Le guerre indiane dal 1680 al 1840 – 2

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.


LA RIVOLTA DI METACOMET

Man mano che ci si avvicinava alla fine del XVII secolo, la prospettiva di scacciare dal suolo americano la gente venuta dal mare diventava sempre meno probabile.
Gli Indiani non avevano saputo porre fine per tempo alle loro antiche inimicizie, per creare un’alleanza in grado di respingere gli Spagnoli, gli Inglesi, i Francesi e gli Olandesi. La popolazione bianca presente sul continente assommava già a centinaia di migliaia di persone e la forza potenziale dei Pellirosse eguagliava a stento, dal punto di vista numerico, la marea inarrestabile in arrivo dall’Europa. Leggi il resto

La battaglia di Vicksburg

A cura di Mauro Cairo

La situazione strategica che andò delineandosi nella tarda estate del 1862 non era certamente rosea per le truppe federali. Solo pochi mesi prima i soldati unionisti erano alle porte della capitale confederata, Richmond, mentre ora era Washington ad essere seriamente minacciata: il generale Robert E. Lee aveva condotto una magistrale campagna militare in Virginia, costringendo il generale John Pope a ritirarsi, prima di batterlo duramente nella seconda battaglia di Bull Run. Dopodiché Lee attraversò il Potomac ad Harper’s Ferry e avanzò in Maryland: per lungo tempo sembrò che la sua pura abilità bastasse a compensare il grande vantaggio che il nord aveva in termini di materiali e risorse umane.
Anche ad ovest le cose non andavano bene visto che Grant, subito dopo la sua avanzata su Shiloh che lo aveva portato ai confini con il Mississippi, era stato fermato; doveva, inoltre, inviare rinforzi in Tennessee dove i generali sudisti Bragg e Smith stavano avanzando con decisione verso il fiume Ohio. Leggi il resto

La frontiera nei dipinti di George C. Bingham

A cura di Paolo Secondini

Esercizi con le armi
In una grande fattoria della Contea di Augusta, nello Stato della Virginia, George Caleb Bingham nacque il 20 marzo 1811, secondogenito del giudice Henry Vest e della maestra di scuola elementare Mary Amend.
Si accostò alla pittura giovanissimo (non aveva ancora compiuto dieci anni), sentendo spontaneamente il desiderio di riprodurre su carta, su legno o qualsiasi altra superficie, mediante forme e colori, la bellezza dei paesaggi e della natura in generale, che contemplava durante le lunghe, solitarie passeggiate per i campi, e che grandi emozioni destavano in lui. Ben presto la famiglia, per gravi motivi economici, si trasferì nello Stato del Missouri, dapprima nella cittadina di Franklin, successivamente in quella di Arrow Rock.
Di fondamentale importanza nella vita del giovane Bingham fu l’incontro occasionale con il noto pittore Chester Harding – nativo di Conway, Massachusetts –, i cui insegnamenti, soprattutto nell’ambito della ritrattistica, gli permisero di migliorare la propria arte, che aveva iniziato da semplice autodidatta. Leggi il resto

Frank “Pistol Pete” Eaton, il famosissimo sconosciuto

A cura di Gualtiero Fabbri

Frank Boardman “Pistol Pete” Eaton. Ecco a voi un’altra figura del vecchio e selvaggio west praticamente sconosciuta tra noi, pur essendo una delle più famose in Nordamerica.
Il materiale che si trova in giro è molto poco, ma ci sono alcune biografie ed un’autobiografia a disposizione. Vista la sua fama e la data della sua morte, potrebbe anche essere apparso alla televisione…
Detto questo, la sua vita attiva si è svolta nel pieno “wild west” come comunemente lo intendiamo e senza necessità di grandi stravolgimenti sarebbe già una trama per un classico film western.
Frank Boardman “Pistol Pete” Eaton nacque il 26 ottobre 1860 ad Hartford, nel Connecticut, ma stette lì per pochi anni, visto che la famiglia si trasferì in un ranch a Mounds Twin in Kansas nel 1868, dove ancora si sentiva forte il contrasto delle parti entrate in conflitto nella Guerra Civile Americana. Leggi il resto

L’agente indiano

A cura di Gaetano Della Pepa

L’agente indiano degli Ute
L’11 marzo 1824 veniva creato il Servizio Affari Indiani alle dipendenze del dipartimento della guerra. Il compito di quest’ufficio era quello di versare alle tribù firmatarie di trattati le annualità, in soldi ed in beni materiali, fissati dai trattati, controllandone i bilanci.
In seguito, però, oltre ai compiti di gestire il fondo per la civilizzazione degli indiani, ai funzionari del Servizio venne affidato anche l’arduo incarico di risolvere le controversie tra gli stessi indiani ed i bianchi, in particolare coloni e commercianti.
Nel 1831 l’ufficio passò alle dipendenze del ministero dell’interno ed assunse la denominazione di Commissariato agli Affari Indiani con a capo il Presidente degli Stati Uniti. Vennero nominati i sovrintendenti e posti a capo delle varie zone in cui venne diviso il territorio, sia quello delle tribù ormai pacifiche, sia di quelle ancora in guerra. Leggi il resto

