via i loro defunti, ha costruito sul Monte Graham, in Arizona, un osservatorio astronomico.
Il Monte in questione è sacro per gli Apache quanto per noi sono sacri i nostri cimiteri o la stessa Assisi.
Ma la storia della civiltà è davvero densa di fatti come questi.
Ah! La costruzione dell’osservatorio ha richiesto il sacrificio di centinaia di alberi plurisecolari che nessun altro aveva osato buttar giù. Leggi il resto

I quattro mesi di Al Jennings e la sua banda

A cura di Giacomo Ferrari

La banda di Al Jennings ebbe breve vita, forse quattro mesi o meno. Compì non più di tre tentativi di assalto al treno.
Il leader, Al Jennings, era in origine un avvocato e fu anche County Attorney per la contea di Canadian, in Oklahoma. La banda comprendeva i fratelli di Al: Frank, Ed e John che precedentemente lavoravano come cowboy a Kiowa Creek, sempre in Oklahoma, presso Woodward, dove risiedevano.
In un primo tempo, intorno al 1885, Al entrò in contatto con un fuorilegge, considerato di piccolo cabotaggio, chiamato “Little Dick”. Questo lo stimolò a partecipare a parecchi e goffi tentativi di furto più per sfida che per il desiderio di rapinare e uccidere o di vivere di quelle gesta. Leggi il resto

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