Il calendario di Farwest.it, mese per mese (2015)

Aggiornato a Marzo 2015

Si prosegue con i calendari con Marzo 2015!
Dopo anni e anni di esperienza (e, crediamo, di reciproca soddisfazione), anche nel corso di questo anno, mese dopo mese, pubblichiamo regolarmente i calendari di Farwest.it. I nostri calendari sono stati creati per essere stampati ed appesi o incollati all’interno di agende, quaderni, nel nostro posto di lavoro, in casa, a scuola, all’università o dove volete voi.
Per visualizzare l’immagine in dimensioni generose è sufficiente cliccare sulle miniature, mentre se si vuole scaricare il calendario (per collezionarlo o stamparlo) si deve cliccare sulla didascalia delle immagini.
Salvatele sul vostro desktop ed il gioco è fatto!
Se i calendari che scaricate sono di vostro gradimento, scriveteci una email cliccando qui! Per noi sarà uno stimolo a fare ancor meglio. Leggi il resto

Un Ligure contro Toro Seduto

A cura di Sergio Mura

“Feci la prima telefonata alla parrocchia di S. Stefano d’Aveto, ma non ebbi risposta, provai allora con quella di Borzonasca dove purtroppo non risultò essere nato nessun Agostino Luigi, ma il parroco mi assicurò che i Devoto erano originari di quei luoghi e che nei pressi di Caregli esiste una borgata chiama “Devoti”. Il giorno seguente telefonai al parroco di Temossi, dove speravo di avere una conferma, ma anche lì la risposta fu negativa. Stavo ormai perdendomi d’animo, ma provai a fare l’ultimo tentativo presso la parrocchia di Mezzanego, dove dall’elenco risultavano iscritti solo cinque Devoto. Il parroco don Olivieri, mi disse subito che sarebbe stato difficile trovare il mio personaggio presso la sua parrocchia, dato che il cognome è originario di Borzonasca, ma dietro mia insistenza accettò di controllare; per fortuna, dopo una rapida ricerca negli archivi egli mi confermò invece che aveva trovato quello che cercavo, Agostino Luigi Devoto era nato a Borgonovo di Mezzanego il 27 febbraio 1851, da Giuseppe fu Agostino e Cassinelli Angela fu Luigi.” Leggi il resto

Capitan Jack, capo dei Modoc

A cura di Marco Chiornio

Capitan JackCapitan Jack, il cui nome indiano era Kintpuash, capo dei Modoc e leader della fazione ostile nella Guerra dei Modoc (1872-1873), dopo la morte del padre aveva accettato, nel 1864, di lasciare la terra dei suoi avi per trasferirsi, con il suo popolo, nella riserva dei Klamath. Capitan Jack, nel frattempo, era diventato capo dei Modoc. In origine era tutt’altro che ostile ai bianchi e questo suo atteggiamento gli aveva persino fruttato alcune accuse di vigliaccheria dal padre. Nella tribù si formarono allora due partiti, uno per la guerra, con Schouchin, l’altra per la pace con a capo Capitan Jack. Tra gli abitanti di Yreka e il Modoc Captain Jack si instaurò un rapporto quasi amichevole. Tra i Modoc ed i Klamath era, un tempo, assolutamente normale fare commercio di schiavi. In particolare donne e ragazze modoc erano molto richieste dai cercatori d’oro.
Per la sua somiglianza con un cercatore d’oro di nome Jack, il giudice Elisha Steele di Yreka diede al Modoc Kintpuash il soprannome di Capitan Jack, soprannome che ben presto fu usato anche dai Modoc. Il giudice e Elisha Steele, nominato Agente per gli Indiani della regione di Yreka dal presidente Lincoln, Leggi il resto

La guerra del carbone

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Eureka, 1880
La ricerca dei metalli nella regione del Nevada (piombo, ferro, antimonio e argento) cominciò nel 1860, e la prima fornace per fusioni nacque sei anni dopo, a opera di Moses Wilson.
Nel 1872, il distretto vantava ormai 1500 miniere e una popolazione di più di 4000 individui, molti dei quali italiani, svizzeri e cinesi, tutti impegnati nella produzione del carbone necessario alle fabbriche. Entro il 1874 le fornaci in città diventarono una dozzina.
La cittadina di Eureka rischiò più volte di finire distrutta dalle fiamme a causa della cenere incandescente che volava sui tetti.
L’aria, densa di fumo e di fuliggine, era irrespirabile. Il carbone non bastava mai. I fonditori di piombo e argento ne richiedevano da 200 a 250 chili per raffinare una tonnellata di metallo. L’impatto sul patrimonio boschivo del territorio fu devastante. Entro il 1878 per cinquanta miglia attorno a Eureka non restò più un solo albero.
Al principio, la legna veniva gettata in larghi pozzi scavati nel terreno e poi incendiata e coperta di terra. Leggi il resto

Hyman G. Neill, noto come “Hoodoo Brown”

A cura di Omar Vicari

Hyman G. Neill, meglio noto come “Hoodoo Brown“, veniva da una buona famiglia di Lexington nel Missouri. Il padre, avvocato, avrebbe voluto abbracciare gli ideali della Confederazione allo scoppio della guerra civile, ma allo stesso tempo non volle rinnegare il giuramento fatto alla costituzione degli Stati Uniti per cui combatté dalla parte dell’Unione.
Quella di Neill era una famiglia tradizionale del Sud degli Stati Uniti di Lexington (Missouri). Suo padre si era trasferito a Lexington dalla Contea di Lee (Virginia) negli anni 1830. Questa scelta, abbinata alla morte di sua moglie, fece sì che trasferisse la sua famiglia a Johannesburg (Missouri) dopo la guerra. La data di nascita è ignota. Leggi il resto