Deadwood e i suoi protagonisti

A cura di Cesare Bartoccioni

Una vista di Deadwood
Deadwood, la famosissima e pericolosa città mineraria del West, negli anni ’70 del 1800 era zeppa di personaggi duri e tra questi alcuni erano veramente senza legge. I più importanti e carismatici – come Wild Bill Hickock e Al Swearengen – hanno avuto recentemente l’onore di essere raccontati nella recente serie televisiva “Deadwood”.
Al Swearengen è il malvagio proprietario del Gem Theater, un frequentato luogo di intrattenimento dove alcol, sesso e gioco d’azzardo sono serviti come dolcetti in un ristorante notturno di bassa categoria.
Seth Bullock è l’imprenditore Canadese di ferramenta che viaggia all’ovest e diventa sceriffo in un campo di minatori senza legge. Solomon (“Sol”) Star, il modesto socio di Bullock, è la voce della ragione quando iniziano i guai. Leggi il resto

Mato-Tope (Quattro Orsi), capo dei Mandan

Mato-Tope
Il capo dei Mandan Mato-Tope era il secondo capo all’interno della sua tribù. La sua fama non è collegata a particolari meriti guerreschi o a episodi noti al di fuori della sua tribù, ma prevalentemente al bene che faceva per la sua gente al punto da essere realmente molto amato. Neppure è possibile collegare i Mandan e il loro capo Mato-Tope a una qualche forma di contrapposizione ai bianchi che avanzavano verso ovest. Del capo Mato-Tope conosciamo prevalentemente quello che c’è stato tramandato dal pittore George Catlin o dall’esploratore tedesco Maximilian Zu Wied che tra i Mandan avevano avuto modo di vivere piuttosto a lungo. Il ritratti che questi due personaggi hanno dipinto del capo Mato-Tope hanno il merito di aver reso famoso quest’ultimo in maniera pressoché universale al punto che i dipinti vengono talvolta usati in maniera imprecisa illustrando argomenti che nulla hanno a che vedere né con Mato-Tope né con i Mandan né con le tribù indiane nelle pianure. Leggi il resto

Wild Bill Hickok, Rock Creek Station e il massacro McCanles

A cura di Mario Raciti e Sergio Mura

Rock Creek Station fu aperta nel 1857 sulla pista che portava all’Oregon e alla California.
Adagiato beatamente lungo la riva occidentale del Rock Creek, un torrentello del Nebraska, il posto di scambio veniva utilizzato regolarmente dai viaggiatori isolati e dalle carovane che cercavano l’ovest con marce infinite.
Rock Creek Station non era un granchè come costruzione…
Era un piccolo agglomerato di baracche di legno sistemato meglio che si poteva con i mezzi di fortuna a disposizione di un certo S. C. Glenn.
Non mancavano uno spaccio sempre aperto e ben rifornito di liquori, bevande varie e viveri, ed una sorta di magazzino adibito a granaio in cui Glenn vendeva grano e provviste a tutti quelli che si fermavano alla sua “stazione”. Leggi il resto

“Fleming Bastard”

A cura di Gianni Albertoli

“Gli Algonquins si trovarono sotto gli attacchi degli Iroquois, che scesero nel loro paese per distruggerli… non sentendosi abbastanza forti per difendersi, cercarono allora asilo nella colonia francese”. I francesi si erano nel frattempo uniti agli Huron, appoggiarono i profughi e “inviarono distaccamenti, piccoli e grandi, a volte vittoriosi e qualche volta sconfitti” contro gli invasori; “… quando gli Iroquois, perfidi ed astuti, chiesero la pace”, pur negoziando, continuarono i loro attacchi. Una spedizione di guerra discese il fiume Richelieu (Sorel River), gli Irochesi costeggiarono Three Rivers durante la notte senza essere scoperti, poi “scesero fino a Quebec con la stessa fortuna” (Nicolas Perrot) per procedere verso le terre degli Hurons. Il 18 maggio 1656, il giorno dopo, erano pronti ad attaccare, “volevano prendere di sorpresa gli Huron quando questi andavano a lavorare nei campi, perché in quel momento erano fuori dalle loro fortezze”. Leggi il resto

Cherokee Bill

A cura di Giacomo Ferrari

Cherokee Bill
Crawford Goldsby fu il più famoso bandito che vagò nel Territorio Indiano, sebbene quando morì non avesse ancora compiuto vent’anni.
Per un periodo di due anni, nell’ultima decade del XIX secolo, egli creò un regime di terrore nel Territorio Indiano con furti e omicidi. Poiché era molto famoso, molte leggende furono create intorno a lui.
Alcuni biografi di Cherokee Bill affermano che egli iniziò le imprese che lo resero famoso come malvivente, dopo aver compiuto diciotto anni, altri invece sostengono che egli abbia ucciso la sua prima vittima all’età di dodici anni. I biografi sono discordi anche nel definire il tempo in cui venne chiamato “Cherokee Bill”. Secondo alcuni fu Bill Cook a dare a Crawford il nomignolo “Cherokee Bill”. Leggi il resto

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