Le illustrazioni western di Severino Baraldi

A cura di Sergio Mura

Severino Baraldi è un bravissimo illustratore milanese, famoso in tutto il mondo, che ha in attivo più di 240 volumi illustrati per editori italiani ed esteri. Baraldi è nato nel 1930 a Sermide e nella sua lunga vita professionale ha prodotto oltre 7.500 illustrazioni a corredo di libri di storia molto famosi e avvincenti per l’impostazione grafica che li caratterizza.
Di Severino Baraldi è difficile trovare notizie perché il maestro è una persona riservatissima che ha sempre inteso mantenere separate la vita personale e quella professionale.
La sua bravura è tale che le sue opere sono sempre richiestissime. In questa meravigliosa galleria – con la quale vogliamo rendergli onore – vi mostriamo i suoi più bei disegni dedicati alla storia del west, con incursioni nel momento della nascita degli Stati Uniti e verso la fine della frontiera. Leggi il resto

Seth Eastman, il soldato pittore

A cura di Denis Giotta

Seth Easman
Seth Eastman è conosciuto principalmente per le sue riproduzioni pittoriche sui Nativi americani, soprattutto Dakota ed Ojibway del Minnesota. Nel 1848, un cronista già considerava Eastman “il moglior pittore della vita degli Indiani che questo paese abbia finora espresso, superiore anche a George Catlin”.
Nacque il 24 Gennaio 1808, a Brunswick, Maine, figlio di Robert e Sarah Lee Eastman. Frequentò l’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point, New York, seguendo i corsi di disegno e topografia. Mentre era a West Point, iniziò a dipingere scene riguardanti la vita quotidiana delle tribù locali, ma la carriera militare aveva, in quel periodo, un netto sopravvento. Nel 1830, Eastman fu assegnato allo sviluppo della topografia del territorio di frontiera e, per breve tempo, fu dislocato a Fort Snelling, dove ebbe una relazione con Wakaninajinwin (Sacra in Piedi), la figlia quindicenne di Mahpiya Wicasta (Uomo Nuvola), un capo Dakota.
La morte del suo insegnante d’arte a West Point fu, in qualche modo, l’evento che segnò la sua vita come illustratore. Leggi il resto

La miniera perduta degli Olandesi

A cura di Josephine Basile

Jacob Waltz
La storia Americana è piena di episodi di scoperte di giacimenti auriferi, ma nessuna risulta tanto misteriosa come quella della Miniera Perduta degli Olandesi, situata in qualche luogo delle inospitali Montagne Superstition (Arizona), l’antica sacra terra dei Western Apache. A quanto pare, furono gli Apache i primi a scoprire la miniera, molto tempo prima dell’arrivo dell’uomo bianco. Ma con il trascorrere del tempo, alcuni Apache mostrarono il giacimento aurifero a qualche missionario spagnolo; inevitabilmente, i racconti circa la miniera, dalla quale si poteva estrarre oro a mani piene, si divulgarono in seguito, facendo parlare e sognare molte persone. Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Erano onnipresenti.
Sebbene posti come Taos e Santa Fe, nel New Mexico, ospitassero alcune “cantinas” messicane, questo era nulla rispetto al pullulare di saloon veri e propri che spuntarono ovunque qualche gruppo di pionieri si stabiliva o dove le piste si incrociavano. Leggi il resto

Billy the Kid ritrovato (in una foto) mentre gioca a croquet

Billy the Kid
Anche quest’anno porta una grande novità per noi appassionati di storia del west!
Precisamente, porta una nuova fotografia di Billy the Kid.
Billy the Kid è conosciuto per essere stato uno dei fuorilegge più violenti e temuti del Far West di metà ‘800. Una vita breve e violenta passata con la pistola in una mano, ma… sorpresa!, forse anche con la mazza da croquet nell’altra, come testimonia lo scatto inedito ritrovato nel 2010 dal collezionista Randy Guijarro in un negozio di cianfrusaglie della California e comprato per soli 62 cent. La foto si trovava tra un mucchio di altre immagini all’interno di uno scatolone ed è stata autenticata dalla società americana Kagin, esperta nella rivendita di monete e oggetti rari da collezione.
Nota bene: le immagini sono tutte ingrandibili con un clic!
C’è voluto più di un anno per esaminare lo scatto, ma alla fine, anche grazie all’aiuto di strumenti per il riconoscimento facciale, si è scoperto che nella foto è ritratta la banda dei “Regolatori” al completo, e che il giovane che impugna la mazza in mano è proprio Billy the Kid. Leggi il resto