Il “figli del celeste impero” nel west

A cura di Luca Barbieri

Un immigrato cinese
“L’omicidio è punito dalla legge, signori, e su questo non ci piove. Ma qui è stato ammazzato un cinese e sui cinesi la legge non si pronuncia. Quindi dichiaro l’imputato innocente”.
Così sentenziò il giudice Roy “Whisky” Bean, seduto sul bancone del saloon di Langrty (Texas), sede del tribunale della città, nell’atto di giudicare il giovane irlandese che aveva freddato con un colpo di pistola un manovale cinese durante una lite. Le parole dell’ “uomo dai sette capestri” sono inequivocabili: di fatto la vita di un cinese valeva assai meno di quella di un cavallo, visto che per il furto di uno di questi animali la pena, in Texas, era l’impiccagione.
“Ma cosa diamine ci faceva un cinese nel Texas?”, potrebbe chiedersi un lettore magari alle prime armi con la storia della Frontiera americana.
La risposta a questa ipotetica domanda è che, di fatto, di cinesi nel West ce ne furono quasi più che in Cina: una colossale fiumana composta in gran parte da giovani maschi che dai porti della West Coast dilagò in quasi tutta la nazione, creando una sorta di “nuovo” Celeste Impero tiranneggiato dalle Tong Leggi il resto

Le 500 Nazioni: l’altopiano

Indiani Paiute
Con l’espressione nativi americani si intende indicare popoli indigeni dell’America che abitavano il continente prima della colonizzazione europea e i loro odierni discendenti. In questo articolo vi presentiamo i raggruppamenti tribali della zona chiamata “Altopiano”.
Nell’altopiano compreso tra l’Idaho, l’Oregon orientale, lo stato di Washington, il Montana occidentale e il Canada vivevano numerosi piccoli gruppi molto pacifici (tra cui i Nez Percé o Nasi Bucati, i Wallawalla, gli Yakima, i Flathead e i Cayuse).
Sopravvivevano grazie alla caccia, alla raccolta di frutti e alla pesca al salmone. La loro cultura era simile a quella dei loro vicini della costa nord-orientale, del Gran Bacino e della California.
Le lingue appartenevano per lo più alle famiglie penutiana e mosana. Leggi il resto

Riti sanguinari

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Uno Skidi Pawnee
Gli Skidi Pawnee (sanguinaria tribù che celebrava sacrifici umani) erano parte integrante della Nazione Pawnee anche se, in alcuni casi, persino da questa erano temuti. Anche se l’origine e il destino di questo popolo (in conflittuale rapporto con le altre tribù Pawnee) sono avvolti nel mistero, la loro pratica dei sacrifici umani in onore alla Stella del Mattino è cosa accertata.
L’illustre studioso George E. Hyde (nato a Omaha nel 1882 e morto nel 1968) nella sua opera dedicata ai Pawnee e disponibile anche in italiano (i Pawnee, Mursia 1991), ci indica persino date precise di singoli sacrifici.
L’ultimo certamente documentato risale al 22 aprile 1838, ai danni di una quattordicenne Oglala di nome Haxti, rapita dal suo villaggio. La sua esecuzione fu decretata da un consiglio di ottanta notabili. Questi terribili sacrifici venivano celebrati a scopo propiziatorio, nell’imminenza delle stagioni di caccia o del raccolto del grano, ma anche per chiedere alle stelle di fugare le epidemie. Leggi il resto

I Rangers del Texas durante la guerra messicana

A cura di Marco Vecchioni

Un Ranger del Texas
I soldati dell’esercito americano non riuscivano a capacitarsi del feroce odio che contrapponeva i rangers ai messicani.
Questa animosità aveva avuto origine durante la rivoluzione texana a causa dei massacri di Alamo e Goliad. Il periodo repubblicano non contribuì certo a mitigarne i rancori.
Nel 1842, il generale Adrian Woll occupò brevemente San Antonio.
Alcuni mesi dopo un gruppo di Texani, al comando di un certo Mier marciò sul Messico, reclamando vendetta per il massacro di Dawson, avvenuto nel corso della breve spedizione di Woll. La compagnia di Nicholas Dawson, composta da volontari che operavano con i rangers di Mc Culloch, era stata circondata e annientata.
I rangers di Mc Culloch avevano scoperto che a Sud del Rio Grande si stava ammassando una grande quantita di truppe nemiche, e avevano raccomandato di non attraversare il fiume. I volontari non diedero loro ascolto, passarono il fiume e Mc Culloch li abbandonò al loro destino. Leggi il resto

Spedizioni ed esplorazioni nel Nord-America

A cura di Luana Leonini

L’ esplorazione del continente americano, in quanto tale, non si sviluppò solo in seguito al Rinascimento, ma ebbe un suo proprio sviluppo, in quanto le notizie provenienti dal Nord America e sui suoi abitanti, rivoluzionarono la visione del mondo da parte degli europei. Per le generazioni successive, che soffrivano per la sovrappopolazione, per la povertà e le persecuzioni religiose in Europa, l’America del Nord divenne un simbolo di speranza e di vita nuova.
Come risultato, tutti questi avvenimenti, più o meno giustificati (dagli interessati), avvenivano a spese delle popolazioni indigene del Nord America.
Tutte le spedizioni effettuate dalle maggiori potenze erano guidate da esploratori che non erano cittadini di quelle nazioni: Colombo, che navigò per la Spagna nel 1492, era italiano; Caboto, al servizio dell’Inghilterra, era anch’esso italiano come il Verrazzano che navigava al servizio della Francia. Nel 1524 l’inglese Hudson esplorava per conto dell’Olanda, nel 1741 il danese Bering era al servizio della Russia. Leggi il resto

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