La battaglia di Valverde. La guerra civile in New Mexico

A cura di Romano Campanile

Nel mese di febbraio del 1862 si sta aprendo lo scenario che porterà la guerra civile fin nel lontano territorio del New Mexico. Da quelle parti opera una piccola armata confederata di texani e volontari del New Mexico (a quel tempo chiamato Arizona); al comando c’è il Generale Henry Hopkins Sibley e a le sue forze contano circa 2500 uomini.
Obiettivo ambizioso del generale è quello di allargare i territori da annettere alla causa confederata arrivando fino al Colorado e alla California e da lì riuscire a ricavare un ampio e praticabile corridoio transcontinentale che sbocchi dall’altra parte.
Questo corridoio sarebbe servito per favorire il transito del commercio proveniente dall’Europa da quel lato. Leggi il resto

Back home (il ritorno di Butch Cassidy)

A cura di Omar Vicari

Butch Cassidy
Nel 1925, la famiglia di Robert LeRoy Parker, alias Butch Cassidy, residente a Circleville (Utah), era sensibilmente diminuita nei suoi componenti familiari. Annie Gillies Parker, era morta nel 1905 lasciando i suoi tredici figli e il marito Maximilian Parker vedovo.
La maggior parte dei figli (sette maschi e sei femmine) si erano sposati ed avevano lasciato la casa paterna. Solo tre di questi ( Eb, Mark e Joe Rawlins ), scapoli, vivevano ancora nel ranch di famiglia vicino Circleville.
Lula Parker, una delle femmine, dopo aver sposato Joseph Betenson nel 1907, aveva lasciato la fattoria paterna e aveva iniziato a vivere col marito e i figli a Circleville. Questo non le impediva di occuparsi anche dei tre fratelli rimasti nel vecchio ranch.
Un giorno d’autunno del 1925, Max Parker era intento a sistemare la palizzata del ranch quando una Ford nera si accostò alla casa. Un uomo scese dalla macchina e mentre si avvicinava Mark prese a guardarlo con insistenza. Leggi il resto

In viaggio nelle terre del west

A cura di Omar Vicari

Innanzi tutto un ringraziamento particolare va a tutti gli amici della nostra comunità e del forum in specialissimo modo perché mi hanno fatto gli auguri per il compleanno mentre eravamo nel vecchio west.
Mi accingo ora a descrivere in modo più o meno dettagliato le giornate trascorse nei diversi Stati che abbiamo attraversato. Molti posti, a dire il vero li avevamo già visti nei precedenti viaggi (questo è il quinto), ma li abbiamo rivisitati volentieri per permettere anche agli altri amici di poterli vedere e toccare con mano.
E’ stata ancora una volta una bella avventura, a cavallo tra presente e passato, e di già, con la mente, sono al lavoro per ipotizzare il prossimo viaggio, per cui chi fosse interessato farà bene a farsi sotto fin d’ora!
Una specialissima raccomandazione: lasciate caricare le immagini un paio di minuti al fine di vederle ingrandire senza rallentamenti. Sono davvero moltissime! Leggi il resto

I grandi traffici della frontiera

A cura di Luana Leonini

Nei primi tempi della colonizzazione, i francesi sfruttarono per lo più il commercio delle pelli, mentre gli spagnoli si dedicarono soprattutto all’estrazione dei minerali e all’allevamento del bestiame. Nei territori colonizzati dagli inglesi predominava l’agricoltura.
Il commercio franco-indiano delle pellicce iniziò con Jacques Cartier nel 1534, lungo il fiume S. Lorenzo. La loro intenzione era stata quella di trovare un passaggio a nord-ovest per raggiungere l’Oriente, e invece trovarono il ricco commercio delle pellicce e l’interesse degli indiani che desideravano i prodotti europei.
Basandosi sui risultati delle spezioni di Cartier, Samuel de Champlain arrivò nella Nuova Francia nel 1603 con lo scopo di avviare trattative con gli indiani per lo sfruttamento delle pelli. Leggi il resto

Meridiano di sangue: la storia di John Glanton

A cura di Mario Raciti

John Glanton
Di John Joel Glanton, assassino e cacciatore di scalpi, e della sua vita si sa poco o nulla. La sua figura ha acquistato curiosità da quando il famoso romanziere Cormac McCarthy lo rese co-protagonista del bellissimo romanzo “Meridiano di sangue”, a sua volta basato sulle memorie di Samuel Chamberlain, un soldato vagabondo dell’Unione che combattè contro il Messico e che, dice lui, conobbe Glanton.
Nei suoi resoconti, intitolati “My confessions”, Chamberlain descrive così John Glanton: “Ad un tavolo piccolo due uomini si giocavano a carte le bevute. Uno di essi, che giocava tranquillamente la sua mano con un’aria timida e mite, contrastante con il suo aspetto di desperado, era basso e atticciato, con il viso abbronzato dal sole quasi quanto quello di un Indiano, gli occhi profondamente infossati e macchiati di sangue, i capelli neri e incolti che gli pendevano sulle spalle a treccioline, come tanti serpentelli. Leggi il resto

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